Domenica, sulla Stampa è uscito un articolo che contiene alcune considerazioni interessanti. E che, ovviamente, sta facendo discutere, almeno nel ristretto ambito degli aspiranti scrittori del torneo Gems. 

Ma permettetemi di prenderla un po' alla larga. 

Qualche settimana dopo l'uscita del mio libro, mi sono resa conto che nei vari forum del concorso parlavano di me. Per lo più critiche, talvolta insulti veri e propri. In ogni caso, non ho letto tutto: si tratta di centinaia di pagine. Ho letto, diciamo, le parti interessanti. Curiosamente, un paio di persone che partecipano a questi blog ha sentito la necessità di segnalarmi i commenti che mi riguardavano, quindi non si può nemmeno dire che sia stata una gran fatica.

Ho persino partecipato a un incontro (che i blogghisti hanno immediatamente definito "scontro") sulle pagine del blog. Altro fatto curioso, non si è andati oltre le classiche domande di circostanza, l'elenco delle inesattezze del libro (ne mancava una davvero notevole su una data sbagliata) e l'occasionale insulto (e questa è un'enallage, se ve lo state chiedendo).

Ora, voi sapete quanto mi interessino le dinamiche gruppali su internet, ma mi rendo conto che questo non è il momento adatto a una digressione. Mi limiterò a dire che definire i partecipanti ai blog di IoScrittore semplicemente sofisti rancorosi sarebbe una grave inesattezza. Si tratta, anzi, di un caso abbastanza insolito di un gruppo assai unito che non ha perso lo spirito critico e di auto-critica – sebbene abbia perso quasi completamente la cognizione di trovarsi un un luogo "pubblico" e quindi accessibile a chiunque. D'altronde, succede lo stesso a chi viene ripreso per un lungo periodo: dimentica di essere osservato e osservabile.

E confesso di essermi pentita di essere intervenuta, distruggendo, sebbene per un breve attimo (tautologico, lo so), il perfetto ecosistema informatico che si era creato. 

(Tra le domande che non mi sono state poste a causa di questo effetto-osservatore mi piace ricordare "la Red Bull Sas ti ha pagata per le ripetute citazioni?", domanda che, come già dicevo, non mi è mai stata rivolta. E' un peccato, perché aveva un notevole potenziale comico.)

In ogni caso, lo so, sto divagando. Parlavamo dell'articolo sulla Stampa.

Un articolo interessante, che solleva alcune questioni interessanti.

La prima è di ordine squisitamente formale e riguarda una definizione con la quale mi trovo, mio malgrado, a dissentire. L'ombra del commissario Sensi difficilmente può essere considerato un "giallo-fantasy", direi piuttosto un "giallo-horror" o un più generico "giallo-soprannaturale". Mia umile opinione, ovviamente. E, come dicevo, un'opinione che esprimo con vero rammarico, in quanto se il Diavolo è fantasy anche il Cristianesimo, in un certo senso, lo è. E questa, lo sapete, è esattamente la mia opinione.

C'è poi la questione, sempre per restare sul dettaglio, degli antecedenti e delle citazioni. Su Moccia non mi esprimo, non essendo certamente un'esperta. Non leggo né ho mai letto manga. Magari Harry Potter! Su Dylan Dog, mi rammarico nel notare da più parti, e non solo nell'articolo in questione, il riferimento mancato (e assai più calzante) al John Constantine di Hellblazer. Ma non siamo tutti fumettisti, si sa.

Visto che – mi rendo conto – mi sto trasformando a mia volta in una sofista, per quanto non rancorosa, mi sembra corretto citare anche la frase dell'articolo che più di ogni altra mi vede d'accordo. Ovvero: "[…] i suoi pregi e i suoi difetti (tra i primi una notevole brillantezza della scrittura, tra i secondi il fatto che cerca di essere sempre troppo brillante)". Definizione che mi sentirei di sottoscrivere col sangue, tanto per restare in tema.

Ma veniamo al casus belli

La definizione che ha fatto andare su tutte le furie i blogghisti di cui sopra – e anche la parte autenticamente stimolante dell'articolo. Mario Baudino paragona il concorso IoScrittore a "una specie di Grande fratello letterario" o di "X-Factor" (quest'ultimo parere citato di Luigi Spagnol).

