Ovvero: ho letto La mano tagliata. Il titolo in inglese è ancora più brutto, se ve lo state chiedendo: Cold Vengeance.

Comunque, qua serve un’analisi psicologica, c’è poco da fare. Non di Preston e Child o del personaggio, non, no: dei lettori. In pratica, a che punto ci hanno fregato, Preston e Child?

Mi spiego meglio. P&C hanno scritto un sacco di libri, tutti con qualche magagna, se si va a vedere bene. Nei primi 6-7 libri la magagna principale sono le parti non-interessanti, il dilungarsi su questo e quello e, specialmente, i finali tutti uguali e lunghissimi, con la tensione che sale ben oltre il fastidio.

Nei libri più recenti le magagne sono anche altre, prima su tutte l’effetto Dynasty. Personaggi che muoiono, che resuscitano, che scoprono un allucinante passato, che fanno figli, li abbandonano, ma poi sono figli di qualcun altro e così via. Per di più, negli ultimi libri le ambientazioni fighe dei primi libri non ci sono più. I sistemi di gallerie, di grotte e l’archeologia urbana erano un po’ un marchio di fabbrica, ma ormai gli autori preferiscono usare le classiche ambientazioni da film di James Bond: la palude in Louisiana, il super-yacht, l’isola italiana tanto pittoresca…

Ora, perché il lettore si sorbisce tutto ciò senza colpo ferire?

Eliminiamo quella parte di lettori a cui va bene tutto, purché raccontato con un certo ritmo.

Gli altri sono stati fregati al Libro Numero Uno (Relic) con un semplice stratagemma: dargli un personaggio fichissimo.

Il personaggio fichissimo è, ovviamente, l’Agente Pendergast.

P&C dicono di averlo fatto per caso – e ci credo anche – ma, per caso o per calcolo, hanno azzeccato praticamente ogni dettaglio.

Pendergast è un figo, per prima cosa, perché è un figo. Alto, snello, occhio ceruleo, ma anche un po’ “diverso”. Gli autori non enfatizzano eccessivamente la sua fighezza fisica, in modo che il lettore lo immagini non bello ma fichissimo. Un classico.

Poi, chiaramente, Pendergast è un figo perché è eccentrico, ma super-intelligente (brainy is the new sexy, come direbbe la Irene Adler di Sherlock). E’ freddo, ma intuiamo subito che sotto la sua freddezza c’è un mare ribollente di passione e conflitti inespressi. Per di più è vedovo, il che, per le lettrici, significa che è single e da consolare. Praticamente da manuale.

Infine c’è Il Passato dell’agente, che, chiaramente è Un Mistero. Ci danno indizi senza mai arrivare da nessuna parte. E noi siamo sempre più curiosi. Sulla famiglia di Pendergast (gente ricchissima e eccentrica, chiaro, perché un’onorata tradizione di panettieri non fa lo stesso effetto), sul passato di Pendergast (e sul suo matrimonio, ovvio), sulle pulsioni segrete di Pendergast (qua l’immaginazione della lettrice media diventa porno) e così via.

E, fino a un certo punto, funziona tutto benissimo.

Poi P&C fanno qualche cazzata anche col loro enfant prodige. Per prima cosa, gli fanno avere una storiella. Se ci pensate, non è così strano: se attizzi la curiosità delle lettrici allo stremo, alla fine un pezzo di carne devi darglielo.

Sbagliato.

Un Pendergast asessuato (o, possibilmente, metrosexual) funziona meglio. Il sogno proibito e tutto quanto.

La fanciulla viene smembrata dalle lettrici e viene riposta in buon ordine nel cassetto dei personaggi malnati.

Nel frattempo è stato introdotto un altro personaggio pericoloso, che creerà un bel po’ di grattacapi agli autori: il Fratello Malvagio.

Ora, coi fratelli malvagi c’è un problema di fondo. Sono molto simili ai fratelli buoni. Intelligenti come loro, belli come loro, colti come loro e così via. Solo che hanno un sense of humor deviato e dei problemi personali più grossi dei loro. In poche parole, sono più fichi di loro.

E’ la tragedia di tutti i fratelli buoni, vedersi soffiare la ragazza dal fratello cattivo.

