Anno 2019, un paesello in mezzo alla foresta dove ben pochi di noi vorrebbero vivere. Alberi, alberi, alberi senza fine come un mare verde cupo e, proprio nel mezzo, la ciminiera bianca e fumante di una centrale nucleare. Tipo Twin Peaks, ma senza picchi. Tipo Hawkins, ma con uno scroscio di pioggia ogni quarto d’ora circa. Uno scroscio di pioggia che tutti sembrano ignorare.

Non sono gli scrosci di pioggia, tuttavia, la cosa più inquietante di Winden, la cittadina in questione. Nel bosco c’è imboccatura di una grotta da cui provengono strani rumori, uno strano vento. Inoltre… spariscono le persone, meglio se bambini o ragazzini.

Il valore immobiliare delle case, a Winden, dev’essere ben misero, tra pioggia, centrale nucleare e sparizioni, tanto più che c’è stata una scomparsa anche 33 anni prima, e anche in quel caso era un ragazzino.

Collegate tutti i puntini tra loro, adesso: piccola città, ogni famiglia ha un segreto, buco misterioso nel bosco, losco impianto governativo tra le frasche… sì, be’, ne convengo: messa così non è il massimo dell’originalità. Il titolo alternativo della serie, addirittura, è “I Segreti di Winden”, non so se vi ricorda qualcosa.

Ma fermarsi all’apparenza sarebbe un peccato, perché gli elementi di cui sopra, nel corso della storia del cinema e della televisione, hanno dato un numero sorprendente di prodotti sempre diversi e spesso buoni ed è il caso anche di Dark. Per di più Dark non è solo questo.

dark_us_jpg_400x0_crop_q85Lasciatemi elencare qualche differenza:

Noi spettatori scopriamo quasi subito dove sono finiti i ragazzini. Non lo considero uno spoiler, dato che è il tema della serie, ma se siete degli integralisti delle anticipazioni non leggete la frase seguente: i ragazzini hanno viaggiato nel tempo, in qualche modo passando dalla grotta. Quindi Dark non è una serie sovrannaturale in senso stretto, quanto di fantascienza. E i paradossi temporali tornano tutti, ho controllato.

– Per quanto a un’occhiata superficiale Dark sembri “Twink Peaks incontra Stranger Things” alla fine è piuttosto diverso da entrambi. È una serie europea, e come tale ha un modo diverso di affrontare le cose. Per intenderci, è più vicino a Broadchurch che ai suoi cugini americani (a entrambi, nella loro diversità).

– Come molti prodotti europei, ha dei difetti europei. Gli americani su certe cose sono tutti precisini, noi sorvoliamo un po’. Per esempio, se scompare un ragazzino, nel mondo reale, sul paesello calano giornalisti a frotte e squadre investigative d’élite, esperti criminologi e turisti in cerca di brividi. A Winden no. A Winden ogni tanto parlano della cosa alla radio, tra il meteo e lo sport. Fine. Delle indagini si occupa la scalcinata polizia del luogo, uno dei cui membri è anche il padre del bambino scomparso. Solo dopo un tot di giorni a qualcuno viene in mente che forse, sì, è il caso di sollevarlo dalle indagini.

Ma il difetto più grande è che, con un sistema di grotte a due passi dalla città e due ragazzini scomparsi, non venga organizzata una ricerca sistematica nelle grotte stesse, la polizia non cerchi mappe ed esperti di grotte a cui chiedere e così via.

Vi sembrerà un difetto grave – e bisogna ammettere che lo è – ma cercate anche di immaginare che cosa sarebbe diventata la storia se le grotte fossero state esplorate dalla puntata numero uno: Stargate. Credo che l’orrore supremo di una tale prospettiva sia quello che ha impedito agli sceneggiatori di affrontare la cosa in modo più sensato.

Ci sono poi mille altri piccoli problemucci. Insensatezze di poco conto, ma comunque irritanti.

Questo per dire: Dark non è perfetto, tutt’altro.

Se siete dei tipi pignoli, vi infastidirà.

Quindi, riassumendo, Dark non è poi così originale e non è priva di imperfezioni. Perché vederla, quindi?

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Il motivo principale sono i personaggi e come si muovono all’interno di un racconto dal ritmo ipnotico, che ti trascina al suo interno malgrado tutto.

Il padre del ragazzino scomparso, un ex bulletto a cui 33 anni prima è scomparso anche il fratello, e il suo fallimento esistenziale: una moglie, un’amante, la vita che l’ha messo sotto come un tir da dieci tonnellate. Il giovane Jonas, il cui padre si è ucciso senza un perché lasciandolo privo di punti di riferimento. Il vecchio Helge che vaga nel bosco biascicando parole senza senso, che un tempo è stato un Helge più giovane, e un Helge bambino… e quasi sempre ha sbagliato qualcosa. Qualcosa di grave. Regina e il suo rancore; nonna Ines e il suo segreto; Magnus, e Martha, e Franziska, e tutti gli altri adolescenti che sono pur sempre adolescenti. Charlotte, la poliziotta metodica, e suo marito Peter, dai molti fantasmi.

È una galleria di personaggi reali, vibranti, dalle belle facce come scolpite nel legno, dai giacconi sempre lucidi di pioggia.

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E Dark è una serie imperfetta e affascinante, che limita il facile citazionismo al minimo sindacale, che è tedesca ma non ha la classica fotografia piatta tipica dei telefilm tedeschi più noti, che fa la sua cosa senza preoccuparsi dei precedenti e che, passato un po’ di tempo, scopri che ti ha lasciato un sapore buono in bocca, un sapore complesso e strutturato da rosso corposo.

Se cercate uno Stranger Thing, non cominciate nemmeno. Se volete un altro Twin Peaks, cercatelo altrove. Dark, alla fine, riesce nell’impresa più difficile: essere solo Dark.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: susannaraule.com

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  1. Floriana Grasso ha detto:

    Sì, ma il mistero misterioso di DARK è soprattutto uno: ma che problemi hanno con la pioggia, questi?

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