Al di là del fatto che, in entrambi i casi, manca la parte "show" del paragone, essendo il Grande fratello un reality-show e X-Factor un talent-show, si tratta di un'interpretazione suggestiva.

Di certo IoScrittore è il primo caso di concorso letterario in cui la giuria popolare equivale alla somma dei partecipanti, con un effetto talent-senza-show. O, se vogliamo, un talent-show i cui fruitori sono gli stessi partecipanti. In altre parole, un auto-spettacolo, come quelle messe in scena dei bimbi che recitano per se stessi su un canovaccio da loro progettato.

E ancora, è un paragone impreciso, in quanto i partecipanti a IoScrittore non progettano proprio niente, si limitano a fornire i pezzi (e le braccia) alla trasmissione. E, contemporaneamente, ad assistere e a giudicare.

Alcuni la definirebbero una forma di onanismo collettivo, in cui il godimento è – ça va sans dire – puramente intellettuale.

E poi c'è internet. Per molti di noi il fatto che il concorso si svolga su internet è naturale, persino scontato. 

Di fatto, non lo è, quanto meno per le case editrici, che fino a questo momento hanno usato la rete solo come canale pubblicitario o come spazio privato di interscambio file.

Invece IoScrittore ha creato una community mista autori-addetti ai lavori simile a quella che si trova su alcuni forum (con le dovute differenze). Simile anche, sempre con le dovute differenze, alla community mista autori-fruitori che si è creata da lungo tempo (tempo-internet, è ovvio) su fanfiction.net.

E' uno dei rari casi in cui un soggetto altro è riuscito a coinvogliare in uno stesso luogo virtuale una massa di internauti. E sappiamo benissimo quanto simili esperimenti siano, in passato, miserevolmente falliti.

Dai un luogo "ufficiale" a un navigatore e otterrai quasi matematicamente una fuga di massa da quel luogo. Come a dire: nessuno va a parlare del proprio ciclo sul forum della Lines.

Invece, in questo caso, è esattamente quello che è successo. E non si tratta di semplice allettamento, quanto piuttosto della specifica filosofia dell'operazione – quanto scientemente predefinita, non so.

Una filosofia che ha portato alla creazione di una community "artificiale" che non soffre dell'effetto-osservatore, o che ne soffre solo per brevi periodi, quando interviene un elemento esterno palesemente osservatore.

Una community "artificiale" che è un misto tra un forum, un focus-group e un'associazione.

Una community "artificiale" che produce, giudica e discute letteratura. O, quanto meno, testi.

Se questo sia un modo nuovo di fare editoria, concordo ancora una volta con Mario Baudino, non è ben chiaro. Probabilmente, alla fine, no. E' l'intervento conclusivo degli addetti ai lavori e la conseguente "estrazione" (nel senso di "togliere, tirar fuori") dei romanzi e degli autori a sancire il ritorno ai normali percorsi editoriali.

Ma è sicuramente un modo nuovo di interagire con la rete.

E questo è, forse, ancora più interessante.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Ho letto il tuo romanzo e ho letto l'articolo pubblicato su LA STAMPA e anche io non sono d'accordo con la definizione di giallo-fantasy.
    Per quanto riguarda i blog di IO SCRITTORE non ci scrivo e non partecipo alle discussioni che trovo spesso lunghe e ruba-energie.
    La virulenza che ha sviluppato il tuo libro non me la spiego,
    Io mi limito ad aver inviato un romanzo come te. Spero in un risultato positivo. Non si sa mai. Per tutto il resto…lascio fare,
    Un salutone,
    Carlo.

  2. sraule ha detto:

    Carlo, la virulenza è insita nel concetto stesso di internet-cosa. Non mi dispiace e, anzi, in certa misura l'apprezzo. Apprezzo anche l'intelligenza che spesso si trova su quei forum che, sì, sono faticosi e ruba-tempo. Per questo esiste il lurking 🙂

    E, lo sai: in bocca al lupo!

