Mi ricollego al post precedente, per fare qualche ulteriore considerazione sui contratti, sperando che questo sia utile a qualcuno. Come vi dicevo, ne abbiamo molto parlato, durante la stesura del contratto tipo.

Ora, naturalmente la nostra speranza è che quel contratto tipo venga adottato da varie case editrici. Personalmente, non lo ritengo molto probabile, però. Non perché il contratto tipo dell’AI sia svantaggioso per gli editori, ma perché, semplicemente, la stragrande maggioranza delle case editrici ha già un proprio contratto tipo, pagato profumatamente a qualche studio di avvocati, che conosce in ogni dettaglio e col quale è a suo agio.

Specie nel mondo del fumetto italiano, inoltre, i contratti di alcune case editrici tendono a essere così sciatti da danneggiare involontariamente una delle due parti. Mi è capitato di vederne alcuni. Mi è capitato persino di firmarne uno così sfavorevole all’editore che mi sono quasi sentita in colpa. Ma, naturalmente, mi è capitato anche di vederne (e firmarne) alcuni estremamente sfavorevoli all’autore.

A che cosa dovrebbe fare attenzione, quindi, un autore a cui viene sottoposto un contratto standard da parte di una casa editrice?

Ho cercato di fare un piccolo elenco, comprensivo di esempi pratici.

Per prima cosa, l’autore dovrà leggere con attenzione ciò che è scritto nel contratto, ma dovrà porre un’attenzione dieci volte maggiore a ciò che non è scritto. A meno di non voler correre rischi di questo tipo.

Quindi, per cominciare, la durata del contratto. Dato che i diritti sull’opera appartengono all’autore per legge naturale, il contratto, in prima istanza, stabilisce che l’editore possa usare l’opera a fini commerciali per un x numero di anni. Assicuratevi che questo numero sia specificato, altrimenti l’editore potrà usare la vostra opera fino a 70 anni dalla vostra morte, il che non è particolarmente vantaggioso, per voi. Il fatto che possa usarla pagandovi le royalties corrispondenti non è comunque un buon motivo per lasciare che questo avvenga. Se il vostro libro dovesse essere un flop clamoroso, potreste aver voglia di rivenderlo a un altro editore che lo valorizzi meglio; se il vostro libro dovesse essere un bestseller potreste aver voglia di ridiscutere il contratto dopo un certo periodo di tempo.

Esempio pratico: quale esempio migliore di Watchmen? Se nel contratto c’è scritto che l’editore ha i diritti sull’opera fino alla cessata pubblicazione, sappiate che potrebbe equivalere a un “in eterno”.

E’ buona norma che nel contratto sia indicato chiaramente che cosa state cedendo: se la proprietà intellettuale dell’opera in questione e basta o anche la proprietà di sfruttamento commerciale sui personaggi.

Un esempio pratico: si vocifera che quando Neil Gaiman creò The Sandman, tenne per sé la proprietà del personaggio Sogno, ovvero del protagonista. La voce sembra confermata dal fatto che, per quanto la DC abbia affidato ogni genere di spin-off della serie  ad altri autori, nessuno ha mai scritto un fumetto in cui compaia Sogno, mentre Gaiman stesso l’ha fatto fugacemente comparire ne I ragazzi di Anansi.

Una clausola che spesso viene trascurata è quella sulle ristampe. In pratica: se il vostro libro vende bene ed esaurisce la prima tiratura, che cosa succede? Solitamente, è previsto che l’editore abbia il diritto di ristampare l’opera. Un contratto a voi favorevole, autori, prevederà che l’editore abbia l’obbligo di ristampare, all’esaurimento della prima tiratura.

Esempio pratico: la prima tiratura di Ford Ravenstock – specialista in suicidi (Panini) divenne introvabile qualche mese dopo la pubblicazione. Dato che all’editore una ristampa non conveniva, non fu mai più pubblicato (e, al momento, si può trovare solo su e-Bay a circa tre volte il prezzo originale).

Un dettaglio che nei contratti viene menzionato solo di rado è quello relativo alla campagna pubblicitaria che l’editore si impegna a intraprendere. Per quel che ne so, pochissime case editrici di fumetto italiane menzionano la promozione dell’opera nel contratto. Al più, chiedono all’autore una disponibilità del tutto formale a intervenire di persona alle presentazioni eventualmente organizzate. Too bad: la pubblicità è l’anima del commercio, dicono. Con gli editori di varia le cose vanno un pochino meglio.

