La vita dello sceneggiatore è costellata di molti, piccoli crucci. Scrivere una sceneggiatura è un lavoro creativo, ma anche tecnico. Tempo fa parlavamo di come il lettore di un fumetto non legga che la decima parte di quello che lo sceneggiatore scrive. Concedetemi di ritornare sulla questione.

Una sceneggiatura, mediamente, è un malloppo di pagine alto il doppio di qiello che sarà poi il prodotto finito, il fumetto.

Che cosa c'è in questo malloppo?

E' molto semplice: i dialoghi, le didascalie ecc. che poi verranno lette dal fruitore finale, ma anche tutte le indicazioni per il disegnatore, il colorista e, talvolta, il letterista. 

Ma il materiale che viene prodotto da uno sceneggiatore non si limita a questo. A volte inserite nel corpus della sceneggiatura, a volte no, ci saranno anche la descrizione dei personaggi principali, secondari e delle ambientazioni. Talvolta, ci saranno delle schede tecniche su questo o quel manufatto. Inoltre, molto spesso, allo sceneggiatore viene chiesto di fornire una serie di immagini, video e quant'altro, come documentazione iconografica per il disegnatore.

Si tratta di un lavoro lungo e – lasciatemelo dire – spesso noioso.

Si tratta di un lavoro che, il più delle volte, interrompe il processo creativo dello sceneggiatore.

Alcuni – come me – tendono a posticiparlo. Si tengono tutto in mente e poi si mettono in pari a fine lavoro con uno sprint unico. Ma non è sempre possibile fare così. Ci sono delle volte in cui devi fornire al disegnatore un certo numero di tavole per volta, e quelle tavole devono essere complete di tutto: descrizioni, ambientazioni, eventuali schizzi, eventuali storyboard e così via.

Questo significa – almeno per me – che il famoso sprint finale deve essere ripetuto tante volte quanti sono gli invii di materiale.

Snervante.

Infine, è chiaro, non puoi spedire al tuo disegnatore un documento senza formattazioni. Devi evidenziare il numero della pagina su cui sta lavorando, la vignetta e così via. E' buona norma (e anche buona educazione) rendere la tua sceneggiatura visivamente chiara: inserire un'interruzione di pagina tra una tavola e l'altra, grassettare il numero della vignetta o, insomma, distinguerlo in qualche modo dalla descrizione e dalle battute dei personaggi.

Sembrerà ovvio, ma questa è una discreta perdita di tempo.

Dunque, io mi sono sempre sottoposta a tutto ciò con stoica rassegnazione.

Non sono il tipo che frequenta forum alla ricerca di mistici strumenti informatici, non so niente di programmi di scrittura all'avanguardia, che simulano il colore della carta o il fruscio dei fogli.

Li ho sempre considerati da segaioli.

Cazzata.

Perché mi sono resa tardivamente conto (tipo: ieri) che questi strumenti non sono roba da segaioli, ma ti aiutano a risparmiare tempo. Un monte, una valanga di tempo.

In poche parole, ieri mi sono scaricata Celtx

Celtx è un progammino gratuito, veloce da scaricare e da installare. E, specialmente, facile da usare.

Che cosa fa Celtx?

Semplice: riduce le rotture di palle.

E' un programma espressamente concepito per gli sceneggiatori. Inizi col scegliere il tuo media (cinema, teatro, fumetto ecc). Celtx ti crea un documento bianco pre-formattato. La prima scritta che vi compare – da sola – è "pag 1". Se hai qualcosa da dire sulla tavola in generale, lo scrivi qua. Premi invio e ti compare la scritta "panel 1". Qua scrivi quello che si vede nella vignetta. Premi invio e ti compare la scritta "caption". Qua scrivi la tua didascalia. Se non è una didascalia, modifichi l'oggetto con un menù a tendina, spiegando se si tratta di un dialogo o che cosa. Fai due volte invio, e ti compare una nuova vignetta. E così via.

Molto veloce, ma non è finita qua.

A ogni pagina puoi aggiungere delle note, dei media, lo spoglio della sceneggiatura o delle note d'acquisto (per i film).

Inoltre.

Ogni documento possiede tre schede: la sceneggiatura, un catalogo e una parte per gli sketches.

La scheda "catalogo" può essere replicata un numero x di volte, all'occorrenza. Nel catalogo si possono aggiungere oggetti a piacimento: location, personaggi principali, comparse, oggetti di scena, animali, ecc. Per ognuno puoi scrivere una descrizione e aggiungere materiale iconografico.

In poche parole, Celtx replica non un mero documento-sceneggiatura, ma l'intero dossier del progetto.

Infine, Celtx ti permette di importare una sceneggiatura intera da un file txt. Ci pensa lui a suddividertela per pagina, vignetta, dida, ecc. sulla base dei tuoi a capo. Ovviamente, tende a sbagliare qualcosa. Dipende anche dalla formattazione iniziale che avevi dato al documento. Ma, nel complesso, è abbastanza accurato. Inoltre ti basta cliccare con il tasto destro sul periodo per ri-assegnare al periodo stesso la sua funzione.

Considerate che tutto questo l'ho imparato usando il programmino per una mezz'ora, senza leggere alcun manuale, e capirete perché io sia così gasata.

Non dico che Celtx sia uno strumento indispensabile: non lo è, strettamente parlando.

Ma se state cominciando una sceneggiatura da duecento pagine, cari colleghi, dateci un'occhiata.

Non elimina le rotture, ma le riduce considerevolmente. E, specialmente, vi fa risparmiare tempo.

Ok, interrompo qua la mia perorazione a favore di Celtx.

Vado a scrivere!

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Celtx.. interessante piuttosto e anziché no… lo proverò senz'altro, grazie per la dritta 😉
    A me la fase di documentazione per le schede sui personaggi e gli ambienti piace molto, tutto tornerà utile in sceneggiatura anche se non tutto come "racconto" ma accidenti è vero, il lavoro di uno sceneggiatore è di gran lunga molto ma molto più corposo della semplice sceneggiatura. Anche la stesura del soggetto è un lavoro preliminare impegnativo, almeno per me costituisce le fondamenta per la sceneggiatura. Si, il lavoro dello sceneggiatore è un lavoro invisibile per il lettore.

  2. sraule ha detto:

    Io più passa il tempo, più salto dei passaggi. Quando sceneggio roba mia tendo a non scalettare niente (mentre, ovviamente, se devo far vedere la scaletta a un editor, lo faccio ^_^), ma questo mi porta a dover spesso rivedere alcune parti. Sceneggiando con un normale programma di scrittura, inserire una vig o una tav in più diventa una rottura di scatole colossale, perché poi devi rinumerare tutto ciò che viene dopo, ecc.
    Con un programma tipo Celtx (o Final Draft, che però non è gratuito) tutto questo sbattimento scompare!
    E anche per la documentazione: puoi allegarla direttamente in sceneggiatura, come nota! O direttamente ai personaggi!
    Guarda, sono così gasata che lo userò anche per la lista della spesa! 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    Io se non scaletto muoio.
    Anche roba mia.
    Altrimenti che poi mi sconfondo… :-/

    :A:

  4. utente anonimo ha detto:

    p.s. chiaramente scarico Celtx e lo provo. Grazie per la dritta!

    :A:

  5. sraule ha detto:

    ti piacerà, adriano!

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