  3. utente anonimo ha detto:

    Io non ho neanche la pazienza e il tempo per lurkare di nascosto. eheheh…e non sono un navigatore internauta così bravo da capire e conoscere tutti i segreti e i meandri della rete. Per me il computer è un mistero. Ma lo è anche la lampadina che si accende e il televisore che trasmette. Sono un caso atipico di cavernicolo moderno.
    Dovrei imparare ad essere più navigato…in tutti i sensi.
    Immagino che quelli di GEMS scrutino di nascosto il mondo che hanno creato e io, per quanto mi è possibile, evito di parlare di me e di quello che penso.
    Mi basta la sfiga delle assegnazioni con 10 storie d'amore…io ODIO L'AMORE…e la mia estate costretta su testi che non mi stimolano per niente,
    P.S.- crepi…ovviamente.
    🙂
    carlo.

  4. sraule ha detto:

    'azzo, 10 storie d'amore è sfiga, però. 
    d'altronde, poteva andarti peggio: potevano essere… err. ok, no. non poteva andarti peggio. però magari scoprirai nuovi sinonimi per "sospirare", "palpitare" e "soffrire".
    o magari sono scritti bene e diventerai un amante del genere 🙂

  5. utente anonimo ha detto:

    Signora (Signorina? scusi la mia ignoranza sul suo stato civile)
    A proposito dell'articolo, essendo fra i partecipanti al torneo di IoScrittore, trovo quasi offensivo essere  accomunato ad un partecipante al grande fratello ma evidentemente a qualcuno può far comodo citare un programma di così bassa levatura ma di così grande seguito. Trovo anche improprio il confronto con XFactor non fosse altro che nel Torneo di IoScrittore difficilmente si sarebbero potuti comprare migliaia di voti. Detto questo vorrei passare ad alcune sue affermazioni: "onanismo collettivo"? L'onanismo dovrebbe comportare comunque un godimento ma direi che non sempre dover giudicare certi testi abbia avuto questo risultato.
    Cito lei "Per lo più critiche, talvolta insulti veri e propri". O lei non ha letto bene e probabilmente non ha letto tutto oppure il semplice dire che il suo è un genere che non piace lei lo ritiene un insulto. Se lei avesse letto, almeno a sufficienza, quello scritto sul blog a proposito della sua opera, si sarebbe resa conto che, in realtà, gli insulti più pesanti sono stati rivolti, dal suo "contestatore" più acceso, ai frequentatori del blog che cercavano di mantenere un atteggiamento di critica obiettiva. Infine mi permetta di dirle che, quello che lei ha scritto, a me dà l'impressione di un tono di sufficienza e quasi di compatimento nei confronti di coloro che non hanno i suoi stessi gusti. Definire sfiga l'avere a che fare con chi scrive d'amore ne è un esempio. Evidentemente lei ritiene che solo chi si occupa di "giallo soprannaturale" sia baciato dalla fortuna. Che sfigato uno come Shakespeare che non conosceva il genere a cui lei è tanto affezionata!
    p.s. io sono fra coloro che sono stati eliminati (forse a causa di una formattazione disastrosa nel passaggio doc/rtf) ma le confesso una cosa: non mi considero uno scrittore eccelso ma neppure un ASPIRANTE scrittore. Perdonerà la scarsa modestia ma il fatto che io scriva – e trovi anche chi è disposto a leggermi – fa di me uno scrittore indipendentemente dal fatto che una casa editrice decida di pubblicarmi o meno

  6. utente anonimo ha detto:

    Gentile Susanna Raule,
    poichè appunto, come anche lei ha precisato, i forum in rete sono aperti (lo è quello di ioscrittore e anche il suo blog) qualcuno ha riportato laggiù le sue considerazioni. Io non ho letto il suo libro e dunque non posso pronunciarmi sul suo valore come autrice. E’ di tutta evidenza invece il fatto che GeMS le stia dando una buona mano nella promozione del suo testo, se non altro riportando la notizia e i links di articoli che lo riguardano.

    Lei, gentile Susanna, probabilmente non ha frequentato assiduamente il forum di ioscrittore neanche l’anno scorso. Non era certo un obbligo e non è stata certo la sola a fare questa scelta.
    Trovo tuttavia poco elegante da parte sua dimenticare che la sua avventura editorale come romanziera è iniziata proprio con il concorso ioscrittore, un torneo la cui materia prima, dalle opere fino ai giudizi e ai voti che hanno consentito la selezione, è costituita da quelle stesse persone che lei oggi giudica pittorescamente onanisti.