Per di più, nel caso di Pendergast, il fratello cattivo ha anche un nome più fico del suo: Diogenes VS Aloysious, vince di sicuro Diogenes.

E dato che il Fratello Malvagio compare in contemporanea con la Femmina Sbagliata, sono momenti molto duri per la vita letteraria del povero Pendergast, da un lato minacciato da un personaggio più cool, dall’altro deprivato del suo alone da maschio alfa (ma ora beta) impossibile.

P&C se ne rendono conto: eliminano il Fratello Malvagio. Purtroppo lo eliminano solo parzialmente, con una fine a cui non crede nessuno, e gli forniscono una background story più fica di quella del protagonista. Ovvero: quando tornerà (perché tornerà, è inevitabile) il rating di gradimento del protagonista sarà di nuovo a rischio. E abbiamo detto che il protagonista è IL motivo per cui la gente si compra i loro libri. Acc!

Scompare anche la Femmina Sbagliata. Quella non si sa bene che fine abbia fatto, ma tanto non importava a nessuno.

Sembra che tutto torni alla normalità. Pendergast è di nuovo il maschio alfa della situazione, un po’ logoro ma ancora presentabile.

Solo che, dopo i fasti passati, le nuove avventure sembrano un po’ da sfigati. Non puoi far spaccare il mondo a un personaggio e poi metterlo a infilare collanine di perle. I lettori vogliono altro sangue, altro drammone familiare, altre situazioni estreme.

Così P&C sono costretti a mettere mano (nel vero senso della parola – vedi titolo orrendo) alla Questione delle Questioni. La moglie. Insomma, sì, la moglie morta e tanto amata.

Sono così ansiosi di compiacere le loro lettrici che le danno persino il nome che hanno scelto loro, sul forum.

Il problema, però, ovviamente è sempre quello. Qualunque donna sarà, per antonomasia, la Femmina Sbagliata. L’unica possibilità che hai, in questi casi, è renderla la Femmina Giusta prima che il lettore percepisca che potrebbe esserci un intrallazzo.

(Nella serie di libri, curiosamente, ci sono due Femmine Giuste. Una viene sistematicamente ignorata dagli autori e l’altra sta subendo or ora un processo di sbagliatizzazione per cui, alla fine, tutti i lettori la odieranno. Inoltre, la Femmina In Via di Sbagliatizzazione è già stata col Fratello Malvagio, quindi si ripresenta il problema maschio alfa/maschio beta.)

Così il lettore è molto scettico su tutto lo sbattimento che si dà Pendergast per riprendersi la moglie morta. Tutti pensano che restare morta sarebbe stato più elegante. E che, tra l’altro, ripresentarsi con una mano in meno non sia molto chic. Inoltre, il lettore non capisce che cosa ci fosse di così interessante in lei in primo luogo. Insomma, perché sia stata scelta. E questo è un altro problema.

Ovviamente l’infezione iniziale continua ad agire. I lettori continuano a essere curiosi loro malgrado. Ma iniziano a soffrire l’effetto Dynasty.

Il Nuovo Cattivo non è all’altezza del Vecchio Cattivo. Inoltre, P&C stanno andando ad hitlerum, letteralmente: si intravedono già i Nuovissimi Malvagi, ovvero i nazisti.

In questa situazione ormai molto compromessa, che cosa possono fare gli autori per salvarsi la buccia? Posto che finire al numero 1 dei bestseller del New York Times richieda una cura?

P&C hanno già preso una prima contromisura: creare un altro ciclo, con un nuovo personaggio. Inutile dire che il nuovo personaggio è destinato dalla nascita a essere un maschio beta, forse anche un maschio gamma.

Adesso, quindi, è di vitale importanza disinnescare il ciclo entropico che rischia di travolgere la serie. Come fare?

Semplice, bisogna potare. Qualche ramo secco è già caduto, anche se forse è stato tagliato un po’ troppo presto (vedi il giornalista Smithback).

Ora bisogna eliminare la moglie in modo definitivo, nel pathos più pacchiano, se possibile. Così, almeno, Pendergast tornerà a essere un single da consolare, questa volta for real.

