Con i ricordi d’infanzia non si scherza. Il rischio è quello di trovarsi alla gola un branco di nerd rabbiosi.

Sto parlando, ovviamente, dell’annunciato remake di Robocop, che vedrà alla regia Josè Padilha e il Joel Kinnaman di The Killing nel ruolo dello sbirro robotico.

Riguardato con occhi adulti, il vecchio Robocop è un film pieno di ingenuità, con un ritmo non proprio adrenalinico e con delle soluzioni narrative diciamo… naif. Ma che senso ha riguardarlo con occhi adulti?

Visto con gli occhi di una bambina, quel film era una potenza della natura. C’era tutto quello che serviva: una città cupa, violentissima, dai desolati panorami industriali; dei cattivi disprezzabili, avidi e folli; un tutore dell’ordine che in realtà faceva più danni lui di tutti i criminali messi insieme, un bulletto intrappolato in un corpo meccanico che grazie a questa sciagura diventava quasi saggio; una società priva di morale e sull’orlo del collasso; i buoni che resistevano tra compromessi e moti d’orgoglio; una sbirra tostissima ma dotata di una sua sensibilità e, specialmente, un sacco di esplosioni.

Potremmo anche parlare dell’impatto che questo film ebbe sul cinema e sugli altri media – Robocop, nei suoi fondamentali, è praticamente identico al Ritorno del Cavaliere Oscuro e non a caso tra gli sceneggiatori del secondo, deludente, capitolo, c’è anche Frank Miller. Potremmo parlare di come abbia raccontato un’ossessione televisiva che iniziava a farsi ingombrante. Potremmo parlare del topos dell’eroe ferito e menomato che combatte per ritrovare la propria umanità…

Potremmo parlare di un sacco di cose, ma, ecco, se non avete vissuto in una grotta, già le sapete.

Robocop era un gran film e posso capire che a qualcuno sia venuta la voglia di rifarlo, per “ripulirlo” dalle ingenuità e raggiungere nuovi livelli visivi, narrativi, insomma, una nuova profondità.

E il modo migliore per farlo senza dubbio è…

Giusto. Vestiamo il nostro supersbirro come una drag-queen metallica. È inutile, il feticcio del nostro tempo è la tartaruga. Non si scappa, ce l’infilano sempre. Quindi, forza con le scagliette argentante che fanno un po’ serpente palestrato e un po’ Farinelli. Via libera al cross-over!

Dio Cristo, io spero che sia uno scherzo. Vero?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Officina Infernale ha detto:

    ….rispetto al primo non c’e’ storia…però a livello di design mi sembra coerente…un armatura in kevlar e acciaio è così che dovrebbe essere, anche ironman dovrebbe essere così…almeno questo non farà fatica a muoversi come l’originale che una volta finito per terra gli hanno fatto il culo…

  2. Kappa ha detto:

    Vivo o morto, tu ballerai con me, pazza!

  3. sraule ha detto:

    Vabbe’, dai… se ora dobbiamo attaccarci al realismo… e poi Robocop non ha più un corpo, non ha bisogno di “potersi muovere” dentro un’armatura come Ironman.

  4. Luigi Galieni ha detto:

    Be’, questa è un’armatura figa, anche se non molto originale, che nel design riprende pesantemente quello dei supereroi. Da ignorante di videogiochi, mi pare anche che ne scopiazzi qualcuno (io quel casco l’ho già visto).
    Però, ecco, l’armatura dell’originale era terribile. Una vera scatola di latta. Ed inutilmente antropomorfa, in effetti. La vera figata secondo me era l’ED209, che però nel film fa la figura del fesso.

  5. CREPASCOLO ha detto:

    Un corpo di polizia composto da drag queens metalliche. Priscilla incontra Serpico. Non male. Nel solito futuro post apocalittico, una lavatrice Miele è evoluta fino a diventare senziente e ora lava il denaro sporco per la mafia che lo ricava dallo spaccio del brodo di tartaruga, animaletto quasi estinto.
    Karapax è un cyborg sbirro ex figlio dei fiori che si comporta come il toro Ferdinando davanti ai fiori e parla come Rutelli negli anni ottanta.
    Miele è stufa della ingerenza della pula nelle sue attività igieniche e fa dirottare il convoglio con le scenografie di Aspettando Godot che le sbirre in guepiere d’acciaio volevano mettere in scena nel corso della annuale convention dei produttori delle bombe a frammentazione a forma di Ciccio Bello. Karapax non la prende benissimo e si trasforma nell’idea che ha Platinette di Terminator. Showdown nella villa di The Rocky Horror. Premio della critica al Sundance. Mezzo flop alle prime. Nel tempo un cult.

  6. Oreste De Cesare ha detto:

    Quando ho visto quella foto ho bestemmiato, è un chiaro caso di iconoclastia.
    Eppure Padilha ha diretto i Tropa de Elite e Clarence Boddicker sarà interpretato da Hugh Laurie, roba da dare la merda anche al Cain di Tom Noonan del secondo episodio.
    Non ho alcuna fede, eppure voglio credere con tutte le mie forze.

    • sraule ha detto:

      Io spero che sia una prima visualizzazione che poi sarà abbandonata. Un’ipotesi di lavoro nata già abortita, ecco.
      Lo spero tanto.
      Poi, in teoria, anch’io avevo qualche speranza. Potrebbero farne un filmone. Ma vista l’aria che tira, è più probabile che decidano di farne un’immane cagata.

  7. Oreste De Cesare ha detto:

    Una folgorazione: se questo è davvero il poliziotto made in OCP versione reboot, a ‘sto giro sforneranno anche l’operaio, l’indiano, il soldato, il motociclista e il cowboy.
    In questo modo la produzione risolverebbe anche il problema del confronto con la colonna sonora originale opera di Basil Poledouris, mica un Donato Mitola qualsiasi.

  8. […] progetto mi turba fin dall’inizio, voi lo sapete. Voglio dire: prendetevela con i supereroi. Avete già finito i supereroi? Ma invece […]

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