Che io odi le feste di Natale è cosa arcinota, come è arcinoto che io le passi il più possibile chiusa in casa, in un’atmosfera anti-natalizia militante, a scrivere.

Quest’anno, non so bene perché, ho sentito in modo particolare l’intromissione del mondo esterno. Non che il mondo esterno si sia intromesso veramente, è chiaro. Sto parlando di una sensazione.
Ho fatto molta fatica a entrare dentro le mie cose e ci sono riuscita pienamente solo negli ultimi giorni.

In ogni caso, ho scritto un nuovo romanzo con protagonista Sensi. Non il prossimo, ma quello dopo. Molte parti sono ancora da rivedere, ma sono abbastanza soddisfatta. Ovviamente non vi dirò nulla della trama, dato che si tratta di avvenimenti lontani un libro. È ambientato in una Spezia particolarmente piovosa e ostile, forse a causa della vaga irritazione di fondo di cui parlavo.

Quando mi girano, faccio piovere.

Adesso questo libro passa in lettura al mio proof reader numero uno, che ha già iniziato e mi ha già dato un paio di dritte preziose.
Poi passerà nelle capienti manine della mia editor. E poi vedremo.

Nei prossimi giorni, o settimane, scriverò due racconti per due antologie sul tema della violenza contro le donne.

Ho una pila di libri arretrati da leggere.

Niente, era solo per dire: qua tutto bene, e voi?

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Nadia Vandelli (Lei&Vandelli) scrive:

    Adesso ok.Grazie.
    Nadia

  2. Luigi Galieni scrive:

    “Quando mi girano, faccio piovere.” Il potere divino dell’autore.🙂

    Mi ricorda un Petrilli che, guardando in camera, chiedeva: “non c’è proprio più posto per me?” (o qualcosa del genere)

  3. CREPASCOLO scrive:

    Adoro il Natale da quando Crepascolino pascola i suoi peluche in fiamme nei paraggi di quello che era un alberello soffocato da lucine intermittenti ed ora è il rudere di una scultura di Ceronetti. Immagino che tutti i papà siano orgogliosi dei loro cuccioli quando hanno meno di quattro anni e si chiedono da dove entreranno Santa Claus e la Befana considerato come sono striminziti i comignoli nelle nuove case del quartiere Isola ( MI ). Quando non guardavo ‘Lino travestito da ” Re Pirata Capo degli Orchi ” che cercava di infilare la sua daga in materiale non tossico nella stampante del pc della mamma – sublime forma di critica ai genitori che guardano la posta aziendale da casa – me ne stavo nel mio studio a scrivere e riscrivere un romanzo di cui sono particolarmente fiero e che spero prima o poi di vedere pubblicato dal mio committente
    ( esiste un lavoro + soddisfacente del ghost writer ? ) .
    La storia inizia con un tizio – nome di lavorazione Masterceffo -nella sua cucina nella locanda sul promontorio con vista sull’orizzonte dell ‘ultimo evento. Pochi minuti prima della fine dell’ennesimo ciclo di morte e rinascita. Lancia spezie in un pentolone canticchiando come in un cartone della Disney. Il miglior minestrone del mondo. E per tetto un cielo di stelle perchè la mano del Primo Fattore ha scoperchiato il locale poco prima. Meno male perchè Masteceffo non crede nelle cappe aspiranti. Secoli addietro pescò il Kraken, lo mise in dispensa – senza congelarlo- e ne cucinò una fettina ogni tanto da quel dì all’armageddon. Anni ed anni di miasmi che salivano al cielo giustificano la reazione rabbiosa del Primo Naso: la fine di tutto appunto. Il nulla. La pace dei sensi.
    Evidentemente però non basta una Apocalisse per fermare un cuoco. Mentre l’entropia vince, Masterceffo è tutto preso dalla sua brodaglia. Ed ecco che il Nostro ringiovanisce fino a prima del Vangelo – a giorni in cui era fumantino come un marinaio livornese – e fa piovere direttamente nella zuppa dello chef. Così impara. Lo vedo bene nella lista dei bestsellers . Di fianco ai bigini della Parodi Due.

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