Questo è solo l’ultimo esempio. La Cassazione sancisce che dare obbligatoriamente la carcerazione preventiva come misura cautelare in caso di stupro di gruppo è anticostituzionale e l’internet-mondo decide che la Cassazione ha depenalizzato lo stupro di gruppo.

Compaiono degli inquietanti simboletti con un nastro bianco e la scritta:

mettete questo segno nella vostra bacheca per protesta contro una sentenza lacerante “niente galera agli stupratori in branco”

La gente aderisce in branco, proprio come gli stupratori. D’altronde, il branco è rassicurante per tutti.

Mi permetto di rispondere con questo simboletto:

e raccolgo qualche consenso. Alcuni, però, mi chiedono se per caso non sono diventata favorevole allo stupro di gruppo. Ovviamente prendersela direttamente, uno a uno, con un’altra persona (io) è più difficile, quindi sono richieste di chiarimenti piuttosto civili.

Quindi, se vi pare che una vostra amica sia favorevole allo stupro di gruppo le chiedete educatamente lumi, se compare un badge su Facebook aderite acriticamente, sì?

Il fatto è che indignarsi è bello.

Ci resta ben poco altro.

Siamo tutti i contadini coi forconi e le torce di Frankenstein Jr.


Prima dell’ondata d’indignazione contro una sentenza assolutamente normale, c’era stata l’indignazione di gruppo contro Schettino. Che essendo un vigliacco era il bersaglio perfetto della nostra ira per procura.

Subito dopo c’era stata l’indignazione di gruppo per chi si faceva fotografare davanti al relitto del Concordia (una nave grande come un isola inclinata su un fianco a pochi metri dalla costa… davvero incredibile che qualcuno l’abbia considerato uno spettacolo eccezionale).

Non dubito che ci saranno altre ondate d’indignazione prive di discernimento.

Come dicevo, indignarci ci piace un casino.

L’unico problema è che, se uno si indigna per tutto, è come se non si indignasse per niente.

Continuiamo così e non ci potrà più essere una persona “giustamente indignata”. Ci sarà solo una persona che bela la sua indignazione tra le altre pecore.

E chi riesce a capire che cosa dice la singola pecora, in un branco belante?

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Paolo Raffaelli scrive:

    Ineccepibile.
    Tra l’altro io avrei anche qualche problema con l’indignazione in quanto tale, ma magari sono io, magari sono perplesso da chi si indigna molto ma poi non fa nulla perché il motivo dell’indignazione cessi. Per renderlo chiaro, Hitler non è che è stato sconfitto dall’indignazione, è stato sconfitto dalle bombe degli Alleati.

  2. sraule scrive:

    Pienamente d’accordo.

  3. Dvd scrive:

    Come procede l’esperimento link?

  4. Gi scrive:

    Non ho parole per esprimere quanto concordi con te!
    (anche se ero troppo sconcertata per pensare di modificare l’immagine).

    Comunque per quanto riguarda la cadenza delle visite, io da quando mi sono iscritta all’aggiornamento via mail (non si chiama newsletter vero?) i tuoi post li leggo là, e non passo dal tuo blog… quindi magari potresti avere più lettori di visitatori!
    Me, ad esempio. 😀

    Saluti!
    Gi

  5. […] su internet lo faccia proprio perché vuole urlare. Urlare il proprio travolgente sdegno contro l’ordine costituito. Urlare in un collettivo rito catartico. Urlare nella convinzione […]

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