La Femmina Sbagliata Numero Uno possono anche tenerla lì, nel caso servisse in futuro. Inutile dire che qualsiasi sua utilità futura prevederà la sua morte. Non c’è alternativa.

Infine, bisogna disinnescare il Fratello Malvagio. Questo è un problemino per professionisti. Il Fratello Malvagio si disinnesca in un modo solo: facendolo diventare il Fratello Abbastanza Buono. Anche togliergli la fighezza aiuta, ma a questo sembra abbiano già pensato facendogli fare un tuffo in un vulcano, cosa che potrebbe aver un po’ spiegazzato il suo charme.

Poi si prende il Fratello Ora Buono e lo si mette con la Femmina In Via di Sbagliatizzazione. Creano una famigliola felice e disfunzionale, con tanto di pargolo inquietante e bon. Non più in grado di nuocere.

Come mossa finale, consiglio una nuova avventura col protagonista, ora restaurato al ruolo di maschio alfa bello, impossibile e ammaccato, con una trama thriller decente, un’ambientazione decente e con la Femmina Giusta. Senza farli scopare, che cazzo! Restiamo sulla buona-vecchia tensione erotica inespressa che X-Files ci ha campato non so quante stagioni, su.

Tempo di lettura previsto: altri tre libri, come minimo.

Pazienza richiesta: quasi infinita, ma tanto siamo a rota, si sa.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. alias scrive:

    Mi sa che mi evito di farmi contagiare dalla malattia. eheheheh

  2. sraule scrive:

    Mi sa che fai bene 🙂

  3. Luca Bonisoli scrive:

    Ti rendi conto, Susanna, che con questo post hai scritto un mezzo manuale di sceneggiatura? ;p

  4. LOL!
    Tutto vero. Anche se devi ammettere che la parte della “caccia” nella palude è claustrofobica il giusto.
    Ma sei davvero sicura che la Femmina in via di Sbagliatizzazione sia davvero in via di Sbagliatizzazione?
    Comunque io non mollo, possono anche fargli avere una storia con un ornitorinco. ;-P

  5. sraule scrive:

    Luca: no, di sceneggiatura no. story-arc planning, al massimo. 😀

    Stefano: non so. Constance ci casca sempre. E va bene che Diogenes era una mente superiore, ma ora c’è cascata anche con ‘sto babbeo. Insomma. In un mondo migliore, sarebbe chiaramente destinata a redimere Diogenes, ma comunque di certo non finirà con l’altro. Freddo+freddo non funziona. Voglio dire: immaginati Constance a letto. 🙂

  6. Tommy scrive:

    Ad ogni modo, la Femmina Giusta Numero Uno manca molto anche a me… ; )

  7. sraule scrive:

    eh… è ‘na tragedia. proprio non capiscono!

  8. […] vi avevo già parlato del profondo disagio con cui mi rendevo conto di essere a rota di questa roba qua. Per un breve […]

  9. Francesca Mafalda scrive:

    Non ho idea di chi abbia scritto quella che mi auguro non debba essere reputata una recensione,perchè se lo fosse é la peggiore che abbia mai letto!In ogni caso non capisco perché colui che ha scritto si sia soffermato solo sugli eventuali intrecci sentimentali dei personaggi(forse perchè è l’unica cosa che ha capito,e quindi ubi maior minor cessat…!)piuttosto che sull’intelligenza e sul modo colto di scrivere degli autori che tra l’altro non sono i primi venuti.Ah,un’altra cosa..gli brucia tanto che l’agente Pendergast viene rappresentato come un figo…cos’é,invidia?E poi”occhio ceruleo.capelli biondi”…forse se non fossi stato così impaziente di leggere qualche scena di sesso avresti capito che è albino(cosa che eventualmente non sminuirebbe nulla)e che viene anche insultato per questo.Detto ció…de gustibus non est disputandum ma riflessioni più sensate sarebbero più gradite!!

    • Susanna Raule scrive:

      Oh, cielo, ma capire di chi è il blog, ecc., prima di commentare, proprio no, eh? Francesca Mafalda, questo è un post IRONICO su due autori che amo molto, che ho intervistato e di cui ho scritto a più riprese.
      Qua uno degli articoli più vecchi che ho scritto sul loro conto (7 anni fa): http://www.cut-up.net/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=201&Itemid=26
      In seguito ne ho scritti diversi altri.

