La prima cosa che dovete sapere sul crowdfunding, la primissima cosa che dovete sapere, è questa: si pronuncia “craufondin”. “Crau”, okay? Non “cro”. Se dite “crofondin” sembra che vi stiate finanziando a corvi.

Ecco un po’ di altre cose meno importanti che dovete sapere sul crowdfunding e su Lùmina.

Intanto, beccatevi la copertina di Lùmina.

Intanto, beccatevi la copertina.

IL CROWDFUNDING

Ecco, che cos’è? Come funziona? A volte si sentono racconti mirabolanti sui risultati ottenuti dagli artisti con questo sistema (forse ricorderete il caso di Amanda Palmer), ma poi molti di noi non hanno capito bene di che cosa si tratti.

Il crowdfunding è quello che dice il nome stesso: un finanziamento collettivo. Invece di chiedere un prestito a una banca, gli autori di un progetto lo chiedono a chiunque abbia due soldini in tasca. Non si tratta di beneficenza, è chiaro. A ogni donazione corrisponde una ricompensa. Se doni, per esempio, 5 Euro, in cambio avrai l’ebook del fumetto, quando sarà pronto. Se doni 25 Euro, ti arriva direttamente a casa una copia cartacea. Se fai una donazione davvero importante, per esempio 500 Euro, hai un sacco di cose: la copia digitale, un’edizione speciale di quella cartacea, una penna usb con il materiale extra, una commission sul libro (un disegno originale), una tavola a matita, l’invito al party di lancio…

[Per i non-addetti ai lavori: le tavole originali dei fumetti sono dei veri e propri oggetti d’arte, con un mercato loro. Un originale, a seconda di chi l’ha realizzato, va dai 100 Euro anche a delle migliaia di Euro. E, come tutte le opere d’arte, con il tempo può diventare molto, molto prezioso.]

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Quindi, dicevamo, i sostenitori fanno una donazione. La loro ricompensa la avranno quando il lavoro che stanno finanziando sarà pronto. Quindi ci vuole un po’ di pazienza.

E se gli autori scappano con il bottino e non fanno niente di quanto promesso?

Qua veniamo alla prima forma di garanzia per i donatori. Il crowdfunding viene fatto tramite appositi siti, che hanno la responsabilità legale del progetto. Il più famoso è sicuramente Kickstarter, tramite il quale sono stati finanziati progetti importantissimi: ricerche scientifiche, film, album musicali di grossi artisti…
Kickstarter, tuttavia, è un sito americano, che ha gli USA come base delle operazioni e il dollaro come valuta.

In Europa il crowdfunding è ancora all’inizio e ci sono meno siti.

Su questa faccenda ho fatto qualche domanda al Coffee Tree Studio, lo studio che si sta occupando della coordinazione del progetto Lùmina. Gli ho chiesto come fosse stato impostare una delle prima campagne professionali di crowdfunding in Italia e a quali esperienze avessero guardato per decidere come muoversi.

Mi hanno risposto di aver studiato a fondo il fenomeno crowdfunding, “prendendo soprattutto ispirazione dall’America, dove questo meccanismo è popolare da diversi anni e molto più attivo che nel Vecchio Continente.”
E hanno continuato: “Indiegogo, tuttavia, è una piattaforma europea e le conseguenze di ciò si sentono, soprattutto a livello di numeri. In Europa questo modello di business è relativamente giovane e ancora piuttosto sconosciuto, ma è senza dubbio pieno di grandi potenzialità: progetto dopo progetto, le singole persone stanno intuendo che con un piccolo contributo si può partecipare attivamente alla creazione di un prodotto, alla realizzazione di un’idea! Il che, anche simbolicamente, va ben oltre il semplice “pagare per ottenere un oggetto”.”

L’altra cosa importante da sapere sul metodo crowdfunding è una: c’è un obiettivo (economico). Se questo obiettivo non viene raggiunto, i soldi donati vengono restituiti ai donatori.

Sembra una cosa ovvia, ma mi sono resa conto in un’alta occasione che la maggior parte delle persone non lo sa!

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IL PROGETTO LÙMINA

Lùmina è un progetto di Emanuele Tenderini e Linda Cavallini. Insomma, il progetto di due professionisti. Entrambi hanno lavorato e lavorano per le più importanti case editrici italiane e francesi. Non sono sicuramente due tizi alle prime armi, sono due autori esperti che vogliono provare una strada diversa.

Ma prima di parlare di loro, parliamo di Lùmina. O meglio, del progetto di crowdfunding.

