Il mondo è un gomitolo ingarbugliato. Stamattina ho pubblicato questo vecchio racconto e subito ne è seguita un’interessante discussione con alcuni amici scrittori.

E ci siamo trovati a parlare… di Dracula. Come dire: l’originale, non uno dei debosciati sottoprodotti odierni.

Catherine Cipolat, la talentuosa autrice di Vagli a spiegare che è primavera, ha scritto un breve racconto su uno dei punti più opachi del romanzo di Stoker. Curiosamente, lo stesso punto che io avevo preso in analisi per la mia Psicopatologia dell’antagonista (poi ve ne parlerò). È una riflessione scanzonata, ma non per questo meno acuta. Divertente da leggere e scritta, a mio parare, magnificamente.

Visto che Catherine si tiene fuori dalla cricca infame dei blogger, lo pubblico qua, per intero, sperando che lo apprezziate quanto l’ho apprezzato io.

Nel giardino dell’ospedale i grandi pini marittimi gettano ombre gigantesche, in certi angoli l’oscurità è quasi totale. Poi appare la luna, intermittente, di un blu violaceo che non illumina niente. Adele, la mente in disordine, si siede assorta su una panchina, prende una sigaretta e la accende.

– Potrebbe regalarmi una sigaretta accesa?

Sta arrivando un elicottero che vola a bassa quota, atterra sul tetto dell’ospedale, il rumore è assordante. Adele non aveva notato la sagoma seduta sull’altro lato della panchina. Forse per colpa dei vortici creati dalle eliche, l’accendino si spegne. Ridono. Da punta a punta, la sigaretta infine di accende.

– È così freddo e buio – osserva Vittoria.

– Servirebbe una barzelletta per rincuorarci…

– … meglio se di pessimo gusto, a me piacciono truculente.

– Sì, sozze!

Stanno gridando per sovrastare il rumore esasperante dell’elicottero.

– Se vuole le racconto quella di Dracula – urla Adele – poi ’stasera abbiamo la luna giusta – aggiunge mostrando il cielo dove l’astro penzola come un vecchio straccio polveroso senza nessun dio con il fazzoletto annodato in testa, intento a fare pulizia nel firmamento.

– Quella di Dracula… non la conosco! Eppure… Me la racconti! – esulta Vittoria.

– Bene, c’è la luna anche lì, ma non è questo schifo, è diafana, così lucente da perforare una pesante tenda gialla e penetrare in una stanza da letto…

– Matrimoniale?

– Certo – conferma Adele fregandosi le punta delle dita per riscaldarle. Un grande letto e da una parte c’è un tizio, il marito insomma, che dorme.

– Scommetto che russa.

– Ovvio, un casino infernale, una locomotiva, ha pure la faccia paonazza di quello che va in apnea e potrebbe anche schiattare.

– E poi?

– Chiaro, c’è la moglie dall’altra parte, in camicia da notte, un po’ antiquata, tutta pizzi e lino candido. È molto pallida, quasi spettrale … Deve essere il riflesso di quella luna spietata.

– E la moglie che fa? Si strofina, cerca di svegliarlo? Slaccia i piccoli bottoni di madreperla della camicia… Lo schiaffeggia con le poppe per farlo rinvenire? Magari qualcosa combina…

– Eh! No! Nella camera c’è un secondo tizio, del tutto sveglio!

– Dai!!! E scommetto che i bottoncini stanno per essere strappati.

– Beh, meriterebbe… è niente male il Conte. Un po’ magro forse, un po’ troppo alto.

– A me palestrati non piacciono, magri e alti sono così eccitanti…

– Ha lo sguardo appassionato, gli occhi arrossati.

– E il naso?

– Potrebbe essere aquilino con le narici dilatate.

– Frementi come quelle di un animale? – s’informa Vittoria.

– Può darsi perché è di quei nasi finti che si mettono gli dei quando si ricordano degli umani e rendono loro visita. Mancano alcune certezze perché ha il viso in ombra ma Mina ha notato una cosa eccitante, una cicatrice sulla fronte.

– Dio! Una cicatrice! Da baciare, da tormentare. Farla tornare ferita aperta…

– La conosce? Ha forse indovinato il finale…

– No! No!

– Lei ha la camicia imbrattata di sangue.

– Ma l’altro, il marito, continua a dormire?

– Sì, Hacker sembra ubriaco, drogato e russa, russa. Quasi lo stesso casino di questo elicottero.

– Esilarante, mentre la moglie… a mezzo metro se la sta spassando con l’affascinante Conte Dracula…

– È inginocchiata sull’altro lato del letto, gira le spalle al marito. Il Conte l’ha bloccata, le stringe i due polsi con una mano sola…

– … quella sottile violenza erotica.

– Sì, ma qui si complica, le braccia di lei sono tenute distese e completamente staccate dal corpo. Lei, come la vede questa posizione?

Vittoria si alza, schiaccia la sigaretta consumata con la scarpa, solleva le braccia tese, i polsi uniti e tenta varie posizioni.

– Davanti no, perché starebbe troppo lontana da lui, quindi da una parte, così, oppure sopra la testa ma è scomodo, forse un’altra possibilità c’è: verso il basso… Non è chiaro.

– Con l’altra mano lui le preme la nuca e le forza il viso contro il petto.

– Perché sul petto? La cicatrice era sulla fronte.

– Perché sul petto scorre un rivolo rosso.

– Un rivolo… Sicuramente è Mina che l’ha graffiato.

– E in quel punto l’abito del Conte Dracula è strappato, aperto insomma. Non viene detto chi l’ha strappato, se lui o lei.

– Un rivolo… e lei non ha nessun rivolo?

– Lei ha le labbra, le gote e il mento macchiati di sangue. E quando entreranno la troveranno indifesa.

– Indifesa… nel senso di abbandonata?

– Sì, dolcemente, esattamente come un gattino che ha bevuto a sazietà del latte in una scodella.

– E quindi Mina è appagata. Ma lui dovrebbe essere nervoso, quasi crudele.

– No, imperioso direi, come un bambino che spinge il muso di un gattino per costringerlo a bere.

– Sa cosa?

– Mi dica.

– Non regge… – conclude Vittoria, infilandosi le mani nelle tasche.

L’elicottero si è alzato allontanandosi velocemente.

– In effetti… Basta tirar giù la dama dal letto, farla inginocchiare e tutto torna.

– Ah! Ah! Buona questa! E poi?

– E poi si è bruscamente aperta la porta e hanno fatto irruzione illuminando la camera con le lampade a petrolio.

Di Catherine Cipolat (autrice di Vagli a spiegare che è primavera, IoScrittore, Gruppo Editoriale Mauri Spagnol) 

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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