Un'altra maledetta coppia di fatto: Rosy Bindi e Angelino Alfano.

Poi mi direte che i miei post non hanno più la verve di un tempo. Che sono diventata vecchia e noiosa.  Certo che è difficile fare i post brillanti, quando l’unica cosa a brillare, nel nostro paese, è la colpevole e discriminatoria ottusità della nostra classe politica.
Che, non si può negare, sarà divisa e rissosa su tutto, ma su un punto è ammirabilmente concorde.

Angelino Alfano, delfino del PDL e politico discutibile in più di un senso, sventola lo spauracchio dei matrimoni gay per ricaptare la benevolenza di quanti, anche simpatizzanti del Popolo delle Libertà, trovano che il suo partito stia ormai andando (piuttosto letteralmente) a puttane.

Subito Rosy Bindi, voce influente del PD e politica forse meno discutibile ma ben più noiosa di Alfano, si affretta a smentire i timori del proprio elettorato, dichiarando che il matrimonio è roba da etero, stop.

Ma che bella compagnia.

Affiatata, compatta, unita, quando si tratta di cavalcare le più bieche paure di una fetta di italiani che probabilmente non è così rappresentativa come entrambi i partiti paventano: quella fetta di elettorato omofoba e contraria ai diritti civili.

Ora, forse non sono la persona giusta per parlare di matrimonio. Personalmente, lo trovo una reliquia del passato vagamente opprimente e, al meglio, non più affascinante di una cerimonia per la circoncisione ebraica.

Il fatto che io la veda così sul matrimonio, ovviamente, non mi impedisce di rendermi conto che la mia opinione non è condivisa da tutti. Quelli che non la condividono, guarda un po’, si sposano.

La cosa mi disturba? No, affatto. Perché mai dovrebbe?
Inoltre, uno dei fondamenti della nostra -aehm- civiltà dice che gli esseri umani sono tutti uguali, hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. E, se in effetti  la coppia Rosalino, con i suoi stipendi e i suoi privilegi, è la dimostrazione evidente che almeno quest’ultimo punto non è così vero, mi piace pensare che sull’uguaglianza non ci siano dubbi.

Mi piace pensare, ho detto.

Quando poi il discorso sui matrimoni gay viene così palesemente strumentalizzato per accendere le più basse pulsioni dell’elettorato, quando viene utilizzato a scopo così chiaramente demagogico, e va a far leva sui sentimenti discriminatori, forse comuni, ma non per questo giustificabili, di una parte dell’opinione pubblica, mi chiedo in che modo persone di questo tipo possano rappresentare quella maggioranza della società italiana che non indulge in tali sentimenti.

C’è una parte d’italiani che discrimina e odia? Certo che c’è.

E’ quella la parte che dovrebbe decidere per tutti? Certo che no.

Ora, a me il matrimonio non interessa, l’ho già detto. Ma che tutti possano fare qualcosa che a me non interessa, mi interessa molto. Sarò complicata.

Altrimenti possiamo ritornare saltellando alle leggi razziali. Una vittoria per tutti: niente matrimoni gay e niente più circoncisioni, che ne dite?

Veramente: sono stanca che il resto del mondo passi avanti alla nazione in cui vivo per quel che riguarda le più elementari norme di civiltà.

E l’uguaglianza tra tutte le persone la è. Un politico che si permette di discriminare tra unioni gay e unioni etero è un politico che si permette di discriminare tra essere umano e essere umano.

Che rabbia dovervi guardare, cari Rosalino. Che rabbia.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Simone ha detto:

    finché la gente non penserà davvero che tutte le persone sono uguali allora sentiremo spesso e volentieri discorsi di questo tipo. Non so se sia influenza del vaticano e demenza del popolo italiano, ma purtroppo non vedo un futuro molto roseo. Ma sarà che sto in veneto, dove un coglione dice che andrebbe fatta pulizia etnica di zingari e culattoni e lo eleggono sindaco. Per 2 volte.

  2. sraule ha detto:

    Forse è quello. O forse sono io troppo ottimista. Ma se in un sondaggio su Vanity Fair (mica sul Manifesto) il 60-e-rotti percento degli italiani si dichiara favorevole ai matrimoni gay un motivo ci sarà…

    • Simone ha detto:

      non voglio essere pessimista, ma oggi non ho una bella giornata. Non so te ma io quando berlusconi è stato eletto non ho trovato uno che lo votasse… quindi un conto sono le cose che uno dice magari per pudore, un conto è come è in realtà. O magari sono sfortunato io a vivere nel nordest, che è il texas de noantri. comunque spero vivamente di sbagliarmi

  3. sraule ha detto:

    Quantomeno, bisognerebbe chiederglielo, alla gente, che cosa pensa. Poi, magari dicono tutti “no, i gay devono morire”, però almeno non sarebbe la presa di posizione dei nostri politici cagasotto.

  4. Simone ha detto:

    il problema di chiederlo sono le risposte 🙂

  5. […] Rosy Bindi, disgustata, annuncia di non volere che il suo nome sia accostato a simili porcherie. In effetti, dopo una carriera come la sua, che il suo nome venga associato a un successo sarebbe un’onta difficile da lavare. […]

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