Qualche giorno fa Vittorio Zucconi scriveva, in questo articolo, praticamente quello che penso io della situazione politica attuale.
Quasi a dimostrazione, ieri Calderoli portava ancora qualche metro più in basso la “discussione politica” italiana, introducendo i concetti zoologici che gli sono cari per natura e formazione personale.

Ora, vi giuro che vorrei trovare la forza di indignarmi, ma proprio non ci riesco.

Non perché le parole di Calderoli siano “accettabili” – non lo sono – ma perché l’indignazione è un sentimento che nasce dallo shock. È un sentimento che nasce dal venir presi alla sprovvista da qualcosa di impensabile.

Calderoli che fa dichiarazioni razziste? Non è esattamente la prima volta.

Nello stesso tempo, non mi lascia l’impressione che il discorso politico, in Italia, sia sempre più involuto o che, quanto meno, involuta sia la parte sulla quale si insiste con i cittadini.
Non vengono proposti argomenti complessi, solo strilli d’agenzia. Mini-argomenti pre-digeriti per un pubblico che ha perso gli enzimi gastrici per digerire argomenti più corposi.

“Il taglio dell’IMU”, riassunto in tre posizioni chiave: Pdl > necessario!; Mef > Mancano 4 miliardi! Pd > Mhm…

“Lo jus soli”, riassunto in due posizioni chiave: gente che no > no!; gente che sì > sì!

“L’aumento dell’iva”, riassunto in tre posizioni chiave: Pdl > no, no, no! Confindustria > No, no, no!; Mef > Mancano 4 miliardi!

Questi e altri argomenti-flash rimbalzano qua e là per l’Italia, insieme a altre decine di argomenti-flash ancora più transitori: il rimpatrio di Alma Shalabayeva e della figlia, Snowden chiuso in un aeroporto di Mosca, gli egiziani che si scannano, un incidente ferroviario in Francia…
Un unico, indistinto, magma di mini-informazioni, in comodi bocconcini già impastellati modello McNuggets.

Non ho niente contro i McNuggets, ma non si può dire che, da soli, rappresentino un’alimentazione equilibrata. Quindi, forse, è il caso che noi tutti si faccia un passo indietro e si guardino le cose in prospettiva, invece di continuare a correre dietro l’ultima notizia-flash come galline senza testa.

Guardiamo un attimo la situazione italiana. Il nostro debito pubblico è in bilico precario, la nostra economia è in recessione, le nostre banche non erogano prestiti o quasi, cosa che ostacola ulteriormente la ripresa economica, gli investitori esteri non sono mica scemi e sull’Italia non investono, anche perché non hanno garanzie sotto diversi aspetti…

E questo è il riassunto del riassunto: il sommario, praticamente. Su ognuno dei punti sopra citati si potrebbero scrivere centinaia di pagine. La buona notizia: sono state scritte, noi le possiamo leggere.

Ma facciamo un altro passo indietro e osserviamo la situazione europea: 28 paesi tutti più o meno nella merda, con problemi simili (dovuti a una stessa crisi economica mondiale) e problemi diversi (dovuti alle proprie idiozie interne). Un governo centrale che non governa proprio niente, ma si limita a dare dei paletti (sensati) che i vari paesi sentono sempre più come delle costrizioni. Ogni governo nazionale viene mandato a casa con i suoi compitini, cerca di farli al suo meglio (noi italiani abbiamo dei cani famelici, maestra!) e fine lì.

E in tutta Europa cresce il numero di chi inizia a pensare che togliersi dall’Europa sia una buona idea. Togliersi dall’euro. Forse togliersi anche dal mondo, chissà.

Se questo dovesse succedere, in futuro assisteremo a sfide avvincenti come “l’economia italiana contro l’economia cinese: chi vincerà?”. Perché mentre noi facciamo i compiti a casa dei paesi giganteschi, con dei Pil mastodontici, diventano sempre più importanti. Mentre noi… no.

Dunque, non ho mai nascosto di essere un’europeista di ferro. Sono italiana, e vabbe’, ma di essere europea sono orgogliosa, più o meno per tutti questi motivi qua.

E mi sta molto bene se ci preoccupiamo delle uscite razziste di un povero macac senatore leghista, davvero, perché la civiltà è importante e le parole non andrebbero usate a caso. Ma mi piacerebbe se, contemporaneamente, potessimo occuparci anche di quel problema un po’ più lungo, ossia quello che le politiche comunitarie europee vanno coordinate un secondino meglio – e pare che sia necessario farlo a livello europeo.

Perché il problema, secondo me, non è nemmeno quello di uscire dall’euro (idea che personalmente considero delirante, ma tant’è), ma quello di uscire dall’Europa. Usciamo dall’Europa e diventeremo quasi subito l’equivalente politico di una caccola sulla schiena di un elefante.

È questo che volete diventare, cari anti-europeisti?

Quali pensate che siano le alternative? Una magica autarchia nazionale, come ai bei vecchi tempi?

Sarà forse perché non sono così innamorata dell’Italia che la prospettiva di cedere parte della nostra sovranità nazionale non mi turba molto, ma mi rendo conto che per alcuni è un’idea destabilizzante.

Più o meno di un senatore che dà della scimmia a un ministro?

Lo lascio decidere a voi.

Informazioni su Susanna Raule

Susanna Raule, psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia nel 1981. Ha lavorato come traduttrice e sceneggiatrice per vari editori. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto "Ford Ravenstock – specialista in suicidi", con i disegni di Armando Rossi, in seguito finalista al Premio Micheluzzi (Napoli Comicon). Nel 2010 è tra i finalisti del premio IoScrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con "L’ombra del commissario Sensi", che esce per Salani, con cui pubblica anche "Satanisti perbene" e "L’architettura segreta del mondo". In seguito esce una prima edizione de "Il Club dei Cantanti Morti", il graphic novel "Inferno", "I ricordi degli specchi" e l’antologia di racconti a tiratura limitata "Perduti Sensi". "Il club dei cantanti morti" nel 2019 diventa il primo volume di una trilogia crime-sovrannaturale per Fanucci. Nel 2020 viene ripubblicato un primo volume di "Ford Ravenstock" per Doulble Shot. Su Wattpad è disponibile gratuitamente il suo romanzo "La signora Holmes". "L’ombra del commissario Sensi" è stato selezionato dal Sole 24 Ore nella collezione dei migliori gialli italiani. Scrive per le testate Esquire, Harper’s Bazaar e Wired. È tra le fondatrici del collettivo per la parità di genere nel fumetto Moleste (www.moleste.org). Il suo sito è www.susannaraule.com

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  1. SaraH ha detto:

    Come sempre articolo acuto e puntuale.
    Illuminante anche il link a eupedia: si nota chiaramente come l’Italia sia per moltissimi aspetti fuori dalla media europea (importanza della religione, del matrimonio, discussione sul matrimonio omosessuale, etc).

    • Susanna Raule ha detto:

      Sì, infatti.
      E mi fa ancora più tristezza pensare che è forse (anche) per preservare certi brutti primati che in molti sono scettici sull’opportunità di una vera unione politica europea.

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