La tua faccia è in una finestrella in basso. La webcam riprende ogni tuo movimento e riporta sullo schermo l’inarcarsi perplesso delle tue sopracciglia con un mezzo secondo di ritardo. Poi ridi, ti copri gli occhi sconsolata o ti crolla la mascella.

Quella maledetta webcam, tra l’altro, sembra concepita apposta per evidenziare la ricrescita, quindi sei anche un po’ scocciata. Quasi subito ti rendi conto di non averne motivo: gli altri sono peggio, molto peggio.

Gli altri o, per meglio dire, l’altro, è in una finestrella sopra la tua.

Nove volte su dieci, è un pene.

Esatto. Non una faccia, ma un pene amorevolmente accudito dalla mano del proprietario.

Se non è un pene, è un paio di boxer. La mano arriva poco dopo.

Se non è un paio di boxer, è un torso. Definito, molliccio, rotondetto, stagionatello… ce n’è per tutti i gusti.

Ogni tanto scopri una faccia. Un tizio che ti fa “ciao” con la mano e scrive “hi” nella finestra della chat.

Poi, mentre saltelli da una webcam all’altra, ti imbatti nella faccia di un ragazzino.

Lo guardi perplessa e quello ti guarda perplesso.

Ma la stragrande maggioranza sono peni. La stragrande maggioranza sono contenuti sessuali.

Ho scoperto il mondo delle video-chat facendo ricerche per il mio prossimo libro. Pensavo di imbattermi in un gran numero di esibizionisti, in un certo numero di professional e in qualche chiacchierone benintenzionato. Non avevo considerato i ragazzini.

Sono stata su tre chat: Omegle, Chat Random e Chat Pig. Ce ne sono molte di più, chiaramente.

Chat Pig è l’unica dichiaratamente porno. Quando arrivi sul sito ti chiedono se sei maggiorenne. Tu dici di sì e finisci on-line. Nessuno ti chiede come ti chiami o di lasciare la tua e-mail. Chiaramente, la privacy è sacra.

Su Chat Pig la collezione autunno-inverno di peni è ampia e differenziata. In dieci minuti, ho visto una varietà incredibile di forme, dimensioni, colori e, come dire, di stili masturbatori.

Dato che le donne sono rarissime, è praticamente un ritrovo per segaioli. Non so se si osservino a vicenda e facciano i dovuti paragoni, ma di certo quando vedono la faccia di una donna sono molto felici. Pare che nessuno si scandalizzi se hai la ricrescita, tra l’altro.

L’idea di base, mi ha spiegato un tizio, è che quando una donna capita da quelle parti, se sei fortunato, ti fa vedere qualcosa anche lei. Se sei sfortunato (ossia praticamente sempre) lei inarca le sopracciglia e passa oltre.

Mentre navigavo su Chat Pig, nell’altra finestrella sono comparsi 3 ragazzini chiaramente minorenni. Diciamo tra i sette e i tredici anni.

In dieci minuti, alle dieci di sera. Ma tanto, l’orario non conta. C’è gente da tutto il mondo.

Su Chat Random, la solita collezione di peni. Qualche faccia, qualche schermo nero. Qualche finestra nera si accende se l’altro vede che sei una donna. Indovinate? Peni.

Chat Random non è un sito dichiaratamente porno. Non devi nemmeno dire di essere maggiorenne. Arrivi e ti connetti, stop.

In dieci minuti su Chat Random ho beccato solo un tizio che mi sembrava parecchio giovane. Gli ho chiesto quanti anni aveva, ha risposto 28. Boh. Queste webcam fanno degli strani scherzi. In ogni caso, quanto meno non era un pre-pubere. E se l’è tenuto gentilmente nei pantaloni.

Omegle è un altro sito generico. Non dovrebbe essere porno e pare piuttosto amato dai teenagers americani.

Circa 7 collegamenti su 10 mostrano, tuttavia, la solita collezione di peni in azione. Un tizio, con tempismo perfetto, ha finito appena io sono arrivata. Gli ho scritto “bravo!” prima di andarmene.

In circa 10 minuti, avrò visto una ventina di peni, una professional con foto hard e l’indirizzo del suo sito a pagamento e 3 ragazzini.

