Sì, vi avevo già parlato del profondo disagio con cui mi rendevo conto di essere a rota di questa roba qua. Per un breve periodo ero pure riuscita a uscirne, ma poi, come tutti i tossici o quasi, ci sono ricascata.

QUINDI, EHI, OCCHIO, SEGUONO SPOILER A PIOGGIA.

E vorrei essere ancora più chiara. Visto l’andazzo che ha preso la serie, non mi soffermerò affatto su quegli elementi marginali e irrilevanti dei quali si potrebbe tranquillamente fare a meno, come: la trama.
Ecco, Preston e Child sono riusciti in un’operazione pop che prima di loro solo gli sceneggiatori di Beautiful erano riusciti a fare, ossia rendere del tutto superata la funzione della trama.

Mi limiterò, quindi, a un’osservazione del tutto aneddottica, per quei quattro eccentrici a cui interessasse: sì, nei loro libri una trama c’è sempre.
Non interessa a nessuno, ma c’è. E a volte tiene anche da un punto di vista logico. A volte no, ma come dicevo non ha importanza.

Ma veniamo alle cose serie, ora. Il Riassuntone delle principali sottotrame-soap del ciclo di libri.

Aloysius Pendergast ha avuto un nome proprio piuttosto tardi, tipo verso il quinto o sesto libro. Poteva essere un nome pazzesco, visto che gli autori hanno fatto crescere la suspense a lungo, ma invece si è trovato a essere un Aloysius. Peggio di quello era possibile solo un Calogerus, probabilmente, ma poi è questione di gusti, eh.

Comunque, Aloysius. Le cose a sua insaputa che non sono capitate al buon Aloysius!

1- Per prima cosa ha quasi ammazzato suo fratello minore Diogenes quando erano piccoli. L’ha spinto dentro una specie di frullatore psichico d’antan, una sorta di Dreamachine di Burroughs, ma davvero funzionante e davvero in grado di darti il bad trip della tua vita. Il piccolo Diogenes si è sparato in testa per sfuggire all’orrore, ma figuriamoci se è morto. Però è stato pesantemente risentito con il fratello di lì in poi. Pesantemente risentito del tipo che ha cercato di uccidere lui e tutti quelli che gli erano cari. Ma Aloysisus guardava all’isteria omicida del fratellino con un ottuso sguardo WTF perché aveva rimosso tutto. Quindi, traumi familiari a sua insaputa.

2- Sua moglie, Helen, che era stata divorata da un leone (una delle tipiche fini sobrie dei romanzi di Preston e Child). See, divorata! Ovviamente sua moglie era viva e vegeta, ma si stava nascondendo dal gruppo di nazisti sudamericani che l’avevano allevata e che volevano usare il suo corpo per orribili esperimenti genetici. Tipo produrre tedeschi messicani. Insomma, comunque Helen non era morta, quindi Aloysius ha avuto per quei quindici anni anche una moglie a sua insaputa. Molto discreta, però. Nel momento in cui la rincontra ovviamente lei viene uccisa, così ai lettori viene risparmiata una scena amputee porn che sembrava inevitabile (lei è senza una mano).

3- Due figli a sua insaputa. Perché, signori, un solo figlio a tua insaputa può capitare a chiunque, come dimostrato da “Non sapevo di essere incinta”, ma due sono un segno della tua schiatta. Quindi, due ragazzini quindicenni uguali sputati a lui (in spregio alle leggi di Mendel, dato che Aloysius è biondissimo e Helen no). Gemelli, chiaramente, di cui uno buono e l’altro malvagio, ça va sans dire. Quello malvagio ha già un nome, Alban, a dimostrazione che essere malvagi è sempre un vantaggio. Quello buono si sarebbe salvato dalle tragiche tradizioni dei Pendergast in fatto di nomi, ma quando finalmente si ricongiunge a suo padre, quello gli dà un paio di pacche sulle spalle e dice: “Ah, vecchio mio, sei senza un nome di battesimo? No problem, ci penso io. Ti chiamo Tristam, sei contento?”. Poi, dato che troppa familiarità uccide e che, insomma, ha già passato con il suo figlio perduto ben quindici minuti, lo imbelina in un collegio in Svizzera e continua la sua vita.

4- Una spasimante a sua insaputa. Ossia Constance Green, che sulla carta avrebbe tutte le qualità per essere la nuova signora Pendergast, visto che ha 150 anni (si è preservata ventenne grazie a un siero dell’eterna giovinezza per il quale L’Oreal scatenerebbe la Terza Guerra Mondiale), è affettuosa come un blocco di basalto, ha avuto un figlio dal fratello malvagio di Aloysius (a insaputa del fratello malvagio) e si è poi vendicata dello sgarbo lanciando il povero Diogenes dentro un vulcano (lo Stromboli, per gli amanti della precisione). Il suo pedigree in teoria è perfetto. Ha anche partorito dopo essere stata incinta a sua insaputa per tutto il tempo necessario. Ha poi mollato il figliolo in Tibet, dove diventerà il prossimo Dalai Lama o roba del genere. Quindi… sembra perfetta. Sospira forte ogni volta in cui Aloysius passa di lì, gli manda i selfie piccanti sul cellulare, prova a farlo ubriacare per approfittarsi di lui… niente. Aloysius è ben deciso a mantenere tutto questo a propria insaputa, per cui appena Constance apre bocca assume un fermo atteggiamento paterno e le dice: “Da brava, ora vai a giocare con le bambole”. Tutti sperano che prima o poi Constance butti dentro un vulcano anche lui.

Ora tutti aspettiamo con interesse che Preston e Child ci rivelino che cos’altro è successo a sua insaputa al loro protagonista. Dei genitori a sua insaputa sono un’idea interessante, ma forse un po’ priva di pathos. Certo, potrebbero essere dei genitori parzialmente alieni.

Per dei nipoti a sua insaputa sembra un po’ presto, visto che i gemellini hanno quindici anni. Però quello malvagio sembra precoce, quindi potrebbe circuire la sua altra pupilla, Corrie Swanson, e ingravidarla a sua insaputa. Fossi negli autori ci penserei.

Chiaramente per dei lontani parenti a sua insaputa c’è sempre tempo, ma di quelli ne abbiamo già avuti un certo numero, quindi non vale nemmeno la pena elencarli e a meno di veri colpi di scena, tipo lo schianto di un meteorite a sua insaputa… ah, no, wait. Abbiamo già avuto anche quello, in Ice Limit.

Vabbe’, ragazzi, noi aspettiamo fiduciosi, eh. Non fateci attendere troppo per il ritorno di Diogenes, che presumiamo sarà vittima di un’amnesia (una bella amnesia seria manca ancora).

E se per caso volete aiutare quella poveretta che si è trovata 24 chili di coca nel bagaglio a mano senza saperne niente… diffondete la voce che è una Pendergast alla lontana, okay?

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Valeria Pozzoni scrive:

    Credeteci sembra assurdo ma la trama è proprio così!

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