      E, in realtà, sul presunto albinismo di Pendergast non ci sono certezze. Sembrerebbe solo molto, molto biondo, così biondo da avere i capelli quasi bianchi.

      A questo proposito, visto che mi sembri una bibliofila, per quanto un po’ troppo appassionata nel difendere i tuoi autori preferiti, forse ti interesserà il fil rouge tra albini e pseudo-albini letterari: dall’Elric di Moorcock, al protagonista di Fevre Dream di George RR Martin a Pendergast (uno degli ultimi titoli è proprio Fever Dream, chiaro riferimento al libro di Martin, anche nell’ambientazione in Louisiana). Spero che questo ramoscello d’ulivo ti abbia placata un po’.

      Susanna

  10. Francesca Mafalda scrive:

    Bé,obbiettivamente non mi interessa capire di chi è ma non per presunzione ma perché volevo solo commentare dei giudizi che trovo banali…è fatto in maniera ironica?Non si era capito…E poi non sono queste le cose che mi turbano,tranquilla!Ho scoperto L&C da poco e anche se mi appassionano non sono io a doverli difendere,il fatto di dover parlare di chi si scopa chi mi sembrava più un argomento da cinquanta sfumature di grigio(che sembra più un titolo da catalogo di moda)che di libri di questo genere.Era per ridere?Chiedo venia!Comunque mi hafatto piacere aver ricevuto risposta…anche se immagino l’abbia fatto per autodifesa!

  11. Francesca Mafalda scrive:

    …e comunque per non passare per saputella ho deciso di documentarmi su di te!Giuro che se troverò i tuoi libri a buon prezzo li leggerò con piacere!!!La lettura é la mia più grande passione…vabbé dopo gli animali!In ogni caso per quanto mi faccia piacere sapere che sei del mestiere ritengo odiose le gerarchie e penso che ovviamente chiunque possa esprimere il suo parere senza farlo per lavoro.Se avrai voglia di scambiare altre opinioni su P&C e su qualsiasi altro argomento mi fará piacere.

    • Susanna Raule scrive:

      Non volevo risponderti “Lei non sa chi sono io!”, volevo solo contestualizzare l’articolo. Questo è il mio blog personale. Ci scrivo un sacco di scemenze e anche qualcosa di serio, ma senza un ordine preciso.

      Mi faceva ridere la piega che avevano preso i libri di P&C ultimamente, con questi intrighi un po’ da telenovelas, e ho scritto questo post che credevo fosse palesemente riconoscibile come ironico. Ma capisco che per uno che arriva sul blog e legge questo come primo post non sia chiarissimo, da questo le mie spiegazioni 🙂

  12. Francesca Mafalda scrive:

    Bene,mi ha fatto piacere questo chiarimento,rinnovo l’offerta della mia ultima risposta.E a questo punto io lancerei un sondaggio:ma Pendergast è albino o no?!Sennò rischio di non dormire!!!A parte gli scherzi,io ci giurerei che lo è…in Brimstone fa riferimento a una forma di iperacusia fastidiosa,anche se di solito si parla di più di sorditá..più vari insulti che allora chiunque americano o svedesr potrebbe ricevere!

    • Susanna Raule scrive:

      Ah, ah, anche a me! Chiacchierare di libri è una delle cose migliori in assoluto.

      Sì, sulla faccenda dell’albinismo sono un po’ criptici, ma penso che alla fine non lo sia, perché gli albini veri hanno un sacco di problemi a esporsi al sole ecc. Ma problemi “grossi”, non tipo “scottature”. Pendergast se ne sta al sole piuttosto tranquillamente, gli piace stare al caldo, va in vacanza in Costa Azzurra… non so. D’altro canto penso che negli USA forse il tipo nordico molto, molto chiaro non sia comune come in Europa, però non ne sono sicura.

      Bisogna inoltre aggiungere che A. Pendergast non risponde molto alle leggi di Mendel. Nel racconto “natalizio” sulla fatina dei denti, viene mostrato suo padre e non mi sembra fosse chiaro come lui. Ponendo che la madre fosse super-bionda, non tornerebbe lo stesso. Il fratello è rosso.
      In effetti questo avvalora la tesi dell’albinismo!

