E’ da un po’ che voglio postare le foto della casetta nuova, ma siccome non era mai pronta continuavo a rimandare. Dato, però, che sono ormai arrivata alla conclusione che non sarà mai completamente finita, ho deciso di condividere lo stesso le foto, con tanto di scale in bella vista e fili penzolanti!

Quindi, ok, cominciamo dalla porta d’ingresso…

…che è finita, almeno quella. Anche se, certo, io e Armando potremmo pure mettere il nostro nome da qualche parte. Non so se si vede, ma il campanello è in realtà una campanella, di ottone.

Passiamo all’interno, modello gita turistica. L’ingresso:

Ok, è forse il momento di confessare che come fotografa non sono un granché. Comunque, queste sono le nostre lampade dell’ingresso. Ho chiuso un po’ di persiane per farvele vedere accese!

Questo è l’altro lato. Qua la faccenda di aver chiuso le persiane mi si è rivoltata contro. Non si capisce per niente che l’appendiabiti è dello stesso rosso della porta d’ingresso… Quella porta chiusa è quella del bagno, se ve lo state chiedendo. Poi ve lo faccio vedere.

Un ultimo scatto del corridoio:

Con un bel mobile ancora da finire di montare.

Ora passiamo alla sala, però:

Questo è il nostro divano. Si apre e diventa due piazze, se volete venirci a trovare. Dietro c’è un tavolo, che ora vi faccio vedere meglio.

Sì, lo so, scattare in controluce è stata una pessima idea.

Questa è solo per farvi vedere la nostra amata sedia a dondolo. Sarebbe rossa anche lei, ma come al solito I did it wrong. Il rivestimento dei cuscini vogliamo cambiarlo, tanto perché si sappia.

Concludiamo il tour della sala con una foto delle librerie ancora mezze vuote (trasportare tutti i nostri libri prenderà mesi e abbiamo già capito di doverci comprare altre librerie…). La scala dà quel tocco di ulteriore incompiutezza. Insomma, sì, manca tutta la parte alta delle librerie, il filo dell’antenna è ancora lì che penzola, ma vabbe’, era per farvi capire. Quella cosa blu in primo piano è la spalliera del divano.

Ma ora passiamo alla camera da letto.

Ecco, stiamo entrando. In ossequio al realismo, non ho tolto tutto il ciarpame che c’era in giro, mi sono limitata a disporlo più ordinatamente. Anche perché Armando remava contro e non voleva riporre le sue cose.

Qua si vede l’armadio di Armando, la cassettiera e – aehm – il cesto per la biancheria sporca. Si vede anche uno specchio molto carino (secondo me) di ferro battuto. Ha due antine che se vuoi si aprono.

Ecco, qua c’è il mio comodino e la mia metà del letto, dotata di copertina supplementare. Si vederebbe anche la celebre parete a righe, se solo fossi riuscita a azzeccare la foto. Ma no. Insomma, se vi sforzate un po’ credo che le righe potete vederle. Se no immaginatele.

Concludiamo con il mio lato di camera da letto. E con un’attrazione conosciuta un po’ il tutto il mondo, da quando Armando ha iniziato a lementarsene su Facebook in tutte le lingue: le Twin Towers.

Che poi sarebbero semplicemente la mia scarpiera. Armando l’ha rinominata così perché una “torre” è più alta dell’altra. Accanto c’è il mio armadio, con sopra la mia valigia (le troverò un posto migliore, prometto!) e la mia cappelliera.

Ma ora lasciamo la camera da letto per andare in cucina:

Non ve la farò vedere completamente, perché alcune parti sono davvero incasinate. Comunque qua vediamo i fornelli, il forno e il frigo. Là dietro, dove diventa tutto bianchissimo, c’è una porta-finestra. Abbiate pietà delle mie foto, ok?

Questi sono due sgabelli in tinta. Si alzano e si abbassano. Se vi state chiedendo che cosa siano quelle strane strisce per terra, sappiate che in casa nostra si è introdotto nottetempo una One Man Army che ha inzaccherato il pavimento. Perché l’abbia fatto, poi, è un mistero. Forse cercava qualcosa da mangiare.

Il bagno credo di averlo fotografato particolarmente male.

Da notarsi, comunque, la micro-vasca, il phon in bella vista, il copri-tavoletta a righe e, be’, sì, immagino non vi sia sfuggito il rosa imperante. Imperava già prima di noi, quindi non c’è altro da dire.

Questo è l’altro lato del bagno. Quei flaconi sono per lo più miei, devo ammetterlo. Ma indovinate di chi è quello verde fuori posto sul lavandino?

D’altronde, considerate che Armando trova confacenti spazi come questo. E’ il suo studio. In mezzo c’è il tavolo luminoso, da un lato lo stereo e il computer.

Un’altra inquadratura più o meno della stessa cosa, solo più in controluce, che è un po’ il mio marchio di fabbrica, si è capito.

Qua si vede l’altro lato dello studio. Non è in controluce, però è ancora da montare.

Infine, questa è la porta dello studio vista dall’interno, con i primi fumetti di Armando. Sì, abbiamo previsto un upgrade anche qua.

Si vede anche un pezzo di ombrello che spunta dal portaombrelli nel corridoio.

Ecco, il tour è finito.

I balconi non ve li faccio vedere, che sembrano due campi di battaglia.

C’è ancora molto da fare, ma, insomma… there’s no place like home!

 

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Alfredo Boschini ha detto:

    Bella, direi… e confortevole! Bravi^^!

  2. sraule ha detto:

    Grazie! Ne sono orgoglioserrima!

  3. liri ha detto:

    uhu, come vi capisco. Noi per la casetta in liguria, abbiamo fatto prima la conta dei libri/fumetti e poi preso tuuuutte le librerie, infatti ci stanno solo quelle al momento!!:)
    bravibravi!! facciamo uno scambio culturale quest’estate?? Sempre che la casa a Loano sia pronta!!! 🙂
    mi piacciono un sacco i muri e le porte tutte colorate, ottima scelta!

  4. sraule ha detto:

    Grazie! Certo che facciamo uno scambio culturale, quando volete!

  5. Antar ha detto:

    Posso?
    A me piacciono un sacco le porte a vetri e le pareti dello studio di Armando.
    Ma trovo che le lampade dell’ingresso siano il vero capolavoro della casa.
    Bellissima idea. Quasi quasi ve la copio…

  6. sraule ha detto:

    Grazie! Tra l’altro, quelle sono lampade da esterno di ghisa e costano pochissimo! Invece i sostegni sono due portamensola!
    (Ok, magari erano informazioni non richieste, ma sono entusiasta.)

  7. Antar ha detto:

    Magari non richieste, ma utili.
    Per esempio i sostegni non li avevo notati.
    Credevo fossero quelle lampade che si vendono in estate da LeroyMerlene con relativi supporti.

  8. sraule ha detto:

    In teoria sì… ma i supporti veri erano troppo grossi 🙂

    • Nadia Vandelli ha detto:

      Lo sai, vero, che casa vostra è il prototipo dell’angolo “facciamo finta che il mondo è un posto dove il cuore sta al caldo” di qualunque ospedale psichiatrico?
      Complimenti, voglio vivere sul vostro coperchio del water…
      Nadia

  9. sraule ha detto:

    è molto comodo, sei la benvenuta! 😀

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