Mi collego a questo pezzo di Faraci e a quest'intervista di Makkox, per un post puramente autobiografico. Leggi: non sto dissertando su ciò che è giusto e su ciò che è sbagliato. Sto parlando della mia esperienza e del sense of wonder nel fare un'esperienza per me nuova e affascinanante. Punto.

Ho detto sense of wonder, e non scherzo.

Sono stata stupita e felice della cura con cui è stato maneggiato il mio libro. 

Sapete che all'inizio c'era un manoscritto dal titolo infelice "Las-Pezia Gothic". Sapete che questo manoscritto è stato scelto per la pubblicazione da Salani tra i finalisti del concorso letteraio IoScrittore. Sapete che "L'ombra del commissario Sensi" verrà presentato il 14 maggio al Salone del libro di Torino.

Forse può interessarvi sapere che cosa è successo in mezzo.

Dopo l'incontro in Salani, nel quale ho conosciuto il mio editore e la mia editor, sono rimasta in contatto con quest'ultima (e, in senso lato, anche con l'editore). Persona dolcissima, che ho iniziato molto presto a stimare.

Una delle prime cose di cui abbiamo parlato è stato il titolo del romanzo. Ero consapevole che Las-Pezia Gothic non aveva alcun senso. Non avevo nessuna idea. Il mio cervello era vuoto – o meglio, era invaso da un'euforia quasi altrettanto deleteria. 

Il nuovo titolo mi è stato proposto quasi immediatamente da Serena (l'editor di cui sopra). Ha un senso. Dopo aver letto il libro (se lo leggerete) vi accorgerete che ne ha fin troppo. E' un titolo che ho accettato subito.

Subito dopo, ho ricevuto le prime bozze per la copertina. 

Per qualche motivo, credevo che la copertina la decidesse l'editore, punto. Invece, viene fuori che la copertina la devo approvare io. Bello! L'immagine era fantastica, quindi no problem. Poi ho fatto un po' la nerd dei font, e me l'hanno fatta fare, quindi no problem anche qua.

Nel frattempo, stavo lavorando alle modifiche che mi erano state suggerite da Serena e da Luigi Spagnol. 

Erano modifiche necessarie. Utili. Che abbellivano il testo e lo rendevano più comprensibile.

Erano modifiche che riguardavano tutte quelle parti del libro che, a naso, non mi convincevano, ma che non sapevo come rendere migliori.

Tra chi scrive e ciò che scrive non c'è mai una grande distanza emotiva. Nel mio caso, quasi nessuna. Quello che non mi piace, mi fa schifo, quello che mi piace, lo adoro. Senza vie di mezzo.

Quando mi hanno spiegato con cognizione di causa quali erano i problemi di quelle parti che non mi convincevano, per me è stato un grande sollievo. Potevo lavorare su quelle parti e potevo farlo andando in una direzione precisa. Potevo, finalmente, appianare quei difetti che mi sembravano inappianabili. 

Dopo questa prima revisione, Serena ha riletto il libro. Poi l'ha riletto anche l'editore e ha segnalato altri punti su cui intervenire.

A questo punto si trattava di interventi minimi. Roba del tipo: "a pagina 10 del capitolo 3 non si capisce che ore sono. Per la trama, è importante che si capisca che ore sono."

Nella mia innocenza, pensavo che questo genere di editing lo facessero direttamente in casa editrice. Pensavo che ti riscrivessero intere frasi senza neanche dirtelo.

Assolutamente no.

C'è stata un'altra, lunghissima telefonata tra me e Serena. Una telefonata in cui, punto per punto, abbiamo fatto tutte le correzioni.

A quel punto credevo che non mi avrebbe più chiesto niente nessuno. Già l'ultima telefonata era stata più o meno così:

Serena. "E qua hai scritto in due frasi successive "grande". Che ne dice se nella prima frase mettiamo, chessò, "imponente"…?"

Susanna: eh? Mi stai chiedendo se…?

Serena: sì, perché vedi…

Susanna: ah-ah, davvero mi stai chiedendo se puoi cambiare quella parola?

Serena: aehm. Sì.

Susanna (si dà un tono): allora, sì, certo, hai la mia benedizione.

Insomma, ero già stata imbarazzante per tutta la prima fase di lavorazione. 

Bisogna aggiungere che Serena si era già dimostrata iper-attenta e iper-protettiva nei confronti del mio testo. Nel momento in cui erano emerse un paio di perplessità "morali" su alcuni punti, si era erta come un muro tra me e il povero editore che aveva suggerito di rendere un po' meno scabrose alcune parti. 

Visto che io non mi sarei mai erta come niente, immagino che, adesso, la responsabilità morale di un paio di battutacce ricada anche su di lei.

Comunque, ecco, io pensavo che nessuno avrebbe più chiesto il mio parere su alcunché.

Errore.

Dopo Serena, sono stata contattata anche dal correttore di bozze, Aimone. Altra persona gentilissima, che mi ha sottoposto, punto per punto, tutte le scemenze che avevo scritto. Refusi, nomi di vie, dettagli tecnici, precisazioni.

Viene fuori un altro punto che non funziona e a quel punto lavoriamo sulla soluzione in tre. Scrivo un altro pezzetto. Lo legge Serena, lo legge Aimone… ok, non ho idea di chi altro l'abbia letto. Spero nessuno.

Comunque, l'altro pezzetto viene approvato.

