Con l’avvicinarsi di Lucca Comics (mi) si riavvicinano anche le solite storie. Con “le solite storie” intendo messaggi privati, richieste, opinioni non sollecitate, inviti fatti male, scambi epistolari in buona fede, ecc. ecc.

Ecco, immagino che ve ne siate accorti, ma sono anni che non scrivo un fumetto. Qualche motivo ci sarà.
Questo non significa che io sia disinteressata al mondo del fumetto o che mi reputi superiore alla questione o che cavolo ne so. Traduco fumetti, amo alcuni fumetti, compro alcuni fumetti, ma non sono più sul pezzo, okay?

I best-seller di stagione li leggo la stagione successiva. Non ho molto tempo per fare niente. Non sono aggiornata. Non conosco le mille piccole faide che si consumano ogni settimana nel mondo del fumetto. Non mi interessano nemmeno.

Però lasciate che vi dica alcune cose. La mia opinione su un argomento, in modo da evitarmi un po’ di quei messaggi, opinioni, prece…

1) Non lo so se Orfani sarà una figata o una cagata. Il numero zero non ce l’ho. Non ho letto le recensioni. Ho letto alcuni dei post di Roberto Recchioni sull’argomento e di quei post mi ricordo solo “Il signore delle mosche”. Sono messa così, va bene? L’idea che qualcuno si sia ispirato al Signore delle mosche per scrivere un fumetto è bellissima e terribile nello stesso tempo. E sapete cosa? Magari prima di sproloquiarne lo leggerò.

2) A me sembra che la promozione sia stata fatta un sacco bene. Se ha raggiunto me vuol dire che è stata fatta un sacco bene. Considerate che io ho saputo che era uscito il nuovo libro di Dan Brown solo quando il libro era già uscito. Quindi, ehi, Bonelli batte Mondadori uno a zero, per quanto mi riguarda.

3) L’idea di pubblicarlo in TP mentre sta ancora uscendo in edicola mi sembra sensata e razionale. Nessuno vi obbliga a comprare entrambe le edizioni. Se siete nerd è colpa solo vostra. (Postilla: Doctor Who non si tocca, tanto per chiarire. Chiunque risponda a questo punto nominando Doctor Who sarà bannato.)

4) Dato che noi tutti sappiamo che il mondo evolve, forse pensare che possa esserci anche una minima evoluzione nel tradizionalista mondo del fumetto da edicola non è così blasfema. Forse, dico, è evolversi o morire, mh? E poi ci sarebbe anche quel particolare sentimento che va sotto l’etichetta “piacere di vedere qualcosa di diverso”. Io lo provo, a volte.

5) Non ho letto tutte le cose che ha scritto Roberto Recchioni. Non sono la sua addetta stampa. Non avete una vita vostra? Anche se inizio ad avere il tragico sospetto che il topic “Roberto Recchioni” sia semplicemente diventato IL topic di ogni discussione sul fumetto e che quindi non è solo a me che rompete le palle. Le rompete a chiunque in vita sua abbia mai scritto, letto o guardato un fumetto. In ogni caso, di quello che ho letto di Roberto Recchioni alcune cose mi sono piaciute, altre no. No, non ho intenzione di fare un elenco, potete vivere nel dubbio.

6) Per almeno tre o quattro anni ho letto il blog di Roberto Recchioni. Penso che sia un buon blog, ben fatto e spesso ben scritto. Non mi frega niente dei videogiochi, quindi lasciate stare quella parte, okay?

7) Penso che sia un gran bene che Roberto Recchioni sia diventato il capo di Dylan Dog. Mi aspetto cose buone, perché Roberto Recchioni nel marketing va forte e va forte anche nella strutturazione delle serie. E questa è un’opinione positiva, tanto perché sia chiaro.

8) Penso che alcune volte Roberto Recchioni abbia avuto delle idee geniali. Nei plot, intendo. E il citazionismo pop è la sua cifra stilistica, quindi piantatela di fare “gurgle”. Se non vi piace, fa niente. Non deve smettere di farlo perché a voi non piace. A me, per inciso, per lo più non piace.

9) A me non danno fastidio gli atteggiamenti da superstar di Roberto Recchioni. Con Roberto Recchioni, quando ci incontriamo ci salutiamo. Non sono un’amica stretta di Roberto Recchioni. Non sono nemmeno sua amica. E non mi sta antipatico. Se mi scrivete per parlarmi male di Roberto Recchioni per lo più mi annoiate.

10) NON voglio scrivere Dylan Dog. Proprio non voglio, okay? Voglio scrivere Gipi, ma purtroppo Gipi si scrive già da solo. Probabilmente sopravvivrò.

Ecco, ora abbiamo parlato di Roberto Recchioni. La prossima volta, facciamo che parliamo di David Bowie, che sono più ferrata.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Walter scrive:

    Senti ma parlando di Roberto Recchioni…😛

  2. Carmelo Monaco scrive:

    voglio un bel post su cose veramente importanti come Doctor Who e questo cazzo di trailer che hanno visto solo a San Diego!

  3. The Passenger scrive:

    ammazza ma quanti ti scrivono in privato chiedendoti di Roberto?

  4. pic scrive:

    Comunque il punto 3 è magnifico.

  5. CREPASCOLO scrive:

    Bowie non scrive fumetti anche da più tempo e da tanto non compare nei comics – ricordo al volo il personaggio con il suo volto in Alfa e Omega, uno dei primi Dyd , e lo Xibor di Max Bunker ( una ex spia che rientra in azione per guadagnare quanto serve x pagare le tasse arretrate – Duca di riferimento quello del periodo di Vienna, del film Gigolo e dei tre album con Brian Eno ) – ed il signor Pacinotti ed io speriamo di fare cosa grata ai tanti fans della popstar con il graphic novel a cui stiamo lavorando intitolato, per ora, ” La mia canzone cantata male “. La storia del solito extraterrestre precipitato sulla Terra alla ricerca di materie prime che sul suo pianeta non esistono più per mettere da parte crediti sufficienti a pagare alcune tasse arretrate al Governo Cosmico Centrale. L’immigrato alieno diventerà la sta di un talent show, ma donerà tutti i suoi guadagni ad una fondazione che tutela gli orfani. Tornato a casa, sarà incarcerato, ma guarderà felice il crepuscolo incipiente pensando al bene che ha fatto altrove. Gipi scrive ed io diegno. Ho scelto di caratterizzare il mo E.t. come il David glam di Blue Jean , ma il mio pard preferirebbe un mood + crepuscolare come nel video di thursday’s child. Vedremo.

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