    Voglio ricordarglielo perchè – a parte il diritto di critica che lei sicuramente condivide e credo anzi solleciti, come qualsiasi scrittore dovrebbe per continuare a migliorarsi – perchè dunque ciò che lei ha qui esposto non è per niente rispettoso di quel diritto di critica, appunto, e neanche dello sforzo messo in atto dalla stessa organizzazione GeMS, che insieme al concorso ha voluto mettere online anche i forum con la ferma convinzione di attivare uno scambio fecondo fra aspiranti scrittori, non certo un circolo di onanisti.

    Cordiali saluti

    Stefano Olivieri ( Jamie Mc Gregor nel forum ioscrittore)

  7. utente anonimo ha detto:

    ma veramente nel tuo libro sono presenti le "chicche" che si possono leggere a questo url http://inchiostroepatatine.forum-attivo.com/t780-rossi-x-raule-su-io-scrittore?

  8. sraule ha detto:

    Enio, credo che ci sia stato un fraintendimento.

    A proposito dell'articolo, essendo fra i partecipanti al torneo di IoScrittore, trovo quasi offensivo essere  accomunato ad un partecipante al grande fratello ma evidentemente a qualcuno può far comodo citare un programma di così bassa levatura ma di così grande seguito. Trovo anche improprio il confronto con XFactor non fosse altro che nel Torneo di IoScrittore difficilmente si sarebbero potuti comprare migliaia di voti.

    Assolutamente condivisibile. E infatti nel mio post parlo proprio del fatto che si tratta di un paragone improprio. 
    Un partecipante può essere offeso o meno dal paragone, ma di certo è improprio. Poi, certo, io non amo quei programmi, li trovo piuttosto sguaiati, ma anche questo è personale, no? C'è a chi piacciono e, insomma, sono un po' affari loro. 🙂

    Detto questo vorrei passare ad alcune sue affermazioni: "onanismo collettivo"? L'onanismo dovrebbe comportare comunque un godimento ma direi che non sempre dover giudicare certi testi abbia avuto questo risultato.

    Per onanismo intendevo, ovviamente, un qualcosa che si fa da sé e per sé. Collettivo in quanto i partecipanti al concorso sono molti. 
    Non aveva un'accezione negativa – e non metto in dubbio che leggere alcuni testi non sia stata una goduria.
    In seguito specifico meglio, superando la boutade, strivendo che IoScrittore è "un misto tra un forum, un focus-group e un'associazione."

    Cito lei "Per lo più critiche, talvolta insulti veri e propri". O lei non ha letto bene e probabilmente non ha letto tutto oppure il semplice dire che il suo è un genere che non piace lei lo ritiene un insulto. Se lei avesse letto, almeno a sufficienza, quello scritto sul blog a proposito della sua opera, si sarebbe resa conto che, in realtà, gli insulti più pesanti sono stati rivolti, dal suo "contestatore" più acceso, ai frequentatori del blog che cercavano di mantenere un atteggiamento di critica obiettiva. 

    Ti assicuro che ho letto a sufficienza. Le critiche, l'ho detto anche sul blog, mi fanno piacere, ma non si può negare che ci siano stati anche degli insulti: ignorante, vuota dentro e via discorrendo. Anche questa è libertà d'opinione e non ho proprio niente in contrario. Però non classificherei alcuni epiteti come "critiche". 
    Mentre altre, come quelle di Bubu (spero di non sbagliare il nick), ma anche di altri, erano assolutamente educate e ben argomentate e ne sono stata felice.

    Infine mi permetta di dirle che, quello che lei ha scritto, a me dà l'impressione di un tono di sufficienza e quasi di compatimento nei confronti di coloro che non hanno i suoi stessi gusti. Definire sfiga l'avere a che fare con chi scrive d'amore ne è un esempio. 

    Quote: "o magari sono scritti bene e diventerai un amante del genere".

    Evidentemente lei ritiene che solo chi si occupa di "giallo soprannaturale" sia baciato dalla fortuna. Che sfigato uno come Shakespeare che non conosceva il genere a cui lei è tanto affezionata!

