Mi ero già occupata della faccenda, ma ci sono argomenti sui quali bisogna tornare a intervalli regolari, come fossero i richiami dell’antitetanica. Ero stata tranchant? Sì, ero stata tranchant.

Dunque, il femminismo.

Termine vituperato a più riprese e spesso guardato con sospetto dalle stesse donne. Preoccupate, quasi spaventate, che qualcuno pensi che siano virago cesoie-munite pronte a castrare fisicamente ogni maschio sul loro cammino.

Ecco, potete tirare un sospiro di sollievo. Le virago cesoie-munite non sono molto frequenti, nel mondo, e le loro sanguinose gesta hanno ben poco a che fare con il femminismo. Hanno, piuttosto, molto a che fare con l’essere state riempite di botte per anni e non l’essere molto sane di cervello, almeno a dar retta alla letteratura.

Riassume sinteticamente Wikipedia, nella voce già citata:

Con il termine femminismo, generalmente, si può indicare:
– la posizione di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
– la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l’identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
– il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l’Ottocento, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che – in vari modi – si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.

Niente castratrici folli, come noterete.

Ma bisogna anche notare che si tratta di un termine ampio, che include molte correnti, molte posizioni e molte idee non sempre facili da conciliare tra loro.

Quello che io contesto, dunque, non è che la posizione femminista sia considerata complessa, sfaccettata, controversa o persino problematica. Quello che io contesto è che la posizione femminista venga appiattita e banalizzata, piuttosto.

Per come la vedo io, c’è ben poco di femminista in posizioni come quelle di alcune signore della destra e dell’estrema destra italiana.

Mi pare che un movimento nato per promuovere l’eguaglianza di diritti tra i sessi non possa convivere con idee xenofobe o omofobe. Perché mi pare che desiderare l’effettiva parità di diritti tra uomini e donne significhi desiderare la parità di diritti tra gli esseri umani.

Che cosa c’è, dunque, di femminista nel sostenere che i gay non possano sposarsi come tutti gli altri? Che cosa c’è di femminista dell’appoggiare la discriminazione tra esseri umani sulla base dell’orientamento sessuale o della provenienza geo-politica?

Mi pare, anzi, che siano eclatanti esempi di cultura anti-femminista.

Per essere ancora più chiara, io non credo che persone come Meloni, Mussolini, Santanché o Lombardi possano venire considerate femministe sotto nessun punto di vista. Perché come può essere pro-eguaglianza chi sostiene che gli omosessuali non debbano avere gli stessi diritti degli eterosessuali?

Forse è il caso di fare un po’ di pulizia nella propria mente, prima di associare posizioni di questo tipo al femminismo.

Forse è il caso di fare un po’ di pulizia nella propria coscienza.

Informazioni su Susanna Raule

Susanna Raule, psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia nel 1981. Ha lavorato come traduttrice e sceneggiatrice per vari editori. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto "Ford Ravenstock – specialista in suicidi", con i disegni di Armando Rossi, in seguito finalista al Premio Micheluzzi (Napoli Comicon). Nel 2010 è tra i finalisti del premio IoScrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con "L’ombra del commissario Sensi", che esce per Salani, con cui pubblica anche "Satanisti perbene" e "L’architettura segreta del mondo". In seguito esce una prima edizione de "Il Club dei Cantanti Morti", il graphic novel "Inferno", "I ricordi degli specchi" e l’antologia di racconti a tiratura limitata "Perduti Sensi". "Il club dei cantanti morti" nel 2019 diventa il primo volume di una trilogia crime-sovrannaturale per Fanucci. Nel 2020 viene ripubblicato un primo volume di "Ford Ravenstock" per Doulble Shot. Su Wattpad è disponibile gratuitamente il suo romanzo "La signora Holmes". "L’ombra del commissario Sensi" è stato selezionato dal Sole 24 Ore nella collezione dei migliori gialli italiani. Scrive per le testate Esquire, Harper’s Bazaar e Wired. È tra le fondatrici del collettivo per la parità di genere nel fumetto Moleste (www.moleste.org). Il suo sito è www.susannaraule.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...