Le ultime emergenze italiane hanno reso sempre più evidente l’epidemia di boccaloneria acuta che affligge il paese. E la definizione “boccaloneria”, credetemi, è il modo più educato che trovo per descrivere la cosa.

Che cosa intendo per “boccaloneria”? Facile: un mix ben frullato di malafede, credulità, disinformazione e semplice ignoranza. Tutte cose che, nell’era dell’informazione facile, sono poco meno che peccati mortali.

Non è un atteggiamento nuovo, ma internet lo moltiplica in modo esponenziale.

Quando, molti anni fa, facevo parte del cosiddetto “movimento antagonista” ho avuto varie discussioni che, se non fossero state profondamente deprimenti, sarebbero state esilaranti. Ne ricordo una che aveva come tema gli OGM, che erano appena all’inizio ma già si erano conquistati la ferma opposizione di alcune frange. Un mio amico mi espose una teoria piuttosto bislacca sulle mutazioni genetiche che potevano venir causate dagli OGM. Sì, esatto, mutazioni genetiche in chi mangiava un cibo geneticamente modificato. All’epoca dovevo ancora iniziare l’università, ma avevo già questa terribile abitudine, il vizio di informarmi. Per quel che ne sapevo, le cose che potevano causare una mutazione genetica, quindi a livello del DNA, non erano molte: i virus, le radiazioni… Insomma, argomentavo che mangiando un pomodoro geneticamente modificato forse poteva venirti la cacarella, ma di certo non ti sarebbe cresciuta una testa soprannumeraria.

Curiosamente, a quasi quindici anni di distanza, il pomodoro OGM ancora non può riposare in pace.

Nonostante non sia mai stato prodotto né commercializzato, migliaia di persone sono convinte che sia nocivo. Le argomentazioni sono diventate un po’ più sottili, ma il punto è sempre quello: chi parla dei rischi dei pomodori OGM spesso non ha nemmeno una licenza superiore.

Il format della malainformazione, negli anni, non è cambiato nella sostanza, ma si è diffuso nei numeri.

Gli argomenti all’ordine del giorno sono i più disparati. Ne riporto alcuni, presi a casaccio tra quelli in cui mi sono imbattuta su internet negli ultimi mesi:

– i terremoti si possono prevedere: bastardi, volete ucciderci tutti.

– la bomba a Brindisi ce l’ha messa Mario Monti.

– gli allevamenti di bestiame sono dei lager in cui i maiali vengono fatti ingrassare così tanto che le loro zampe si spezzano per il peso.

– la Cassazione ha deciso che lo stupro di gruppo è ok.

– c’è una cospirazione internazionale degli scienziati: si inventano malattie che non esistono, ci nascondono la cura per altre malattie (che però, forse, non esistono neanche quelle), ci impediscono di usare le vere cure che funzionano, ossia l’alcool[1].

Questi, naturalmente, sono solo alcuni esempi. Se quindici anni fa, però, teorie di questo tipo giravano per lo più su fogli fotocopiati e dall’incerta grammatica e riviste ciclostilate malamente distribuite, adesso hanno una diffusione enormemente più vasta grazie alla rete.

Una diffusione più vasta permette che vengano raggiunte quelle persone che, un tempo, non lo sarebbero mai state e quelle stesse persone diventano il veicolo inconsapevole dell’infezione.

Come funziona? Anche questo è piuttosto semplice. Qualcuno, solitamente in perfetta buona fede, vittima soltanto della propria ignoranza, crea una simpatica immagine con uno slogan che riassume i fondamentali del suo pensiero cospirazionista. L’immagine è una foto + una scritta o anche soltanto una scritta. Ovviamente, si tratta del riassunto del riassunto delle sue convinzioni. Il riassunto è tale che equivale a un oroscopo di due righe su una rivista. Capricorno: questa settimana, alti e bassi.

Il “copy” di queste immagini, solitamente, presenta due fattori: 1) denuncia un’ingiustizia, 2) accusa un “potere forte” di esserne responsabile. Il sentimento su cui fa leva più comunemente è l’indignazione.

