Vi avviso. Questo post potrebbe mettervi a disagio. 

Ho intenzione di parlare del Re del Terrore che, per una volta, non è Diabolik. No, niente ladri in calzamaglia nera, parliamo di Osama Bin Laden, invece. Quel tizio alto-alto, con la barba lunga e il turbante bianco. Nato nel '57 e morto ieri, tra le urla di tripudio del mondo occidentale.

Ecco, sono quelle urla di tripudio a mettermi stranamente a disagio.

L'esultanza dei capi di governo di mezzo mondo. La sincerità cristallina dell'America quando dice che la missione che è terminata con la morte di Bin Laden aveva l'esplicito obbiettivo di ucciderlo. Farlo fuori. Matarlo. E fine lì.

Osama Bin Laden, nato nel '57 (forse) da una famiglia ricchissima, con duecento fratelli, novanta mogli, millecinquecento figli. Morto ieri (forse) dopo essersi fatto odiare da mezzo mondo, dopo aver ordinato la morte di migliaia di persone, senza che nessuno di quelli che l'hanno odiato riuscisse mai a capire che cavolo volesse.

Un'incomprensione profonda, che non ha mai fatto aggrottare la fronte a nessuno.

Dovete scusarmi, se a me viene da aggrottarla.

Mi disturba, non capire le cose. 

Mi disturba, sentire alla radio e alla tv gente che si felicita per l'assassino di questo tizio in nome della giustizia, quando questa giustizia assomiglia in modo inquietante alla vendetta di uno stato contro una persona.

Mi disturbano le incoerenze.

Il corpo gettato frettolosamente in mare come un sacchetto dell'immondizia che inizia a puzzare, i test del dna immediatamente inconfutabili, la foto fasulla che fa il giro del mondo ben dopo che è stata bollata come un falso male eseguito, senza che nessuno si prenda la briga di appiccicarci sotto una scritta "fotomontaggio".

L'esultanza globale priva di domande e priva di pensiero.

Dovete scusarmi se tutto questo mi mette profondamente a disagio, lo ripeto.

Dovete scusarmi se ho delle difficoltà a concepire che un paese democratico risolva i suoi problemi con uno squadrone della morte senza neanche preoccuparsi di nasconderlo. Come se fosse Tutto Ok. 

Perché – è ovvio – stiamo parlando di Mr. Super Cattivo Numero Uno, quindi è ok farlo fuori e stop. Stiamo parlando del mandante dell'11 settembre, quindi è ok inviare un commando in terra straniera senza dirlo a nessuno con l'esplicito obbiettivo di ucciderlo. Farlo fuori. Matarlo. E fine lì.

Questa persona veramente pessima, che da tempo si era meritata la declassazione ad animale, anzi no, vegetale, anzi no, forse dobbiamo spostarlo direttamente nel regno minerale, che è meglio. Che cosa ha fatto il commando americano di cazzuti Navy Seals, quindi? E' andato in Pakistan e ha fatto fuori un sasso, praticamente. Non era neanche un lichene, tranquilli: è Tutto Ok.

I sassi non hanno diritto a un processo, per principio.

Il Pakistan non ha alcun motivo di lamentarsi di un'escursione prettamente geologica sul suo territorio. E' stata la rimozione di un sasso, no problem.

Poi mi viene da pensare ai criminali nazisti e al Processo di Norimberga. 

Agli interminabili capi d'imputazione, alle lunghissime sedute. Alla sensazione che, alla fine, dopo anni di orrore e follia, giustizia fosse stata fatta. Giustizia, dico. Una giuria che delibera. Migliaia di persone che sentono l'effetto catartico di un tale, monumentale, procedimento. Che avvertono lo sforzo della collettività per tentare una riparazione.

Ho visto l'attentato alle Torri Gemelle alla televisione. Ho tentato di immaginare che cosa dev'essere stato. Mi è sembrato un dovere. Ho avuto la sensazione, chiarissima, che in quel momento avrei dovuto cercare di empatizzare con quegli esseri umani dilaniati e perduti, con i loro familiari, con i loro amici, con la loro nazione. Perché, ehy, esseri umani lo siamo tutti. Quelli Buoni, quelli Cattivi, quelli Medi e, sì, anche quelli Molto-Molto-Cattivi.

