Cioè: mi tocca postare ancora, e immediatamente di seguito.

Forse alcuni di voi hanno letto questo articolo qua. Nel quale si dice, non so sulla base di quali fonti, ma immagino delle attendibilissime fonti tipo "mio cugino che ha una bella mano" e "quello con il nick strano, sai… com'è che si chiamava?", che io, nel 2011 scriverò una storia per il Dylan Dog Color Fest.

Ora, io non ne so niente. Giuro.

Credo anche che se in Bonelli avessero voluto una mia storia, per Dylan Dog o per qualsiasi altro personaggio, avrebbero avuto quantomeno l'idea di telefonarmi. O mandarmi un'e-mail, un MP su Facebook, un piccione viaggiatore, non so.

Forse questa è come la storia dell'appartamento che noi tutti possediamo a nostra insaputa, regalatoci da un anonimo benefattore, ma che dobbiamo ancora scoprire di avere. Ecco, diciamo che la mia sceneggiatura per il Dylan Dog Color Fest giace nell'appartamento (senz'altro lussuoso e riconducibile a una rete di società fittizie) che non so di avere.

Pensa te, mi stavo giusto lamentando perché ho poco lavoro.

No, mi rendo conto che il mio sarcasmo potrebbe essere frainteso dal distratto popolo della rete, quindi sarò più chiara:

NON.

Ho.

Scritto.

Nessun.

Dylan Dog.

NON.

Sto.

Per scrivere.

Nessun.

Dylan Dog.

Mi fa piacere il pensiero, eh? Ma non è così.

Questo non è uno di quei post scaramantici, o alza-suspense, o non-posso-ancora-parlarne.

Questo è un post di netta smentita.

Ho detto.

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. utente anonimo ha detto:

    Pensa se invece la Bonelli la mail te l'ha scritta e il tuo computer l'ha cacciata nello spam!

    Luca.

  2. sraule ha detto:

    No, tranqui. 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    a meno che non esiste una Susanna Raule che disegna °_°
    Claudio Stassi

  4. sraule ha detto:

    hmmm… è vero! sarà senz'altro così! 😀

  5. utente anonimo ha detto:

    wow…e di cosa parla la storia che hai scritto su Dylan dog?

    La vedremo anche a Lucca 2011? Piovera' nella tua citta natia ancora per molto? Ti ho consolata ?

    scoiattolazzo

  6. sraule ha detto:

    un po', grazie. 🙂

  7. utente anonimo ha detto:

    Ma non è che hai una gemella malvagia?

    O forse è il tuo io del futuro che l'ha scritta e l'ha comunicato a quelli di Comix Factory ma non al to io de presente?

    O forse hai un ghost writer a tua insaputa?

    Comunque, fossi in te, scriverei in contabilità da Bonelli per chiedergli come mai non ti hanno ancora spedito l'assegno.

    Luca Erbetta

  8. sraule ha detto:

    questa sì che è un'ottima IDEA, LUCA 🙂

  9. CREPASCOLO ha detto:

    Tutto è cominciato con un soggetto per uno special del sidekick di Zagor  che avrebbe dovuto intitolarsi '' Cico Ucronauta '' in cui il simpatico panzone scippava all'amico Digging Bill quella che credeva una scomparsa ricetta per il guacamole e che si rivelava una arcana formula grimaldello per infrangere le barriere dimensionali. 
    La trama coinvolgeva un clone di Nik Tesla che rianimava il cadavere di Macca ( nella storia il Beatle è morto in un incidente stradale nei sixties ed è da allora impersonato da un sosia ) e con lui fondava una band che suonava arcani songs in grado di trasformare salse speziate in pericolosi blobs antropofagi ed una rete di computers senziente che, invece di innescare a l'armageddon, sceglieva di controllare l'umanità attraverso un seducente social network. Dico solo che Cico risolveva la cosa permettendo che dal suo dna si ricavasse uno sterminato esercito di naniti golosi di salsa. I ''microCicos'' si pappavano il mostro informe, ma erano troppo piccoli per arrivare alla tastiera dei pc e perdersi in Faccialibro, come la chiama il signor Cajelli.