Un classico esempio può essere:

MIGLIAIA DI ANIMALI INNOCENTI BARBARAMENTE UCCISI! DICIAMO BASTA ALLE TORTURE!

Sullo sfondo, un’immagine straziante di un animaletto scuoiato. Ora, chiunque veda quest’immagine pensa: “Oh, sì, è una vergogna assoluta”. E condivide l’immagine.

Ma che cosa significa “migliaia di animali innocenti ecc”? A che cosa si riferisce? Quando è successo? Dove è successo? Quante erano queste “migliaia”? Perché sono state uccise? Che cosa si intende per “barbaramente”? In che cosa consistono queste “torture”?

La fotografia, a guardarla bene, potrebbe essere stata scattata in una qualsiasi macelleria, ma di certo non è così, giusto? A nessuno viene in mente, in ogni caso, perché l’indignazione ha già preso il sopravvento.

In questo modo, ogni giorno, tramite internet, si diffondono idee non verificate, stravaganti, tendenziose, talvolta semplicemente idiote. Perché quando condividiamo qualcosa, non lo guardiamo, non ci pensiamo, non lo verifichiamo: ci indigniamo e basta.

E non importa che il “copy” sia vistosamente falso. Potrebbe essere vero, è questo che conta. Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un’immagine particolarmente spassosa. Diceva qualcosa tipo: “Vergogna! Invece che andare a Brindisi, Letta è andato alla partita!”

Ora, io non sono una grande fan di Letta (Di nessuno dei due. Sono due, ci avete mai fatto caso? Suppongo che si riferissero a Enrico Letta, comunque) , ma poche ore prima avevo visto un servizio al telegiornale in cui intervistavano Letta a Brindisi. A meno che non fosse un vistoso fake il servizio di RaiNews, quindi, Enrico Letta a Brindisi ci era stato eccome.

Eppure sono certa che quella fotografia sia stata condivisa in lungo e in largo, magari da persone che non avevano guardato il telegiornale, oppure che si erano già dimenticate del servizio in questione.

Insomma, gente che non aveva la minima idea di che cosa stesse condividendo sulla sua bacheca.

Ora, non credete, io mi rendo perfettamente conto che questo mio post sarà la famosa goccia nel mare. So che la condivisione folle e boccalona di “copy” idioti continuerà come prima. So che la mia è una guerra contro i mulini a vento.

Nonostante questo, non posso esimermi.

È un vecchio vizio. È più forte di me.


[1] L’alcool è il componente principale della maggior parte delle medicine omeopatiche.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Paolo Raffaelli ha detto:

    Leggevo, per dire, che i genitori che non vaccinano i bambini “sfruttano” quelli che sono vaccinati, cioè, i bambini vaccinati che sono comunque la maggioranza proteggono anche gli altri. Io (e Nadia) Marco ovviamente l’abbiamo fatto vaccinare. Ma basterebbe leggere i dati sulla mortalità infantile prima che i vaccini fossero introdotti, o sapere di cosa si sta parlando, mio padre la polio se la prese durante la guerra, e non era roba con cui si scherzava. Ora chissà com’è, è praticamente scomparsa, forse magia?
    Io non sono certo uno scienziato, ma hai scritto bene, cerco di informarmi, e non che la cosa sia facile, e ci sono argomenti su cui per la verità non ho un’opinione precisa, però è insopportabile vedere e leggere certe cose. Altrimenti poi veramente crederemo allo gnomo con l’ascia.

  2. Michele ha detto:

    “mio padre la polio se la prese durante la guerra, e non era roba con cui si scherzava. Ora chissà com’è, è praticamente scomparsa, forse magia?”

    No, niente Harry Potter. I virus polio sono (erano) eliminati con le feci. Dopo la guerra ci fu un rafforzamento del sistema immunitario nella popolazione, dovuto al miglioramento generale dell’alimentazione e, soprattutto, delle condizioni igieniche. La malattia è progressivamente scomparsa dall’Europa, che nel 2002 è stata ufficialmente riconosciuta “polio free” dall’OMS.

