Vi piacciono i titoli con il numerino dentro? Anche a me. Di solito riguardano argomenti frivoli, ma non c’è motivo di non usare questo format anche per un articolo serio, no?

Quindi… ecco le cinque bestialità che sto vedendo online più di frequente in tema di razzismo.

“Dopo questa figuraccia le magliette rosse devono tacere”. Letta stamattina sul wall di un mio (ex) contatto Facebook. La “figuraccia” sarebbe che gli aggressori di Daisy Osakue, la sportiva torinese colpita da un uovo lanciato da una macchina in corsa, non avrebbero agito per razzismo ma per una “goliardata”. Quindi quando una ragazza nera viene aggredita in una zona nota per la presenza di prostitute straniere e dopo che si sono già verificati casi di aggressioni razziste in tutto il Paese, in presenza di “voci” come quelle nelle foto qua sotto, con la vittima stessa che suppone si sia trattato di un’aggressione razzista… è una “figuraccia” presumere che si sia trattato di un ulteriore episodio xenofobo. Non è invece, tipo, “la prima cosa che ti viene in mente”.

Ma con il senno del poi ecco che la posizione delle “magliette rosse” si aggrava: uno dei lanciatori sarebbe il figlio di un consigliere comunale del PD, quindi non può essere razzista di default! E indovinate chi è stato il primo a rivelare questa informazione infischiandosene del segreto istruttorio? Il nostro sogghignante presidente del co ministro degli interni, ovviamente con una stesa di emoticon tutto attorno.

Inutile dire che sarà meglio che nessuno taccia, qualunque sia il colore della sua maglietta, quando c’è un credibile sospetto di un’aggressione a sfondo razziale.

“Gli italiani non sono razzisti”. Corollario: “è un’invenzione della sinistra”. In questa mappa sono segnate le aggressioni a sfondo razzista avvenute in Italia dal primo giugno di quest’anno. C’è chi parla di “emergenza”, ma non so se sia corretto. Aggressioni razziste ce ne sono state parecchie anche negli anni scorsi. Sarebbe interessante, piuttosto, capire se si tratta di un trend in aumento oppure no. Ma che ci siano un bel po’ di italiani razzisti in giro mi pare evidente.


E su questo vale la pena di porsi delle domande: posto che il razzismo, in Italia, c’è sempre stato, gli atti di matrice razzista sono stati innescati dalla propaganda martellante di un certo parito politico (la Lega), che li ha in certa misura sdoganati? Sono aumentati a causa di una maggiore percezione di impunità? Solo oggi, a Pistoia due italiani hanno sparato a un migrante al grido “negri di merda” e a Napoli un ambulante – regolare – senegalese è stato colpito alle gambe da dei colpi di pistola. Ma il secondo caso potrebbe essere un avvertimento mafioso delle famiglie della zona, quindi tiriamo tutti un sospiro di sollievo: se così fosse non si tratterebbe di razzismo, bensì di camorra.

 

“C’è un’emergenza migranti”/ “Ci sono troppi stranieri”. Questa è vecchia, ma continua a girare, forse perché continua a essere messa in giro. La riporto in questa doppia forma perché una parte dell’opinione pubblica non fa differenza tra “migrante”, “immigrato”, “extracominitario” e “richiedente asilo”. Sono tutti una stessa entità minacciosa – così dipinta dai nostri politici, quanto meno.

Ora, come è noto, in quanto a numero di rifugiati accolti, l’Italia non è nemmeno in classifica. Paesi ben più poveri del nostro ne accolgono molti di più. L’unico paese europeo ad averne accolti un sacco è la Germania. Anche a livello percentuale, rispetto agli altri paesi europei siamo molto in basso: 2,4 ogni mille abitanti, versus i 23, 4 della Svezia e i 18, 3 dell’odiata Malta.

In quanto al numero degli stranieri residenti in Italia, anche qua la percentuale è bassa rispetto al resto d’Europa: 8,3%, comunitari compresi.