Ora io penso a questo tizio, a quest'essere umano, no, a quest'animale, no, a questo lichene, no, anzi, a questo sasso, abbiamo detto, oltre qualsiasi possibilità di comprensione, oltre qualsiasi possibilità di pietà, oltre qualsiasi possibilità di empatia e di umanità, e non provo alcuna catarsi.

Provo solo un leggero sentimento di straniamento e un certo disagio.

Penso a questo tizio, questo tizio alto-alto, con la barba lunga e il turbante bianco, questo tizio con duecento fratelli, con novanta mogli, con millecinquecento figli, questo tizio che è rimasto alla macchia per dieci anni, con tutto il mondo alle costole, con mezzo mondo che lo odia e nessuno che abbia mai capito che cavolo voleva. Che cavolo voleva ottenere. Che cavolo di senso avesse, su questa nostra terra.

Mi disturba, non capire le cose.

Mi disturba, il tripudio collettivo per l'uccisione di un uomo. Anche di un Mr. Super Cattivo Numero Uno.

Mi disturba l'onestà cristallina di un governo che ammette che il suo obbiettivo era uccidere un uomo. Senza processo. Senza domande. Senza catarsi. Senza una tomba. Senza un cadavere. Senza una prova.

Senza nessuna riflessione, senza nessun dubbio, senza nessun dibattito, senza una giuria di pari, senza che nessuno abbia capito, senza nessuna volontà di comprensione, senza nessuna analisi, senza nessuna pietà.

Come il cavernicolo che afferra l'osso e impara quanto sia bello, uccidere.

Senza che nessuno abbia cercato una risposta che, in fondo, dovremmo cercare. Alla quale dovremmo tendere.

La risposta a questa domanda: com'è possibile che a uno venga in mente di far cadere due aerei sulle Torri Gemelle? Com'è possibile che uno possa concepire l'eccidio di migliaia di persone?

Com'è stato possibile che una simile persona camminasse tra di noi, vivesse tra di noi, fosse uno di noi?

Non un animale, non un vegetale, non un sasso, ma un essere umano esattamente uguale a noi.

Uno alto-alto, con la barba lunga e il turbante bianco, maledettamente simile a quell'alto tizio che guida l'autobus numero 23 a Londra (l'ho visto io)?

Ecco, mi scuso se questo post metterà a disagio qualcuno di voi.

Ma a me dispiace che Osama Bin Laden sia stato rimosso come un sasso dalla nostra esistenza.

E, sì, provo sempre un certo sconcerto per l'omicidio a sangue freddo di un altro essere umano.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. devitalizart ha detto:

    Mette un forte disagio anche a me. 

  2. utente anonimo ha detto:

    Beh, ma non mi sembra così peculiare l'assassinio di Bin Laden, voglio dire: trattasi semplicemente di un atto di guerra. Quello che dici vale per qualsivoglia azione bellica in cui vengano uccisi dei combattenti.

  3. utente anonimo ha detto:

    Susanna, spero che molta gente ti scusi, così mi sentirei scusato anch'io.

    Ho provato lo stesso tuo disagio per Bin Laden ma, ancora prima, l'ho provato per Saddam e lo provo per Terek Aziz e per Mohubarak (spero di non aver storpiato troppo il nome).
    Tutta gente alla quale si è impedito di accedere ai propri diritti umani e alla quale, in fin dei conti, si è impedito e si impedisce di parlare.

    Io sono un convinto difensore della democrazia, questo non mi impedisce di capire che non è affatto perfetta e che le puttanate di alcuni governanti hanno urgente bisogno di chiarimenti e rivelazioni.

    Uccidendo i dittatori e i carnefici, gioiendo della loro morte, ci priviamo di grossi pezzi di verità, di cure per le nostre democrazie malate e, peggio, di tratti della nostra umanità.

    Francesco

    P.S.
    Perdona la lunghezza

  4. utente anonimo ha detto:

    sono invece d'accordissimo con la ricerca di senso e di comprensione, e infatti io mi rammarico sempre enormemente quando muoiono questi "cattivi" perchè invece dovremmo cercare di parlare con loro e capire il più possibile da loro. sono personaggi eccezionalmente importanti da un punto di vista storico, psicologico, politico, filosofico.

    penso, per fare un esempio nostrano e molto più semplice, di quanto comunque sia interessante e importante sentir parlare un Valerio Fioravanti, o un leader mafioso.