Il Coffee Tree Studio ci spiega quali saranno le caratteristiche tecniche:

“Il volume sarà un cartonato a colori di grande formato, stile “francese”, con 80 pagine in carta semi-opaca da 160 g/mq. Sarà inoltre stampato in esacromia, ovvero con l’aggiunta di un verde e un arancione alla tipica quadricromia (ciano, magenta, giallo, nero). Questo permetterà di ampliare la gamma cromatica e rendere quindi il colore stampato su carta molto più vicino al brillante colore digitale originale.
Lùmina sarà stampato in italiano, inglese e francese e distribuito in tutto il mondo via corriere espresso. Una distribuzione diretta, attraverso la quale il lettore riceverà il suo pacchetto direttamente dalle mani dell’autore.”

Questo, ovviamente, per quanto riguarda i donatori. Una volta stampato e pubblicato il libro andrà in distribuzione nel normale circuito delle fumetterie-librerie e potrà essere acquistato da tutti gli altri.

Spiegano al Coffee Tree Studio: “Durante la campagna crowdfunding stamperemo delle copie in più, in totale saranno tra le 1000 e le 2000 (dipenderà dai fondi raccolti).” La distribuzione avverrà tramite “fumetterie, librerie e rivenditori italiani e internazionali. La distribuzione partirà da dopo febbraio 2015, parteciperemo a fiere e presenteremo Lumina in giro per l’Italia. Tutto questo però dipende dall’esito del crowdfunding.”

Questo per quanto riguarda le caratteristiche tecniche.

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Ma confesso che al di là di questo, quando ho saputo di questa iniziativa la prima domanda che mi è venuta in mente è stata: sulla carta, Lùmina avrebbe potuto trovare facilmente una collocazione editoriale tradizionale. Come mai , quindi, la scelta del crowdfunding?

Ho girato questa domanda direttamente agli autori.

Mi ha detto Tenderini: “Ti risponderei che dovresti chiederlo direttamente agli editori, ma risulterei presuntuoso e forse anche non del tutto onesto. In realtà abbiamo ricevuto proposte editoriali molto interessanti, in Francia addirittura esagerate in termini economici. Il problema non è, però, il prezzo a tavola che un editore riesce a pagarci, ma la sua reale intenzione di investire sul progetto nel tempo. Volevamo evitare il rischio di essere collocati ai margini della “coda lunga”. Insomma, se proprio deve essere difficile vendere il volume, voglio poter avere la libertà totale di potermi risolvere i problemi da solo. Il crowdfunding è uno strumento sperimentale, per lo meno in Italia, ed era giusto provarci per capire se si riusciva a intercettare un nuovo tipo di pubblico o crearlo ad hoc per l’occasione.”

E aggiunge Cavallini: “Sono ormai una decina di anni che sia io che Manu (Tenderini – n.d.R) lavoriamo con editori secondo il metodo tradizionale. Certo, molte commissioni possono rivelarsi divertenti e piacevoli, ma mai al pari di quanto può esserlo il potersi occupare di un progetto personale interamente curato e prodotto dall’inizio alla fine. L’autoproduzione ti permette di essere completamente libero di gestire il tuo lavoro, sotto ogni punto di vista. È  un’immane faticaccia, ma la soddisfazione, la profondità del legame che stabilisci con la tua creazione e la sua “purezza” sono valori inestimabili e irraggiungibili se ti appoggi a un editore.  Senza contare il rapporto con il pubblico. Con il crowdfunding, nello specifico, dai vita al tuo progetto parlandone direttamente con i destinatari delle tue storie, con loro le vedi crescere e realizzarsi. È uno scambio di energia, un dialogo continuo. Non dico che possa essere un metodo che in assoluto potrà soppiantare la figura dell’editore, assolutamente no, ma è una via alternativa, molto dura anche, ma incredibilmente interessante.”

Conclude il Coffee Tree Studio: “Con Lumina, questa vibrazione si è avvertita fortemente ed è tuttora in crescendo. Come riferimenti a recenti progetti di crowdfunding nel mondo del fumetto, abbiamo ovviamente tenuto d’occhio l’andamento di due grandi titoli, Brigada (Fernandez, sulla piattaforma spagnola Verkami) e di Order of the Sticks (Kickstarter, USA).”

LÙMINA, IL FUMETTO

E, finalmente, parliamo anche del fumetto. Del motivo, in pratica, di tutto il lavoro. Esteticamente credo che le immagini parlino da sole. Ho davvero fatto fatica a scegliere quelle per questo pezzo.

Resta la storia.

Ora, io sono una scrittrice, una sceneggiatrice, una traduttrice. Per me le parole sono importanti.
Quindi l’ovvia domanda che ho rivolto agli autori è:

Il fumetto ha degli evidenti pregi estetici. Non sono ancora riuscita a capire quali siano i suoi punti di forza narrativi. In che cosa la vostra storia è diversa dalle sue omologhe?