Insomma, la risposta “questa è vecchia” spiega già tutto. Andatevi a cercare i dati dove volete.

La cosa che immagino turbi molti nostri concittadini è un’altra: camminando per strada vedono molte più facce scure di quante ne vedessero venti anni fa. Se la cosa turba anche voi, iniziate a prendere in considerazione l’idea di essere un filino xenofobi. Spero che ora non metterete in dubbio la vostra stessa esistenza.

 

“La vera emergenza sono i reati commessi dai migranti”. O dagli immigrati. O dagli stranieri. O dai neri. O, insomma, dai non-italiani-almeno -di-terza-generazione.

I crimini commessi dagli italiani in realtà sono di più e più gravi, ma è chiaro che non sono un’emergenza.

Solo il 23% dei reclusi è extracomunitario, infatti, e “considerando i reati più gravi, come la criminalità organizzata, il 98,75 per cento dei detenuti condannati per tali delitti è italiano e solo l’1,25 per cento non lo è”. Inoltre il numero di stranieri arrestati è calato del 2%.[Fonte]

Ma il giochino, nel nostro Paese non-razzista, è oggi confrontare il numero dei crimini commessi dai migranti con quello dei crimini di matrice razziale commessi dagli italiani. Italiani scusati, è ovvio, perché “non ce la fanno più”. Come dicevano alle elementari, moltiplicare le mele con le pere. Dovendo fare un paragone corretto, bisognerebbe contare i crimini di matrice razziale commessi dai migranti e quelli commessi dagli italiani. Ma verrebbe fuori che di migranti che si sono messi a sparare su qualcuno al grido di “italiani di merda” in Italia non ce n’è. E questo sarebbe naturalmente un problema, per noi non-razzisti.

da affaritaliani.it una divertente vignetta non-razzista

“Gli italiani che faticano ad arrivare a fine mese non ne possono più”. E siccome non ne possono più, insomma, è quasi naturale che si mettano a sparare al primo nero di passaggio.

Questa è forse la bestialità più bestiale, insinuare che chi odia gli stranieri siano… i poveri. Un’idea profondamente classista condivisa sia a destra che a sinistra, perché in fondo se te la prendi con i poveri non sbagli mai.

Ma se andiamo a guardare le composizioni del voto del 4 marzo, scopriamo che i disoccupati non hanno votato il partito che ha più insistito sull’invasione in campagna elettorale, quello con gli slogan più violenti verso i migranti e quello che predicava espulsioni, ruspe e via dicendo (la Lega), ma hanno votato il Movimento 5 Stelle che prometteva redditi di cittadinanza. In pratica chi non aveva nulla ed era davvero nei casini a livello economico, non ha votato contro i migranti, ma a favore di un reddito minimo per quanto aleatorio. La Lega è stata votata in percentuali pressoché uguali da commercianti, artigiani e operai. Persone, insomma, che un reddito ce l’hanno.

Se invece cerchiamo di capire chi vomita odio online, le cose si fanno più difficili. Nel 2017 risultava che l’identikit dell’hater di Laura Boldrini corrispondesse a persone di bassa estrazione culturale e bassa scolarità. Non c’erano precisi dati sul censo.

Sono le stesse persone che in questo stesso momento vomitano odio sulla bacheca Facebook di Daisy Okasue? Impossibile a dirsi, quindi impossibile anche fare un paragone sensato tra le tipologie.

Resta il fatto che seguendo a caso qualche profilo, di nullatenenti non se ne incontrano. Si incontrano graphic designer, liberi professionisti, impiegati e moltissimi attivisti politici che inondano il proprio profilo di link xenofobi, razzisti e, dulcis in fundo, sessisti e omofobi.

Che faranno fatica ad arrivare a fine mese, non lo metto in dubbio, ma non più della maggior parte di noi.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: susannaraule.com

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