ho paura toreroEcco, ora ho un filo di tempo in più e mi fa piacere parlarvi di Ho paura torero, l’unico romanzo di Pedro Lemebel, storico attivista per i diritti gay cileno, saggista, intellettuale apertamente ostile a Pinochet che non lasciò mai il paese durante la dittatura e la cui importanza di letterato sta arrivando solo ora in occidente. Dopo che è morto, è ovvio. Pubblicato nel 2001 con il titolo “Tengo miedo, torero”, è poi stato tradotto in inglese nel 2015 (My tender matador) e infine pubblicato in Italia nel 2019 (da Marcos y Marcos), a ridosso dell’uscita della versione cinematografica.
Ho paura torero è un libro dalla prosa trascinante, immaginifica, divertente, alta, sentimentale nel senso più puro del termine. È uno di quei libri che danno piacere, che catturano in modo totale, che fanno godere. È la storia della Fata dell’angolo, una favolosa creatura di confine, una vecchia frocia dall’esistenza sgangherata che riveste di poesia tutto quello che tocca, che si è trovata una cadente casa d’angolo e l’ha resa una meraviglia di stoffe e ricami, arredandola di scatoloni pieni d’armi rivestiti di drappi colorati. Perché la storia comincia quando la Fata conosce per caso Carlos, giovane, virile universitario che le dà da tenere delle casse di “libri proibiti” che tutti sanno non essere libri. E quando Carlos e i suoi amici si vedono in soffitta per studiare, tutti sanno che non è per studiare.
Parallelamente, seguiamo uno spicchio di vita di Pinochet, della sua esistenza corrosa, la sua moglie petulante, il suo essere sconnesso dalla realtà, il suo ottuso senso d’importanza, le sue abitudini senili, i suoi incubi rivelatori e un po’ patetici. È con il veleno sottile del grottesco che Lemebel distrugge l’immagine del dittatore, racchiuso in uno squallore infinito, paragonato ai colori della Fata e di Carlos.
Ed è una storia d’amore, Ho paura torero, la storia di un amore diverso, sorprendente, carnale, vivo. La storia di un attentato, di una ribellione che è per prima cosa interiore e somiglia a una presa di coscienza.
È un libro politico e romantico, la storia di una relazione che si regge su equilibri sottili, lo spaccato vibrante di un periodo (l’86), in cui i nodi stanno venendo al pettine, ma mai del tutto. Un periodo di manifestazioni e di sommovimenti interiori, di palpitazioni e di ribellione.
Vi innamorerete della Fata dell’angolo, leggendo questo libro, vi innamorerete della sua casa, della sua vita, dei suoi amici e del suo cappello giallo a tesa larga. Vi innamorerete delle vecchie canzoni che canta in continuazione come un usignolo, della sua generosità pura e della sua ironia pungente. Di ogni dettaglio descritto con spietato realismo, ma anche sempre con magnifica levità. Fata frivola e profonda che così, come nulla fosse, ruba la scena a tutto: alla resistenza, alla dittatura, persino alla paura.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: susannaraule.com

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