    I rarissimi casi di polio negli ultimi anni si sono verificati in paesi come Pakistan, Tajikistan, dove vi sono ancora condizioni di estrema povertà in alcune aree (fonte: eurosurveillance.org, Volume 17/Issue 17, Article 8).

    Qualunque sia stata la ragione della scomparsa della polio – Harry Potter, i vaccini o l’acqua corrente in tutte le case – mi chiedo perché vaccinare i nostri bambini contro una malattia praticamente scomparsa.

  3. Michele ha detto:

    Susanna, non ho capito cosa vuoi farmi notare nella voce di Wikipedia…

    Devicerandom, che ci sono ancora casi di polio in quelle zone l’ho riportato. Ma quante persone conosci che vanno in India? O in quella zona rossa dell’Africa nella mappa che hai indicato, che se non leggo male corrisponde alla disastratissima Nigeria?

    E’ ovvio che dovendosi muovere in aree ad alto rischio di contagio uno preferirà vaccinarsi. Ma da adulto, comunque, non da bambino.

    Non si tratta di essere “pro” o “contro” i vaccini, ma di valutare caso per caso il rapporto rischio/beneficio.

    Ah, il tifo, come la polio, si trasmetteva attraverso cibo e acqua infetti. E’ scomparso da quando è migliorata la quantità e la qualità del cibo e da quando esistono fogne come si deve. Senza vaccinazioni di massa.

    • sraule ha detto:

      michele, io in realtà non capisco un granché il tuo punto.
      poi, ho sempre trovato noiosissimo spiegare le cose, ma tant’è, se proprio vuoi: mi pare evidente che dal 2002 si è deciso di rendere la vaccinazione più “blanda” precisamente per il basso rischio di contrarre la malattia.
      quanta gente va in india ogni anno?
      be’, potrei sbagliarmi, ma credo qualche migliaia di italiani.
      in ogni caso, i protocolli di vaccinazione sono stati concepiti per essere prudenti, e quindi per continuare a vaccinare per un certo numero di anni dopo l’ultimo caso di malattia.
      ora, tutto quello che so di vaccinazioni l’ho imparato a un corso di medicina generale, quindi non sono certo un’esperta. in quanto non-esperta, lascio che a decidere siano gli infettivologi. che magari sbagliano, ci mancherebbe.
      solo, non capisco: perché uno dovrebbe NON vaccinarsi?

    • devicerandom ha detto:

      >Ma quante persone conosci che vanno in India? O in quella zona rossa dell’Africa nella mappa che hai indicato, che se non leggo male corrisponde alla disastratissima Nigeria?

      Mah, in India almeno quattro o cinque, di cui qualcuno anche regolarmente; faccio inoltre ripetizioni a due ragazzini bengalesi che vanno e vengono dal Bangladesh ogni anno.

      Quanto alla Nigeria, non saprei, ma sicuramente un po’ di persone che conosco vanno e vengono dall’Africa abbastanza regolarmente.

      Il discorso comunque è che ne basta *uno* che, infetto, venga dall’India e arrivi in mezzo a una popolazione non vaccinata per scatenare un’epidemia. E non ci sono “condizioni igieniche” che tengano. Le condizioni igieniche rendono più difficile la diffusione, ma non la rendono impossibile. Se la popolazione non è protetta, *sono cazzi*.

  4. Luigi Galieni ha detto:

    La questione dei vaccini è molto delicata e non mi ci voglio infilare, ma per quanto riguarda il tema del post mi sento sempre di consigliare a tutti dosi massicce di Attivissimo. Alcune bufale le sbufala direttamente e poi aiuta a formare un pensiero razionale che immunizza dalle altre. Diffondete il verbo di Attivissimo anche voi! 🙂

    http:\\attivissimo.blogspot.com

  5. Michele ha detto:

    Chiarisco qui il mio punto di vista e chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del post, poi chiudo. Non mi piacciono le crociate, quindi non si tratta di non vaccinarsi per principio, ma di misurare rischi e benefici, soprattutto per quanto riguarda bambini molto piccoli.