  5. sraule ha detto:

    bon, ma gli atti di guerra, di solito, un senso ce l'hanno, max. questo no. questo assomiglia a un "presto, nascondiamo la polvere sotto al tappeto". la cosa che mi sconcerta, in questo caso, è che le dichiarazioni pubbliche dei governi NON SIANO sulla falsariga del "polvere? quale polvere?" ma del "sì, tranuilli, l'abbiamo messa sotto al tappeto, è tutto ok".

    francesco: nessuna lunghezza. sì, in parte sono d'accordo. in parte non mi interessa veramente il processo in atto, quanto le modalità che vengono utilizzate, se mi capisci.
    posso convivere con l'ingiustizia di un'esecuzione sommaria. ho dei problemi con l'assurdità del modo in cui è stata messa in atto.

  6. utente anonimo ha detto:

    forse non ho capito il discorso, ma non riesco a seguire cosa ci sia di peculiare nelle dichiarazioni dei governi.

    che OBL fosse un bersaglio di guerra è conoscenza ovvia dall'11 settembre 2001 (e probabilmente anche prima). non mi pare che nessuno abbia mai detto di prenderlo prigioniero. mi pare che si parlasse di puro annientamento.

    e non è che sia la prima volta. del resto Spielberg ha fatto un film -agiografico!- su come il MOSSAD sia andato ad ammazzare i responsabili della strage di Monaco.

    è il normale lavoro della guerra. la vendetta è un senso in sè: significa "se mi tocchi, queste sono le conseguenze".

  7. utente anonimo ha detto:

    Ah già – Wrath of God del Mossad! L'esempio perfetto Non m'era venuto in mente! Allora scusate, su fate baracca e burattini e andiamo al baretto.

    KHD (appunto) – aka Giovanni Ferretti

  8. utente anonimo ha detto:

    Rispondo all'ultimo commento di Giovanni su FB: I compiti dello Stato, di uno stato democratico, sono ben scritti dentro la sua Castituzione che è la Carta Fondamentale dalla quale deriva ogni legge di quello Stato.
    Se il Governo di quello Stato va contro la propria Costituzione è un criminale di fatto.
    Inoltre, uccidere Bin Laden non è stato un atto di protezione ma di vendetta e, forse, di volontà di occultare verità fondamentali.

    Francesco

  9. sraule ha detto:

    sì, forse è questo che non riesco a capire. l'idea che puoi prendere vivo l'equivalente dell'assone gigante di calamaro e rinunci per farlo fuori il più velocemente possibile.
    più che a una vendetta, assomiglia a un eculatio precox, anche volendo abbracciare il loro punto di vista.

  10. utente anonimo ha detto:

    Susanna, il film di Spieberg è tratto da un ottimo libro-intervista di un tizio che si chiama George Jonas. Il titolo italiano del libro è Vendetta.

  11. sraule ha detto:

    mi ero persa i due commenti di giovanni e francesco.
    ovvio che l'idea di azzittire per sempre bin laden doveva essere irresistibile. vedi guerra in afghanistan al tempo dell'urss, probabilmente.

  12. utente anonimo ha detto:

    che poi era HKD. Comunque son d'accordo sull'ultimo commento dell'utente anonimo. E' proprio questa semplicità che, a voi che siete illustri menti profonde (non scherzo) Susanna e Massimo, non vi dà pace, ci dovete aggiungere altro. Ma è proprio così semplice. 
    Credo che mi leverò di culo ora, perché tanto non ci si trova, su queste cose. 

    Giovanni

  13. sraule ha detto:

    giovanni: è che credo sempre alla famosa frase di einstein sul fatto che il buon dio è complicato ma non è cattivo.
    la semplicità mi atterrisce. 

  14. utente anonimo ha detto:

    Susanna, hanno fatto lo stesso con Saddam e anche a Norimberga. La pena di morte non ha consentito a noi di conoscere molte verità dalla bocca dei diretti protagonisti.
    E la pena di morte non ha mai difeso nessuno, nè ha mai cancellato i crimini di cui si sono macchiati i condannati.