Esempio pratico: innumerevoli sono le opere nel panorama italiano che non hanno ricevuto alcuna forma di promozione. Sì, sono tutte quelle di cui non avete mai sentito parlare.

Altro punto scarsamente esplorato nei contratti è quello relativo ai tempi di risposta dell’editore in caso di invio da parte dell’autore di materiale sottoposto a diritto di prelazione da parte dell’editore. Mi spiego meglio: una clausola spesso presente nei contratti riguarda il diritto di prelazione dell’editore sulle opere future dell’autore. “Diritto di prelazione” significa che l’editore ha il diritto di leggere per primo qualsiasi opera l’autore scriva in futuro (per un x numero di anni), di aggiudicarsene la pubblicazione o di scartarla. E’ una prassi comune che, solitamente, denota interesse da parte dell’editore per quell’autore. E’ necessario, tuttavia, che nel contratto sia specificato quanto tempo ha a disposizione l’editore per decidere di comprare o scartare l’opera proposta.

Esempio pratico: è pressoché impossibile sapere quante opere siano al momento “bloccate” da una casa editrice in virtù del suo diritto di prelazione. Dato che fino al via libera dell’editore queste opere non possono venire proposte a nessun altro editore, è come se non fossero mai state scritte o disegnate.

Bene, queste sono le cose che mi vengono in mente ora. Non dubito che ce ne siano altre. Per altre notizie utili sulla contrattualistica e sulla pubblicazione, vi rimando al sito Scrittori in causa, dove troverete altri fatti interessanti e poco noti.

Advertisements

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. michele petrucci ha detto:

    Ciao Susanna,
    trovo ottimo tutto quello che hai scritto.
    Secondo me il contratto tipo serve a tutti per avere un confronto preciso, un punto di riferimento per autori e editori.

  2. sraule ha detto:

    Infatti. Speriamo che sia così. E’ importante promuoverlo.

  3. Michele ha detto:

    In attesa di leggere il famoso contratto-tipo appena presentato, una precisazione su The Sandman. Non so dire dello sfruttamento fumettistico, ma certamente Gaiman non aveva la proprietà di Dream/Sandman per il cinema. Questo lo disse chiaramente quando entrò in pre-produzione il film di Sandman e fu scritta una sceneggiatura – che circolava in internet – opera di Elliott & Rossio, futuri autori di Shrek e dei Pirati dei Caraibi. Da quello che so, né su quella sceneggiatura, né sul progetto del film, poi abortito, Gaiman ebbe mai voce in capitolo. Disse di essere riuscito a tenersi i diritti su Death, ma nemmeno il film su Death, basato su The High Cost of Living, andò in porto.

  4. sraule ha detto:

    Dunque, sì, su Dream circolano delle storie. E’ certo che in DC non possano produrre nuove serie con lui protagonista, per il semplice fatto che altrimenti le avrebbero realizzate da un pezzo… anche perché di Sandman hanno utilizzato ogni briciola, dal Corinzio, a Lucifero…

  5. Michele ha detto:

    Già. Ma mi sembra strano che una clausola così favorevole all’autore fosse nel contratto originale firmato negli anni ottanta. Secondo me c’è stata una rinegoziazione quando la DC ha cominciato a concedere il “created by” (e conseguenti royalties) su personaggi che fino ad allora erano considerati “company owned” (anche Constantine/Hellblazer, quindi), giocando d’anticipo per evitare di finire in tribunale. Ipotizzo che il “blocco” di Sandman sui fumetti sia frutto di un complicato do ut des tra Gaiman e DC.

  6. sraule ha detto:

    Probabile. So che il loro contratto fu praticamente unico – e che DC non ne firmò mai più di simili.

  7. sraule ha detto:

    tra l’altro, non sapevo neanche questo: http://thewertzone.blogspot.com/2009/08/dc-turns-down-new-sandman-series-by.html
    l’ultima riga è oscenamente profetica, per essere stata scritta nel 2009.

  8. Michele ha detto:

    Senza parole.

    Qui:

    http://web.mit.edu/m-I-t/science_fiction/transcripts/gaiman_gardner.html

    in una vecchia intervista, dice chiaramente che non ha nessun controllo sul film di Sandman, racconta cose agghiaccianti sulle varie stesure e aggiunge che sta lavorando a Caroline (sic 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...