    Quindi, Susanna, io riformulerei la questione così: non “Perché non vaccinarsi?”, ma “Perché vaccinare bambini così piccoli, e con tanti vaccini?”.

    I vaccini non sono sicuri al cento per cento, basta leggere i foglietti illustrativi. Detto in parole povere, puoi prenderti la malattia proprio dal vaccino che ti inietti per prevenirla. O puoi avere effetti collaterali anche molto gravi dalle sostanze usate per la diluizione e/o la conservazione dei vaccini. D’altronde, se una legge prevede il risarcimento per i danni da vaccino (l’ultima sentenza in merito è recentissima e risale a circa un mese fa)… beh, dire che i vaccini “sono sicuri”, questa sì, è una bufala.

    A complicare le cose ci sono grossi interessi economici che fanno sentire tutto il loro peso. Per esempio quando si inietta una malloppata di vaccini ai bimbi in una sola dose, (“Tanto, già che ci siamo…”), perché ovviamente per le aziende è più conveniente vendere sei vaccini (la cosiddetta “esavalente”) anziché uno. E infatti trovare i vaccini in monodose è difficile.

    A proposito di interessi economici: la vaccinazione antiepatitica B fu resa obbligatoria nel 1991 dall’allora ministro della Sanità De Lorenzo. Che poi fu condannato in Appello per avere cuccato una tangente di 600 milioni di lire proprio dall’azienda che produceva quel vaccino. Dunque non c’era un motivo sanitario reale per rendere obbligatorio quel vaccino. Vacciniamo i nostri piccoli contro quella malattia non perché corrono un concreto rischio di contrarla (infatti prima si vaccinavano contro quell’epatite solo categorie a rischio), ma perché abbiamo avuto un ministro avido.

    Ancora: in alcune regioni d’Italia si danno incentivi economici ai pediatri che incrementano le vaccinazioni, comprese quelle non obbligatorie… come dire che si incentivano i pediatri a sminuire i rischi connessi alle vaccinazioni, e quindi a dare informazioni parziali (o a non darne affatto) ai pazienti.

    Dal punto di vista pratico e da quello legislativo, però, in Italia si sta andando verso la libertà di scelta in merito alle vaccinazioni, tanto che in alcune regioni non sono più obbligatorie, e in altre è praticata quella che viene chiamata “obiezione attiva” (e che coinvolge essenzialmente i genitori, dato che dopo il primo anno di vita nessun vaccino è più obbligatorio – salvo, credo, per determinate categorie professionali “a rischio” come personale sanitario, forze dell’ordine etc.).

    In parole povere, i genitori che rifiutano di vaccinare i loro figli “prendono posizione” ufficialmente dopo un colloquio con l’ASL e firmano una dichiarazione per attestare la loro scelta.

    Un tempo l’obiezione ai vaccini da parte dei genitori era considerata sempre incuria, era prevista una sanzione economica e si attivava il Tribunale dei Minori, nientemeno.

    Oggi lo Stato riconosce ai genitori questa libertà di scelta (purché sia frutto di una valutazione responsabile e la si certifichi ufficialmente); tanto è vero che a nessun bambino non vaccinato può essere rifiutata l’ammissione ai vari gradi dell’iter scolastico, nido-materna-elementare.

    Chiudo qui, mi scuso ancora per la lunghezza.

    • devicerandom ha detto:

      >Quindi, Susanna, io riformulerei la questione così: non “Perché non vaccinarsi?”, ma “Perché vaccinare bambini così piccoli, e con tanti vaccini?”.

      Di nuovo, chiedilo agli immunologi. Il discorso di Susanna mi pare chiaro: *loro* sanno di che parlano. Io ne so *un pochino* (sono biologo molecolare ma non immunologo) e tu, mi par di capire, perdona la brutalità, *non ne sai una sega*.

      Esiste un rapporto costi/benefici. Esistono danni collaterali da vaccini? Sì, ma hanno un’incidenza complessiva bassissima. Il danno dalla diffusione di malattie anche apparentemente banali è assai maggiore.