  15. sraule ha detto:

    francesco: sfondi una porta aperta, su questo.
    e non intendo dire che il processo di norimberga sia stato la perfezione, in ogni caso.
    intendevo semplicemente dire – e forse l'ho fatto male – che noi esseri umani abbiamo bisogno di significati. non trovare un significato profondo in una cosa ci allontana dall'esperienza di quella cosa.
    non ci consente di chiudere il cerchio.

  16. sraule ha detto:

    giovanni: non appenderci il telefono in faccia, dai! 🙂

  17. utente anonimo ha detto:

    Susanna, sono perfettamente d'accordo.
    Giovanni, ti prego non te ne andare. Se non parlo con chi non è d'accordo con me, con chi parlo? E di che cosa?

  18. utente anonimo ha detto:

    Io sposterei il discorso da "complessità" e "profondità" a, semplicemente, mappatura e conoscenza.

    Magari esiste una spiegazione semplice e superficiale, ma qual è? E in ogni caso, quante sono le cose che <i>potremmo</i> sapere avendo OBL in una gabbia, abbondanti dosi di scopolamina e un paio di registratori? non parlo solo di informazioni militari/politiche, dico in generale. qual è la sua storia? qual è la sua mente? cosa pensa? cosa sogna la notte?

    una volta quando avevo un altro blog scrissi un post su Gasparri, in cui mi chiedevo cose del tipo, cosa pensa Gasparri quando vede un fiore? come si sente quando la sera torna a casa? come ha amato sua moglie? noi vediamo Gasparri e ridiamo "ahahah gasparri lol sembra un ritardato" (e ok, mi ci metto anche io), però cosa porta Gasparri a essere Gasparri? crediamo che la sua storia sia ovvia e semplice (e anche se la fosse, in che termini la è)? ecco, se questo è vero per un Gasparri qualsiasi, figurarsi per OBL.

    quanto ai discorsi di diritti umani e costituzionali, beh, tecnicamente la Costituzione tutela i cittadini di un paese, non i cittadini di altri paesi. e in ogni caso il diritto internazionale non esiste.

  19. utente anonimo ha detto:

    gli intenti del terrorismo islamico mi sembrano un'ottima spiegazione, a me basta. 
    per rispondere a Francesco credo compito dello Stato sia proteggere i propri cittadini in un ambito di rispetto dei diritti umani certo, ma NON di chi si propone l'annientamento sia di quello Stato che di quei cittadini. I diritti umani non sono stati inventati per proteggere chi massacra a sangue freddo un gruppo di innocenti, né chi tira giù due torri. Ma mi sembra boh che nemmeno sia necessario spiegarle queste cose. Lo Stato è lì apposta per dire agli altri gruppi/Stati: chi tocca i miei cittadini verrà trovato ovunque, e punito. Se uccidere assassini è un modo non per avere semplicemente vendetta (che sarebbe si inutile) ma eliminare menti e strateghi di morte allora ha senso e mi scandalizzio IO di chi si scandalizza. Il paradosso per cui priorità dello Stato diventa proteggere chi masacra i componenti dello Steto stesso è un palese mostro logico.
    Che forse era meglio prenderlo e processarlo, son d'accordo pure io, ma di qui a farmi così tanti travagli di coscienza, sono ben lungi.

    Giovanni

  20. utente anonimo ha detto:

    ora lascio l'ufficio, per quello abbandono, ma quando dicevo di levarmi di culo non ero polemico 🙂 era proprio che a un certo punto è inutile, si pensa diversa e basta.
    Mi vedrete, fiero, passeggiare con la mia maglietta gialla col volto di Golda Meir 🙂

    Giovanni

  21. utente anonimo ha detto:

    gli intenti del terrorismo islamico mi sembrano un'ottima spiegazione, a me basta.

    e cosa ti porta a diventare terrorista islamico?
    e cosa vuole veramente un terrorista islamico?
    cosa ti porta a costruire una simile organizzazione e a vivere fuggiasco per dieci anni?
    etc.

    I diritti umani non sono stati inventati per proteggere chi massacra a sangue freddo un gruppo di innocenti, né chi tira giù due torri. Ma mi sembra boh che nemmeno sia necessario spiegarle queste cose.

    proprio l'opposto: i diritti umani nascono anche e soprattutto per tutelare i colpevoli.
    tutelare chi non fa male a una mosca è (relativamente) banale. tutelare gli efferati assassini è proprio il compito di cose come le dichiarazioni dei diritti umani o le convenzioni internazionali. significa riconoscere l'umanità del tuo nemico.

