Se non avete visto Giri/Haji non sapete che cosa vi siete persi. Credo che sia una delle serie migliori dell’anno scorso. Targata BBC è la storia di due fratelli in chiave noir, ma così noir che spesso sconfina nell’hard boiled. Kenzo Mori è un detective della polizia di Tokyo, la squadra di cui fa parte si occupa di criminalità organizzata e talvolta i confini tra sbirri e uomini della yakuza sono un po’ confusi. Il fratello minore di Kenzo, Yuto, è stato uno yakuza, ma tutti pensano che sia morto un anno prima.
Giri/Haji ha una trama intricata, ma non inutilmente macchinosa. Si svolge tra Londra e Tokyo, i protagonisti sono quasi tutti giapponesi (ma un ruolo importante ce l’ha Kelly MacDonald, quella di Trainspotting) ed è un crime bello corposo, bilanciato, a tratti quasi poetico, con ogni tanto degli irresistibili sconfinamenti in tematiche alla Danny Boyle e addirittura alla Guy Ritchie.
Bella fotografia, bella regia, cast in stato di grazia.

GiriHaji
In Giri/Haji ci sono un sacco di giovani lupi della yakuza, apparentemente cordialissimi, ma senza anima.
C’è una polizia invischiata con la criminalità, quasi attigua.
C’è un capo criminale britannico tatuato che sembra uscito da Lock and Stock.
C’è un giovane anglo-giapponese che sembra uscito da Trainspotting.
C’è la mafia albanese e la microcriminalità britannica. C’è pure un americano.
Ci sono detective inglesi non proprio brillanti, c’è una figlia adolescente in piena ribellione, c’è una famiglia, quella di Kenzo, che sta andando a pezzi, ma con una certa grazia.
E poi c’è Yuto, il fratello testa di cazzo che è la maledizione di Kenzo e di tutto quello che sfiora, e i pochi secondi in cui non vorresti strozzarlo.
C’è Sarah, che sembra una detective regolarissima e invece, insomma, diciamo che è meglio non farla incazzare.
Infine c’è proprio Kenzo Mori, personaggio gigantesco, profondo, dolente, leggero, moralmente compromesso eppure candido, uno che sembra uscito da un libro di Chandler, ma senza le iperboli.
Sul serio, guardatelo. Giri/Haji (Dovere/Vergogna) trascende il genere e va dritto nella categoria delle storie perfette. E nell’ultima puntata c’è una scena che vi lascerà a bocca aperta.

brothers

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: susannaraule.com

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