    Suvvia. E Macbeth dove lo mettiamo? E Amleto?
    Evidentemente io non lo ritengo per niente. Sarei curiosa di sapere come fa a sapere che cosa ritengo o non ritengo, però. Forse ha anche lei qualche potere soprannaturale? Legge nel pensiero?

    non mi considero uno scrittore eccelso ma neppure un ASPIRANTE scrittore. Perdonerà la scarsa modestia ma il fatto che io scriva – e trovi anche chi è disposto a leggermi – fa di me uno scrittore indipendentemente dal fatto che una casa editrice decida di pubblicarmi o meno

    Be', qua è questione di punti di vista. Io mi ritengo un'aspirante scrittrice. Nel senso che aspiro a scrivere, a migliorare e a evolvere. 
    Né considero essere "aspirante" una nota di demerito. 

  9. sraule ha detto:

    E' di tutta evidenza invece il fatto che GeMS le stia dando una buona mano nella promozione del suo testo, se non altro riportando la notizia e i links di articoli che lo riguardano.

    E di questo sono molto grata, come in Gems sanno benissimo. Questo post non è certo uno sputare sulla pubblicità ricevuta, tutt'altro. E' una riflessione sulle cose interessanti che Mario Baudino ha scritto nel suo articolo, permettendomi di dissentire su alcuni punti, ad esempio il paragone con i reality-show. Punto sul quale, mi pare, il dissenso sia quasi completo anche sul blog di IoScrittore.

    Trovo tuttavia poco elegante da parte sua dimenticare che la sua avventura editorale come romanziera è iniziata proprio con il concorso ioscrittore, un torneo la cui materia prima, dalle opere fino ai giudizi e ai voti che hanno consentito la selezione, è costituita da quelle stesse persone che lei oggi giudica pittorescamente onanisti. 

    Ah, la sottile arte del far scoppiare il flame, Stefano! 🙂
    No, dai, non facciamo finta di non capire. Io mi ci metto in mezzo. Sono fiera di aver partecipato al concorso, mi piace il clima che si è creato sul blog, faccio il tifo per gli altri partecipanti, dell'anno scorso e di quest'anno. 
    Ho parlato con alcuni dei vincitori dell'anno scorso e con alcuni dei finalisti di quest'anno. Ho comprato i loro libri, se ne avevano pubblicati in precedenza e ho fatto loro pubblicità per quanto potevo.
    Nel post dico: "Si tratta, anzi, di un caso abbastanza insolito di un gruppo assai unito che non ha perso lo spirito critico e di auto-critica".
    Certo che l'anno scorso non ho partecipato ai blog. Come dici tu stesso, molti non l'hanno fatto. Io ho letto qua e là, senza intervenire. Non ne avrei avuto il tempo e non mi è mai piaciuto unirmi a una community senza avere il tempo di frequentarla.

    […] con la ferma convinzione di attivare uno scambio fecondo fra aspiranti scrittori, non certo un circolo di onanisti.

    Che poi, se lei, Stefano, vuole predenrlo come un insulto, faccia pure. Nelle mie intenzioni non lo era. Era un paragone colorito. In cui mi inserivo tranquillamente.
    Ho già detto sotto. Mi dispiace per il misunderstanding – non so quanto voluto da parte sua. 

    Mi faccia solo un favore, se ne ha voglia: rilegga il post come se l'avesse scritto un suo amico, non io. A volte la malizia sta davvero nello sguardo di chi legge.

  10. sraule ha detto:

    Anonimo: sì, certo. Ne parlo nello stesso identico post che hai citato. 
    E, no, non mi metterò a ribattere alle "chicche" una a una. Semplicemente, non ne ho voglia come non l'avevo all'epoca. Mi hanno già dato fin troppo della spocchiosa.

    Ma anche qua… chiunque sembra spocchioso, se chi lo guarda si aspetta che lo sia.

