Quando vedo certe cose, mi sale la carogna. Non perché mi aspetti altro da determinate forze politiche, ma per l'assoluta tranquillità con cui sparano oscenità razziste.

Lo spot farebbe ridere, se non fosse che nella nostra attuale situazione sociale non fa ridere per niente.

Trovo particolarmente suggestiva la parte in cui si paventa che gli extracomunitari potrebbero "perfino" ambire a guidare i tram, noto lavoro da nababbi. Anche perché, si sa, per guidare i tram, i treni della metro e gli autobus è necessario essere autoctoni. Meglio se milanesi da varie generazioni. Se no, chissà che cosa potrebbe succedere!

Già: che cosa potrebbe mai succedere?

A questo proposito, per avere una risposta non serve andare lontano. Basta andare a Londra.

Per ragioni inspiegabili, i londinesi non si sono resi conto dell'onore patriottico che deriva dal condurre i mezzi pubblici e hanno lasciato i faraonici stipendi da guidatori quasi esclusivamente a cittadini extracomunitari.

Posso testimoniare di persona sugli effetti deleterei di tale dissennata pratica.

Doveva essere il 2007. Io e il Moroso ci facciamo qualche giorno a Londra in pieno inverno, coperti come se andassimo in Antartide, tranne poi scoprire che lì era più caldo che da noi.

Viviamo, quindi, qualche giornata estremamente accaldata e disagevole, vagando sudaticci per le strade della capitale britannica, finché non è il momento di ripartire.

E' una domenica mattina. Dobbiamo essere in aeroporto verso le nove, se non sbaglio.

Abituata alla metro milanese, do per scontato che anche a Londra i treni circolino fin dalle prime ore. Errore. Londra, la domenica mattina, è una catacomba. E la metro è chiusa, secondo i tradizionali standard britannici.

Io e il Moroso ci troviamo dalle parti di Lancaster Gate, davanti a una stazione chiusa, e con i minuti contati per arrivare alla Liverpool str. Station. Intorno, il deserto. Neanche un taxi. Una scena apocalittica.

Ci trasciniamo dietro le valige, imprecando nei nostri abiti troppo pesanti, lungo buona parte di Hyde Park, fino a Oxford Str. Qua ci rendiamo conto che possiamo prendere l'autobus numero 23. Il numero 23 sta passando esattamente in quel momento, la corsa successiva ci porterà a destinazione troppo tardi.

Saliamo ansimanti e senza biglietto. Il conducente è un tizio palesemente non-autoctono, con un accento pesante. Proviamo a fare il biglietto, ma il conducente ci spiega che avremmo dovuto farlo a terra, al distributore automatico, perché sono finiti i bei tempi in cui si poteva comprare a bordo. Disperati, proviamo a spiegargli che perderemo l'aereo.

Si scopre che il conducente viene dal Senegal, ha abitato in Italia per un paio d'anni (e poi, giustamente, è scappato) e parla un italiano piuttosto buono, che insiste per parlare.

Rendendosi conto della nostra situazione disperata, ci invita a restare a bordo senza biglietto. No problem. Non vuole che perdiamo l'aereo.

E, di fatto, non lo perdiamo. Arriviamo a Liverpool Str. in tempo, prendiamo la navetta in tempo e arriviamo a Stanstead in tempo.

Quindi, chissà, forse è per questa esperienza positiva che non provo particolare sconcerto all'idea che i tram di Milano possano venir guidati anche da non-meneghini. Forse è per questo, chissà, che non mi sento particolarmente offesa all'idea che un qualsiasi essere umano dotato di apposita patente guidi il mio atobus, alle 6 e mezza di una domenica mattina sepolcrale.

Forse, chissà, è per questo che lo spot della Lega mi dà così fastidio. E' perché ho un pregiudizio positivo, ecco.

Ma anche no.

Lo spot della Lega mi dà così fastidio, in effetti, perché è un coacerbo di stronzate razziste.

Ecco perché.

Comunicazione di servizio: non ci sono fino al 29. Quindi, è inutile che mi scriviate, a meno che non vi piacciano i miei messaggi automatici di risposta.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. 403 scrive:

    ehm… stai dicendo che una volta a londra un autista extracomunitario non ha fatto pagare il biglietto a due stranieri!

    (con evidente, se pur lieve, danno per le casse dell'azienda dei trasporti e senza alcun rispetto della legalità)

    mi sa che per convincere l'elettore leghista medio devi trovare qualche altro aneddoto 🙂

  2. sraule scrive:

    In effetti… 🙂

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