Questo post potrebbe anche intitolarsi "come cavolo ti è venuto in mente di scrivere un fumetto erotico?". Andrebbe bene lo stesso.

 Ecco, come cavolo mi è venuto in mente? E' una storia un po' lunga.

 Iniziamo da Valentino Sergi

 Che un giorno mi telefona e mi ricorda chi è lui (la mia memoria per i nomi è pari a quella di un cerebroleso grave) e mi infinocchia alla grande. Avevo la guardia abbassata, a mia parziale difesa.

 Il fumettomondo italiano, se non lo sapete non sapete proprio niente, è paragonabile a un oceano di cialtroneria con qualche raro atollo di professionalità. Per questo, quando qualcuno mi telefona per propormi un lavoro, parto sempre con un rifiuto. Come dire, preventivo. Alcuni mi accusano di essere esosa proprio perché i soldi sono una scusa semplice per rifiutare un lavoro. Lo so, non sono una persona né lineare né particolarmente onesta.

 In ogni caso, Velentino mi frega alla grande alla seconda frase. Anche colpa di un bias positivo nei suoi contronti: il libro su Garth Ennis di cui è uno degli autori mi è piaciuto moltissimo.

 Insomma, vengo fregata in due semplici mosse. La prima, una domanda apparentemente innocua sull'erotico d'autore. Blatero per qualche minuto su quanto sia bello l'erotico d'autore, su quanto sia ingiustamente poco rappresentato, e bla-bla-bla. Era una forma di gentilezza, giuro. Il fatto è che non pensavo che a qualcuno potesse venire in mente di chiedere a me di scrivere qualcosa di erotico.

 Quello che inserisco nelle mie storie è per lo più sesso, non erotismo. Insomma, pensavo che Valentino mi volesse chiedere di scrivere un'introduzione. Amo scrivere introduzioni. Mi viene benino, tra l'altro. 

 Quindi, quando dopo il mio panegirico sull'erotismo Valentino mi ha chiesto di scrivere una storia erotica, non potevo più dire "ehy, no, a me non frega una mazza dell'erotismo". Sarebbe stato un po' incoerente, persino per i miei standard.

 L'ho buttata sui soldi – lo confesso. Era la mia opzione di riserva, a quel punto, ma Valentino non si è fatto fregare. Alla fine ho capitolato, dopo aver esaurito tutto il mio repertorio da Shylock.

 Ho dovuto ammettere di essere stata fregata, raggirata, infinocchiata. E con una certa classe. Apprezzo le persone che riescono a spingerti nell'angolo, anche se quella nell'angolo risulto essere io. Ne ho un certo rispetto intellettuale.

 Quindi, a quel punto, mi ero impegnata a scrivere una storia erotica – gratis.

 Questo per me era un problema, inutile negarlo. Non la faccenda del gratis, la faccenda dell'erotico.

 Non avevo la più pallida idea su come cavarmela. Valentino, molto gentilmente, dava per scontato che io fossi perfettamente in grado di scrivere una storia erotica, ma non era così. Una storia di erotico nero, per di più.

 Ci ho pensato un po'.

 Inizialmente, mi era venuta l'idea di scrivere una sceneggiatura sui piedi di Sherlock Holmes. 

 Credo di averne già parlato. Quando, nel Segno dei quattro, Sherlock Holmes si leva le scarpe per lasciare un'impronta accanto a quella di un selvaggio delle isole Andamane, nella mia mente si diffonde un ben percepibile brivido erotico.

 Ma…

 Il feticismo non mi interessa. I piedi di Holmes sono erotici in quanto inaspettati, non in quanto piedi.

 Così ho lasciato perdere l'idea. Sarebbe stato troppo complicato. Troppo cervellotico. 

 A quel punto ero un po' incazzata. Odiavo tutta quella faccenda dell'erotico nero. Mi avevano fregata e… uffa! E comunque non lo sapevo fare, punto.

 Stavo per telefonare a Valentino e dirgli che mi era appena venuta la lebbra, e che quindi non potevo più scrivere, dato che mi si era staccata la mano destra, ma la cosa mi scocciava da matti.

 Una cosa è rifiutare un progetto neanche iniziato, una cosa è mollare un progetto col quale ti sei scontrata – e hai perso.

 Insomma, io mio ego di scribacchina si ribellava. Non potevo gettare la spugna, semplicemente.

 Nel frattempo avevo letto le altre due storie che sarebbero state contenute nel volume. Quella di Adriano Barone, per i disegni di Valentino Biagetti, era autenticamente disturbante, un pugno nello stomaco. Adriano è molto bravo in questo: era una storia bella e nauseante.

 Quella di Valentino, per i disegni di Dario Viotti, era molto cruda, molto realistica, ma anche struggente e onirica, a suo modo.

 Non volevo scrivere niente del genere. Potevo scrivere una storia morbosa di simbiosi, certo. Ne avevo una praticamente pronta. Ma volevo qualcos'altro.