      Prendi il morbillo. Il morbillo viene considerato una malattia banale, come un’influenza. Perchè vaccinarsi? Perchè il morbillo ha una percentuale di complicazioni gravi dall’1% all’1 per mille. Il vaccino di *1 su 1.000.000*. Quindi vaccinarsi riduce il rischio per la popolazione di *mille volte*.

      >Dunque non c’era un motivo sanitario reale per rendere obbligatorio quel vaccino.

      Se anche fosse vero che non c’è un motivo sanitario reale (per me basta che *esista il virus in circolazione*, ed ecco il motivo), quindi quale danno è stato arrecato? Hai delle statistiche ufficiali su questo?

      >Ancora: in alcune regioni d’Italia si danno incentivi economici ai pediatri che incrementano le vaccinazioni, comprese quelle non obbligatorie…

      E ci mancherebbe che no, cazzo. È il minimo che mi aspetto da uno stato responsabile.

      >però, in Italia si sta andando verso la libertà di scelta in merito alle vaccinazioni, tanto che in alcune regioni non sono più obbligatorie, e in altre è praticata quella che viene chiamata “obiezione attiva”

      Il che invece è un *abominio* (guidato, qui sì, da politici irresponsabili che raggranellano i voti degli antivaxxers) perchè rischia di far perdere quella cosa nota come “herd immunity” (
      http://en.wikipedia.org/wiki/Herd_immunity ). Ovvero, se c’è un numero consistente di persone non vaccinate, queste rischiano di passare la malattia ai bambini piccoli non ancora vaccinati, creando epidemie su soggetti *deboli*. Sta succedendo in Australia e a Londra, per esempio, dove i casi di pertosse e morbillo si sono decuplicati negli ultimi anni a causa di queste politiche, con anche dei bambini *morti*.

      Quindi per favore lasciamo l’opportunità delle vaccinazioni o meno al *consenso collettivo* di medici, immunologi ed epidemiologi, e non alle nostre chiacchiere da bar.

  6. Michele ha detto:

    Devicerandom, io ho un figlio, io e mia moglie abbiamo studiato per prendere la decisione di non vaccinare, leggendo centinaia di pagine di pubblicazioni scientifiche pro e contro i vaccini, sentenze di tribunali, decreti legge, circolari ministeriali, e soprattutto di testimonianze di genitori che hanno avuto i figli rovinati e la vita devastata dai danni da vaccino. Non ho nessuna intenzione di convincere te né nessuno. Evidentemente abbiamo un concetto molto diverso di responsabilità dello Stato e soprattutto di responsabilità dei genitori. Addio. E buona fortuna, eh…

    • m.s. ha detto:

      >e soprattutto di testimonianze

      Ecco, se dai più retta all’ *aneddotica* rispetto alla statistica, vuol dire che non ti serve leggere centinaia di pagine di pubblicazioni scientifiche: di scienza non capisci un cazzo.

      >leggendo centinaia di pagine di pubblicazioni scientifiche pro e contro i vaccini,

      Dubito che esistano centinaia di pubblicazioni scientifiche *contro* i vaccini. Sai darmi i riferimenti bibliografici? E hai un dottorato in immunologia per riuscire a comprenderle? No, perchè pubblicazione scientifica non significa roba trovata su blog o su Focus, per capirci.

      >Non ho nessuna intenzione di convincere te né nessuno.

      Io invece vorrei poterti convincere, perchè non vaccinare i propri figli è, dal punto di vista etico (specie, ma non solo, nei confronti dei tuoi figli) assolutamente *criminale*, anche se mi rendo conto lo fai in buona fede.

  7. sraule ha detto:

    Proprio non potevo chiedere di meglio, a questo post.
    Credo che non saremo mai d’accordo, ma grazie per essere passato di qua, Michele.

  8. Paolo Raffaelli ha detto:

    Posso rimanere basito? Lo rimango.

  9. Nebo (@Niebbo) ha detto:

    É tutto enormemente vero. Internet spesso non é libertà di parola, é dittatura della stronzata.

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