Oggi Oscar Giannino, in uno status su Facebook, esprime la sua personale posizione sul cosiddetto matrimonio gay con queste parole:

Ricevo molte richieste di chiarimento intorno alle dichiarazioni da me rilasciate alla Zanzara di Giuseppe Cruciani sul punto dei matrimoni gay. Un punto che non rientra nel nostro programma, costituito dalle priorita’ per rilanciare l’economia in equilibrio di bilancio pubblico, ricentrare il welfare a vantaggio delle vittime della crisi, e una serie di proposte per rimettere merito e pulizia al centro della vita pubblica. Le mie opinioni sono dunque personali. E sono queste. IO sono e resto per la famiglia naturale, e quando m chiedono di adozioni o concepimenti in legami omosessuali dico no, perche’ nel nostro codice mancano tutele per i soggetti debli in questo caso, cioe’ ovviamente i bambini. Bisogna cominciare di la’. Altro paio di maniche e’ se le libere unioni tra privati – siano dello stesso sesso o tra anziani soli che vogliono reciprocramente darsi una mano – possano far discendere diritti particolari in campo patrimoniale, successorio e di accesso al welfare. In quel caso occorre stabilire quali vincoli temporali di impegno reciproco i due siano disposti ad assumersi in forme stabilite dall’ordinamento, e in questo caso non sarei contrario, anche considerando la condizone di dissolvimento mononucleare che interessa strati sempre piu’ vasti della societa’ italiana a basso reddito.

Proprio queste. Non ho fatto nessun editing, anche se le dita mi prudono un po’.

Seguono i commenti di molti utenti. Commenti riposanti e civili, per chi ormai è abituato alla dittatura del caps lock attuata da molti sostenitori di altri partiti.

Alcuni commenti esprimono contrarietà, ma vorrei concentrarmi su quelli a favore. Solo una minoranza di chi è a favore, infatti, si dichiara d’accordo con l’idea di “famiglia naturale” di Giannino. La maggior parte dei favorevoli dichiara di pensarla diversamente, sui diritti degli omosessuali, ma che ci sono “cosa più importanti di cui occuparsi”, come l’economia.

Qualcun altro suggerisce – e non a torto – che i partiti che insistono sulle unioni omosessuali e che ne fanno un punto centrale del loro programma lo fanno per captare i voti degli elettori.

Sì, be’, immagino che invece a Giannino i voti degli elettori facciano schifo.

Io credo, però, che il definire degli argomenti sociali come i matrimoni gay, lo ius soli per i figli degli immigrati, il testamento biologico, la procreazione assistita solo per citare i primi che mi vengono in mente, meno importanti, quasi trascurabili a fronte del grave problema economico, sia assecondare una logica perversa, per un paese civile.

L’articolo 3 della nostra Costituzione dice che “tutti i cittadini hanno pari dignità”. Ed è questo il punto centrale, non trovate? Che uno stato che sancisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” non riconosca il diritto di unirsi davanti alla legge di alcuni di loro.

Come dire… è l’articolo 3, non è proprio un fatto irrilevante.

Ma, direte voi, la grave crisi economica in cui versa il nostro paese ha bisogno di soluzioni immediate, questa questione non è rimandabile, mentre i diritti di alcuni cittadini possono pure aspettare.

Da un punto di vista strettamente pratico, sì, certo, i diritti dei cittadini possono aspettare. Sono secoli che la nostra società discrimina i gay, che cosa vuoi che sia qualche altro anno?

Oh, detto così sembra brutto, ma sto ragionando come Giannino e i suoi sostenitori, eh?

Chi è discriminato si metta in fila, quando abbiamo finito di salvare le nostre tasche penseremo anche a voi.

Dio solo sa se le mie tasche non hanno urgentissimo bisogno di essere salvate. È una logica attraente.

Ma poi penso al numero dei nostri parlamentari, al numero dei nostri senatori, tutti pagati con quelle stesse tasche che hanno urgente bisogno di essere salvate, e mi viene in mente che forse qualcuno di loro potrebbe anche trovare il tempo per occuparsi di questo marginale problema di uguaglianza. No, dico, tra un’importante legge economica e l’altra. Tra un’irrinunciabile spending review e la successiva. Tra le centinaia di puttanate di cui si occupa un governo, dico, tra le migliaia di inezie… possiamo forse inserire un articoletto, una postilla, un accenno su fatto che, okay, per la Repubblica Italiana davvero tutti i cittadini hanno pari dignità?

O siamo troppo occupati con le questioni serie?

Perché in quel caso vorrei che qualcuno mi dimostrasse che tutte le cose di cui si occuperà il governo saranno infinitamente più serie della dignità dei propri cittadini. Vorrei che qualcuno mi dimostrasse che il governo lavora giorno e notte, a pieno regime, senza un attimo di tregua, per salvarci tutti dal baratro e nient’altro.

In caso contrario, mi viene un sospetto.

Il sospetto che, dati i tempi, dato l’esempio internazionale, dato l’andazzo, per qualcuno sia più facile dire “eh, no, prima occupiamoci delle cose importanti” invece di sostenere concetti ormai impopolari (ma non per questo decaduti) come “no, gli orecchioni no”.

Perché, ormai, e grazie al cielo, sono pochi a potersi permettere di dire, in campagna elettorale, “essere gay è sbagliato” o “il matrimonio vale solo per gli etero” o “alcuni cittadini non hanno pari dignità, perché sono froci”.

