Mi rendo sempre più conto di avere un grosso limite, come narratrice. Il mio più grosso limite è l'undestatement. E' il limite di tutti quei registi pipparoli che ho sempre detestato dal profondo dell'anima. Quelli che qualcuno ti costringe ad andare a vedere il loro ultimo capolavoro – che naturalmente viene proiettato in una cantina umida in un quartiere di cui non conoscevi nemmeno l'esistenza, dove per accedere alla sala devi dire la parola d'ordine. Una roba alla Cecil B. DeMented: "pubblico di nicchia, aiutateci!"

Ecco, il problema fondamentale è un po' questo: se non sei Woody Allen sei Cecil B. DeMented. Partendo dal presupposto che ho sempre saputo di non essere il primo (tanto per cominciare, non andrei mai in analisi per vent'anni di seguito), inizio ad avere l'inquietante sospetto di essere troppo simile al secondo.

Mi sono sempre piaciute le piccole storie di piccoli uomini?

No, Cristo santo.

Ma, a quanto pare, mi piace scriverle. Non mi viene mai in mente una bella saga su una minaccia aliena alla Confederazione Intergalattica. Mi viene in mente la storia di uno qualunque che perde il lavoro a causa dell'invasione aliena, perché era un impiegato alla sede distaccata di Xoran della Federazione.

Per qualche motivo che sicuramente necessiterebbe di una ventina d'anni d'analisi continuativa, quattro sedute alla settimana, sdraiarsi sul lettino, libere associazioni e pedalare, i miei personaggi non lasciano MAI una traccia di sé nel mondo. Possono anche essere eccezionali (eccezionalmente strani, di solito), ma non finiranno mai in un libro di storia. Cercano di non farsi notare, figuriamoci sovvertire le regole del cosmo.

E poi c'è quella faccenda dell'understatement, di cui parlavo all'inizio. Se in una mia storia succede qualcosa di incredibile, di impossibile, di straordinario, succede sempre senza nessuna enfasi. Al massimo un comprimario inarca un sopracciglio e dice: "Ma vai? Potevi dirlo prima che sai moltiplicare i pani e i pesci, che all'ultima grigliata ne avevamo giusto bisogno?" E poi, ovviamente, riprende a fare esattamente quello che stava facendo. 

Non arriva la tv. Non ci sono scenate isteriche di massa. Nessuno fonda una cazzo di religione sulla figura carismatica del mio protagonista. Perché, eh-sì, il mio protagonista non è praticamente mai una figura carismatica. E' uno che se ne vuole stare tranquillo, come il 99% degli esseri umani, e di solito ci riesce, come il 99% degli esseri umani.

Certo, alcune persone, leggendo le mie storie, si divertono. Un divertimento di testa, mai di pancia. Alle volte si commuovono anche. Mi fa piacere, eh?

Vi ricordate Agent Secrets? Quel film in cui Monica Bellucci e Vincent Cassel erano due spie, due spie vere, con i problemi di tutte le persone normali? Non salvavano il mondo dai cattivi, al massimo contribuivano un po' al benessere della loro nazione. Vivevano in un vuoto totale di sentimenti umani, senza identità, senza legami.

L'ho trovata un'idea geniale.

Il film, però, era notevolmente più palloso di un qualsiasi James Bond.

Ecco, mi sta venendo il sospetto di scrivere cose pallose. Voglio dire: che senso ha inserire una battuta che capiranno in cinque? Certo, avrò cinque lettori molto felici. 

Mh.

Quindi, qua bisogna cambiare, signora. 

E' necessario uscire un po' allo scoperto, che cavolo. E' necessario diventare meno pallosi. E' necessario infilarcele, le manine, in quella soluzione all'acido muriatico.

Ora ci provo, poi vi faccio sapere.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    Ne stavo appunto parlando con Claudia su fb. Sì, devi infilarcele, le manine, in quella soluzione all'acido muriatico. Per amore o per soldi. Se lo fai per soldi hai tutta la mia ammirazione, stima e rispetto. Se lo fai per amore no, sorry. Per amore dovresti continuare a scrivere di gente che perde il lavoro a causa di un'invasione aliena.