Bene, penso io, adesso nessuno mi chiederà più niente, è matematico. Lo stanno per stampare, quel benedetto libro!

Non è andata proprio così.

Una decina di giorni fa, mi telefona un'altra persona. E' la responsabile della sezione eventi della Salani.

Altra telefonata gentilissima.

(Ok, noi spezzini saremo un po' bruschi per natura, ma su di me la gentilezza fa sempre un certo effetto…)

Riguarda la presentazione del libro, che si terrà insieme alla premiazione del "primo turno" dei miei colleghi di quest'anno del concorso IoScrittore.

La telefonata è del tipo: "Ce la fai a venire? Vieni in treno, in macchina? Hai bisogno dell'albergo?"

Segue e-mail in cui mi confermano tutti i dettagli.

Quindi, ok, in questo momento sono qua. Non so che cos'altro potrebbero chiedermi, a questo punto.

Nel frattempo sono successe un altro po' di cose che mi hanno fatta sentire davvero coccolata. Principalmente: amici che vogliono venire alla presentazione, amici che mi propongono altre presentazioni e contattano librerie, ecc, amici che si offrono di farmi pubblicità su questo o quel fumetto… 

Siccome io sono abituata a farmi tutto da sola, resto sempre un po' stupita. 

E gongolo.

E, ovviamente, dovrò andare dal parrucchiere, mi sono già comprata un paio di scarpe nuove, ho promesso a me stessa di andare in piscina con impegno e…

Sì, lo so.

Ogni scusa è buona.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    aspetta, dimmi esattamente quand'è, che io sto scendendo giù e se posso…

  2. sraule ha detto:

    il 14 maggio, quindi troppo tardi per te. e poi tua nonna mi ucciderebbe, credo.

  3. carolinacutolo ha detto:

    che meraviglia, finalmente un esempio di editore virtuoso : )
    sto aspettando con il mio libraio di fiducia che sia disponibile per ordinarlo!! non vedo l'ora di leggerti susanna!!! : )
    un super abbraccio!!

  4. utente anonimo ha detto:

    XD Che belloooo!!!! 😀

    Francesca.

  5. sraule ha detto:

    Francesca: grazie!

    Carolina: che poi, mi sa che tu c'entri qualcosa con l'idea bieca che mi ero fatta del mondo editoriale :))) scherzi a parte, lo so che sono stata fortunata. 
    tu ci sei a torino, sì? 
    ti prego, dimmi di sì! mi devi fare da mentore!

  6. utente anonimo ha detto:

    ciao, sono un iscritto del torneo, e mi fa piacere leggere che sulle edizioni cartacee viene fatto l'editing! ho letto nei forum che nella versione ebook invece non viene investito molto tempo nell'editing e che i diritti durano 6 mesi ^_^

  7. sraule ha detto:

    Ciao, Feroce!
    Be', che i diritti dell'e-book durino poco mi sembra un fatto positivo. Così uno può rivendersi il prodotto per un'edizione cartacea, se trova un editore interessato. E se il proprio e-book vende parecchio, è piuttosto probabile che lo trovi.

    In bocca al lupo per il torneo! 

  8. utente anonimo ha detto:

    dici? secondo me invece è perché credono poco in quegli autori e nell'ebook. Comunque meglio sì che sia breve, così poi si può rivendere 😉
    crepi il lupo!

  9. utente anonimo ha detto:

    Ma che bello, che bello, che bello questo dietro le quinte. 🙂 Anche io sono un partecipante del Torneo IoScrittore. Non ci potrò essere alla tua presentazione, ma sicuramente leggerò il libro con molto curiosità. Ma lo sai che essere pubblicato dalla Salani sarebbe anche il mio sogno? ehehhehe
    Un bacione.
    carlo deffenu

  10. sraule ha detto:

    ciao carlo.
    sono felice che il post ti sia piaciuto! e grazie per la "promessa d'acquisto" eh-eh!
    e comunque, sei sulla buona strada.

  11. utente anonimo ha detto:

    Dici che IO SCRITTORE è una buona strada? Be', meglio provarci sempre, no? Certo che compro il tuo libro. Ne compro così tanti di autori che non conosco e non compro il tuo? Ok, non ti conosco di persona, ma ti sento più vicina di molti altri. ehehehe…
    Ho un mio racconto anche sul corriere. "L'estate infinita". Se ti va passa a leggerlo e se vuoi…votalo. 🙂
    Bacioni.
    Carlo Deffenu

    http://www.corriere.it/ioscrivo/racconti/racconto-269102.shtml 

  12. sraule ha detto:

    infatti mi riferivo al tuo racconto, carlo! 🙂
    racconto che ho già letto e già votato… e che mi è pure piaciuto.

  13. utente anonimo ha detto:

    Uh, che bello! Mi sono emozionato. Grazie Sus. Mi fa molto piacere. 🙂
    P.S.- mi assumi come promoter? Divulgo la notizia della tua prossima uscita con chiunque mi capiti a tiro. La tabaccaia mi ha chiesto se ho una percentuale sulle vendite. Pensa te! aahahahah…
    Carlo Deffenu

  14. sraule ha detto:

    Se avessi i soldi per permettermi un promoter probabilmente non scriverei nemmeno! 😀

  15. utente anonimo ha detto:

    ahahahah…mi sa che hai ragione! 🙂
    carlo deffenu

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