logoSta arrivando l’estate…

Sta arrivando, giusto?

Diciamo che sta arrivando.

Arriva l’estate e alcuni di noi vanno persino in vacanza. Quelli che non ci vanno fisicamente, ci vanno con la mente, magari. Che uno vada in vacanza con tutto il corpo o solo con il cervello, scegliere la meta giusta è molto importante.

Da quando scrivo libri, mi è successa più volte una cosa strana. Persone che li avevano letti mi scrivevano dicendo che avevano voglia di venire a vedere la mia città. La Spezia.
Perché avessero questo desiderio insano ancora non mi è chiaro, ma ho deciso di venire loro incontro.

Così, durante l’estate, pubblicherò una specie di guida turistica basata sui luoghi dei libri. Scritta a modo mio. Non il genere di opuscolo che trovereste all’ufficio del turismo, probabilmente.

In questa fine di giugno cominciamo con un’introduzione: dieci regole per sopravvivere alla mia città.

Norme elementari di sopravvivenza se capitate a Spezia

1. Nessuno chiama “La Spezia” La Spezia. È solo Spezia. Se usate l’articolo vi identificherete subito come foresti (forestieri) e a noi i foresti non piacciono. Se vi adeguate alle abitudini del luogo e chiamate la città semplicemente Spezia (e se non avete un accento foresto troppo evidente), gli spezzini vi tratteranno come se foste del luogo. Cioè, di merda.

2. Gli spezzini disprezzano i turisti. Nonostante questo Spezia è una città piuttosto turistica. Ci sono un sacco di alberghi, di bed&breakfast, di ristorantini e così via. In media, i gestori vi tratteranno male. Al meglio vi sopporteranno a stento. Fa parte della tipicità locale. Potete dire che siete in città per trovare un amico, ma tanto vi tratteranno male lo stesso. [CONTINUA QUA]

Come vedete, ho deciso di creare dei veri e propri fascicoli. Potete leggerli gratis su Yudu.

Ne uscirà uno ogni settimana di qua alla fine di agosto.

Se l’idea vi piace, condividetela. Se non vi piace, andate a far ehm. Ognuno ha i suoi gusti.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

Una risposta »

  1. Lys scrive:

    Lo seguirò molto volentieri.

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