Le cose che mi infastidiscono del Movimento 5 Stelle sono parecchie. Non si tratta di essere in disaccordo con il loro programma (e, su molti punti, lo sono), si tratta proprio di un generico fastidio epidermico, del tipo contro cui non riesci a fare nulla, neanche volendo.

E quando parlo di fastidio per il M5S, mi riferisco proprio al M5S, non a Beppe Grillo. Sto parlando della base, non del oh-così-carismatico leader.

In qualche misura, ho l’impressione che gli aderenti al M5S riescano a tirare fuori il peggio di me. E, come a chiunque, non mi piace dover osservare quella mia parte.

Che cos’è, dunque, che mi infastidisce così tanto?

1. Iniziamo dalle cose sciocche. Mi infastidisce il loro nome e, ancora di più, l’abbreviazione: M5S. È scomodo da digitare su una tastiera. Shift M, poi 5 e poi shift S. Sarà per questo che gli appartenenti al movimento usano così tanto il caps lock? In effetti, se stai già scrivendo tutto in maiuscolo, scrivere M5S non è più così fastidioso. Il problema è che è persino possibile che qualcuno sia così pigro da farlo davvero per questo motivo. Notare la valutazione negativa insita in “così pigro”. Ve l’ho già detto: il peggio di me.

2. Ma diciamo che la maggior parte di quelli che “gridano” su internet lo faccia proprio perché vuole urlare. Urlare il proprio travolgente sdegno contro l’ordine costituito. Urlare in un collettivo rito catartico. Urlare nella convinzione che chi parla più forte deve avere ragione per forza e urlare in virtù dell’esperienza acquisita, un’esperienza che dice: il più prepotente prevale. Ecco, la prima associazione che mi viene in mente è questa:

3. E il sottostante pensiero di essere nel sacrosanto giusto. Di stringere strettamente nel pugno la Verità. Ho sempre un problema con chi crede senza mai un’esitazione, non posso farci niente. Chi non esita mai mi riempie di una sottile inquietudine. Una persona senza dubbi mi pare sempre molto vicina al totalitarismo. Mi pare in grado di compiere le azioni più efferate, giustificata dalla forza dei propri ideali. Ma, come diceva Mencken, che ultimamente cito spesso, “Un idealista è uno che, notando che una rosa odora meglio d’un cavolo, ne conclude che se ne possa cavare una minestra migliore”. E anche: “Morire per un’idea è indiscutibilmente nobile. Ma quanto più nobile sarebbe se gli uomini morissero per idee che sono vere”.

4. Di idee bislacche, d’altronde, nel M5S ne circolano un bel po’: idee pseudoscientifiche che spaziano dal ridicolo (la biowashball, le scie chimiche), al grottesco (la cura per il cancro a base di bicarbonato), al pericoloso (l’opposizione alla ricerca scientifica e alla farmacologia tradizionale). Idee sempre enunciate con certezza incrollabile, in maiuscolo e seguite dall’esortazione pseudo-paternalistica a “informarsi”. Ora, qua abbiamo un problema. Sono una persona istruita, nel senso che sono andata a scuola, all’università e alla scuola di specializzazione post-universitaria. In alcuni ambiti sono addirittura mediamente colta (spero di non dover spiegare la differenza). Mi sono informata. Se già provo fastidio per chi enuncia in tono di assoluta verità fatti che sono, be’… assolute verità, figuriamoci quanto possano irritarmi persone che enunciano in tono di assolute verità, be’… cazzate.

5. E qua arriviamo a un problema più profondo. Un problema mio, ben inteso. Ho un’opinione piuttosto reazionaria nei confronti dell’ignoranza e quest’opinione è che chi ignora qualcosa, prima di parlarne, dovrebbe istruirsi. Non informarsi, istruirsi. Informarsi significa raccogliere un insieme di fatti e saperli spiattellare a memoria. Istruirsi significa comprendere ciò che si sta imparando ed essere in grado di inserirlo in un quadro armonico e coerente, arrivare a padroneggiarlo e, eventualmente, a confutarlo su basi credibili.  Diceva Isaac Asimov: “Anti-intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that ‘my ignorance is just as good as your knowledge.’” Ovvero: “L’anti-intellettualismo, infiltrandosi nella nostra vita politica e culturale, è diventato un pericolo costante; nutrito dalla falsa nozione che democrazia significhi che ‘la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza’”.

