Non concepisco il tradimento come atto fisico e sessuale, forse perché non credo che due persone possano possedersi a vicenda – o che, se lo fanno, sia salubre. Ma il concetto di tradimento mi affascina.

Jean Genet, in Splendid's, parla della dolcezza del cambiare sponda e del tradire gli amici. E' un punto come un altro da cui partire. Potremmo parlare anche della doppiezza come estetica, di Giano dalle due facce e del tradimento come scalta morale.

E' un argomento vasto e difficilmente trattato in ogni sua sfaccettatura. Per sua stessa natura, non ha mai un significato univoco: quello che per uno è tradire i propri ideali, per un altro è semplicemente cambiare idea.

Si può tradire una persona, un'idea o il senso di una frase. Tradimento può essere sinonimo di inganno, ma non è sempre così. Infine il tradimento, più di ogni altra cosa, è nell'occhio di chi guarda.

Come dicevo, il tema mi intriga. Credo che la sensazione che la nostra fiducia sia stata tradita – un sentimento senza un nome ben preciso – sia uno dei più forti e atavici, tra noi esseri umani. 

Ho parlato di tradimento, en passant, in Inferno. In realtà è una delle scene più struggenti del libro – ed è praticamente in fondo, quindi non ne parlerò oltre.

(Tra l'altro, non c'è ancora una data d'uscita ben precisa, in Francia. Ne sono dispiaciuta, anche se, dato che sono già stata pagata, forse non dovrei. Lo considero un po' un tradimento, forse!)

Ultimamente, il tradimento ricorre spesso in ciò che scrivo. E' un filone praticamente inesauribile, aldilà dell'ovvia utilità nel creare delle trame thriller.

Ho scritto un'intera storia sulla difficoltà del cambiare parte – e sulla sua necessità come compito, direi quasi, evolutivo.

Che cosa ne verrà fuori in futuro, non lo so. 

E, in fondo, quando scrivi qualcosa, tradisci di continuo. Voglio pensarci ancora.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. sraule scrive:

    Ciao, ti ho letta tramite un paio di amici che ti hanno linkata su Facebook. Hai tralasciato, nei tuoi pensieri sul tradimento, una differenza importante: il tradimento non puo' avvenire se non c'e' stata promessa, e nello stesso modo, se c'e' stata promessa allora e' tradimento.
    La coerenza e' l'unico elemento che determina il tradimento.
    Qualsiasi comportamento spontaneo nostro, che venga interpretato come tradimento, allora si, sta negli occhi di chi giudica ed e' completamente arbitrario.
    Aggiornaci sui tuoi pensieri se ti va. Bei fumetti 🙂

  2. Anonimo scrive:

    E' un punto di vista interessante, Windruffle. Restringe parecchio il campo, però, limitandolo all'Alto tradimento, allo spionaggio industriale e al solito, noioso, tradimento coniugale. 
    Sono proprio i tradimenti che avvengono nell'occhio di chi guarda (o di chi tradisce) a essere i più sugosi… 🙂

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