    Arm

  2. carolinacutolo scrive:

    io non ti trovo pallosa, anzi, sono notoriamente una tua fan (come narratrice, come fonte di chiacchiera brillante e in breve anche come traduttrice che ho appena comprato tamara drewe!!), ma sono sicura che questa tua riflessione è fondamentale: è faticosissimo mettersi in discussione, ed esserne capaci, di tanto in tanto, è un passaggio necessario per migliorare, perché non può che spalancarti finestre nel cervello. daje susanna!!!!

  3. sraule scrive:

    ma, secondo me, si può fare anche per amore. solo che devo ancora capire COME.

  4. CREPASCOLO scrive:

    L'epica è solo nelle piccole storie di uomini – tu sei ancora troppo giovane e non abbastanza saggia da saperlo, ma un giorno l'illuminazione ti colpirà con la forza di Tokaido che deraglia perchè il macchinista è ubriaco di Tocai. Il cappotto di Gogol vale Guerra e Pace, Battlestar galactica e Crisis on The Infinite Earths,    
    E' nel momento + intimo di una congestione, quando fuori è primavera, ed il vecchio dai capelli candidi riflette sul fatto che una volta sgambettava siccome un cerbiatto ed oggi solo una limonata può impedirgli di torcersi come un derviscio  che si percepisce la essenza ultima della umana avventura. Una cosa fatta di traspirazione ed umori non nobili che si illude di esser veicolo di un pensiero alto ed altro – e non sto facendo un discorso religioso.

    Ci sono momenti così: ci occorre che qualcuno ci racconti di Zaran il terraformante perso dietro i fatti suoi quando scopre il genocidio di alcune spugne senzienti che ha permesso alla Federazione di predare il prezioso Fortizio Vellutato Lungo, the ultimate drug che può fare di un Marzullo un Leone di Lernia. E viceversa.  Ci serve Maribar, la regina delle amazzoni aracnidi, innamorata persa di Zaran, ma costretta dal Consiglio Inappellabile dei Dieci Spiriti Illiberali a cercare di avvolgerlo in una tela e suggerne i fluidi, quale punizione per aver permesso la strage di spugne. Una roba alla Jim Starlin, insomma.

    Poi ci sono altre giornate in cui tutto sommato sei disposta a piangere davanti ad un film dell'Archibugi, mentre ti chiedi xchè una signora così vulnerabile abbia un cognome così bellico e ti occorre qualcosa come la storia di Zoran il giostraio, cresciuto come in un film dei Taviani, che incontra Marisol, una gitana nana senza un braccio che lo strega con il sorriso dell'innocenza. E sono violini e margherite fino a che i Soliti Bastardi non raccontano a Zoran che Marisol è stata per anni il mozzo ( mezzo mozzo diranno i fetusi ) sul battello  di alcuni contrabbandieri di artropodi rari. Sarebbe bastato che Marisol si confidasse con Zoran e tutto si sarebbe risolto per il meglio, ma il tizio è cresciuto mangiando cibo che le capre schiferebbero e siglando i patti con una stretta di mano ed uno sputo: bianco o nero, non esistono toni di grigio.
    Una roba alla Mattotti, insomma.

    Il processo creativo è come il furetto domestico di certi amici di Crepascola: non puoi tenerlo in mano + di tanto perchè agogna la libertà, se lo snasi non è poi una cosa così piacevole e devi stare attento che non salti dalla finestra.  

  5. utente anonimo scrive:

    Cambiare?
    Ma sei matta?

    Quelli che hai elencato come difetti, non ti rendi conto che sono i tuoi pregi?

    Succede che arriva l'Apocalisse e il protagonista dice "ma va!"?
    Vivaddio!

    Trovo pallosi, piuttosto, quelli dell'enfasi a tutti i costi.

    Non cambiare Susa'!
    Se cambi io… io… ti cancello dai contatti di FB! 🙂

    AleDiVirgilio

  6. utente anonimo scrive:

    Quando ho letto "cose mie" , ho pensato che fossi indisposta e volevi renderci partecipi..

    Alan Moore ci scrisse una storia bellissima.

    scoiattolazzo

  7. sraule scrive:

    crepascolo: era un po' come dire "lascia stare, va'"?

    ale: ora sì che sono spaventata… 🙂

    scoiattolazzo: pure quelli sono dolori, eh? non c'è mica niente da ridere 🙂

    Che poi, scusate, tra tutti quanti: mica ho detto che mi voglio mettere a scrivere MERDA. ho detto che voglio provare anche qualcos'altro, un altro approccio. Per non essere sempre uguale a me stessa, no?

