Ho già parlato del particolare tipo di meme che tante vittime sta mietendo sul web. Per capirci, mi riferisco a questo tipo qua sotto:

Un’immagine o un collage di immagini iconiche, con un testo “esplicativo”. Le ho definite “meme”, ma non è il termine migliore. Sebbene la maggior parte venga creata con un Meme Generator di qualche tipo, “meme” non è il termine migliore. “Advice animals” è già meglio, ma ancora non rende.

Per capirci, un Advice Animals può essere questo:

Anche se, per onor di cronaca, non tutti gli Advice Animals contengono effettivamente animali.

Le immagini che impazzano sul web sono, tuttavia, di un tipo diverso, che potremmo definire Advice Shame.

Gli Advice Shame hanno delle caratteristiche ben precise: un’immagine iconica e un testo che invita all’indignazione generale. Tipicamente, in questo testo compaiono espressioni come “Vergogna!” oppure “Ora basta!”, ma talvolta l’intento è solo implicito, come nei due esempi qua sopra.

Gli Advice Shame non sono da confondersi con altri tipi di immagini, apparentemente simili ma con un intento diverso.

Un paio di esempi.

Questa è semplicemente un’immagine di bassa qualità, con una frase generica e qualunquista, che però non invita all’indignazione.

Questa, invece, è un’immagine che contiene un pensiero ben preciso, ha una fonte attendibile (quanto può esserla la fonte di una citazione) e non invita all’indignazione.

I due esempi qua sopra non sono Advice Shame.

Ma come funzionano gli Advice Shame?

Perché qualcuno dovrebbe prestare attenzione a un messaggio che a) fornisce informazioni prive di fonte; b) fornisce un riassunto parziale e spesso incompleto dell’informazione stessa e c) non di rado si basa su informazioni false?

La risposta sta nelle euristiche, le scorciatoie di pensiero che noi esseri umani utilizziamo abitualmente per processare le informazioni.
Di norma, utilizziamo euristiche per comodità e per velocità. Si basano sulle nostre conoscenze pregresse e su ciò che crediamo.

Osserviamo questo Advice Shame:

Riusciamo a processarlo correttamente grazie alle nostre euristiche e “funziona” basandosi su di esse. Le nostre conoscenze pregresse ci dicono che 1) l’uomo nella foto è Berlusconi; 2) l’uomo nella foto sta facendo la comunione; 3) l’uomo nella foto è famoso per le sue serate con le prostitute; 4) il cattolicesimo disapprova questo genere di comportamento.

Se non abbiamo ulteriori convinzioni in merito (per esempio “sono tutte balle, Berlusconi non ha mai visto una prostituta in vita sua”), lo scopo dell’Advice Shame sarà raggiunto: proveremo indignazione, perché la Chiesa non dovrebbe avallare la condotta immorale di qualcuno solo perché è ricco e potente.

Le nostre euristiche, dunque, hanno fatto un buon lavoro?

Nì. Osserviamo meglio questa foto. È stata scattata il 17 aprile 2010, ai funerali di Raimondo Vianello. Ruby Rubacuori fu arrestata nel maggio dello stesso anno e Berlusconi iniziò a essere ufficialmente indagato per induzione e sfruttamento della prostituzione solo il 10 dicembre 2010.
Naturalmente, in precedenza c’era stato il caso D’Addario (luglio 2009), ma se la Chiesa avesse stigmatizzato Berlusconi per questo ci sarebbero sicuramente state altre persone indignate: i berlusconiani.
In tutto ciò, secondo la dottrina cattolica i divorziati non possono accedere alla comunione, pertanto, da questo punto di vista, l’Advice Shame potrebbe essere valido se la scritta fosse “comunione e divorzio”.

Gli Advice Shame funzionano così. Non servono a creare indignazione giustificatacircostanziata.

Ho scelto appositamente l’esempio qua sopra proprio perché, a prima vista, può risultare valido. Difficilmente qualcuno avrà ben chiaro in mente quando è stata scattata una fotografia o le tempistiche degli innumerevoli guai legali di Berlusconi.

Moltissimi altri Advice Shame, tuttavia, contengono errori, imprecisioni o manipolazioni delle notizie molto più crasse.

Purtroppo, però, noi siamo ormai abituati ad accettarne acriticamente il contenuto, o a rigettarlo sulla base di altre convinzioni, di segno opposto a quello dell’Advice Shame in questione, fino a giungere al paradosso che molte persone si sono indignate davvero per degli Advice Shame parodistici.

Un esempio, tratto dalla nutrita collezione di Siamo la Gente, il Potere ci Temono (su questo fenomeno, qua un’interessante analisi):

L’intento dell’immagine è chiaramente parodistico. Esaminiamolo meglio. Non c’è fonte per la delibera dell’UE di cui si parla (e, infatti, non esiste); il vibranio è un metallo immaginario dell’universo Marvel; la nozione per cui i termometri debbano venir sperimentati sugli animali è poco credibile (e, infatti, è falsa); la parentesi faceta sugli omosessuali non è in linea con la supposta serietà dell’argomento; le fotografie sono false o fuori contesto; la foto di Giorgio Celli (che io pensavo essere Hemingway) con il suo gatto non c’entra niente e la scritta “Lui non l’avrebbe permesso” è fuori contesto.

Nonostante tutto questo, varie persone hanno lasciato commenti indignati sotto le condivisioni di questo falso AS, segno che qualcuno ha prestato così poca attenzione a quanto leggeva da rendere “valido” un AS palesemente fasullo.

Come comportarsi, dunque, nei confronti degli AS?

Verrebbe da rispondere: non prestare attenzione, non crederci e non condividere.

Se proprio non riusciamo a evitare del tutto, mettiamo almeno in pratica alcuni accorgimenti:

1) Riconoscere l’immagine come un AS e sospettare a prescindere. Se dobbiamo installare un’applicazione sul nostro computer ci accertiamo che non sia un virus. Alcuni AS sono virus per il cervello.

2) Leggiamo attentamente il testo e verifichiamo, per cominciare, se si tratta di affermazioni quanto meno credibili e non palesemente false o capziose. Se vi compaiono leggi, normative o disposizioni giudiziarie, facciamo una veloce ricerca su Google o su un sito di notizie per accertarci che un argomento del genere esista. Diffidiamo dei testi scritti in un italiano approssimativo o scorretto.

3) Verifichiamo che le immagini abbiano una relazione con il testo, che non si tratti di immagini vecchie o di immagini false fatte passare per vere.

4) Controlliamo la fonte dell’AS. Se proviene da una pagina chiaramente politica o politicizzata, dubitiamone a priori. Se proviene da una pagina satirica, prendiamo in considerazione l’idea che sia a sua volta satirica o che sia una bufala.

5) Cerchiamo di utilizzare le nostre euristiche in modo consapevole. Se crediamo che “tutti i politici sono ladri e disonesti” non è detto che le informazioni contenute nell’AS su quel determinato politico, e in linea con la nostra euristica, siano vere.

Detto questo, buon internet a tutti.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. m.s. ha detto:

    EHM. Quello non è Hemingway, è Giorgio Celli.

  2. elena ha detto:

    “Diffidiamo dei testi scritti in un italiano approssimativo o scorretto.” beh, quello sempre 🙂

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