Altro libro che volevo leggere da tempo. Ce l’ho fatta ora che sta per uscire il secondo episodio della saga, quindi tutto okay.

Come al solito, iniziamo dal risvolto:

Tutto inizia su Artan, un pianeta dove coesistono due razze diverse ma non aliene fra loro.
Una è la razza umana che, dopo aver raggiunto un elevato livello di tecnologia senza provocare disastri ecologici o d’altro genere, sviluppa un insolito quanto esasperato terrore della morte. Questi umani, diventati tragicamente ipocondriaci, si chiudono in un isolamento totale, in cui ogni tipo di comunicazione relazionale, anche quella tra individui della stessa razza, avviene soltanto tramite l’uso di macchine: gli incontri fra le persone sono ridotti al minimo e gli umani rischiano di estinguersi, diventando prigionieri delle loro stesse creazioni tecnologiche.
La seconda razza che vive su Artan è quella degli ybridis, umana nell’aspetto morfologico, diversa da un punto di vista del funzionamento mentale.
A lungo umani e ybridis hanno vissuto insieme senza rivalità eccessive, ma il terrore della morte e delle contaminazioni sviluppate dagli umani determinano anche la nascita di una progressiva diffidenza nei confronti dei particolari poteri posseduti dagli ybridis; gli umani cominciano a temere che gli ybridis vogliano sopraffarli, e mettono in atto una strategia d’attacco con l’intenzione di sbarazzarsi di loro.

Che è un buon risvolto, anche se parla solo delle premesse del libro di Maria Lidia Petrulli e forse fa capire un po’ poco dell’opera.

Il volto segreto di Gaialo dico subito, non è esattamente fantascienza. Piuttosto è un fantasy in chiave fantascientifica. Come se Maria Lidia avesse deciso di prendere una storia fantasy e di darle delle premesse realistiche, un universo narrativo sci-fi in cui le cose hanno una spiegazione naturale o tecnologica, invece che magica.

Questa cosa si precisa sempre più nel corso del testo e personalmente l’ho apprezzata molto. In parte perché non sono una grande appassionata di fantasy, in parte perché dà un’impronta originale all’opera.
Quindi, inevitabilmente, la storia ha iniziato a prendermi davvero quando gli ybridis e gli umani (che poi sono due ragazzini) lasciano il bucolico Artan, partono per il cosmo alla ricerca del salvifico artefatto che riporterà l’equilibrio sul loro pianeta d’origine e atterrano su Gaia, che è un posto glaciale e inospitale, con una popolazione in parte deforme e in parte composta da cloni perfetti e anaffettivi.

Qua è dove la storia entra più nel vivo. Diciamo che i capitoli precedenti sono solo l’indispensabile premessa, per far capire al lettore che cosa ci facciano degli ybridis su Gaia e che cosa stiano cercando. E qua è anche il punto in cui la storia diventa davvero appassionante.

Nei capitoli precedenti, è semplicemente piena di belle idee: gli umani ipocondriaci che vivono dentro delle gigantesche bolle, la storia del popolo ybridis… mentre nei restanti due terzi il libro si precisa come una sorta di thriller psicologico di ambientazione fantascientifica in cui un gruppo di eroi non particolarmente eroici deve superare notevoli difficoltà per recuperare un qualcosa della cui efficacia dubita persino.

Maria Lidia Patrulli usa i generi in modo intelligente, a mio avviso. Il genere fantasy per fare una riflessione sull’ecologia e il genere fantascientifico per fare una riflessione sull’umanità e sul significato di morte per gli esseri umani.

Lo stile dell’autrice è funzionale e diretto, non senza dei momenti evocativi e quasi lirici, bilanciati da una notevole ironia.

La mia impressione è che Il volto segreto di Gaia si vada sempre più definendo e che probabilmente il secondo capitolo sarà meglio del primo.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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