  8. utente anonimo scrive:

    Se ben ricordo, il "racconto senza nome" andava proprio nella direzione di eventi straordinari con conseguenze clamorose, e non ti era uscito affatto male!
    In ogni caso qualche prova si può sempre fare! E' anche probabile che tu riesca a trovare un approccio unico e originale a questo tipo di storie (che ne so: il tizio che perde il lavoro a causa dell'invasione aliena potrebbe salvare il suo pianeta giusto perchè ha un sacco di tempo libero e non sapendo cosa fare si unisce alla resistenza clandestina…)

    Luca.

  9. sraule scrive:

    ecco: questa è la prospettiva giusta!

  10. CREPASCOLO scrive:

    Non intendevo consigliare di desistere , anzi. E' una fase e ci siamo passati tutti e meno male. Posso portare solo il mio esempio.
    All'inizio degli anni ottanta, la SBE ha promosso una figura di jolly che era in grado di scrivere soggetti e sceneggiature per qualsiasi personaggio – chiameremo questa icona Gigi Mignacco, tanto per dire.
    Instancabile , l'enfant prodige del Detective Senza Nome ha messo le sue meningi al servizio di Rangers, Indagatori dell'Incubo, mezzi vampiri e Spiriti con la Scure. SBE era preoccupato perchè temeva che prima o poi la fonte si inaridisse e scelse alcuni possibili successori o quantomeno dei portatori d'acqua che alleggerissero il carico di ''Gigi''.

    Erano i primi anni novanta –  ero ospite di San Vittore, una struttura meneghina in cui si offre una chance di ragionare sulla relatività degli spazi attraverso una fattispecie che si replica in perpetuo – immagino che la cosa possa sembrare oscura a chi non ha avuto occasione di dividere lo spazio di una cabina telefonica soppalcata con alcuni irriducibili antagonisti della convivenza come alternativa alla barbarie, ma assicuro che è una esperienza di cui è difficile trasferire il pathos.
    Ero stato accusato di aver rubato alcune Prinz et similia – carcasse schiantatesi contro un Muro che poi era stato abbattuto – e di averle trasformate in Ford Escort. Allora per le Escost si faceva qualche anno di gabbio. Oggi devi quantomeno trasformare una Duna in un SUV. Okkio Marchionne. SBE lavorava con il Comune per dare una occasione a coloro tra i detenuti che avessero dato prova di saperci fare con la penna oltre che con la spada ( erano tanti i tossici ).

    Scrivevo bene in quei giorni- nessuno lo direbbe leggendo i miei deliri odierni- ma avevo tecnica, sapevo imbastire una cosa che stesse in piedi e piazzavo le svolte narrative dove andavano piazzate.
    Fuori in 60 secondi. Meno di così, solo un mio collega che era riuscito a diluirsi in una soluzione salina ed era disceso per lo scarico.
    Concept che ho riciclato per ''L' Assassino Liofilizzato '' –  un MM che Castelli, strano, trovò bislacco.
    Per farla breve – è tardi,  lo so – mentre Mignacco creava cose come Pink Rabbit io rovesciavo sulle scrivanie di Via Buonarroti cose come:
     1) Cico Tassidermista – mooolto prima del film l'Imbalsamatore  2)  Grand Guignol nel Grand Canyon ( il primo team up tra Tex e DD
    3)  Uomini in Nero e Donne in Bianco ( una complicata storia di matrimoni cinesi non consumati e di censura sessuofobica nei secoli con cui si confronta il BVZM
    4) Mio fratello è figlio unico –  storia simmetrica a Il ifiglio del Diavolo con un fratellastro di Harlan Draka che mangia solo aglio, cosa che lo ha costretto a viver da eremita ( confesso di essermi ispirato a Mio Fratello Super Uomo, scusa BB )   

    Boss Boselli mi ha garantito che prima o poi ( '' quando sarà certa l'Apocalisse e sarà stato acclarato che non esista inferno per i crimini contro l'umanità '' ) utilizzerà qualcuna delle mie  cose. Sperem ! 

  11. utente anonimo scrive:

    mi fai sempre morire dal ridere

    scoiattolazzo

  12. sraule scrive:

    Crepascolo: se Boselli ha detto così devi sicuramente credergli. Ci sono poche cose, in natura, più affidabili di Boselli.
    Non capisco perché abbiano scartato Cico Tassidermista, però. Mi sembra una grande idea. Ma, certo, io non capisco tante cose.

