Anche oggi il nostro amato presidente del Consiglio ci ha regalato perle come questa: "Respingeremo ogni attacco della magistratura, il Paese deve tornare alla normalità democratica. Non possiamo consentire a dei pm di fare politica e di tenere sotto scacco il governo". E questa: "Non siamo in un Paese democratico se si consente a dei giudici politicizzati di portare avanti un processo allucinante".

Se è questo che pensa, ed è sicuro di quel che dice, la situazione è molto grave. Un gruppo di individui sta attentando alla libertà di una persona per motivi politici. 

E' un golpe. Una rivoluzione. Una sommossa antidemocratica.

Della magistratura (non ridete).

Di fronte a un fatto tanto grave un capo del governo, normalmente, può fare solo una cosa. L'ha fatto Ben Alì pochi giorni fa, l'hanno fatto in molti prima di lui. In una situazione del genere, un capo del governo FUGGE.

Si dichiara perseguitato politico e chiede l'asilo a qualche paese straniero.

Non ti puoi dichiarare perseguitato politico e continuare a fare il Presidente del Consiglio. Semplicemente, non ha senso.

O va il esilio come perseguitato politico o resta in carica e si tappa la bocca, perché non si è mai visto un presidente in carica e perseguitato politico. Semplicemente, non si può. E' binomiale. Come: sei nato a Catania o sei nato a Bolzano. Non puoi essere nato a Catania E a Bolzano. Allo stesso modo non puoi essere in carica E perseguitato.

Ma sono certa che il nostro amato presidente porrà rimedio al più presto a questa situazione pasticciata, così come, in passato, ha sempre posto rimedio al più presto un po' a tutto: i rifiuti in Campania, i terremotati dell'Aquila…

Se dovesse decidersi per l'esilio, mi permetto di suggerire una possibile meta: la Libia.

Anche perché, onestamente, le sue possibilità di scelta non sono così ampie (e d'altronde un rifugiato politico deve adattarsi di default, fa parte del ruolo). In Europa dubito che qualcuno se lo prenderebbe, ma anche se fosse, non conviene: ci sono dappertutto leggi sull'estradizione chiaramente fatte apposta per incastrarlo. Negli USA, non si può. Il presidente è nero, comunista e anche avvocato: un disastro. In Sud America, dopo la zuffa su Battisti, meglio lasciar perdere: hai visto mai che ce lo rimandassero indietro per ripicca.

In Cina… mah! E, tanto, chi ci vuole andare in Cina?

Putin forse lo prenderebbe anche, ma non è detto. Putin era amico suo finchè aveva una villa in Sardegna. Come esule non ce l'avrà più e quindi… Comunque in Russia fa freddo, e lo sanno tutti che al Presidente il freddo non piace.

Resta l'Africa, la patria del Bunga-Bunga, il luogo ideale per lui!

Altri esuli politici della sua stessa pasta, anni fa, avevano scelto la Tunisia che, obbiettivamente, è più confortevole, almeno nella zona di Hammamet. Ma, insomma, in Tunisia non si può più. Anche l'Egitto sembra poco percorribile.

La Libia è l'ideale.

Innanzitutto lì c'è il suo amico Gheddafi, con cui ha così tante cose in comune: il colore della pelle, l'età (be', quasi, ma il Presidente è giovanile), la passione per la gnocca e l'antipatia per le leggi democratiche. I capelli no. Purtroppo Gheddafi ce li ha ancora tutti, ma, dai, sono bazzecole. 

E poi, pensa che bello, lì c'è anche Ben Alì. Chissà quante cose avrete da raccontarvi!

Allora, adesso che è tutto chiaro, io mi metto comoda e aspetto che parti, ok?

Guarda, il paesaggio del deserto all'alba e bellissimo. E poi i datteri! Ha, immagina che datteri giganti che hanno lì!

Se ti serve qualcuno per aiutarti a fare la valigia… un fischio e sono lì.

Seria.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Oppure, in alternativa, il nostro "caro leader" potrebbe ritirarsi a vita privata in una delle sue ville ai Caraibi (oltre che un paradisi naturali sono anche paradisi fiscali… cosa aspetta? Lì di sicuro non lo perseguita nessuno!)

    Luca.

  2. sraule ha detto:

    Giusto. E' un'idea ache questa. Non capisco che cosa spetti.

  3. utente anonimo ha detto:

    concordo. E aggiungo che mi sembra una delle analisi più lucide della situazione in cui mi sia capitato di imbattermi nelle ultime settimane.

  4. sraule ha detto:

    grazie, sefossigaramond!

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