Circa un mese fa, durante una serata conviviale, due compari e io non sapevamo bene come passare il tempo. Eravamo in quel limbo tra il Governo Monti e il Governo Letta e avevamo bisogno di bere. Ma di bere tanto.

Come tutti sanno, l’alcool porta consiglio, così abbiamo avuto una brillante idea: questa.

Ed ecco la descrizione dell’iniziativa:

La nostra società penalizza ingiustamente la libera circolazione del denaro. I conti off-shore sono visti dall’opinione pubblica come un tentativo di truffare il fisco italiano. Noi ci opponiamo con forza a questa discriminazione. Dopo tutto, che differenza c’è tra tenere i soldi in un materasso e depositarli in un paradiso fiscale? Vogliamo combattere questo falso concetto dimostrando che avere un conto off-shore è normale e socialmente accettabile, un po’ come pagare in nero il proprio dentista o salire sull’autobus senza biglietto. Per dimostrare al di là di qualsiasi dubbio questa verità, abbiamo bisogno di 10 milioni di euro, per iniziare.

Vi prego di notare tutti i dettagli che, pur obnubilati, siamo riusciti a curare.

Per prima cosa la piattaforma di crowdfunding che abbiamo scelto: Produzioni dal Basso. Produzioni dal Basso è uno di quei siti molto eco-sostenibili, solidali, pieni di buoni valori e così via. È un sito che piace alla gente di sinistra. No, di più, è quasi un sito grillino.

Crowdfunding: un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto. Il crowdfunding si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica.

Pensavamo che il disclaimer + il sito fossero già sufficienti a far capire che si trattava di uno scherzo e di una provocazione.

Poi ci abbiamo pensato meglio (il giorno dopo, da sobri) e abbiamo deciso di creare anche una pagina facebook, per spiegare meglio. Questa.

Sulla pagina dell’Iniziativa per la Valorizzazione del Conto Off-shore (scritto volutamente così, “off-shore”), abbiamo pubblicato una serie di video molto bui in cui tre persone palesemente alticce sparavano assurdità a raffica sulla necessità di avere un conto offshore per integrarsi nella società, dato che un conto offshore ce l’hanno tutti.

Il 28 aprile (giorno del giuramento del Governo, ma prima della sparatoria), abbiamo inserito uno status come questo:

In questa giornata di giuramenti ufficiali, noi giuriamo che:
1) Una volta avuto un conto offshore non chiederemo mai la fattura, a nessuno, per nessun motivo. Anche al bar, dopo aver preso il caffè, faremo segno al barista “a posto così”.
2) Assumeremo solo manovalanza in nero, mal pagata e che lavori in assenza delle minime norme di sicurezza.
3) Riporteremo i nostri capitali (e le nostre persone) in Italia solo se scudati, per riportarli all’estero poco dopo.
4) Se speculeremo in borsa, lo faremo solo sulla base di informazioni confidenziali ottenute grazie alle nostre conoscenze importanti.
5) Non acquisteremo nulla al suo prezzo di mercato, bensì a un prezzo molto più basso, per rivenderlo subito dopo a un prezzo molto più alto a qualche istituzione compiacente.
6) Accetteremo graziosamente la presidenza onoraria di qualsiasi istituzione benefica allo scopo di stornarne dei fondi sui nostri conti offshore.
7) Non faremo la lista d’attesa per gli esami medici e non pagheremo il ticket.
8) Sederemo nei consigli d’amministrazione di società formalmente concorrenti allo scopo di creare un trust.
9) Intesteremo i nostri yacht alla colf.
10) Rinunceremo a qualsiasi posizione politica: staremo solo e fedelmente dalla parte dei soldi.

Coerentemente con le nostre posizioni, il nostro progetto in crowdfunding non offriva assolutamente niente ai finanziatori. La scadenza del progetto era (è) il 2 giugno, Festa della Repubblica. Una Repubblica fondata sul lavoro ecc.

Senza risultati.

Nessun dettaglio aggiuntivo, nessuna specificazione, nessuno spiegotto sono stati sufficienti a far comprendere alle masse il senso di questa iniziativa.
Nessun sarcasmo è stato colto. O, se è stato colto, non è stato apprezzato.

Eravamo increduli.

Abbiamo riportato fedelmente l’esempio dei numerosi testimonial famosi: politici, prelati, conduttori televisivi, industriali che avevano ben pensato di proteggere il loro capitale mettendolo nell’equivalente di un materasso alle Bahamas.

Niente.

A questo punto, i nostri status sono diventati di puro sconforto.

Il fatto che nelle prime 48 ore nessuno abbia sottoscritto la nostra iniziativa e che molti visitino questa pagina non riuscendo a premere sul pulsante “like” è un indice concreto di quanto la nostra lotta sia giusta e di quanto i pregiudizi sui conti off-shore siano ben lontani dall’esser superati. Vi chiediamo di sostenerci in questa iniziativa e di fare un gesto democratico spingendo con noi questa pagina e mettendo mano ai portafogli. Alla faccia dell’austerity.

Inascoltati, concludevamo:

Il disinteresse dimostrato dai più per questa iniziativa è un altro atto di incivile boicottaggio alla nostra causa. Noi invece vogliamo smettere di essere una minoranza ed estendere il diritto di avere un conto Off-Shore all’estero a tutti i cittadini. Aiutateci a diventare un buon esempio dal basso (vi promettiamo che appena saremo ricchi faremo di tutto per scordare le nostre origini!!)

Con questo post, intendo certificare ufficialmente il fallimento dell’iniziativa. Che non è stata compresa, non è stata apprezzata o forse non faceva abbastanza ridere.

La pagina facebook ha collezionato 15 likes (la comunità facebook sugli insetti piace a 1.599 persone).

Su PDB sono stati raccolti zero Euro.

(Una piccola parentesi. Il tetto per l’iniziativa era di 10 milioni di euro. Questo significava che se fossero stati raccolti 9 milioni e 900.000 euro, il crowdfunding sarebbe stato dichiarato fallito e niente sarebbe stato prelevato dalla carta di credito di chi aveva donato. Si può ben definire un’assoluta certezza di non spendere un soldo. Nonostante questo, nemmeno una persona ha avuto abbastanza sense of humor da fare una donazione di 10 euro.)

Se avessimo lanciato una raccolta fondi per rifarci le tette a quest’ora probabilmente avremmo tre paia di tette nuove (anche Armando, a cui non servono), ma solo 12 illuminati, a parte noi, hanno apprezzato un’iniziativa concepita per evidenziare ironicamente il fatto che nel nostro paese un certo tipo di furbizia è il valore più apprezzato e condiviso.

Forse era una riflessione troppo amara. Forse era una riflessione troppo qualunquista.
Con questo triste spiegotto, metto una pietra tombale sulla faccenda. Non chiedetemi di firmare petizioni per la riduzione degli stipendi dei parlamentari. Hanno ragione loro. Fanno bene loro.

Il situazionismo è morto.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Paolo Raffaelli scrive:

    Non lo sapevo mica che il prelievo sarebbe stato solo al raggiungimento dei 10 milioni, altrimenti 10 euro ve li davo! Anzi, li volevo dare brevi manu a Armando solo per l’idea!😀

  2. Stefano scrive:

    Non sono arrivato in tempo su questo link per cogliere la benevolenza dell’iniziativa atta a portare finalmente il popolo sulla giusta strada.
    Dare più denaro allo stato, significa far consumare più denaro al medesimo.
    Stefano

  3. […] una cosa ovvia, ma mi sono resa conto in un’alta occasione che la maggior parte delle persone non lo […]

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