    Il paradosso per cui priorità dello Stato diventa proteggere chi masacra i componenti dello Steto stesso è un palese mostro logico.

    ehm, no. vedi sopra. è quello che ti rende civile, quello che ti rende capace di distinguere tra autodifesa (magari anche con tutti i mezzi necessari) e barbarie.

    poi per carità, io mica piango la morte di bin laden o chi per lui. era inevitabile che lo facessero fuori. era anche giusto in un certo senso,appunto, di vendetta (che non è cosa forse in sè negativa, di nuovo, la vendetta è un messaggio che fai a terzi. se porgi sempre l'altra guancia, sei inevitabilmente visto come debole. etc.).

    ma da qui a ignorare completamente la dignità del nemico ce ne corre. i combattenti sono combattenti, su fronti opposti ma pur sempre uomini. ti distruggo, ma con un certo tipo di onore, diciamo. l'etica della guerra, paradosso che pure un tempo esisteva.

    ma di qui a farmi così tanti travagli di coscienza

    non so altri, ma io non mi faccio tanto travagli di coscienza, quanto di conoscenza: con la morte di bin laden è morto un patrimonio unico di conoscenze.

    M.S.

  22. sraule ha detto:

    giovanni, per quanto ritornerai:

    gli intenti del terrorismo islamico mi sembrano un'ottima spiegazione, a me basta. 

    ecco, io non ho capito bene neanche quelli, figurati!

    I diritti umani non sono stati inventati per proteggere chi massacra a sangue freddo un gruppo di innocenti, né chi tira giù due torri. 

    be', certo, con i buoni è più semplice 🙂 ma i diritti umani sono stati inventati anche per i cattivi, dai. se no non sarebbero più "diritti umani". sarebbero i "diritti degli uomani buoni". e mettersi d'accordo su chi sono i "buoni" ci porterebbe via l'eternità.

    Ma mi sembra boh che nemmeno sia necessario spiegarle queste cose. Lo Stato è lì apposta per dire agli altri gruppi/Stati: chi tocca i miei cittadini verrà trovato ovunque, e punito. Se uccidere assassini è un modo non per avere semplicemente vendetta (che sarebbe si inutile) ma eliminare menti e strateghi di morte allora ha senso e mi scandalizzio IO di chi si scandalizza. 

    Ma Osama lo eliminavi anche rinchiudendolo in un carcere, come stratega. e lo potevi usare come fonte per fermare tutti i suoi colleghi ancora a piede libero. 
    voglio dire: o quest'eliminazione è un fatto di pancia (che la mia pancia non comprende) o un fatto strategico (che il mio cervello non comprende)…

    Il paradosso per cui priorità dello Stato diventa proteggere chi masacra i componenti dello Steto stesso è un palese mostro logico.

    Forse. Ma è anche una forma di tutela per me e per te. è il famoso "nessuno tocchi caino", non nel senso dell'associazione, ma nel senso del concetto sottostante. 
    non solo non mi reputo così virtuosa da non correre il rischio di diventare, un giorno, un caino anch'io, ma è anche in contrasto con il mio senso etico. che io ritengo kantiano e innato, ma anche su questo ci sarebbe da discutere.

    Che forse era meglio prenderlo e processarlo, son d'accordo pure io, ma di qui a farmi così tanti travagli di coscienza, sono ben lungi.

    Travagli di coscienza proprio no. Se la vedi così, mi sono espressa male nel post. Non mi disturba l'ingiustizia, mi disturba che non venga catalogata come tale. se mi avessero dato bin laden in custodia per un annetto, probabilmente gli avrei aperto fisicamente il cervello per vedere quello che c'era dentro. il mio senso di pietas è questo.

  23. sraule ha detto:

    max, stasera dobbiamo toccarci il naso a vicenda, mi sa. abbiamo postato contemporaneamente due robe quasi identiche. 🙂

  24. utente anonimo ha detto:

    Quasi totalmente d'accordo con Susanna, salvo il trattamento al cervello di OBL 🙂
    Neanch'io ho travagli di coscienza, solo preoccupazione.
    L'assassinio di Bin Laden non è una spia sufficiente ma, sommata ad altre mi suscita preoccupazione sulla brutta china che potrebbe prendere il concetto stesso di democrazia.
    Questo però è un altro discorso e piuttosto lungo, temo.