  13. utente anonimo scrive:

    Crepascolo hai un blog o altro?

    scoiattolazzo

  14. CREPASCOLO scrive:

    La cosa che posseggo che + ricorda un blog è un mutuo decennale sulla casa in cui vissi quando ero zitello, ma a giugno termina.  Un impegno in meno. Nulla come la pagina bianca, anche elettronica claro quue si , per tentare un uomo.

    Non ho mai amato il calcio – capisco perfettamente il recalcitrare delle amiche della signora Sandrelli in  quello spot che canta le lodi di uno yogurt che scongiura l'osteoporosi – quindi ho accompagnato raramente mio padre e mio fratello a vedere le paritite di pallone. Gli omini lontani nel verde non mi interessavano, quindi guardavo il pubblico intorno a me e notai immediatamente che tutti istoriavano con le loro bic punta fine ogni angolo della Gazza dove non fosse arrivato un titolo ad effetto o la foto di un centravanti. Quando anche l'ultimo millimetro di carta rosa  era coperto di ghirigori era il momento di disegnare i baffi allo stopper ed i favoriti al portiere. La natura non ammette vacanza. Sono d'accordo: di solito la camera è troppo piccola e dalla doccia esce solo un filo d'acqua.

    Ne parlavo qualche tempo fa con uno dei registratori umani di Boss Boselli – non so dove abbia preso l'idea, ma sospetto che sia la sua versione della carovana di roulottes ripiene di stenodattilografe che seguivano Erle Stanley Gardner, il papà di Perry Mason e sorta di Indiana Jones pre Spielberg – il tizio, che chiameremo Cicococò perchè è interinale, ha il compito di annotare le idee che potrebbero confluire negli special di Dampyr ( come quello estivo con gli inchiostri di Alex Baggi ndr ) e condivide la mia idea che nulla sia + seducente di uno spazio vuoto da riempire. Secondo Cicococò, se sulla schiena di Moby Dick fosse stato dipinto il divieto di affissione, Achab sarebbe stato internato in manicomio con quel tale che serviva Dracula e che nel film di Coppola aveva la maschera di Tom Waits e Ismaele sarebbe finito in Baker Street come sidekick del Detective. E la Furia dei Bascavilla sarebbe stata arpionata. 
    Io ho sempre avuto la presunzione di riconoscere il talento –  quando Crepascola faceva la dj ho avuto modo di conoscere i Take That e sono stato io a consigliare loro di privarsi di quella zavorra di Robbie – e mi pareva che il ragazzo a tempo determinato avesse i numeri per essere promosso, quindi sono andato a cercare il suo capo.
    Raggiungo BB mentre è al ristorante con altri registratori di carne. Boselli mangia una pizza frullata e gli altri sorbiscono con la cannuccia un brodo di dado. Tra un sorsino e l'altro si appuntano le idee.
    BB non sembra contento di vedermi –  non ha ancora digerito la mia idea di un rilancio di Jan Dix nel mood zombie che va tanto di moda nei comics delle Big Guns  – ma non può allontanarsi prima che la cameriera gli abbia portato il suo frullato di frullato, un digestivo talmente impalbabile che i ruttini si sentono solo nella Dimensione Ics.
    Gli canto le lodi di Cicococò e gli chiedo di passarlo  a Innescatore di Probabili Plots, ma BB mi ferma con un gesto della mano e con l'altra sbobina uno Human Recorder ( nomato Kitcarso perchè di Gorizia o perchè ha strani denti che ricordano stalattiti & stalagmiti, non so ) che inizia immediatamente a raccontare la storia di una posse di Maestri della Notte trans che si esibisce in un locale a la Vizietto: le Drac Queen sono una idea di Cicococò.  Nobbuono, è il verdetto.
     
    Ci sono rimasto male e sono uscito dopo aver pagato un giro di tisane a tutti: a me la cosa dei vampiri in abiti da sciantose sembrava interessante. Peccato.             

  15. utente anonimo scrive:

    E' un no? ; )

  16. CREPASCOLO scrive:

    E' un no.  Non ho un blog, tra poco nemmeno una ipoteca e da sempre non ho il dono della sintesi, però sono in grado di mangiare una insalatiera di semi di zucca non sbucciati senza cambiare colore.       