6. Ma il problema, il mio problema, è forse ancora più profondo. Ricordate l’odio atavico che si scatenò immediatamente tra leghisti e tecnici, subito dopo l’insediamento al governo dei secondi? Motivi politici, certamente, ma anche motivi viscerali. Semplicemente, nessuna delle due parti riusciva a scorgere nell’altro qualcosa di sé. O, più probabilmente, scorgeva nell’altro proprio qualcosa di sé: qualcosa che, però, disprezzava. Io sono una persona impositiva, decisa, talvolta persino carismatica, non di rado prepotente. Non sono tratti della mia personalità che mi piacciano più di tanto. So che sono parti che devo utilizzare con attenzione, se possibile in positivo. Vederli in qualcun altro, utilizzati senza alcun giudizio, mi stende un drappo rosso sugli occhi.

7. Infine, c’è il problema dell’appartenenza politica. Gli appartenenti all’M5S si definiscono “né di destra, né di sinistra”. E, aggiungerei, nemmeno di centro, dato che il centro, tradizionalmente, in Italia è appannaggio dei moderati di ispirazione cristiana. Che cosa sono, dunque? Non è una domanda dettata dalla necessità di una categorizzazione assoluta, quanto dettata da un semplice bisogno di chiarezza. So, per esempio, che nonostante la sinistra sia caduta molto in basso negli ultimi anni, non approverebbe determinate posizioni ideologiche, come quelle razziste. È un esempio, ok? Vari appartenenti al M5S hanno rilasciato dichiarazioni piuttosto forti contro i rom (Beppe Grillo compreso). Nello stesso tempo, sostengono altre posizioni che normalmente verrebbero catalogate “di sinistra”. Un guazzabuglio bestiale, aggravato dall’assioma stesso del loro movimento: “Uno vale uno”. È una frase che trovo di un’asineria quasi senza senso. Una volta, prima di cercare di costruire qualcosa insieme bisognava avere quantomeno una base ideologica comune. Come a dire… una linea generale, un canovaccio, una coerenza. Da gestaltista, poi, penso che il tutto sia diverso dalla mera somma delle parti. In una parola, che il mondo sia più complicato di così. Figuratevi quando mi si chiede di credere che il M5S non solo sia una somma delle parti, ma che la somma sia anche data da x, y e z. Ovvero, al contrario di quanto ci dicevano alle elementari, che sia possibile addizionare mele e pere. Ecco, ammetto che questo movimento “frutta” mi lascia piuttosto perplessa.

Dovrei, poi, forse elencare anche i punti del programma del M5S che non mi piacciono. Sono diversi, dall’antieuropeismo demagogico, alla suggestione di ottime leggi senza copertura economica, all’idea di togliere il finanziamento pubblico ai partiti, ma non è questo il punto di questo post. Ci sono diversi punti, tra l’altro, a cui sono favorevole, a partire dalla riduzione delle spese della politica. No, il loro programma non è peggiore di quello di altri partiti (né migliore, temo). Non è per il loro programma che gli appartenenti all’M5S mi infastidiscono.

È tutto il resto a darmi i brividi.

Detto questo, una postilla ovvia quanto noiosa: non tutti gli appartenenti al M5S sono insopportabili urlatori, prepotenti e incolti. Anzi, probabilmente quelli sono solo una minoranza.

Una minoranza che, però e purtroppo, è diventata il biglietto da visita di tutto il partito.

Ah, sì, c’è anche un’ultimissima cosa: fate politica? Vi candidate alle elezioni? Volete governare? Suvvia, basta dire che non siete un partito politico.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. WithPowers scrive:

    Grazie, ora so che qualcun altro la pensa come me. E mi sento meno sola.