    Francesco

  25. utente anonimo ha detto:

    va beh si, il mio diddietro lo sposto qui ma state dicendo tutto talmente bene tu e M.S. … (e contemporanemante , quando ho commentato su FB c'erano solo 3 commenti !) 

    lo riporto qui, in risposta a Giovanni, per amor di cronaca e di pensiero: 

    Io accetterei passivamente il fatto che la madre/sorella/cugina/zia/nonna (e relativi maschili) di tale X morto nell'attentato avesse in corpo tanto odio da, una volta incontrato per caso o trovato Bin Laden, l'avesso ammazzato a suon di pugni,schiaffi, graffi e mors,accettate,scosse elettriche o con un cucchiaino da caffèi. 
    E avrei accettato passivamente anche che l'avesse buttato in mare e che mi avesse detto "oh, l'ho fatto. era il mio obiettivo". 

    Accetto passivamente un po' meno che lo faccia uno Stato. 
    Un presidente che ha costruito la sua campagna elettorale sul ritiro di un esercito, sulla "non violenza". 
    Non scenderò in piazza chiedendo giustizia per Obama, ma un paio di domandine posso anche pormele. 
    Mi piace pensare che anche questo faccia parte di quell'empatia che spesso mi sembra quasi di non avere..

    e aggiungo che mi fa un po' schifo il concerto che stan facendo i media. siamo i solito coglioni che riescono a mostrare la foto di OBL morto seguito da un servizio sugli strafalcioni OSAMA/OBAMA nei tg di tutto il mondo (ora in onda su studioaperto) ( si lo so, è studioaperto…). 

    ma mi fanno un po' schifo. e qui non c'è empatia che tenga.

    Io, gioranlista, piuttosto di fare ste cose farei la fame …  brr.

    fau*g

  26. sraule ha detto:

    fra: sì, è lungo davvero, ma è anche l'ora che iniziamo a interrogarci seriamente sulla faccenda.
    gloria: la vedo esattamente come te. anche sul discorso osama/obama, una roba che indica il livello del nostro giornalismo. il problema è che non riguarda solo studio aperto (che, certo, è uno degli esempi peggiori)…

  27. utente anonimo ha detto:

    susy: sì, stasera festeggeremo la nostra misteriosa sintonia cerebrale (tutta questione di cromosomi peraltro, SORELLA!)

    fra: i pericoli per le democrazie ci sono davvero, ma secondo me questo è il sintomo meno rilevante. del resto furono i nostri partigiani a fucilare e appendere Mussolini, eppure sono gli eroi della nostra democrazia, e per dei buoni motivi. specialmente perchè erano in guerra (e a me, di sinistra, dispiace che sia andata così, perchè un Mussolini vivo, incarcerato, sarebbe stato una risorsa storica di valore immane – ma capisco bene che all'epoca l'ipotesi di lasciarlo vivo era inconcepibile. e soprattutto era pericolosissimo creare un possibile nodo, una memoria di riaggregazione dell'ideologia fascista)

    la guerra, sic et simpliciter, ha regole diverse. regole brutte: è guerra infatti. anche io penso che uccidere così sia un atto di barbarie, ma nel momento in cui sei in guerra, hai la barbarie istituzionalizzata. chiunque sia da qualunque parte.

    m.s.

  28. utente anonimo ha detto:

    nn ci posso credere. Ho scritto 40 minuti una risposta multiforme a tutti voi, anche molto impegnativa. Vincevo, vi giuro vincevo. Non me l'ha tenuta. Non posso che salutarvi con un porco dio, scusate non potrei neanche volendo ricordare e riscrivere. Diomadonnabestiacanesporco come non sopporto questa cosa. Era un intervento così ricco diocapra.
    Non ho parole.

  29. utente anonimo ha detto:

    ero Giovanni.

  30. utente anonimo ha detto:

    e non puoi manco dare la colpa a bin laden!

    m.s.

  31. utente anonimo ha detto:

    "There's a slight sense in the more sensationalist media that the world just completed a particularly tricky video game."
    Ecco, credo che Simon Pegg abbia colto appieno il sentimento generale (abbiamo ucciso il boss finale, yeeeee!).