Ora, pare tra l’altro che i ragazzini siano una seccatura. Uno è lì, bello tranquillo, che si masturba tra amici ed ecco che all’improvviso ti compare la faccia di un ragazzino. Seccante.

O magari no.

Magari la faccia del ragazzino è proprio quello che stai cercando.

In realtà, le dinamiche di queste chat non mi sono del tutto chiare. Se vuoi fare del sesso on-line, probabilmente ci sono dei sistemi più comodi. Siti specializzati dei quali puoi diventare un utente affezionato.

Nella mezz’ora complessiva che ho passato su queste chat, avrò incrociato al massimo tre donne. Insomma, ci sono più ragazzini che donne.
Poniamo che una parte degli utenti siano gay, mi pare comunque un metodo farraginoso e impreciso. Un vero e proprio tour de force.

(Infatti duole ammettere che non tutti i peni della collezione erano in condizioni impeccabili.)

Ma torniamo ai ragazzini, ai bambini, in molti casi. Non porrò la domanda scontata “dove caspita è tua madre?”. La risposta probabilmente è: nell’altra stanza, a preparare la cena.

Anche perché, siamo onesti, è più che possibile che metà delle madri, che hanno coscienziosamente settato i browser dei loro figli contro la pornografia, non sappiano nemmeno dell’esistenza di questi siti. Siti che non si dichiarano porno, per soli adulti, ecc. Siti suoi quali potrebbe tranquillamente capitare vostro figlio di dieci anni.

E sicuramente imparerebbe un bel po’ di cose sul fantastico mondo dei peni.

Non mi chiedo nemmeno perché su queste chat ci siano tanti ragazzini. Uno non viene considerato minorenne perché è pienamente capace di comportamenti adulti e oculati.

Certo mi sentirei più tranquilla se chi gestisce questi siti si accertasse con maggior scrupolo di ammettere solo utenti adulti.

Mi rendo conto che sarebbe una seccatura. Chiedere dati anagrafici veri e propri e sincerarsi che siano autentici ridurrebbe in modo considerevole l’afflusso dei visitatori.

È un buon motivo per non farlo? Sempre dal mio punto di vista, be’, no.

Ovviamente, qualche ragazzino riuscirebbe a intrufolarsi lo stesso. C’è ben poco che possa fermare un ragazzino seriamente intenzionato a essere stupido.

E tuttavia, anche il fatto di considerare i ragazzini una seccatura fa parte del problema.

Sì, dal mio punto di vista, il problema è che i gestori (adulti) di un sito di chat considerino svantaggioso impedire l’accesso ai minorenni. Perché, in fondo, chissenefrega.

La nostra società mi fa impazzire. Da un lato siamo enormemente preoccupati di fornire stimoli politically correct, intelligenti e variegati ai nostri bambini; dall’altro ce ne freghiamo di loro alla stragrande.

Tanto, se un adulto finisce il suo lavoretto di mano proprio mentre passano di là (o se aspetta proprio che passino di là), che vuoi che sia?

È tutto virtuale, baby.

È come se non fosse mai successo.

Giusto?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

Una risposta »

  1. CREPASCOLO ha detto:

    Qualche tempo fa negli USA fece scalpore, per un tempo sufficiente a leggere un numero di Transmetropolitan in metro, uno spot pubblicitario che magnificava un barattolo di ragu italian style. La sintesi: bimbo ciccio sale le scale per raggiungere il secondo piano. E’ l’ora di cena e ha fame. Apre la porta della camera da letto dei genitori e capiamo dal suo faccino che li ha scoperti mentre facevano le cosacce. Chiude, scende in cucina e si prepara un piatto di pasta. Trasmesso in prime time. Le reazioni attraversarono l’oceano tanto che ho visto lo spot nel sito di Repubblica. La prossima versione del filmato sarà più o meno così: è ora di cena e mamma sta spignattando in cucina. Porta in tavola e chiama il suo bimbociccio che non le risponde perchè è in chat con uno stormo di amazzoni dalla ricrescita seducente. Quando il cucciolo dall’ormone impazzito capisce che si tratta di QUELLO STRAORDINARIO MANICARETTO , molla le signore al loro destino e si precipita a tuffare il naso nel piatto fumante…

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