Un libro può essere un buon libro in molti modi. Banalmente, può essere scritto bene, in una bella lingua. Può avere un grande ritmo, tenerti attaccato alla pagina. Può avere una voce personale, capace di aprirti uno squarcio su un altro modo di percepire il mondo. Può avere una trama ben congegnata, credibile o fantasticamente surreale. Può avere quella qualità speciale, infine, quella qualità che hanno pochi libri: sollevarti di peso dalla poltrona e portarti da un’altra parte, in un altro luogo, su cui tu, lettore, non hai nessun controllo.

Due vite possono bastare, di Grazia Gironella, è un libro così. Nel senso: le ha tutte.

Anche per questo ci ho messo così tanto, prima di scriverne. Vorrei riuscire a farvi capire. Vorrei trovare le parole giuste.

E mi dispiace ammettere che se non avessi conosciuto Grazia, non sarei mai arrivata al suo libro. L’ho comprato perché… si comprano, i libri degli amici, no?

Ecco, no. Dimenticate quella parte. Vorrei poterlo rifare meglio. Vorrei poter dire: l’ho comprato perché… si comprano, i bei libri, no?
Si comprano i libri dei grandi autori, no?

Grazia Gironella è un’autrice grande. Punto.
Ha iniziato con un manuale dal titolo iconico: Per scrivere bisogna sporcarsi le mani.

Qualcuno non è d’accordo?

Ma, via. fatemi parlare del libro.

A Goran Milani è successa una cosa terribile: si è risvegliato. Si è risvegliato in un letto d’ospedale, ancora vivo. “Bene”, direte voi. Si è svegliato in un letto di ospedale con accanto delle persone che non conosceva. In realtà, non c’era più una singola persona, che conoscesse. Aveva dimenticato tutto.

A quel punto tutti avevano cominciato a raccontargli chi era. Che cosa faceva. Che cosa pensava. Che cosa gli piaceva.
Prima.
E mentre lo facevano gli buttavano addosso tutte le loro aspettative, tutti i loro bisogni, tutte le loro proiezioni…

Ora sono passati alcuni mesi. Goran è tornato alla sua “vecchia” vita. Una vita bella e confortevole, con una moglie bella e amorevole, con tutti gli status symbol della ricca borghesia a cui appartiene. Negozio di antiquariato etnico. Due commesse. Un socio che ha preso il controllo… Ehi, tutto normale. Chi di noi non vorrebbe una vita così? Chi di noi non vorrebbe risvegliarsi in un letto d’ospedale – ancora vivo – e sentirsi dire “Be’, non hai problemi economici, conduci un’esistenza intellettualmente ricca, tua moglie è anche una bella topa…” Insomma, non dovrebbe essere così male, no?

Però c’è un problema. In quella vita lì, a Goran, proprio non si riconosce. Gli sembra strana, stonata, persino inquietante. Fa dei sogni. Sogni di un mondo gelido e innevato e quelli… quelli sì che sembrano veri.
E le cose che gli piacciono non sono quelle che tutti gli hanno detto. E le cose che pensa non sono quelle che dovrebbe pensare, secondo loro. E quindi, gli viene un legittimo dubbio: ma la sua vita, poi, è davvero la sua?

Due vite possono bastare è un grande libro, l’ho già detto. Ti prende e ti porta di peso là dove non vorresti andare. Ha una trama avvincente. Ti costringe a continuare. E’ scritto bene, in una bella lingua. I personaggi ti entrano nel sangue (inevitabilmente, ho parlato solo di Goran, ma vedrete… oh, sì, vedrete!).

Se siete furbi, lo comprerete per questo: perché i bei libri si comprano, perché i grandi autori si leggono.

Fatelo per i motivi giusti, almeno voi.

[Qua potete leggere un’anteprima, se non vi fidate.]

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...