      Quindi: prove a favore: genetica. Prove a sfavore: non ha i problemi tipici dell’albinismo.

      Mmmh.

      BTW, l’hai visto questo? http://www.prestonchild.com/faq/pendergastfile/archive/Pendergast-File;art493,543

      Eh, un po’ ci tirano, all’effetto pruriginoso, via. “Il posto più strano dove hai fatto l’amore”? LOL.

  13. Francesca Mafalda scrive:

    Oh mamma…fammi capire,questa messa in scesa chi l’ha architettata?!!La carcassa del leone…ma che diavolo pensavano?!!Ok certo che ci giocano,forse fanno fare a Pendergast quello che vorrebbero fare loro!Per quanto riguarda i luoghi preferiti mi fa piacere che abbia nominato Palermo visto che sono sicilana!!!Per quanto concerne invece l’albinismo….bé l’hai detto tu che è un figo quindi tutti i problemi a lui gli fanno un baffo!!!

    • Susanna Raule scrive:

      E’ la loro newsletter ufficiale, temo. 🙂

      Però, a parte questi truci trucchi promozionali, ci sono anche un sacco di anticipazioni, quindi è okay. Di solito mettono i primi capitoli dei nuovi libri e così via.
      (Che, in effetti io non leggo mai perché mi scoccio a leggere le cose a puntate, però in teoria è un’idea carina, no?)

  14. Francesca Mafalda scrive:

    Ciao Susanna,bè devo ammettere che si danno da fare per fomentare la curiositá!Si solitamente anch’io mi annoio con le cose a puntate,un pò come le fiction!Infatti con loro ho cominciato da natura morta,era in una bancarella a€2,e poi mi sono documentata e da lí ho ripreso prima da reliquary e poi da relic…insomma un macello!

  15. Francesca Mafalda scrive:

    Oggi ho appreso con sommo dispiacere che LA RUOTA DEL BUIO é fuori catalogo…mi sapresti dare qualche dritta su dove trovarlo?!

  16. Susanna Raule scrive:

    Ma sai che in realtà su Amazon me lo dà sia in ebook, sia in brossura? E in edizione rilegata, sempre attraverso Amazon, ce l’hanno vari rivenditori.
    L’unico problema è che con le traduzioni Rizzoli ti rischi la vita o quasi…

  17. Francesca Mafalda scrive:

    Ah ok…allora dovrò provare altrove,pensa che in alcune librerie addirittura li hanno ritirati tutti!Dicono che forse ne ha presi i diritti un’altra casa editrice..insomma solite storie che penso conoscerai bene!Ma tu i loro libri li hai letti tutti?Ah…che intendevi riguardo le traduzioni rizzoli?!

  18. Susanna Raule scrive:

    Eh, a un certo punto hanno cambiato casa editrice. Anzi, penso che i diritti siano passati di mano almeno due volte. Le traduzioni dei primi libri, che se non sbaglio erano pubblicati da Sonzogno, erano di Carlo Cappi, ed erano ottime. Ultimamente ho letto l’edizione italiana di White Fire ed era, invece, piuttosto grossolana, con un paio di errori dovuti più che evidentemente alla fretta (la macchina di Pendergast era una Rolls Silver Ghost, a ‘sto giro, ed è diventata il fantasma argenteo della sua auto o roba del genere) e una generale trascuratezza. Per cui ho deciso di astenermi dalle traduzioni di P&C, da ora in poi.

    CREDO che stia per uscire – o sia appena uscita – la versione economica della Ruota. Suppongo che sia per questo che su Amazon c’è già il paperback, mentre forse in libreria deve ancora arrivare. In quanto alla prima edizione, forse è stata ritirata per essere appunto ricopertinata ecc. (Le case editrici non buttano via NIENTE, fidati di me su questo punto.)

    Poi… yep, me li sono sparati tutti! 🙂 Ma come ti dicevo per un lungo periodo ho scritto recensioni per un sito, quindi si può dire che per qualche anno io abbia letto praticamente tutto il crime che usciva… Ai tempi dell’università, chiaramente. Poi ho smesso, anche se ci sono alcune case editrici che continuano indefessamente a mandarmi i libri, nonostante le abbia avvertite che il sito ha chiuso!