  11. utente anonimo ha detto:

    beh, in tal caso è un chiaro segno del degrado dei tempi moderni

  12. utente anonimo ha detto:

    Non vorrei sembrare testardo ma mi pare che queste siano le testuali parole :
    "'azzo, 10 storie d'amore è sfiga, però. 
    d'altronde, poteva andarti peggio: potevano essere… err. ok, no. non poteva andarti peggio."
    Vede signorina Raule, io non so se lei se ne renda conto – ma immagino che se ne renda conto benissimo – il tono di tutto il suo post è fondato su questa ironia che prende tanto l'aspetto di un atteggiamento di sufficienza e quasi di irrisione.
    L'aggiunta "magari sono scritti bene e diventerai un amante del genere", contestualizzata con quanto scritto in precedenza può portare solo apensare ad una commiserazione nel caso lo sfortunato interlocutore diventi effettivamente un amante del genere.
    Non era sua intenzione? Mi dispiace doverle dire che non appare così evidente.
    Eugenio (Enio) Bianchi

  13. sraule ha detto:

    Eugenio,
    è così: si stava scherzando, io e Carlo.

    Ma visto che stiamo facendo i testardi, tu e io (scusa per il "tu", ma credo sia ok su un blog, no?), puntualizzo anch'io: a me alcuni romanzi "romantici" piacciono parecchio. Non tutti, ovvio. E non mi definirei un'amante del genere. 
    Poi bisogna mettersi d'accordo sul significato del termine.
    "Dell'amore e di altri demoni" è un romanzo meraviglioso, a mio parere, ed è una storia d'amore.
    I libri della serie Harmony, d'altronde, non mi piacciono neanche un po' – e immagino che siano "storie d'amore" anche quelle.
    Visto che Carlo si lamentava, ho immaginato, forse sbagliando, che si riferisse a storie d'amore di QUEL tipo. 

    Riguardo al tono del post… perdonami, Eugenio, ma è roba tua. Io non intendevo irridere proprio nessuno. Solo parlare di una cosa interessante. Se tu ti sei sentito irriso, mi dispiace, sul serio.
    Ma – seriamente – perché dovrei farlo?

  14. sraule ha detto:

    Anonimo: sì, come i commenti anonimi. Ma noi li tolleriamo, sperando in un futuro migliore 🙂

  15. utente anonimo ha detto:

     w gli anonimi

  16. utente anonimo ha detto:

    Anche "Marina" di Zafon potrebbe essere considerato un romanzo d'amore ma ho fatto fatica ad arrivare in fondo. Molto meglio "La metà di niente" ma probabilmente io sono legato ad un concetto "tradizionale" del romanzo d'amore anche se sugli harmony concordo.
    Per quello che riguarda il tono del post ho avuto l'impressione di non essere il solo ad averlo interpretato "a modo mio". Sarà sicuramente un problema mio ma magari, .. volendo .. io ne terrei conto (detto senza voler parere presuntuoso)
    Eugenio (Enio) Bianchi

  17. sraule ha detto:

    Eugenio,
    non ho letto né Marina né La metà di niente. Su Marina ero stata tentata, ma se mi dici che è un po', come dire, "pesante" mi astengo.
    Della Dunne non ho mai letto niente. Ho avuto l'impressione che fosse molto triste, un po' alla Le ceneri di Angela, ma è proprio una di quelle impressioni epidermiche, sai? Non è così? 
    Mi piace spaziare tra i generi – e, sì, ho un casino di pregiudizi! 🙂

    Poi, boh, a me è sembrato che sul blog di IoScrittore molti siano un po' partiti per la tangente, sentendosi giudicati o simili. Ma il mio era un giudizio sul contenitore, non sul contenuto.
    Su FB, forse perché non li avevo "tirati in ballo", non sono stati piccati. 

    Non so, alcune reazioni sono state del tipo "Susanna parla male di noi". Ma io parlavo del progetto, non dei partecipanti al progetto. Era un'analisi, diciamo così, della cosa.