  2. andrea403 scrive:

    «Siamo la Gente, il Potere ci temono»

  3. CREPASCOLO scrive:

    Conosco un paio di ” grillini ” : sono persone colte e con una scolarità che nemmeno Zingales potrebbe demolire, carismatiche e dall’animo puro come mi pare di ricordare sia ancora lecito avere quando le tempie non sono brizzolate ed i tessuti non siano stati vulnerati dai chilometri di Indiana Jones. Mi fido di loro, ma non li voterei, perchè non credo nel progetto, in Grillo e nel suo sodale dalla chioma di zucchero filato. Mi spaventa il loro negare la possibilità di un contraddittorio ( anche Ingroia – che secondo Grillo è ” una brava persona ” paravento di un movimento a cui non gemellare M5S ha criticato l’abortita intervista a SKY perchè sarebbe stato interessante sapere come la pensava sul fascismo un tizio che si sente vicino a Casa Pound ), ma il democristiano da Prima Repubblica che sonnecchia in me ( il mio aderire al lato oscuro della Forza ) pensa che il problema sia a monte o a valle: è l’istess. Vent’anni di politica spesi titillando un elettore “che ha al massimo la terza media ” e che non cambia canale nemmeno davanti ai commercials hanno creato un numero di scontenti, indignati, anche acritici, grillini.
    Ricordo un romanzo di JD Carr in cui a Londra, nel dopoguerra, in reazione a tanti anni di privazione, un discreto numero di cittadini si associavano per assistere a messe nere ( satanisti perbene ? ndr ).
    Il sonno della ragione genera una moltitudine di probabili vittime del Verdiglione di turno, della nuova Mamma Ebe.
    Un fenomeno con cui faremo i conti per anni: l’altra sera ero nelle catacombe del Duomo per una messa nera. E’ sceso uno dei Guardiani delle Guglie ( la ns idea della Piccola Vedetta Lombarda ) e ci ha detto che uno spillo lanciato dalla Madonnina non avrebbe toccato il sagrato, tanti erano i sostenitori di Casaleggio & co.
    Ho cercato un magheggio nel Necronomicon per esorcizzare il fenomeno, ma non l’ho trovato.Ho chiamato Stoccolma e chiesto alla ns succursale se era possibile revocare il Nobel a Fo, ma mi è stato risposto picche.
    Ho chiamato lo spin doctor di Ambrosoli per chiedergli di chiedere a Don Backy di scrivere un pezzo ( o un fumetto, il tizio ha dei trascorsi ) libello contro il Molleggiato, ma mi è stato detto che è una mossa troppo prevedibile, nemmeno si trattasse dell’ Aereo + pazzo del mondo.
    Mala tempora currunt.

    • sraule scrive:

      Se possibile, i grillini colti mi inquietano ancora di più. E non dico che non ce ne siano, anche se non partecipano, o partecipano poco, alle sessioni di grida.
      Il libro di Dickson Carr sembra del genere che piace a me… ti ricordi il titolo (se no lo cerco, no problem)?

  4. CREPASCOLO scrive:

    In italiano ” Una croce era il segnale “. Serie con Gideon Fell , il suo sidekick del momento è un avvocato sanguigno e convinto del suo talento ( ” Caro signore, io non mi sbaglio mai ” ) che ritornerà in un altro romanzo di cui non ricordo il titolo. Io ho un omnibus con la cover del solito Ferenc Pinter ( un primissimo piano del ns amato lessicografo ) che contiene ovviamente anche altri romanzi. Il titolo inglese non era così rivelatore.

  5. CREPASCOLO scrive:

    Below Suspicion. L’avvocato si chiama Patrick Butler. Non aspettarti Perry Mason. Io l’ho letto da adolescente e la cosa che ricordo con + affetto a distanza di tanti anni è l’atmosfera di mistero prima e di pericolo poi ( una volta che Fell ha spagato il marchingegno spiegando che anche nel Medioevo i poveri si allontanavano da un Dio che li giudicava dalla fredde, siderali distanze evocate nelle chiese per le promesse di gioia materiale del dimonio – ” noi ci salveremo attraverso la carne ” ).
    Non leggo o rileggo un Carr da anni. Non reggo la sua prosa e la caratterizzazione dei personaggi ( oggi ) , triste dirlo considerato che ero un fan. Cosa che non mi capita con Rex Stout. Un primo
    ( primo ? ) sintomo di senescenza. Mi ridurrò un fossile semibrancolante nel buio, come direbbe sir Henry Merrivale ( okay, da qualche parte il mio inner bimbo gioca ancora con Carter Dickson ).

  6. sraule scrive:

    Io ho letto un paio di romanzi “vittoriani” e, ovviamente, gli apocrifi con Adrian Conan Doyle. Su Fell avevo comprato l’omnibus, sentendo che mi mancava qualcosa, ma poi l’ho dimenticato. Senescenza anche questa, probabilmente.

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