    Ho consegnato il soggetto tempo  fa in SBE e un editor che chiameremo Signor No mi ha detto che la storia non era male , con quei riferimenti alla circolarità delle umane intraprese ed i riferimenti New Age disattesi dal ventunesimo secolo a dispetto degli oracoli di alcuni pensatori francesi – io non ho fatto le scuole alte e confesso di non aver colto tutti quei riferimenti a Terence McKenna , calendari precolombiani e bio-natura della corrente elettrica nelle storie di Ann Nocenti, ma ero contento di aver piazzato una storia nel mio medium preferito. 

    Qualche giorno fa, stavo legando Crepascolino con un filo di lampadine colorate per impedirgli di trafiggere con il puntale natalizio il suo Winnie di peluche, quando il signor No mi ha chiamato e mi ha detto che, nonostante le proteste di legioni di fans, non saranno dedicati altri spin off allo spiritoso sodale dello Spirito con La Scure. Un vero peccato perchè Luca Enoch aveva scovato – dice lui – un vecchio soggetto di Paz su di un Cico tossicomane che avrebbe acceso uno spotlight sul personaggio come nemmeno le morti di Bats, Caps e la chiusura di Little Orphan Annie.
    La mia storia era troppo buona x esser lasciata nel cassetto ed è stato deciso di riciclarla per il signor Dog – considerato il fatto che io non ho mai pubblicato altro che un Necronomicon For Al Ages ( illustrato da Altan e colorato con la tecnica del dripping ) mi è stato chiesto se non mi dispiaceva che nei credits fosse citata una autrice che, essendo nota per aver inventato un catalizzatore di suicidi , era + rassicurante di un tizio che aveva proposto Lovecraft come fosse la Pimpa.
    Per me va bene, ho detto. Si stampi. L'importante è che la storia esca. Ho solo preteso che Dylan avesse gli speroni ed un paio di baffetti.
    Vedremo.  

           
              

  10. utente anonimo ha detto:

    Ciao Susanna, 
    ti devo chiedere scusa. Innanzitutto perchè mi era sfuggito il tuo messaggio sul mio blog e in secondo luogo (cosa più importante) perchè ho dato una notizia sbagliata.
    La mia fonte non è misteriosa, ho semplicemente riportato le anticipazioni segnalate nel Dylan Dog Horror club. Ero certo di aver letto il tuo nome… e invece… probabilmente avrò associato la frase "[…] lo staff del volume interamente composto da donne. Dodici dolci e romantiche fanciulle (tra sceneggiatrici, disegnatrici e coloriste) […]" al tuo ingresso in Bonelli (che a questo punto credo di aver letto da qualche parte) e ha inconsciamente fatto due+due. 
    Me ne scuso perchè, fino a poco fa, quando ho ripreso il Dyd 292, ero certo di aver letto il tuo nome su quelle pagine. Che dire? Rettifico immediatamente.

  11. utente anonimo ha detto:

    ho provveduto a inserire una errata corrige nel mio blog. 
    Ti chiedo nuovamente scusa per l'errore.
    stefano

  12. sraule ha detto:

    Ciao Stefano,
    no problem. Ho scritto un Dampyr (quello che esce il mese prossimo), forse ti sei confuso per quello 🙂
    Non temere, come vedi la notizia mi ha fatta divertire.

  13. utente anonimo ha detto:

    beh..ma se si parlava di dolci e romantiche fanciulle…

  14. utente anonimo ha detto:

    Ciao Susanna,
    credo proprio di essermi confuso con la notizia che riguardava la tua storia di Dampyr. Vabbè, mettiamola così, speriamo che il io sia un augurio per il tuo futuro… dylaniato!
    Ciao
    Stefano 

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