Ieri sera ero a letto con il mio ragazzo. No, non è l’inizio di una confessione erotica, tranquilli. Ero a letto con il mio ragazzo e, come tutte le sere prima di dormire, stavamo leggendo. Armando leggeva qualcosa di serio o comunque di abbastanza intellettuale da contenere la parola “cengia”, io leggevo (in ritardo) il primo libro di Nicolò Zuliani.

E continuavo a ridere. No, anzi, a singhiozzare dal ridere. Finché Armando, seccato, non mi ha intimato di farlo in silenzio.

I successivi venti minuti si sono svolti all’insegna della deprivazione d’aria, da parte mia. E sono stati punteggiati da scoppi di risa soffocate e «Scusa» sghignazzanti.

Conosco Nebo (il nick di Zuliani) da qualche anno, cioè da quando mi sono imbattuta nel suo blog Proeliator. All’epoca era ancora su Splinder (e esisteva ancora Splinder) e anch’io avevo un blog su Splinder (questo, in effetti). Se non siete mai stati ai Bagni Proeliator, fate un favore a voi stessi: andateci.

Nebo era una specie di mitragliatrice letteraria. Ti investiva con scariche di duecento frasi iperboliche, acide, volutamente tamarre, volgari, irridenti, sguaiate e imbarazzantemente esilaranti al secondo. Imbarazzantemente perché, come dire, magari ti ritrovavi a ridere dei dei disagi intestinali altrui e questo ti faceva sentire un po’ in colpa. Cioè: no. Ma ti metteva con lampante chiarezza davanti alla verità che potevi ridere dei disagi intestinali altrui e non sentirti in colpa.

Nebo ha sempre avuto questo pregio, che potrei spiegare in modo più esaustivo solo ricorrendo alla celebre massima di Nietzsche, “se scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”. Ecco, Proelietor è sempre stato questo. L’abisso che ti scruta, ti fa l’occhiolino, fa dardeggiare la lingua tra indice e medio, si gratta il pacco con naturalezza e ti dice: «Ehi, ciao, io sono Abisso, fai qualcosa stasera?».

All’epoca, quando non investiva i propri lettori con l’imbarazzante consapevolezza di essere delle brutte persone, Nebo faceva qualche lavoro che lo rendeva infelice. Non mi ricordo con esattezza quale. Tutti continuavano a dirgli che avrebbe dovuto scrivere, perché era evidente che era quello che sapeva fare meglio (alla qual cosa lui rispondeva che andava benino anche nel sesso anale). Alla fine, la consapevolezza di essere davvero bravo a scrivere, il perdurare di una certa insoddisfazione lavorativa e, probabilmente, l’inevitabile declino della potenza sessuale, hanno convinto Nebo che, sì, scrivere sarebbe stato il suo lavoro.

Scrivere come giornalista per alcune delle riviste più glamour sulla piazza, apparentemente, portando anche nel mondo patinato di Cosmopolitan e GQ tonnellate di commenti ineleganti, razzisti, sessisti, qualunquecosavivengainmentisti e pacchi di coprolalia.

E scrivere il libro di cui vi sto parlando, La storia la fanno gli idioti, un libro che riassume perfettamente la weltanschauung nebiana: gli esseri umani sono un branco di coglioni ridicoli, patetici, grotteschi e per questo, in fondo, degni di amore.

In La storia la fanno gli idioti Nebo si limita a riportare dei fatti storici veri, come le traversie della nave da guerra USS William D. Porter, romanzandoli come li immagina lui. No, so che detta così sembra una cosa noiosa. Andate su Proeliator e leggete la prima stesura di quel capitolo. A quel punto capirete.

Capirete, intendo, perché io ridessi come una scema senza riuscire a fermarmi mentre il mio ragazzo si lambiccava il cervello sul possibile significato di “cengia”.

Davvero, se vi volete bene fatelo.

[Messaggio di Nebo in arrivo con veementi proteste per le allusioni a una sua possibile perdita di potenza sessuale -3, -2, -1…]

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Nebo (@Niebbo) scrive:

    LA MIA POTENZA SESSUALE STA BENISSIMO

  2. AstroCreep scrive:

    Mmm… di solito mi fido dei tuoi consigli, ma questo tipo di umorismo mi lascia abbastanza freddo.
    Mi sa che stavolta passo🙂

  3. Gigos scrive:

    Ah, ma allora si intende bagni come stabilimenti balneari! E io a cercare “bagni” su google translate dal latino…
    Vabbè, forse questo agosto è la volta buona che leggo Anatomia di uno statista sul kindle.

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