  19. Francesca Mafalda scrive:

    Eh eh,te li hanno fatti uscire dalle orecchie!Si se possono recuperare qualcosa perché no?Poi con la crisi dell’editoria che c’è…io se dovessi comprare tutti i libri che mi interessano dovrei fare un mutuo trentennale e avere sette vite come i gatti!Per quanto riguarda le traduzioni con la sonzogno mi ero trovata bene con natura morta,mentre gli altri li ho letti con BUR e mi sono trovata ancora meglio,li ho trovati molto scorrevoli.Ma forse per quanto riguarda la macchina di Pendergast non era un errore…che dici,quello ricco com’è non le avrà almeno un paio di rolls?!! 😀

  20. Susanna Raule scrive:

    Appunto. In quel libro era chiaramente una Silver Ghost, mentre la traduzione diceva qualcosa tipo “il fantasma argentato della Rolls Royce di Pendergast lasciò il parcheggio privato del Dakota Building” o roba del genere. Ora che ci penso meglio forse era Two Graves, il libro.
    Vabbe’, con tutta la possibile comprensione per la traduttrice, che non ci avrà pensato e okay… però…

  21. Francesca Mafalda scrive:

    Bé diciamo che non ha seguito molto gli episodi precedenti!!Anche se in teoria il nome doveva essere scritto in maiuscolo quindi si poteva capire…vabbé!A me piacerebbe tradurre libri,soprattutto se mi pagassero,ma non sono così brava…Tempo fa mi sono messa a tradurre Carrie di King e non ci ho messo proprio poco!Ma invece…se non sbaglio mi hai detto che hai intervistato P&C…se ti va di rispondermi posso chiederti in che occasione?

  22. Susanna Raule scrive:

    Li avevo intervistati per un sito, forse per il sito dei fan italiani (ora defunto) o forse per Cut-Up.net. In realtà avevo parlato con Preston, che ha vissuto in Italia e ci tiene un casino a parlare italiano…
    Gentilissimo, disponibilissimo e tutto. Ma gli autori americani di solito sono stra-disponibili e molto, molto educati. Considerano le interviste e la promozione parte del loro lavoro (giustamente) e rispondono a tutti, sia alle grandi testate giornalistiche, sia ai siti di appassionati.

    Tradurre libri è una faticaccia ed è un’altra cosa che ho smesso di fare. Ora traduco fumetti. Da questo la mia comprensione per la povera traduttrice, che probabilmente era sotto scadenza, ecc. Però, alla fine, quello che conta è il risultato, per me come per lei, no?

  23. Francesca Mafalda scrive:

    Bé certo,credo che sia anche una soddisfazione sapere che c’é gente che sta leggendo qualcosa che hai tradotto tu ma anche una certa “responsabilità”.Si loro ci tengono a queste cose e comunque credo che faccia parte del bel carattere degli americani…ovviamente fa parte del loro tornaconto ma alla fine non sono obbligati.Ho letto delle numerose conoscenze italiane di Preston e del suo libro sui delitti di Firenze…tu l’hai letto?

  24. Francesca Mafalda scrive:

    Si in effetti neanche a me…forse perché sono fatti realmente accaduti.Invece ho sempre pensato che fanno film e fiction su tutto e non l’hanno mai fatto sulle avventure di Pendergast!Penso che se fatto bene sarebbe forte,attenendosi ai libri ovviamente

  25. Francesca Mafalda scrive:

    Si,e ho pure letto che quel film è un misto di relic e reliquary e Pendergast nemmeno c’è!Bha…Comunque sotto sotto per me sono troppo gelosi della loro creatura…a momenti pensano che esista davvero!

  26. Francesca Mafalda scrive:

    Ciao Susanna,non so se ti ricordi di me,abbiamo parlato mesi e mesi fa di Preston e Child…Volevo chiederti se per caso hai notizie sull’uscita del loro nuovo libro in Italia Blue Labirynth,non riesco a scoprirlo!!

  27. Francesca Mafalda scrive:

    Eh eh,ormai lo hanno preso di mira…mah,vedremo!Forse ormai uscirà l’anno prossimo!

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