La gente, normalmente, ha delle fantasticherie. Sogna a occhi aperti. E’ normale, anzi, se uno smette di farlo potrebbe avere un problema.

Io fantastico più o meno metà del tempo, forse anche di più. A volte sono un po’ scollegata dal mondo. Ho anche trovato un lavoro che mi giustifica pienamente nel farlo, quindi sembrerebbe tutto perfetto.

L’altro giorno, stavo fantasticando. Non era una cosa neanche vagamente “lavorativa”.

Per la precisione stavo fantasticando che una nota rockstar di cui non è necessario fare qua il nome, in circostanze che non è necessario specificare più dettagliatamente, finisse a farsi una doccia a casa mia.

Casa mia ha una vasca piccolissima, ma non è questo il problema. La vasca era coinvolta nella fantasticheria solo come luogo in cui lavarsi.

Ok, quindi, docce separate. Fin qua mi seguite, suppongo. Potete immaginare anche quale fosse, più o meno, il canovaccio, sicché immaginerete anche il seguito.

Qua la mia fantasticheria, però, ha preso un corso inaspettato. Ovvero:

se lui fa la doccia per primo, io poi posso uscire tutta gocciolante e-

No, aspetta. Tutta gocciolante? Cioè: colta dalla passione, non mi posso asciugare i capelli?

Cristo, i miei capelli diventano uno schifo se non li asciugo col phon. E poi voglio farmi la piastra.

Che cazzo di scena di passione è, se io ho i capelli tutti elettrici?

Qualche secondo di riflessione più tardi, trovo la soluzione perfetta:

io faccio la doccia per prima. Poi, mentre lui fa una luuunga doccia, io mi asciugo i capelli col phon e mi faccio la piastra.

Tutta soddisfatta, continuo a immaginare il seguito.

Alcune volte mi faccio paura da sola.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. CREPASCOLO scrive:

    L’immagine di Meat Loaf che emerge da una doccia minimale accompagnerà la mia intensa giornata lavorativa, grazie. Ho un solo neurone, credo, e lavora meglio se può crearsi una nicchia in cui riposarsi ogni tanto mentre è alle prese con questioni di priorità alfa. Adoro il mio lavoro: poche cose danno soddisfazione come il dossieraggio. Ho la senzaz di partecipare ai fondamentali della democraz. Funziona così: il committente mi commissiona un profilo, vita morte e miracoli, di un Tizio che milita per la parte avversa. Provvedo. Il committente lo riceve e lo spedisce alla parte avversa. Quando il Tizio alza la cresta o la fa fuori dal vasino, il committente scrive alla parte avversa attraverso canali ad hoc. Basta un appunto come ”pagina ventisette, secondo capoverso ” e Tizio torna in carreggiata. Semplice ed efficace.
    Anni fa, quando ero ancora zitello e libero come un gazzello ( con tante scuse a Gio Guareschi ), mi capitava di fantasticare sulla Berti dei seventies ( una combo della Liz Taylor di Riflessi in un Occhio d’Oro e Moira Orfei ). Orietta suonava alla mia porta dopo il crepuscolo e grigliava sulla piastra una parrucca che le faceva una zucca di Camusso ante litteram. Io la guardavo pensando che quella tensione era insostenibile e quindi era auspicabile perdurasse ( con tante scuse a Oscar Wilde ).Ad un certo punto il toupet urlava: era un cucciolo di moccio Vileda che si era appisolato ascoltando Fin che la barca va /lasciala andare. Ho scritto alla popstar della mia fantasia ad occhi aperti e mi ha risposto ” pagina centodue, secondo capoverso: i furetti intinti nello sciroppo d’acero, rotolati nelle foglie umide e costretti ad ascoltare il greatest hits dei Pooh ”.
    Cattiva !

  2. CREPASCOLO scrive:

    Strano, vero ? Il sesso ha ragioni che la ragione eccetera. O era il cuore ? Posso dire che la cosa balzava all’occhio perchè Ford Ravenstock è filiforme. Generazione photoshop. I divi sulle riviste patinate sono privi di erudizione cutanee e pedicelli. Ogni tanto sparisce anche un tatuaggio. Il pensiero eterodosso si scava un suo percorso e avvicina la interazione prossemica con scambio di effusioni e liquidi biologici biodegradabili
    ( esiste un modo più romantico di definire il sesso ? ) ad una carnalità eccessiva, plebea, carica della consapevolezza della propria caducità. La donna obesa e nuda sul divano di Lucien Freud è, al momento, il quadro per cui è stato pagato il prezzo + alto ad una asta. Non un bozzetto di Schiele. Non una Salome di Klimt. Una domestica drammaticamente sovrappeso e non glam come Beth Ditto.
    Coccola il ”tuo” Meat Loaf.
    Due opzioni:
    1) ti lascerà come capita quando continui a canticchiare un jingle ossessivo ed alla fine se ne andrà altrove a tediare qualcun altro. E tornerai a sognare la popstar Mengoni nello splendore dei suoi 60 kg scarsi
    2) raggiungerai una nuova e + alta consapevolezza, quella sintetizzata nei versi di Lucio Dalla ” la paura di esser solo ciccia da contare e che il domani non conti più ” ed entrerai in uno di quei gruppi di sostegno dove, progressivamente, ti insegneranno a sostituire la rockstar con Jack Black, Paul Giamatti, Silvio Orlando…

    • sraule scrive:

      No, no, ciò che proponi è orripilante (Mengoni compreso). Io sono affezionata alle mie fantasie adolescenziali. David Bowie, Jimmy Page, Trent Reznor… Banali? Be’, mica devo venderle!
      (anche se Stephenie Meyer, per esempio, ci ha fatto dei bei soldini…)

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