Linda Cavallini: Credo che le storie possano essere interessanti in tanti modi diversi, non devono per forza essere complesse o arzigogolate o piene di eventi inaspettati. Una storia  può essere semplicissima, parlare di piccole cose e comunque coinvolgerti profondamente. Dipende tutto dal ritmo, dalla sensibilità con cui si imposta il racconto, questione di stile, come in un disegno. Lùmina ha una trama principale apparentemente piuttosto lineare, ovviamente intrecciata con molte storie parallele e colpi di scena, il tutto trattato cercando di unire freschezza, un bel ritmo dinamico e un’attenzione particolare allo scavo introspettivo dei personaggi.  Questione di stile, come in un disegno.

Emanuele Tenderini: Parlavamo alla Scuola del fumetto di Palermo, con alcuni ragazzi piuttosto esperti di videgoame, che ci sottolineavano quanto, a loro parere, mancasse un genere di storia come quella che vorremmo raccontare su Lùmina, ovvero quel fantasy “alla giapponese” che si mescola spontaneamente con la sci-fi. A prescindere, però, che esistano storie analoghe o meno, è chiaro che sia difficile capire i punti di forza narrativi del nostro progetto, perché la scrittura delle pagine sarà caratterizzata da un intreccio molto forte con una visione atmosferica dello storytelling.
Il mio sogno sarebbe quello di raccontare la storia di Lùmina mettendo a fuoco elementi sempre indiretti rispetto alle azioni più superficiali. Avendo, inoltre, un forte controllo rispetto alla resa delle luci (ho studiato precisamente tutte le condizioni luminose dei giorni dell’anno nelle varie stagioni) ci concentreremo molto sulla percezione emotiva delle atmosfere (guardando “100 anime”, il mio primo lavoro da colorista pubblicato da Delcourt ormai una decina di anni fa, ci si può render conto di quale sarà la differenza di Lùmina rispetto le altre storie a colori).
Un altro elemento che sto ancora, seriamente, valutando, sarà quello di inserire a pie’ pagina gli orari precisi in cui si svolgono le scene: ho un estremo bisogno di offrire, all’occhio del lettore, tutte le informazioni possibili per farlo sentire completamente coinvolto dalla luce degli ambienti di Lùmina.

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Leggendo le prime pagine e le sinossi sembra chiaro che il vostro target è un pubblico giovane, che è uno dei segmenti di mercato più trascurati in italia (con alcune importanti eccezioni). È stata una scelta ragionata o era semplicemente una storia che volevate raccontare?

LC: Una storia che volevamo raccontare! Ma, in effetti, personalmente la mancanza di fumetti nostrani per ragazzi è un elemento che pensandoci bene ha fatto germogliare in me da tempo (da quando ero adolescente!) l’esigenza di raccontare storie mirate proprio a quel target.

ET: Ho quasi 40 anni e passo gran parte della mia giornata a giocare alla playstion, questo mi confonde su ciò che si può considerare “giovane” o meno. Diciamo che innanzitutto volevamo divertirci e far divertire, attingendo al calderone emozionale di ciò che nel tempo, dell’intrattenimento, abbiamo amato. Tuttavia è solo superficie. Lùmina avrà molteplici livelli di lettura. E aver creato una tecnica complessa come quella che ho poi chiamato “Hyperflat” è un elemento, tra i tanti, che si rivolge a un altro frammento di mercato, ovvero quello degli “addetti ai lavori”.
Sicuramente mancano, più o meno, serie a fumetti che traghettino i giovanissimi lettori verso i prodotti più “adulti”, ma se riusciamo a intercettare questo tipo di target, sarà solo una piacevolissima casualità.

In quale misura definireste Lùmina un manga e in quale misura un fumetto Europeo?

LC: Sinceramente non vorrei proprio definirlo in nessun modo, anche se capisco che il pubblico tenda a voler classificare le storie, affibbiando etichette e generi. È chiaro che Lùmina non è un manga, e se può avere sfumature che ce lo ricordano è soltanto nella sintesi dello stile che ho elaborato spontaneamente negli anni, senza alcuna intenzionalità. Da ragazzina ero molto influenzata dai manga, ma poi lo sono stata da altri mille stili, ognuno dei quali può saltare agli occhi di ogni attento osservatore. C’è un po’ di tutto quello che mi è piaciuto e ho “archiviato involontariamente nelle mani”. Quindi c’è lo stile francese, Disney, realistico, pop surrealism, italiano, Klimt, Rackham, manga… di tutto. Definirei Lùmina un fumetto completamente nello stile del mio gusto!

ET: Per me, Lùmina, è un fumetto 100% globale.

VOGLIO CONTRIBUIRE

Come abbiamo detto (e ridetto) finora, Lùmina è un progetto. Per vedere la luce deve raggiungere il suo obbiettivo di finanziamento.

Sulla pagina Indiegogo potete vedere tutte le anteprime del caso, ascoltare Emanuele e Linda che parlano del progetto, vedere i vari “pacchetti” che potete comprare.

E potete comprarvi un pezzo dell’emozione più grande di tutte: aver contribuito alla creazione di una cosa bella.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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