Sulla base dell'esperienza accumulata, mi sento ora pronta a condividere la mia sapienza con voi, cari, poveri, esserini che del duro ma soddisfacente lavoro del muratore non sapete nulla.

Ecco qualche utile consiglio, se avete in mente di inziare un nuovo hobby: la muratoria da interno.

Per prima cosa, piccoli amici, vi servirà un po' di materiale:

1) qualche spatola, un paio di bacinelle e un lavandino che emetta acqua.

2) dello stucco in polvere, della malta o dell'intonaco e un po' di cemento.

3) dell'abbigliamento adatto. In particolare, le scarpe devono essere da buttare. Comunque, se non lo sono, lo diventeranno, non temete. Ah, e un qualcosa da mettervi sopra la testa. Non c'è NIENTE che rovini i capelli più della polvere di cemento..

Dunque, una volta che avete il vostro allegro materiale, potete iniziare a divertirvi con i muri di casa vostra. I lavoretti che potete fare sono innumerevoli. 

Il primo, il più basico, si chiama SPATOLARE. 

In pratica, avete presente quei punti in cui la vernice dei vostri muri è un po' sfaldata e scrostata? Ci piantate dentro la vostra spatola, o il vostro raschietto, e la rovinate ancora di più. Il gioco è raschiare via la vernice vecchia finché ne viene. Un utile consiglio: lasciate riposare il muro semi-scrostato per qualche giorno. Al vostro ritorno vedrete che verranno via nuove porzioni di vernice.

La soddisfazione è basica come il lavoro. E' un po' come scoppiarsi un brufolo. 

Un'unica cautela: spatolare slatentizzerà l'ossessivo-compulsivo che è in voi. Inizierete ad accanirvi contro minuscole asperità e il lavoro non vi sembrerà mai davvero concluso. Lo è quando il numero di bestemmie per minuto del vostro compagno-muratore sale a più di tre.

Un lavoretto un po' meno basico, ma molto, molto soddisfacente si chiama STUCCARE.

Per prima cosa doveve impastare lo stucco in una bacinella. Esistono anche dei barattoli di stucco già impastato (detto stucco francese), ma sono per fighette, quindi lasciate perdere. Impastare lo stucco è un po' come fare la pastella per le frittelle, solo che ha un altro odore e dev'essere un po' più soda.

Una volta che avete la vostra bacinella di stucco, potete sbizzarrirvi. Non c'è praticamente niente che non possiate stuccare: piccoli buchi nelle pareti, screpe di piccole dimensioni, i bordi delle chiazze che avete precedentemente spatolato… 

Stuccare è una cosa bellissima, è un po' come giocare col DAS. Normalmente è previsto che voi prendiate un po' di stucco con la punta della vostra spatola, lo spiaccichiate sull'area di muro prescelta e poi lo appiattiate finché non è tutto liscio.

Ma ci sono alcune parti, tipo gli angoli, in cui la spatola è del tutto inutile. Se avete la fortuna di avere una crepetta nell'angolo, potete finalmente fare quello che avete voluto fare fin da quando avete impastato lo stucco: infilarci dentro un dito e spalmare lo stucco sulla crepetta usando direttamente quello.

Un piccolo trucco: se vi ritrovate con un buchetto un po' più profondo, diciamo come quello che può lasciare un tassello poi estratto, prima di stuccarlo potete riempirlo con dei pezzetti di carta bagnata. So che sembra rudimentale, ma lo fanno anche i Muratori Veri, quindi fidatevi. Ecco, solo, poi magari non piantate un chiodo nuovo proprio lì.

L'ultimo lavoretto di cui vi parlerò oggi è di un livello più alto, diciamo semi-professionale, e si chiama CEMENTARE E INTONACARE. 

Per prima cosa, dovete avere una parete con un buco bello grande. Se vi ci entra almeno il pugno intero, vuol dire che è abbastanza grande. Se non ce l'avete, potete sempre procurarvelo, usando il trapano maldestramente.

Una volta che avete il buco, dovete impastare il cemento. Sarebbe buona norma mescolare sempre un po' di sabbia al vostro cemento, non so bene per quale ragione. Comunque. Il cemento non è come lo stucco. Per prima cosa beve molta meno acqua. Quindi è probabile che la prima volta che lo fate, se non state iper-attenti, vi ritroviate con una sostanza molliccia e inutilizzabile. In quel caso, non temete, basta aggiungere un altro po' di cemento al pastone. 

L'altra cosa da sapere sul cemento, è che ha un rendimento bassissimo. Con una confezione da un chilo potete riempirci un buchetto grande come una meletta annurca, non di più. 

Poi, il cemento non è divertente come lo stucco, che è un po' il tiramisù dei lavoretti in muratura. Diciamo che lavorare col cemento richiede più o meno l'impegno che usereste per fare una torta di mele. 

Il cemento non è molliccio-appiccicoso. E' più, tipo, molliccio-sabbioso. In pratica, non sta dove lo metti.e stop.

Se prima di spiaccicarlo nel buco non hai inumidito la parete con una spugnetta, le cose non funzioneranno. (Almeno per alcuni di voi questo non dovrebbe essere sorprendente.) Riempite il buco per i 9/10 circa di cemento, poi aspettate. Se avete usato del cemento a pronta presa, non dovrete aspettare molto. Se no, dovrete aspettare anche dei giorni! Quando il cemento è suppergiù asciutto, potete ricoprirlo con un bello strato di intonaco. 

L'intonaco è ancora più cagacazzi del cemento. E' ancora meno appiccicoso. Diciamo che lavorare con l'intonaco è come fare un castello di sabbia al mare. L'unica differenza è che quella sabbia lì, quando si asciuga, diventa dura e difficilmente cartavetrabile. Quindi cercate di non creare delle allegre stalagmiti di intonaco sulla vostra parete, perché poi appianarle saranno cazzi.

Il lato positivo è che, se avete fatto le cose per bene, sull'intonaco potete poi dipingere direttamente.

Ma della pitturazione vi parlerò nella prossima puntata, non appena avrò appreso gli skills base.

Buon bricolage a tutti!

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Questo è quello che intendevo, quando dicevo che volevo copiare lo stile dei tuoi post "sbarazzini" 😉
    E comunque, lo confesso, ho fatto largo uso di stucco pronto, solo che io riesco a stuccarci pure il Grand Canyon, eheheh.

  2. sraule ha detto:

    fighetta.
    ho detto.

  3. bonamitch ha detto:

    Grazie, molto interessante!! Mi servivano questi consigli.

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