Finché mi è venuta un'idea. Un'idea semplice, in realtà, quasi banale. 

E ho scritto una fiaba.

Niente è più nero delle fiabe. Niente è più perversamente erotico. Pensate alla Bella Addormentata, il cui corpo viene abusato a fin di bene. Pensate a Cenerentola, china nella cenere del camino. 

Ci ho aggiunto un tocco di mitologia classica, perché nella mitologia classica c'è tutto quello che serve e Proserpina non viene rapita per abbellire l'ambiente dell'Ade, a ben pensarci.

E così, ecco, ho scritto una fiaba in cui una Proserpina viene incastrata dal Principe Nero di una terra senza sole.  E non è poi sgradevole, anche se il prezzo da pagare è piuttosto alto.

A quel punto, dopo varie vicissitudini, sono stata affiancata da Simone Buonfantini. Il quale, per una volta, è entrato immediatamente nell'atmosfera e, almeno da quel punto di vista, non ho avuto altre scocciature.

Resta, ovviamente, aperta la questione economica.

Questo è un esperimento interessante di cui vi parlerò in seguito, perché la soluzione prescelta merita una riflessione a parte.

Intanto, se volete, andate QUA e QUA.

In fondo, pare che io sia approdata su un atollo, nonostante la mia condotta irresponsabile.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    a parte che tu sei mia sorella e quindi sei CANDIDAPURAINNOCENTE certe cose non le pensi nemmeno sei dedita in ginocchio all'adorazione di Dio.

    a parte questo, bellissimo il modo in cui la cosa funziona. appena posso sostengo, sostengo, sostengoooooh.

  2. sraule ha detto:

    sì, davvero merita un post a parte che faccio appena posso… in francia il crowfunding è ben stabilito e ormai molti fumetti si finanziano così.
    in italia è un po' un esperimento…

    poi, aehm, 'sta cosa della sorellina pura no so quando ti è venuta, ma ok. 
    tanto tu sei quello strano (nonché "quello ricco", il che è tutto dire), della famiglia. quindi sto a posto.

  3. utente anonimo ha detto:

    Peccato per la mancata sceneggiatura su Sherlock Holmes, ma l'idea sembra interessante.

  4. sraule ha detto:

    un giorno o l'altro lo farò, è inevitabile.
    solo, vorrei che non facesse proprio schifo e scrivere di holmes è sempre difficile.

  5. utente anonimo ha detto:

    Ecco, avevo giurato tagliandomi i palmi con i vetri di una bottiglietta di Coca marron che quest'anno Lucca col K…O che mi avrebbe riavuto (traffico da girone infernale con botte di creatività luciferine), ma se presentate de visus questa roba, come faccio?
    Lei&Vandelli

  6. sraule ha detto:

    eh, non lo so come puoi fare… venire? 🙂
    sì, ci saremo tutti. inoltre, io sarò tutti i giorni allo stand crazy camper nel padiglione "montenapoleone".
    una toccata e fuga?

  7. utente anonimo ha detto:

    Come disse il Tale, le fiabe sono racconti dell'orrore che preparano i bimbi alla lettura dei giornali. 
    Crepascolino adora Cappuccetto Rosso ( ha deciso  che la nonna si chiama Beatrice ed effettivamente la signora conduce per mano la nipotina nel paradiso di uno stomaco lupesco senza enzimi digestivi ), il Gatto con gli stivali ( ha trovato lo scheletro del castello del marchese di Carabà nel parco di Ardesio -BG ) e Biancaneve ( i suoi nani preferiti sono Cutolo, il piccolo boss che ha ammutolito Cucciolo perchè aveva la bocca larga , e Googolo, il nano enciclopedico che ha ammutolito Dotto con una overdose di nozionismo ) .
    Ieri pomeriggio ha avvicinato un mresciallo  dei Carabba e gli ha raccontato che sotto lo scivolo, di fianco alle altalene, si nascondeva Marco Carabam, un nano dalla bocca larga, che aveva preso della bianca neve dal parco del Dottor Lupo. Io mi sono sganasciato come un cavallo, ma il miltare si è attaccato al cellulare e, al crepuscolo, una squadra di uomini in ture candide era riuscita a scoprire che fine aveva fatto Eros il Nero, un  pericoloso latitante che aveva soffiato un  carico di cocaina ad una posse che non l'aveva presa bene.  Oggi è stato incriminato '' Micio '' Rossi, un pusher di Albino.  Lino stava x tuffarsi nella nanna pomeridiana, quando è squillato il telefono. La D.I.A. chiedeva al mio cucciolo un parere sul ritrovamento di un piede. Mi sono allontanato mentre Crepascolino spiegava i pericoli del calzare un solo stivale delle sette leghe – ha fatto un paio di calcoli e ha indicato dove doveva essere il resto dell'orco. Due anni e mezzo !

  8. sraule ha detto:

    mi sei mancato, creepy.

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