Vi avevo promesso qualche anticipazione… Be’, eccola. L’inizio del primo capitolo.

I.

Il controllore era quasi stupito che il ragazzo goth tranquillamente addormentato in mezzo al frastuono di una scolaresca avesse il biglietto in regola.

Per dormire così, con la testa abbandonata contro la scomoda imbottitura del sedile e le gambe ripiegate da un lato, doveva essere come minimo un drogato.

Invece, quando l’aveva cautamente scrollato, il ragazzo l’aveva fissato con due occhietti grigi assonnati ma lucidi e gli aveva mostrato il biglietto. Il controllore a questo punto si era reso conto di due cose. Innanzitutto, il ragazzo non era così giovane come gli era sembrato in un primo momento e doveva essere all’incirca sui trentacinque. Inoltre, il portafogli da cui aveva tirato fuori il biglietto era uno di quelli col distintivo delle forze dell’ordine.

Il controllore non era certo (mal) pagato per meravigliarsi, ma non poté impedirsi di lanciare una seconda occhiata al giovanotto gotico. Era rannicchiato nel suo sedile come se avesse freddo. Questo almeno era normale, dato che, nonostante fossero i primi di giugno, nei vagoni l’aria condizionata era già accesa al massimo. Si stringeva nella maglietta nera a maniche lunghe di qualche improbabile gruppo musicale, il che era già più insolito. O, almeno, questa era l’impressione. Magari era il logo della nuova squadra di nuoto dei carabinieri, che cosa ne sapeva lui?

Il controllore scrollò le spalle, punzonò il biglietto e passò oltre, iniziando a cercare con lo sguardo le insegnanti che accompagnavano la scolaresca. I ragazzini, apparentemente sui tredici-quattordici anni, stavano gridando come gli indiani durante la carica di Little Bighorn. Che cosa ci facessero in gita all’inizio di giugno era un mistero. Le insegnanti, probabilmente, si erano rintanate in un altro vagone. C’erano ragazzini dappertutto e i normali viaggiatori erano scappati da un pezzo.

L’Intercity sferragliava nella campagna lombarda, attraversando risaie allagate e campi coltivati. L’orizzonte era piatto come il fondo di un tegame e velato da una sottile foschia. Era l’umidità di giugno, un clima perfino salutare rispetto a quello che sarebbe diventato ad agosto.

Il controllore si fece largo con espressione stoica tra i ragazzini urlanti. Era troppo vecchio per quel lavoro, pensò per la millesima volta.

Finalmente, proprio nell’ultimo scompartimento, individuò le due insegnanti sulla cinquantina che accompagnavano la scolaresca.

Come previsto, si erano chiuse dentro.

Il controllore sospirò. Per fortuna a Milano mancava solo mezz’ora.

*

Il ragazzo gotico si guardò attorno per qualche minuto, cercando di ricordarsi che cosa cavolo ci faceva nello stesso vagone di un esercito di ultrà minorenni. Quando, finalmente, se lo ricordò, fece una smorfia. L’esercito di ultrà minorenni iniziava a sembrargli quasi gradevole.

Quasi.

Si alzò, si stiracchiò e recuperò il borsone nero che aveva incastrato nel portapacchi.

Col borsone in spalla, caracollò verso il bagno.

Il primo era guasto, il secondo era chiuso. Il terzo aveva un suggestivo odore di fumo e urina stantia, ma sembrava utilizzabile.

Sulla parete di plastica, accanto al lavandino, qualcuno aveva scritto, con un pennarello nero: ‘Il clima cambia e l’umano si estingue. Arrestati, police man. Rubavamo salami’.

Mentre pisciava, il ragazzo gotico lo rilesse tre volte. Non aveva senso, tranne per quella parte dell’arrestati, police man. Quella un senso ce l’aveva eccome, solo che, se era un avvertimento cosmico, arrivava troppo tardi.

Ormai il treno era quasi a Milano.

Il commissario capo Ermanno Sensi si sciacquò la faccia con l’acqua puzzolente del rubinetto e si tirò indietro una ciocca di capelli.

Arrestarsi, pensò.

Ormai era un po’ troppo tardi.

Satanisti perbene

Susanna Raule

in uscita il 10 maggio 2012

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Nadia Vandelli (Lei&Vandelli) scrive:

    Perversa e sadica…Mi rifili un’annusata alla torta appena uscita dal forno, poi me la sottrai al grido di “e’ calda, dopo ti viene mal di pancia”. Più potente, direi: hai abbandonato lo stiletto per impugnare il machete. E io gongolo.

  2. sraule scrive:

    Ah-ah, diciamo che non è ancora cotta, la torta. Così è meglio?

  3. Filippo scrive:

    Mi piace come scrivi, ma forse lo sai già. Il 10 maggio sarò in libreria. Complimenti!

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