Torno a scrivere subito dopo aver pubblicato un articolo perché nel frattempo sono venuta a conoscenza di una notizia che mi addolora molto.
Questa notte, dopo una lunga malattia, contro la quale ha lottato allo stremo, è venuto meno Paolo De Crescenzo, fondatore della Gargoyle Books, appassionato cultore di horror e amico.

Ho conosciuto Paolo quando la Gargoyle era nata da poco e io iniziavo a scrivere. Ricordo di aver comprato Hotel Transilvania di Chelsea Quinn Yarbro e di averlo recensito, entusiasta del libro e della nuova casa editrice.

La prima casa editrice italiana a occuparsi specificamente di horror, ricordiamolo.

È così che ho incontrato Paolo per la prima volta, con l’entusiasmo di una fan. Lo stesso entusiasmo, a ben pensare, che aveva spinto lui a fondare una casa editrice così specializzata da sembrare folle.

Davvero, se penso a Paolo ora la prima parola che mi viene in mente è entusiasmo. Forse suonerà trito.
Amava profondamente quello che faceva. Era un gigantesco appassionato di horror, dai vecchi film della Hammer (ha pubblicato uno dei libri più esaustivi ed eleganti di sempre sul lavoro di Christopher Lee e Peter Cushing), ai libri di Dan Simmons, a quelli dei nuovi autori.

Paolo aveva una sua visione di ciò che è la narrativa di genere e di genere horror nello specifico, una visione che non ha mai abbandonato.

Mi piace pensare che siamo stati amici per molti anni, anche se non ci vedevamo quasi mai e ci sentivamo di rado.

Per me è stato un onore collaborare con lui e con la sua casa editrice. Quando si è ritirato, per gli stessi motivi di salute che ne hanno causato la morte, ne sono stata dispiaciuta. La sua casa editrice continua a vivere, in altre mani, e spero tutto il meglio per loro, ma Paolo era qualcosa di diverso, lo sappiamo tutti.

Credo che sia stato la prima persona “del settore” a leggere un mio libro. Mi ha dato consigli preziosi e non ha mai lesinato critiche. Mi dispiace che, alla fine, non se ne sia fatto niente. Per colpa mia, tra l’altro.

Ecco, mi piacerebbe, ora, poter dire che non se n’è fatto niente per colpa sua, ma non sarebbe vero. Con me è sempre stato incredibilmente disponibile.

Mi mancherà molto. Lo so, sto diventando di nuovo trita.

Ma la sua e-mail personale, quando l’ho conosciuto, era “alucard”, come quella di un adolescente. Come potrebbe non mancarmi?

Ora, credo che Paolo odierebbe questa sorta di necrologio piagnucoloso, quindi mi fermo qua.

Il suo lavoro continua, questo è importante. Il suo entusiasmo si è trasmesso.

Io lo ricorderò, noi lo ricorderemo, e questo è quanto.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Simone scrive:

    cara Susanna, quello che hai scritto non è affatto un necrologio piagnucoloso bensì un pensiero dolcissimo che mi ha profondamente commosso. Grazie, Simone

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