Stavo pensando. Leggi: stavo pensando invece di lavorare, uno dei miei hobby preferiti. Pensavo al lavoro, però, sicché si può dire che stessi lavorando, giusto?

Ehm… ok, no.

In ogni caso, dato che ancora non ho voglia di mettermi al lavoro, credo che condividerò con voi le mie riflessioni. Roba di alto livello, signora. Roba da fini pensatori.

Ehm… no.

Roba da scuola elementare, più o meno. Ma è domenica, e la domenica uno non può fare chissà che pensate, no?

Dunque, pensavo alle differenze tra scrivere una sceneggiatura e scrivere un romanzo. Un'analisi da scuola elementare, dicevo, o, meglio, da scuola domenicale (visto che è domenica, cioè).

Trascurando il dettaglio che sono due tipi di scrittura completamente diversi, ecc. Trascurando tutte quelle precisazioni noiose che non interessano né a me né a voi. Trascurando, insomma, tutte quelle cose che non dovrebbero venir trascurate…

No, passiamo all'elenchino triste e autoreferenziale, che voglio vedere se mi recensiscono anche questo.

Sceneggiatura – punti a favore secondo me:

1) è più veloce.

2) devi lavorare sulla sintesi.

3) devi lavorare sui dialoghi.

4) puoi sbolognare un tot di grane al disegnatore.

5) puoi giocherellare con i paletti del genere, se ti va.

Narrativa – punti a favore secondo me:

1) puoi usare il discorso indiretto (ok, anche quando sceneggi, ma molto meno)

2) puoi fottertene della sintesi

3) devi lavorare sui dialoghi, a meno che tu non decida di usare il discorso indiretto

4) se un personaggio usa un apparecchio che non sai come funziona, puoi scrivere semplicemente "e Mario mise in funzione lo sparticellatore sub-molecolare" e andare avanti.

5) hai ben pochi paletti

Sceneggiatura – punti a sfavore secondo me:

1) le descrizioni vignetta-per-vignetta o tavola-per-tavola: le legge solo il disegnatore, sono una palla da scrivere

2) la documentazione: se Mario usa lo sparticellatore sub-molecolare devi sapere come è fatto, come funziona e devi anche riuscire a spiegarlo al disegnatore (che, tanto, non lo capirà)

3) i paletti a volte ti paralizzano: non ti sembra di scrivere, ti sembra di giocare una partita a risiko

4) devi avere tutto in mente: il ritmo, gli avvenimenti, le inquadrature, la trama, l'effetto globale. Non ti puoi distrarre un attimo, perché correggere sarà la cosa più faticosa del mondo.

5) se il disegnatore scazza un'espressione, sei fottuta

Narrativa – punti a sfavore secondo me:

1) è lenta. Non puoi scrivere un romanzo in un giorno o due (in quindici. sì: ho provato)

2) le revisioni sono sempre mille più una

3) word cambia le tue parole mentre le scrivi, tu non te ne accorgi e l'editor ti maledice

4) dici molto poco con un sacco di parole: se non stai iper-attenta il lettore si assopisce

5) devi documentarti su cose insignificanti: orari dei treni, prezzi dei locali, aperture e chiusure dei musei. E tanto sbagli sempre qualcosa.

Ecco, questo era l'elenchino triste. E non era nemmeno esaustivo. Ma è domenica, e la domenica uno non può fare 'ste grandi pensate, no?

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. peppegraceffa ha detto:

    e aggiungerei che mentre con la sceneggiatura (cinematografica o fumettistica che sia) ha poi bisogno di qualcun altro che la trasformi in prodotto finito ( in alcuni casi in modo diverso da come l'avevi immaginata), con il racconto/romanzo sei solo tu ad essere l'autore e non hai bisogno di altri perchè sia completo.

  2. utente anonimo ha detto:

    Ne parlava anche Tito alla rassegna sul giallo a Rieti.
    Confrontandosi con due scrittori, diceva che per lo scemeggiatore la maggioranza delle parole che spendi il lettore non le leggerà mai.

    Per quanto mi riguarda ho anche provato a scrivere qualcosa di diverso da una sceneggiatura (a parte la lista della spesa, intendo) e… niente da fare!
    Valgono per me i primi due punti della lista dei pregi: velocità e sintesi.
    Senza dubbio.

    AleDiVirgilio

  3. utente anonimo ha detto:

    hahah  spero che scemeggiatore sia voluto.