  18. utente anonimo ha detto:

    Diciamo che la Dunne non è una allegrona ma che "La metà di niente " è la rivincita della moglie abbandonata che tira fuori l'orgoglio. (citato fra l'altro da Veronica Lario agli inizi della sua diatriba con l'unto del signore).
    Probabilmente il mio giudizio su Marina è anche influenzato dal fatto che non amo proprio nè l'horror nè – scusami la sincerità – il giallo soprannaturale.
    Eugeni (Enio) Bianchi

  19. sraule ha detto:

    Né, d'altronde, il mio giallo soprannaturale è all'altezza degli illustri progenitori 🙂

    Mmm… diciamo che con la Dunne mi hai convinta al 40% all'acquisto. Il che è un buon risultato, considerando che prima stavo sul 5-10%…

  20. utente anonimo ha detto:

    Ma è possibile che non si noti l'ironia amichevole della risposta della raule alla mia lamentela sulle assegnazioni amorose? Io ho sorriso. Molti si sono incazzati…mah…sarò fatto strano. Dove metto lingua accendo un fuoco.
    carlo…

  21. sraule ha detto:

    Carlo, brr… non dire così 😀

  22. utente anonimo ha detto:

    ahahah…e si…mooooooooooooolto fraitendibile, hai ragione. Certo che prendendo spunto dalla tua esperienza, se mi dovesse mai (dico MAI) capitare di pubblicare un romanzo, mi dovrei studiare bene tutte (TUTTE) le parole prima di scriverle sul mio blog o la mia pagina fb. Dura la vita dell'aspirante scrittore pubblicato, 🙂
    Carlo…

  23. utente anonimo ha detto:

    Ma sono l'unico a cui la congrega dei blogger di ioscrittore ricorda "les enfants du sang" di preacher? E non scomodatevi a googlare, che tanto tanto ennis di sicuro non vi interessa.

    ps.  orrore! ha iniziato una frase con "e" e ha scritto "googlare"! che essere immondo! linciamolo!

    Arm

  24. sraule ha detto:

    Arm: ahahahahah!
    Grande Cassidy! Grande Ennis!

  25. utente anonimo ha detto:

    "Si può dire molto su una persona da chi dei due preferisce, mi segui? Se sceglie Stanlio e Ollio, gli piacciono una buona trama e buoni personaggi, e non vuole che la storia affoghi nella forma. E' probabilmente un tipo tosto. Chi preferisce Chaplin…" "Probabilmente stupra le pecore, sai potresti avere ragione…" "Fidati Cass, è così."

    AleDiVirgilio

  26. sraule ha detto:

    Altra perla, concordo.

    (Purtroppo io preferisco Chaplin. Ma non farei mai niente alle pecore, giuro!)

  27. utente anonimo ha detto:

    basta che su un post ci sia "ioscrittore" che si infiammano le polemiche 🙂
    e lo dico senza polemiche (ma con mezza bottiglia di vermentino di gallura in corpo, le gioie della vita sono anche queste).
    Da partecipante per 2 edizioni del torneo gems, sempre escluso alla prima fase (ma con la colpevole consapevolezza di aver partecipato con opere non mature) posso dire di conoscere bene l'ambiente blog e FB. Purtroppo noto come il rancore, perchè questo termine mi viene in mente, degli aspiranti scrittori sia molto diffuso nell'ambito del concorso. E lo posso dire visti i giudizi ricevuti alla mia opera, alcuni demoralizzanti, altri fuori luogo (cioè hanno paragonato un mio thriller ucronico a un debito di sangue di john connolly, dandomi come voto 1. Sono contento del paragone perchè connolly è uno scrittore che mi piace molto, ma il mio romanzo non ci azzeccava niente). Io bazzico i forum di scrittori. Su uno, il writers dream, una casa editrice (ma non ricordo quale) che mandava schede di lettura anche in caso di rifiuto (cmq utili per migliorare la propria opera) ha reso nota la decisione di smettere di farlo visti gli insulti di alcuni utenti che non avevano gradito la scheda e le critiche. Così siamo messi purtroppo.
    Rispondo a chi diceva che si considera uno scrittore anche se non ha pubblicato: anche io mi considero un cantante visto che canto sotto la doccia… Tornando seri: hai ragione, ma allora siamo tutti scrittori e dovremmo definire autori gli scrittori che scrivono per professione, e scrittori tutti quelli che scrivono (quindi tutta la popolazione mondiale escludendo gli analfabeti).

    Simone

  28. sraule ha detto:

    Simone, ineccepibile. 
    E mi piace la tua distinzione tra autori e scrittori. Continuerò a considerarmi un'aspirante scrittrice, felice di essere anche un'autrice.
    Tra l'altro, molti dei partecipanti al concorso lo sono (autori, dico). Rancorosi non lo so. Sinceramente, spero di no.

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