Sto parlando del tuffo di Sherlock, ovviamente. Se non avete ancora visto l’ultimo episodio della seconda stagione della serie britannica non continuate e… be’, sì, vergognatevi un po’.

Dunque, Gatiss e Moffat ci hanno regalato un bel problemino. Naaah, non quello del salto in senso stretto. Un altro.

Lasciatevi portare fuori strada: partiamo dalla detection.

Che indizi ci danno Gatiss e Moffat?

1) Mycroft SA. Non fosse altro che perché è compiaciuto come un segaiolo a un peep show. Inoltre, via, chiunque non avrebbe dato informazioni sensibili a uno come Moriarty, se non di proposito.

2) Moriarty ha impersonato Sherlock, quanto meno con i fratellini rapiti (riferimento trasversale a L’avventura del cliente illustre?): la bambina grida quando lo vede ecc.

3) E’ stato Sherlock a scegliere il tetto dell’ospedale per il rendez-vous.

4) Molly è una patologa e Sherlock le chiede aiuto.

5) Watson viene allontanato da una falsa notizia subito prima del rendez-vous.

6) Sherlock fa spostare Watson in un certo punto e gli chiede di guardarlo fisso (e ora, signori e signore, guardate con attenzione questo cappello… vedete che è vuoto… ed ecco un coniglio!).

7) Watson non riesce ad avvicinarsi subito al corpo perché glielo impediscono.

8) Intorno al corpo c’è una folla di figuranti che impedisce a Watson di osservarlo bene e di prendere il polso accuratamente.

9) Il cadavere di Jim Moriarty è lì, disponibile.

10) …tutto questo non torna.

O meglio, torna. Ma in un modo macchinoso e poco elegante.

Diciamo che Sherlock ha pianificato tutto attentamente, Mycroft l’ha aiutato a fornire a Jim un ottimo piano, Molly l’ha aiutato falsificando la sua autopsia, Sherlock è saltato, è caduto nel camion della spazzatura, ecc.

Funziona, volendo. Ma è inelegante.

Se questa è la soluzione di Gatiss e Moffat, siamo di fronte a un problema. E’ una soluzione troppo macchinosa. E’ anche troppo action-movie. Inoltre è imprecisa. Può andare storto qualcosa in troppi punti.

Questo la rende sbagliata non dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista narrativo. Fa troppo Italian Job (ricordate? dieci strati di bugie che rendono irrilevante lo snodo finale).

Non è un finale a prova di bomba. Lo puoi smontare in quasi ogni punto. Insomma, non è all’altezza della serie.

La stessa morte di Moriarty non ha senso. Per noi che abbiamo visto un migliaio di film crime (e abbiamo letto il nostro Conan Doyle) è un fake praticamente certo.

Questo ci porta al problema apparentemente insolubile di cui sopra: si tratta di un salto mal-concepito o c’è una soluzione molto più elegante, che non è la più ovvia?

Temo che dovrò pensarci intensamente per i prossimi 12 mesi. Meno, se trovo una soluzione elegante prima.

But then… I’m not a Sherlock.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. Nadia Vandelli ha detto:

    O.T ma neanche troppo, visto che sempre di costruzione letteraria si tratta…Sensi l’ho scoperto partendo dal tuo primo libro, ma in questi ultimi tre giorni mi sono sparata gli e-book a scarico free;che dire? HO PROBLEMI GROSSI di ‘Manno addiction… che faccio, guardo se mi prendono in carico al SerT spezzino?
    Nadia

  2. sraule ha detto:

    Ah-ah… tranquilla, tra un po’ arriva l’altro libro. In quanto al SerT, passa quando vuoi, ti raccomando al mio collega che ti curerà con la vanghetta da giardino (ne abbiamo parlato molto, è ormai un protocollo consolidato)… 🙂

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