E' così che cominciano sempre i pezzi giornalistici di quel tipo, no? "All'indomani dei terribili fatti", "all'indomani dei tumulti". E così via.

Bene, oggi è l'indomani, la mezzanotte è passata.

Ma non è l'indomani di niente.

Perché a Roma, cari frequentatori di questo blog, non è successo niente.

Perché noi, che lo guardavamo alla tv, non abbiamo visto niente. Niente di importante. Niente di nuovo.

E tutti abbiamo pensato, ancora una volta, che, sì, lo sapevamo già. Che il copione è vecchio come quello di un film dei Vanzina e che, come un film dei Vanzina, non fa ridere.

Ma non in modo drammatico, semplicemente… così.

In fondo, non è successo niente.

I black bloc – figura mitologica dei nostri giorni – in uno spettacolo assolutamente prevedibile, dalla trama priva di risvolti narrativi avvincenti. 

Noi tutti abbiamo guardato e abbiamo pensato: to', guarda, sono arrivati i black bloc, e dire che non è neanche Natale. Però ce li aspettavamo, i facinorosi, i violenti, sì.

Sempre così puntuali, quando c'è bisogno di loro. Sempre così servizevoli, oserei dire.

Dunque, ecco, non è successo niente. Torniamo alle nostre faccende, che ci sono le cose serie, a cui pensare. 

E' questo che mi rende triste, all'indomani. Che nessuno di noi ha avuto un fremito, davanti alla tv. Nessuno di noi si è stupito.

Perché questo è normale, amici miei. Non è il cane che morde l'uomo, a fare la notizia. E' l'uomo che morde il cane.

Ma gli uomini sono tutti tranquilli, quindi non c'è nessuna notizia.

Nessun uomo impazzito che si è messo a mordere. Solo cani. 

E mordere è il loro lavoro. Nessuna novità.

In quanto a noi, non ci stupiamo. Non ci indignamo, davvero no. Ma quali indignatos? Noi no. 

Noi siamo abituati. Ci dura poco.

E non mordiamo, questo è certo.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    Gli scontri sono senz'altro una roba gravissima, però la manifestazione c'è stata e ha portato un messaggio forte e chiaro. Fare gli SCANDALIZZATI perché della gente s'è fatta male o perché sono state bruciate delle macchine è IPOCRITA. Chi ha partecipato almeno a 3 o 4 manifestazioni in questi anni sa che facilmente sarebbero finite in merda.
    Non condivido la Violenza ma piantiamola un po'. Diffronte a una classe politica che non sa fare il BENE del proprio popolo, diffronte a un sistema economico bancario basato sulle lobby e sulla prepotenza, l'ITALIA intera soffre.

    Dopo fior di manifestazioni più che composte e pacifiche non solo non è cambiato nulla, anzi semmai è pure peggiorata la situazione. Vuoi un parere DEMOCRATICO, se durante una manifestazione ricca di proposte ma soprattutto di INDIGNAZIONE, scoppiano focolai di violenza, in queste condizioni, in questo momento storico, non solo sono NATURALI ma pure RAGIONEVOLI.
    Poi volete disquisire sulla prontezza di riflessi delle forze dell'ordine? Sugli infiltrati? Sull'inadeguatezza della cabina di regia del ministero? Si perde TEMPO!!!
    Serve parlare delle alternative. Dare risposte senza fare dietrologie o allarmismi. Rimboccarsi le maniche, se si vuol fare la differenza, smettere di cavalcar l'onda dello scandalismo masmediatico e parlare dei problemi dei Pastori Sardi, degli operai italiani TUTTI, da Finmeccanica a Fiat, parlare dei nostri docenti e delle pesanti ingiustizie che stanno subendo, parlare dell'Italia che perde le proprie eccellenze Industriali… PARLARE DI NOI, non della guerriglia, CHI SE NE FOTTE DELLA GUERRIGLIA. CHI SE NE FOTTE SE MENTRE PARLA BERLUSCONI BOSSI SBADIGLIA. CHI SE NE FOTTE SE L'AULA ERA MEZZA VUOTA o SE GASPARRI CHATTAVA CON LELE MORA. NON ME NE FOTTE UN CAZZO.

    Io poi sono dell'idea che a sta gente qui altro che gambizzarli. Ogni volta che hanno un'incontro pubblico procurarsi un bel sacchetto di merda e lanciarglielo in faccia. La logica è questa, i pomodori come si usava all'opera COSTANO, gli sputi devi essere davvero bravo, le statuette del duomo di milano devi essere ben vicino altrimenti non gli fai male è COMPLICATO. Invece un sacchetto di Merda è gratis, è sufficiente non farla nel cesso ma appunto in un sacchetto, ha i manici che ti risolvono il problema della lunga gittata e della mira perché un sacco di merda quando piomba su un palco o in una piazza a poca distanza dal bersaglio colpisce a raggio tutti i Fessi che gli van dietro e il bersaglio stesso. Non so per quale ragione non ci abbia ancora pensato nessuno.

    Pic

  2. sraule scrive:

    bello sfogo, pic.
    l'idea delle sacchettate di merda è senz'altro interessante.

    quello che dicevo è: sappiamo tutti da dove vengono e chi sono i "black bloc". la cosa triste è che nemmeno ci stupiamo più.
    e che la violenza la dirigono loro.

  3. utente anonimo scrive:

    A volte mi viene in mente di sfondare tutto. Alla mia bella età, non avendolo fatto quando magari era pure il momento, che il '77 m'ha colpo ancora piccolo.
    I problemi però sono molteplici: una rivoluzione? Ma le rivoluzioni contro regimi democratici (anche se il nostro è piu' un ostaggio che un regime democratico) si chiamano colpi di stato,  e una oligarchia illuminata che guidi 'sto cazzo di paese non esiste, non avrebbe l'appoggio di nessuno e finirebbe malissimo, peggio di ora. E poi con chi? Una sollevazione, anche armata è semplicemente irrealizzabile, in Italia, poi… ci riuscimmo solo dalla fine del '43 al '45 e perché avevamo un esercito nemico dentro casa.
    E allora quelli con il cervello manifestano pacificamente, o stanno a casa, ormai disillusi. Quelli coglioni e quelli pagati sfondano le vetrine delle banche e bruciano le auto in sosta, che tanto è facile.
    Paolo

  4. utente anonimo scrive:

    @ Pic

    "CHI SE NE FOTTE DELLA GUERRIGLIA. CHI SE NE FOTTE SE MENTRE PARLA BERLUSCONI BOSSI SBADIGLIA. CHI SE NE FOTTE SE L'AULA ERA MEZZA VUOTA o SE GASPARRI CHATTAVA CON LELE MORA."

    Capisco lo sfogo, ma non sono del tutto d'accordo.
    E' vero che ci sono anche altre cose importanti a cui pensare, ma è giusto e fondamentale che si sappiano pure queste, per avere un'idea di chi sono le persone da cui siamo governati.
    Se queste cose non si sapessero sarebbe peggio: la nostra classe dirigente sembrerebbe composta da persone perbene anzichè da una manica di incapaci, avidi egoisti, a volte persino criminali.
    Non è un caso che la priorità del governo sia la legge contro le intercettazioni e che nessuno si dimetta quando scoppiano scandali che dovrebbero definitivamente stroncare la carriera di qualsiasi politico coinvolto: i nostri cosiddetti governanti hanno bisogno che non si parli di quello che fanno, per poter continuare a farlo indisturbati.

    Luca.

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