È brutto, lo vedete da soli. Dà una brutta impressione. Poi finisce che qualcuno ci accusa di essere discriminatori, omofobi, stronzi.

Sono cose che un politico non si può permettere. Può però dire che ci sono “cose più importanti” e troverà qualcuno, le cui tasche hanno un urgente bisogno di essere salvate, che gli darà ragione anche se non pensa che le famiglie siano solo quelle “famiglie naturali” che in natura, per la verità, sono alquanto rare.

Qualcuno gli darà ragione, se invece di dire “ma quali diritti, quelli sono invertiti!” dirà che, ops, tutti i 630 deputati e tutti i 315 senatori, compresi quelli che non si presentano al lavoro da una vita, hanno cose un sacco più importanti di cui occuparsi, rispetto ai diritti di soli tre milioni e qualcosa di cittadini.

Che è un po’ come dire: visto che c’è la crisi, da domani togliamo i diritti civili a tutti gli abitanti di Roma e di Venezia, tanto sono una minoranza.

E lo possiamo dire in perfetta buona fede. Non ce l’abbiamo con i gay, con i romani o con i veneziani… è solo che ci sono delle priorità.

Sarò antiquata, sarò idealista, ma io credo che occuparsi delle unioni civili e di tutte quelle altre secondarie tematiche sociali sia invece importante e urgente. Non a discapito dell’economia, ma contestualmente.

Perché per fermare davvero il declino di una società, riconoscere e sostenere la pari dignità di ogni parte che la compone è primario, non secondario.

Perché svegliarsi ogni mattina in una società iniqua è profondamente deprimente e mortificante per tutti i suoi cittadini.

Perché riconoscere i diritti di tre milioni di italiani è riconoscere i diritti di tutti gli italiani.

Anche di quelli che non intendono sposarsi.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Ventitrè scrive:

    concordo.. oltretutto, a mio parere, 3 milioni sono una stima nettamente al ribasso

  2. […] Dunque, Oscar Giannino, a livello personale è per la famiglia naturale e dice no alle adozioni o ai concepimenti in coppie dello stesso sesso. Questo perché non ci sono tutele per i soggetti deboli nel nostro stato. Del resto, Giannino ribadisce che le proprietà del suo programma sono quelle di rilanciare l’economia e non altre. Nota argutamente il blog Sraule: […]

  3. […] Dunque, Oscar Giannino, a livello personale è per la famiglia naturale e dice no alle adozioni o ai concepimenti in coppie dello stesso sesso. Questo perché non ci sono tutele per i soggetti deboli nel nostro stato. Del resto, Giannino ribadisce che le proprietà del suo programma sono quelle di rilanciare l’economia e non altre. Nota argutamente il blog Sraule: […]

  4. Maria scrive:

    Le questioni economiche sono fortemente legate alle questioni sociali. Solo in una società giusta e egualitaria ci può essere un reale e diffuso sviluppo economico.

    Gli italiani e le italiane omosessuali soffrono la crisi come tutti gli altri, ma anche di più perché non si vedono riconosciuti tutti i diritti e anche i doveri che gli spettano.

  5. CREPASCOLO scrive:

    Giannino è un giornalista liberale che si occupa da anni di questioni economiche. Si è lanciato toto corde in politica perchè ritiene xchè ritiene che Berlusconi – per cui ha provato un entusiasmo iniziale – abbia tradito i suoi elettori ( recentemente lo ha chiamato ” guitto ” ). Immagino che a livello macro i suoi referenti sono gli stessi che oggi plaudono Monti e che a livello di elettore mainstream sia apprezzato da una elite di cultura medio alta di professionisti di mezz’età di area cattolica. L’uomo veste come una comparsa dei Duellanti di Scott e penso che non sarebbe alieno dallo sfidarmi a duello se dicessi qualcosa che urta la sua sensibilità o possa offendere la dama che stava scortando fuori della Scala , ma non credo che sia così ottuso ( e lo dico senza nessuna ironia ) da credere in quanto ha affermato. E’ un signore che non crede nella produzione e vendita a chilometri zero perchè ritiene che sia stata l’esportazione delle merci a creare un mercato globale ( cosa vera, ma oggi l’impatto dei trasporti sull’ambiente è intollerabile ). Crede in un minor carico fiscale per le aziende che assumano ( in fondo anche la sinistra è convinta della necessità di alleggerire il carico per le imprese ) . Non penso che la questione dei matrimoni gay sia una sua priorità: ha solo ritenuto che fosse quanto desiderava ascoltare il suo pubblico. Probabilmente supererà la soglia del 4% , ma toglierà solo voti al PDL. Bersani ha promesso legge contro l’omofobia e normative sulle coppie di fatto , a prescindere dal sesso. Ha più volte pubblicamente garantito che il tandem con Vendola non si tocca e che eventualemte si potranno cercare intese con Monti. Ho un amico gay che anni fa pensava di lasciare l’Italia ( ed il suo compagno è un politico apprezzatissimo nella città in cui lavora ), ma oggi non credo sia così pessimista.
    Parafrando Bogart , ” è la vita, bellezza, e non puoi fare nulla per fermarla “.

  6. CREPASCOLO scrive:

    Non è una attenuante. Giannino non è sotto processo. Non da parte mia almeno. E non credo che parli per parlare. Sceglie termini e concetti in linea con quello che identifica come suo elettorato di riferimento. Io non condivido il suo punto di vista, ma capisco perchè dice quello che dice.

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