    Cmq io penso che esistano livelli di lettori. Non penso che chi legga  Alan Moore non faccia caso alle parole.

    Io penso che tu sei piu' una lettrice di libri che di fumetti , susanna, e questo , ovviamente, te lo porterai sempre dietro.
    Io credo che il bello di una sceneggiatura a fumetti sia proprio la particolazione di ogni dettaglio e vedere come interagisce il disegnatore. A volte si crea una magia che e' difficilmente spiegabile.

    scoiattolazzo

  4. utente anonimo ha detto:

    Ocribbio!
    No, non era voluto lo "sceMeggiatore" e non era neanche rivolto a Tito, naturalmente.

    Mi sa che si tratta di un bel lapsus freudiano… su me stesso.

  5. sraule ha detto:

    Ale, sei tremendo!

    Scoiattolazzo: ma io non ho mai detto che i lettori di fumetti non fanno caso alle parole, non capisco a che cosa ti riferisci… Anzi, non ho capito proprio in generale. Me lo rispieghi?

    Peppegraceffa: quella, per me è una delle cose belle della sceneggiatura!

  6. utente anonimo ha detto:

    Si, certo che ti rispiego.  Non appena avro' capito che cosa non hai capito.

    Sui lettori che non fanno caso alle parole, rispondevo ad Ale di Virgilio che riportava un intervento, immagino, di Tito Faraci.

  7. sraule ha detto:

    Molto interessante quello che scrivi. Non ho mai scritto una sceneggiatura per i fumetti, ma il tuo elenco di cose positive e cose negative, rende benissimo l'idea. La cosa che più mi ha fatto sorridere è la precisazione su le ricerche estenuanti su cose piccole (orari treni, musei, ecc.) che sono solo contorno, ma che determinano molto spesso la credibilità dell'insieme. E poi, intanto, si sa, qualcosa la si sbaglia sempre.
    Non mi hai risposto al precedente commento…ma come vedi non me la sono presa. Semmai ero solo un bla-bla noioso il mio. Ciao.
    Alias

  8. utente anonimo ha detto:

    Alias: quale altro commento? a quello del post precedente ho risposto… ora mi mandi in paranoia.
    Comunque: fondiamo un club anti-documentazione? Potremmo fare un manifesto tipo dogma in cui rivendichiamo il diritto di fottercene alla grande di tutti i piccoli dettagli che danno credibilità alla storia.

    Scoiattolazzo: la stanchezza mi sta colpendo duramente, abbi pietà. Comunque quello che Ale stava citando era un altro discorso, ossia proprio quello che dicevo anch'io nel post. Uno sceneggiatore scrive un sacco di cose, ma il lettore ne legge un decimo, perché gli altri 9/10 sono esclusivamente per gli occhi del disegnatore. Adesso ho capito?

  9. utente anonimo ha detto:

    In realta' io leggo 10/10 di quello che e' scritto. Che poi non ne valga spesso la pena e' un altro discorso.

    scoiattopolemironico

  10. utente anonimo ha detto:

    un lettore non legge tutta la sceneggiatura. ne legge i dialoghi. ne legge le didascalie. al limite "legge" l'interpretazione della sceneggiatura che ne fa il disegnatore.

    Arm

  11. utente anonimo ha detto:

    Oh porca miseria!
    Ho sollevato una polemica senza volerlo.

    Scoiattolazzo, quello che intendevo (e che intendeva Faraci nel suo intervento) è che il lettore di quello che scrive lo sceneggiatore ne legge solo 1/10, non perché sia distratto, ma solo perché il restante 9/10 riguarda indicazioni tecniche e descrittive che legge solo il disegnatore.

    E' chiaro adesso?

    AleDiVirgilio

  12. sraule ha detto:

    cos'è tutta questa sfiducia nei confronti del disegnatore??? ahahaha!!Poveri noi! XDXDXD

    Francesca.

  13. utente anonimo ha detto:

    anzi, diciamo che ci sono almeno 3/10 che non legge nessuno, nemmeno il disegnatore! perché il disegnatore, si sa, è PIGRO! 
    uaz, uaz!

    (tranne te, Fra, è ovvio!)

  14. sraule ha detto:

    Adesso ho capito…dovevate spiegarmelo solo 5 volte.

    Scuse

  15. utente anonimo ha detto:

    questi sono momenti che non hanno prezzo. 😀

  16. Anonimo ha detto:

    Per tutto il resto c e' mastercard ; )

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