    Leila

  32. sraule ha detto:

    già, più o meno. ma lì, almeno, vedi il massacro in alta definizione… 😀

  33. broiolo ha detto:

    D'accordo su tutto. Grazie

  34. utente anonimo ha detto:

    L'intervento contro Bin Laden è sicuramente stata un'operazione militare di quelle complicate. Non c'era la garanzia di riuscire a catturarlo vivo, quindi la sua uccisione era certamente tra gli esiti possibili. Detto questo, chissà perchè ho il sospetto che nessuno dei SEAL coinvolti nell'operazione si sia particolarmente impegnato per prenderlo vivo.

    Anch'io avrei preferito la cattura ed il processo, però sono convinto che, da un punto di vista pragmatico, forse è stato meglio così.

    Se Bin Laden fosse stato catturato vivo, per l'America si sarebbe rivelato sicuramente un prigioniero molto "scomodo", sia sul fronte interno che su quello estero. La prigionia e la sicura pena capitale ne avrebbero fatto un martire, per non contare che probabilmente sarebbero morte molte altre persone a causa dei tentativi dei suoi seguaci di liberarlo (ad esempio: cosa sarebbe successo se un commando di terroristi avesse -che so- sequestrato un gruppo di turisti stranieri minacciando di ucciderli tutti se Bin Laden non fosse stato rilasciato?)

    Anche la sepoltura in mare è stata una mossa pragmatica, per evitare che la tomba di Bin Laden diventasse un'imbarazzante meta di pellegrinaggi da parte di chi lo considera un santo combattente (infatti nessuno dei Paesi coinvolti ha voluto la salma di Bin Laden nel suo territorio).

    Infine, come già rilevato nei commenti precedenti, la mossa purtroppo più pragmatica di tutte è stata chiudergli la bocca per sempre.

    Luca.

    PS = per Giovanni (commento #28): meno male che non avevi parole! Figuriamoci se ne avessi avute! @__@

  35. sraule ha detto:

    luca: quello che sconvolge me è che tutte queste mosse pragmatiche siano state fatte in modo così cristallino. gli usa NON hanno detto "ok, gente, ci abbiamo provato a prenderlo vivo, ma invece, casualmente, l'abbiamo fatto secco", invece HANNO detto: "non lo volevamo vivo, siamo andati lì apposta per ucciderlo."
    il che è molto sincero, ok, ma questo tipo di sincerità è un po' inquietante.

    poi, ribadisco, se lo davano a me e a mio fratello ci facevano il regalo della vita 🙂

  36. utente anonimo ha detto:

    Inutile dire che condivido in pieno le tue perplessità, che, per quanto mi riguarda, estenderei a tutto ciò che sta succedendo a questo povero mondo.
    Che CI sta succedendo.

    AleDiVirgilio

  37. utente anonimo ha detto:

    Per Susanna.
    Hai scritto: gli usa NON hanno detto "ok, gente, ci abbiamo provato a prenderlo vivo, ma invece, casualmente, l'abbiamo fatto secco", invece HANNO detto: "non lo volevamo vivo, siamo andati lì apposta per ucciderlo."

    Sul fatto che i SEAL siano andati là per uccidere Bin Laden non credo che ci siano molti dubbi. A me però risulta che la versione ufficiale sia: "I nostri uomini erano pronti a catturarlo, ma lui ha reagito all'arresto, era armato e abbiamo dovuto ucciderlo".
    Immagino che questo salvi le apparenze.

    Luca.

  38. utente anonimo ha detto:

    D'accordo sul fatto che non si siano granchè impegnati a prenderlo vivo, ma la versione ufficiale credo sia quella descritto nel post Luca.
    Inoltre non dobbiamo dimenticare che con Osama c'erano anche le guardie del corpo che, immagino, fossero lì armate e bellicose.
    Queste operazioni hanno sempre un margine d'imprevisto.
    Detto questo, riaffermo con forza la mia convinzione che sarebbe stato meglio prenderlo vivo, proprio perchè avrebbe messo in imbarazzo il governo USA (e non solo, anche il nostro, quello inglese e quello francese).
    Proprio perchè la democrazia deve poggiare sulla verità, sulla conoscenza necessaria a decidere, sulla differenza che c'è con le dittature sul diritto alla vita e sulla vita del diritto.

