Questo è il nome del mio racconto che troverete all’interno dell’antologia What Women Don’t Want – Il web contro la violenza sulle donne. Potete leggere l’intera antologia (gratis) qua. Vi consiglio di farlo, perché la qualità media è davvero molto alta.

Per invogliarvi (oppure no) vi posto l’inizio del mio racconto.

*

Ferdinando Endrigo della Rocca, terzo del nome, aveva un problema. Be’, in realtà ne aveva più d’uno. Essere il signore del ducato di Valle Brumosa non era una passeggiata e le difficoltà erano all’ordine del giorno.

Facendo un elenco in ordine d’importanza crescente (Ferdinando Endrigo era una persona precisa), i suoi crucci erano questi:

Primo, Valle Brumosa non si chiamava così per scherzo. Era brumosa davvero. Le giornate di sole si contavano sulle dita di una mano, immaginando che quella mano fosse pesantemente mutilata. Il clima plumbeo nuoceva all’umore di Ferdinando Endrigo e, cosa più grave, alle sue ginocchia.

Secondo, forse a causa del tempo costantemente plumbeo, il volgo batteva la fiacca. O, quantomeno, questa era l’impressione di Ferdinando Endrigo, che comunque non amava osservare il volgo troppo da vicino. La produzione di patate, unici vegetali a crescere passabilmente bene in quella contrada sfortunata, non era all’altezza delle aspettative e a nulla valevano le occasionali incursioni intimidatorie della soldataglia del duca. Anzi, persino le incursioni intimidatorie erano diventate un peso, per lui. Il popolo se le aspettava. Se la soldataglia non incendiava almeno un paio di granai al mese, la gente protestava. Era una situazione snervante.

Terzo, e più importante, la giovane e volitiva moglie di Ferdinando Endrigo, Bianca Rosaria Matilde Margherita Tornabuono, figlia e unica erede di Arturo (molti altri nomi) di Tornabuono, parteggiava sfacciatamente per la megera del paese, nell’ormai pluriennale sfida intellettuale tra lei e il duca.

Tutto era iniziato al processo per stregoneria della megera, che si chiamava Matilde pure lei. Era anche vero che la giovane e volitiva moglie del duca aveva così tanti nomi che, statisticamente, che la megera ne incoccasse almeno uno non era molto improbabile. Matilde, però, era il suo preferito. Della moglie, non della megera.

Comunque, la megera Matilde era una strega. Lo sapevano tutti. Non solo preparava decotti per qualsiasi malanno, ma aveva anche il physique du rổle. Tanto per dirne una, aveva il naso adunco. Aveva i capelli ingarbugliati, il viso leggermente asimmetrico e persino un gatto nero.

Era una strega fatta e finita.

Ferdinando Endrigo si considerava un uomo moderno. A lui la stregoneria non interessava. Non che non ci credesse, non era così moderno, ma, insomma, nel complesso, non le dava grande importanza.

E tuttavia, aveva ben presente quali fossero i suoi doveri di signore. Doveva andare a caccia, cosa che faceva con regolarità almeno una volta al mese, doveva esigere tasse esose e ingiuste, cosa che faceva con notevole puntiglio, e doveva bruciare almeno una strega o due all’anno.

La gente se lo aspettava.

Quando aveva sposato Bianca Rosaria Matilde Margherita da poche settimane, il duca aveva fatto bruciare una delle due levatrici di Valle Brumosa. Aveva fatto bruciare quella più brutta, naturalmente, perché era vero che il popolino si aspettava un rogo ogni tanto, ma ai contadini la popputa Guendalina piaceva molto.

E, per la verità, anche al duca non dispiaceva.

Così, per comodità, aveva fatto bruciare l’altra. [continua su What Women Don’t Want]

Informazioni su Susanna Raule

Susanna Raule, psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia nel 1981. Ha lavorato come traduttrice e sceneggiatrice per vari editori. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto "Ford Ravenstock – specialista in suicidi", con i disegni di Armando Rossi, in seguito finalista al Premio Micheluzzi (Napoli Comicon). Nel 2010 è tra i finalisti del premio IoScrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con "L’ombra del commissario Sensi", che esce per Salani, con cui pubblica anche "Satanisti perbene" e "L’architettura segreta del mondo". In seguito esce una prima edizione de "Il Club dei Cantanti Morti", il graphic novel "Inferno", "I ricordi degli specchi" e l’antologia di racconti a tiratura limitata "Perduti Sensi". "Il club dei cantanti morti" nel 2019 diventa il primo volume di una trilogia crime-sovrannaturale per Fanucci. Nel 2020 viene ripubblicato un primo volume di "Ford Ravenstock" per Doulble Shot. Su Wattpad è disponibile gratuitamente il suo romanzo "La signora Holmes". "L’ombra del commissario Sensi" è stato selezionato dal Sole 24 Ore nella collezione dei migliori gialli italiani. Scrive per le testate Esquire, Harper’s Bazaar e Wired. È tra le fondatrici del collettivo per la parità di genere nel fumetto Moleste (www.moleste.org). Il suo sito è www.susannaraule.com

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