Viaggiare con Trenitalia è sempre un’esperienza unica. Negli anni, credo di aver percorso migliaia di chilometri sulle sgangherate ferrovie dello Stato. O, insomma, di chiunque siano ora.

E ne ho parlato a più riprese, perché al mondo ci sono poche cose più istruttive che chiudere 600-700 persone in un treno con soli venti sedici dodici servizi igienici. Infatti: alcuni sono rotti, due o tre sono allagati, nell’ultimo si è chiuso un tizio due ore fa e forse ci è morto dentro.

Parliamo di quelle dodici toilette rimanenti. Mediamente parlando, entrarci è una scommessa con il Fato. Sul pavimento ci sono mucchietti di carta igienica, una patina d’acqua sporca, qualche cicca. Sulle pareti ci sono schizzi non meglio identificabili. Potrebbero essere di sangue, di feci, di sapone fossilizzato. L’aria è spessa, quasi solida. Se ti va bene, è principalmente fumo. Se ti va bene.

Il water è un oggetto molto pericoloso. Anche nella migliore delle circostanze, è appiccicaticcio, sporco, scrostato.

Ed ecco che ci troviamo in una posizione perfetta per osservare le diverse tipologie umane.

La prima tipologia è quella dei nichilisti.

Entrato in una toilette che dovrebbe essere dichiarata biohazard-zone, il nichilista opta per un atteggiamento punk 77: piscia sul pavimento (di proposito), si sciacqua il pene nel lavandino (se esce acqua), si asciuga usando il rotolo intero della carta igienica, senza srotolarlo (se c’è) e poi butta il rotolo per terra. Non si degna di tirare lo sciacquone (quando anche funzionasse): è inutile, dato che ha pisciato ovunque tranne che nel buco. Prende la porta e se ne va.

Questa tipologia, che mai farebbe qualcosa di simile nel bagno di casa sua o nel bagno di un amico, agisce sulla scorta dell’indignazione, della rabbia e del desiderio di fare un’azione dimostrativa. Per ovvi motivi, è più spesso un uomo, ma conosco anche diverse donne che ammettono senza problemi di fare parte di questa categoria.

La seconda tipologia è quella degli anali.

L’anale entra in bagno con la mano avvolta in un fazzolettino usa e getta. E, subito dopo, lo getta nel wc. Osserva la situazione con occhio critico per qualche minuto, per valutare che sforzo gli venga richiesto. Se soddisfatto, si dà all’igienizzazione dell’ambiente. Ricopre ogni superficie visibile non con la carta igienica, ma con le salviette di carta per le mani (se presenti): l’asse del water, il lavandino, la maniglia della porta. qualsiasi oggetto che ritiene che potrebbe toccare. Fa la pipì come un equilibrista, senza che il suo corpo sfiori la toilette. Alcuni arrivano a salire con i piedi sull’asse del water, per non correre rischi (ok, io). Una volta finito, si pulisce con i propri fazzolettini e rimuove coscienziosamente ogni traccia del proprio passaggio, buttando tutta la carta che ha usato giù per il water. Tira lo sciacquone usando il piede, anche se il pulsante è ad altezza mani. Le mani, per inciso, non se le lava. Una volta uscito, le disinfetta con l’amuchina-gel.

Lascia la toilette in condizioni non migliori e non peggiori di quanto è entrato, solo con molte salviette in meno (se presenti).

Ora, non crediate che l’anale abbia un senso civico più sviluppato del nichilista. Non è così. L’anale risponde a una propria compulsione, non al desiderio di non sporcare. Mentre il nichilista libera il bagno in tre minuti, l’anale ce ne passa come minimo dieci. Il nichilista, pisciando dappertutto, protesta. L’anale è troppo terrorizzato per protestare. È il nichilista che a suo modo porta avanti un’istanza sociale, non  l’anale.

Se l’anale ne fa una goccia fuori per sbaglio, non si preoccupa minimamente del successivo utilizzatore. Cerca solo di non metterci un piede sopra. Il nichilista si compiace del fatto che il successivo utilizzatore potrà assistere alle sue imprese. Spera che ne sia scioccato, che protesti, che vada dal capotreno, che metta in moto un movimento antagonista.

Nove su dieci, il successivo utilizzatore, però, è un anale. Se il nichilista ha fatto un lavoro davvero eccellente, l’anale se ne va. Se il nichilista è stato negligente, l’anale non si accorge nemmeno di lui: dà per scontato di non dover toccare niente, per nessun motivo, e cerca di guardare il meno possibile.

Anali e nichilisti convivono da decenni sui treni di Trenitalia, respirando la stessa aria, occupando lo stesso habitat, senza mai incrociarsi, se non nell’anonimato dei corridoi.

Talvolta l’anale si lascia dietro una toilette completamente coperta di salviette, ma solitamente elimina ogni traccia del suo passaggio. Il nichilista non sa nemmeno che esiste.

Il nichilista, di solito, si lascia dietro una toilette non più disgustosa di quando è entrato, perché per quanto si sforzi la situazione iniziale è tale che il suo apporto sarà quasi irrilevante.

Sono due mondi paralleli, che si sfiorano ma non si incontrano mai.

Entrambe le categorie corrono notevoli rischi personali, ma il loro sacrificio resta anonimo.

Se volete, potete credere che il pezzo che avete appena finito di leggere sia una metafora della situazione italiana. Potrebbe esserlo. Ma se lo credete, è chiaro che non viaggiate molto spesso in treno.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Nebo (@Niebbo) scrive:

    1) Entro, chiudo.
    2) Tiro su la tavoletta, da sotto, col piede.
    3) Piscio dentro, sollazzandomi a pulire con lo schizzo le frenate di merda altrui.
    4) Lascio la tavoletta alzata.
    5) Tiro l’acqua, funziona il 20% delle volte.
    6) Se non c’è acqua nello sciacquone non c’è manco nel lavandino, ergo skippo, tanto il sapone non c’è il 90% delle volte.
    7) Strofino le mani sui pantaloni
    8) Apro ed esco.

    Eventualmente

    9) se le mani sono umide cerco il controllore per richiamare la sua attenzione con abbondanti pacche sulle spalle “scusi, guardi che nel bagno della mia carrozza è finita l’acqua”
    10) Torno a sedere felice.

    11) Penso a Sraule e devo mettermi più comodo.❤

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