La mia è una generazione di tutto-fare. Una generazione istruita, ma non per questo colta. Una generazione piena di risorse e priva di mezzi.

La voce "esperienze lavorative", nel CV dei nostri padri, era lunga due o tre righe. Quelli della mia generazione, a tent'anni, hanno già occupato due o tre pagine.

Una volta "ha fatto mestieri di tutti i tipi" era quello che si leggeva nelle biografie delle persone interessanti. No more. Oggi come oggi, potreste leggerlo nella biografia di qualsiasi esponenente della mia generazione. Dico, se mai scrivessero la nostra biografia. 

Ma siamo andati oltre. Noi non facciamo un solo mestiere: noi ne facciamo almeno due. Tre. A volte quattro. Due ore di qua, due ore di là. Il nostro stipendio medio non esiste. Non abbiamo uno stipendio medio. Abbiamo delle entrate. A volte.

Non abbiamo una professione, abbiamo dei lavori.

Ho quasi trent'anni e non conto più i lavori che ho fatto. Vado per aree tematiche, come i libri di testo. Ambito letterario: sceneggiatrice, traduttrice, soggettista, scrittrice di narrativa, curatrice, articolista, editor… Ambito psicologico: educatrice, psicologa, formatrice, libero-professionista… Ambito scolastico: supplente, insegnante a corsi privati… E poi, in ordine sparso: letterista, correttrice di bozze, quella-che-fa-cose-in-vettori-al-computer…

Il mio curriculum è così lungo che è noioso da leggere. Ogni volta che lo invio a qualcuno lo sfrondo, perché nessuno è così paziente. 

La mia generazione è quella a cui nessun banchiere responsabile concederebbe un prestito. Le nostre dichiarazioni dei redditi sono opere d'ingegno a sé stanti. 

Un mese incassi 3000 euro, i due mesi successivi, niente. Non sai quando andrai in vacanza. Non sai se il tuo prossimo contratto avrà le malattie pagate (probabilmente, no). Fai piani di durata bi-settimanale, sperando che tutto vada come previsto (ma poi non lo fa). 

La mia generazione non ha idea di come passerà la propria vecchiaia. La mia generazione non ha idea neanche di come passerà il prossimo mese.

La mia generazione si compra cose che non può permettersi e fa progetti che non porterà a termine. Vive l'oggi, perché il domani deve ancora arrivare, quindi c'è tempo.

La mia generazione sa preparare un valigia in dieci minuti e un trasloco in due giorni. La mia generazione è una generazione di gente creativa, di artisti dell'improvvisazione, di precari professionisti.

La mia generazione ha smesso di preoccuparsi dei soldi e del lavoro. Si preoccupa delle pellicine delle dita e dei bambini del Terzo Mondo, tutte cose alla sua portata. Per la prime basta una limetta, per i secondi basta il pensiero.

La mia generazione ha smesso di occuparsi della politica. Perché la politica riguarda la società e noi non facciamo parte della società.

Nei sondaggi telefonici non sappiamo mai che cosa rispondere, quando si va oltre la data di nascita. 

Siamo diventati troppo complicati per il mondo in cui viviamo. E quando conosciamo qualcuno di nuovo non gli chiediamo mai "che cosa fai nella vita?", ma "l'hai visto l'ultimo film dei fratelli Cohen?"

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    Ecco, sì! mi sento a casa

  2. sraule scrive:

    vero?
    è bello far parte di qualcosa… :asd:

  3. utente anonimo scrive:

    Vedo che sono in compagnia 🙂

  4. sraule scrive:

    mi sa che lo siamo tutti 🙂

  5. utente anonimo scrive:

    Bel pezzo. Terribilmente vero. E meno male che non avevi niente da scrivere… 🙂

    Filippo

  6. sraule scrive:

    questo, infatti, è qullo che scrivo quando non ho niente da scrivere. le cose importanti, per me, sono le stronzate! 🙂

  7. utente anonimo scrive:

    quoto in pieno!
    io ho anche diversi CV a seconda del "tipo" di attività a cui mi vado a proporre.
    la schizzofrenia è decisamente dietro l'angolo… :p

    vanessa

  8. utente anonimo scrive:

    Ciao Susanna, il tuo post rende bene l'idea di come si tira a campare nella nostra generazione. Volevo dirti che un mio racconto (L'estate infinita) è stato pubblicato sul sito del "Corriere della sera". Se ti va passa nel mio blog, troverai nell'ultimo post il link per leggerlo (se ne hai voglia) e votarlo. Si può esprimere un voto che va da un minimo di una stella (pensione malconcia) a un massimo di cinque stelle (hotel di lusso). Vedi tu dove mi posiziono io. Grazie in anticipo.
    Un bacio Carlo Deffenu…aliaszero.

  9. sraule scrive:

    Carlo,
    passo subito da te!

    Vanessa: siamo una vera e propria tribù.

  10. utente anonimo scrive:

    grande pezzo—

     

    aus

  11. utente anonimo scrive:

    Buongiorno,

    Ti contatto tramite commento perché non ho trovato nessun altro modo per farlo.

    Vorrei farti conoscere il servizio Paperblog, http://it.paperblog.com che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete. I tuoi articoli mi sembrano adatti a figurare tra le pagine del nostro magazine Societa e mi piacerebbe che tu entrassi a far parte dei nostri autori.

     

    Sperando di averti incuriosito, ti invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti,

     

    Silvia

     

    silvia [at] paperblog.com

    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia

    http://it.paperblog.com

  12. utente anonimo scrive:

    mah non sono del tutto d'accordo. a volte si fanno scelte sbagliate e in questo momento è facile farle e molti le stanno facendo probabilmente mal consigliati dalle famiglie. ho la tua età ed il mio cv contiene solo le tre aziende in cui ho lavorato una volta finita la laurea. Inoltre il passaggio è sempre avvenuto perchè c'era una migliore offerta e non perchè scadeva il contratto. Guarda caso sono nella tua situazione tutti i miei amici "letterati" che avevano molto tempo libero durante l'università e m i prendevano per il c**o perchè non uscivo a bere tutte le sere per studiare cose da "vil meccanico" 😉

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