  17. utente anonimo scrive:

    La stessa cosa la faceva Falcon in uno spin off dei vendicatori,ma a lui,beh, la cosa riusciva facile, in fondo e' uno dei pochi pregi dell essere afroamericani con le ali. Quando ancora Robert Downey junior aveva tagliato loro i fondi per la globalizzazione e i semi di zucca costavano ancora quanto un paio di foto di Corona al cadavare di mike bongiorno.
    Non se la passavano  meglio a paperopoli 2 , quella delle speculazioni edilizie, dove in un condominio altolocato soggiornavano graziose signiorine con a capo minnie e la dott.ssa Tirone,  che ancora una volta avevano  voluto seguire il piffero e non il pifferaio. Il povero Paperone aveva dovuto licenziare paolino paperino in favore del cugino asiatico Pao-lin Pap e-rin che riusciva a lucidare le monete del deposito senza fare pausa ogni 8 ore e il povero Rocerduck, di canto suo, costretto a mangiare cappelle e non cappelli , per arrotondare. Questo prima che si presentasse Il SubMariner alla porta di Nonna papera con 5 kili di frittura di mare, salvo poi scatenare l inferno in terra , al commento di Ciccio che le cozze non erano fresche. Quella che poi e' passata come la Fuga da atlantide, fuga che, come sappiamo tutti ,  e' finita a gardaland. A Genosha intanto mutanti venivano usati per la costruzione di una sottomarca della Chrysler ,frutto anche, di una fusione(letteralmente) di alcuni operai con la Thissen group.Il tutto mentre Ann Nocenti portava Cuore nero, il povero figlio del demonio, in processione verso Arcore e il buon vecchio Gateway teleportava  i Reaver ad un comizio di Niki vendola, facendo perdere per sempre le loro tracce-

    Scoiattopascolo

  18. CREPASCOLO scrive:

    Mm. Submariner cioè Namor = Roman al contrario ( la cosa è volta come da ammissione del suo papà Bill Everett ndr ).
    Mi pare di vedere qualcosa che la signorina Raule potrà sviluppare in SBE – sconsiglio però il riferimento a Bongiorno: Boss Boselli è una delle anime di Zagor e Supermike è uno dei personaggi + amati della saga.

    Potrebbe essere qualcsa di questo tenore:
    Kefalco ! è un network di banche on line che prescinde dall'errore umano e razionalizza i profitti e gli interessi delle umane intraprese. Mutui ragionevoli, risposte chiare e tassi approvati dal WWF.  
    Anna l'Infanta Innocenta è la solita santa laica new age portatrice insana di verità difficilmente calabili nel reale che predica il ritorno ad un tempo di sfide in cui in ogni quartiere potevi trovare un cravattaro con un dente d'oro che ti avrebbe prestato un euro se la garanzia era un rene.
    L'inerzia ( la tendenza di un corpo in assenza di stimoli esterni a persistere nello stato in cui si trova ) non ci avrebbe fatto levare dal fango primordiale. Senza il giusto pungolo non avremmo avuto il denocciolatore, le pellicole di Tyrone Power ed i Power Rangers.
    Anna lo sa.
    A volte basta poco, un catalizzatore ( un elemento che accelera e/o induce una reazione ) di dimensioni infinitesimali come un cigio di Minnie in un vecchio sketchbook di Ub Iwerks.
    Anna apre un ristorante in cui serve SOLO una variante del goulash che chiama genosha ed in cui mescola un nanite che induce il Risveglio dell'Animo Primordiale. Hi-tech per sconfigerre hi-tech. Chiodo schiaccia chiodo. Kepappa ! scaccia Kefalco!
    Nascono spontaneamente tribù di neo-naturisti che si aggirano per le metropoli rovesciando zuppa di cozze e gnocchi alla romana nei Kortesi Bankomat ( the Anti-Power Rangers a.k.a. Ragers against the Money Machine ). L'odore del cibo sale al cielo – la città come grande ara – spezie nello spazio.
    Si oppone alla deriva della Infanta solo Corona, la leader di un team di dentisti cyborgs , che non tollera un mondo in cui non si possa rilasciare ricevuta fiscale per una otturazione. 
    Miniserie di dodici. Matite e inchiostri di Danilo Maramotti. Copertine di Danjel Zezeli.

     

          

  19. sraule scrive:

    io neanche vi dico più niente, ormai 🙂

  20. utente anonimo scrive:

    hahahahh..lo sapevo che ti avrei scatenato.

    Susanna ; )

    Scoiattolazzo

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