    Francesco

  39. utente anonimo ha detto:

    Luca: commento 37: sei ironico? Non mi sembra che tu dica cose molto diverse da me.

    Ma si siamo tutti d'accordo che era meglio prenderlo vivo (anche se non è così netto come sembra), è più in profondità che abbiamo sensazioni diversissime. 

    Giovanni

  40. sraule ha detto:

    no, scusate:

    "Missione: uccidere Bin Laden" Obama mantiene la promessa" […] new york – Parole testuali, una scelta precisa di termini. Missione dura, una sola vittoriapossibile: niente cattura, la morte. […]".Fonte: FEDERICO RAMPINI – la repubblica martedì 03 Maggio 2011, 07:08 

    questo è stato detto subito dal pentagono, eh? poi non so se abbiano smentito. non mi risulta.
    è questo che intendevo.

    inoltre:
    http://www.leggo.it/articolo.php?id=119657&sez=ESTERI
    la figlia 12enne di bin laden, presente al blitz, afferma che il padre è stato catturato vivo e poi ucciso.

    ora: possiamo anche non credere alla figlia 12enne di bin laden, e personalmente non credo mai molto alle dichiarazioni del pentagono, ma la cosa bizzarra è siano, per una volta, dichiarazioni che hanno tutta l'aria di essere vere, almeno nel loro succo: l'america ha deciso di uccidere bin laden, non di catturarlo.

  41. utente anonimo ha detto:

    Sì, hai ragione. Mi sono lasciato ingannare da dichiarazioni successivo non sapendo che fossero successive 🙂

    Francesco

  42. sraule ha detto:

    evidentemente dopo si sono resi conto che la gente si aspettava che mentissero 🙂

  43. utente anonimo ha detto:

    E aumenta la mia incomprensione.
    Ma non della cosa nella fattispecie.
    No.
    Aumenta l'incomprensione del mondo.
    Di questo mondo.
    Sarà colpa mia.
    Sarà colpa di come sono cresciuto, delle esperienze che mi hanno formato, ma non capisco.
    A volte spero che quello che hanno pronosticato i maya si avveri sul serio.

    Tranne poi accorgermi che attorno a me ho tre splendide ragazze che si stanno avviando ad essere tre splendide donne.

    Ed ecco che risale la confusione e la rabbia.

    Ecchepalle! 😦

    AleDiVirgilio

  44. sraule ha detto:

    mi sembra un cliclo pazzesco. anche se poi è il solito, no? 🙂

  45. utente anonimo ha detto:

    realisticamente: ucciderlo era l'unica. mi dispiace. ma era l'unica.
    il perchè è spiegato qui meglio di quanto possa spiegarlo io.

    arm

  46. sraule ha detto:

    realisticamente, sì, certo. questo si è detto fin dall'inizio.
    ciò non significa che non sia sbagliato
    siamo diventati tutti più realisti del re e abbiamo dimensticato che qualsiasi sistema umano si basa su leggi e norme astratte, e su un'etica che è astratta anche quella.
    Per questo, per questa volta, dissento da Zucconi. 
    Quella americana NON ERA l'unica soluzione possibile. Ce n'era anche un'altra che non avrebbe danneggiato il fragile meccanismo astratto su cui si basa la nostra società: mentire in modo più responsabile, piuttosto che mentire in modo dissennato, come hanno fatto.
    Se è vero che le parole plasmano la realtà (e sappiamo tutti che lo è), come può venir plasmata la realtà da una frase come: "il Governo degli Stati Uniti ha ordinato la morte di Osama Bin Laden"?
    L'assioma è: Uccidere un tizio senza processo = giusto. Perché, allora, non lo facciamo anche con il bastardo che ci ha tamponato in tangenziale?
    L'assioma che avrebbe dovuto essere rinforzato era: Uccidere un tizio senza processo = sbagliato (ma ci godiamo un po' perché siamo umani, dopo tutto); uccidere Bin Laden = sfiga, non volevamo (anche se non ci crediamo perché non siamo mica scemi e, poi, tutte le argomentazioni di Zucconi sono vere, verissime).
    Ecco qual è stato il danno. Che ben pochi hanno detto che sì, magari era inevitabile, ma che concettualmente, secondo le leggi dei nostri civili paesi, era anche sbagliato.

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