Quando mi hanno detto che la stanza su CUS per parlare del contratto base sarebbe stata privata e su invito, lo confesso, non mi è piaciuto un granché. Secondo me essere trasparenti è importante, talvolta fino al punto di non dover essere trasparenti solo nella sostanza ma anche, e specialmente, nella forma. Mi sono fatta alcuni pensieri tipo questi (cioé: mi sono fatta il pensiero che qualcuno avrebbe pensato qualcosa del genere), ma alla fine sono arrivata alla conclusione che nessuno sarebbe stato così in cattiva fede o così imbecille da pensarli. Perché, credevo io, eravamo tutti interessati alla crescita e alla buona salute del medium. Insomma, del fumetto.

Ora, in realtà, probabilmente, è così.

E visto che Bottero non è un imbecille mi resta da pensare che i motivi siano altri. Mi viene da pensare che, sì, è vero davvero che siamo tutti interessati alla salute del fumetto (ma alcuni sono più interessati degli altri? no, chiedo venia, mi è proprio venuta così), solo che alcuni lo dimostrano in modo strano.

Come Luigi di House of Mystery, che segue un numero impressionante di blog di fumettisti, scrive praticamente solo di fumetto e apparentemente adora il fumetto come forma espressiva, ma che paragona le opere italiane agli spettacoli teatrali di una parrocchia. Spettacoli parrocchiali che lui ha diligentemente recensito, uno per uno, spesso anche bene. 

Se non è amore questo. Cioè: e meno male che non è odio.

O anche: se abbiamo amici così, chi ha bisogno di avere dei nemici?

Ma ritorniamo al Club Segreto – che segreto non è, e non è neanche un club. L'impressione è che qualcuno si sia sentito escluso da questo club che non è un club. Ovviamente senza aver mai chiesto di poter entrare.

Funny.

(Ah, sul famoso forum segreto ho avuto uno scambio di opinioni con un altro autore, in merito, poi con un editore. Stranamente, non si è menato nessuno.)

Ah, una precisazione doverosa: entrambi i siti in questione hanno sempre parlato BENISSIMO del mio lavoro, cosa di cui li ringrazio (quindi, no, non penso che siate invidiosi di qualcuno).

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

»

  1. utente anonimo ha detto:

    Hai letto anche questo?
    house-of-mystery.blogspot.com/2010/12/una-mostra-sullantico-egitto-interessa.html

  2. utente anonimo ha detto:

    Il commento sopra è mio. Ho dimenticato di firmarlo.

    "ma che paragona le opere italiane agli spettacoli teatrali di una parrocchia. Spettacoli parrocchiali che lui ha diligentemente recensito"

    Ho paragonato la diffusione delle opere italiane agli spettacoli teatrali di una parrocchia.
    Non è un'affermazione falsa.
    Non è forse questo il problema basilare del settore dei volumi a fumetti?
    Questa estate il dibattito è nato dallo sfogo di un autore che non voleva pubblicare gratis. Molti interventi hanno riguardato proprio questo problema, ma anche l'impossibilità di pagare gli autori perché le vendite sono bassissime.

    Visto che le cose stanno così e il dibattito è iniziato così, mi è sembrato doveroso iniziare a parlare del problema in quel modo.
    Il mio discorso è stato:
    – è assodato che i volumi a fumetti vendono poco.
    – va bene che vandano poco perché la qualità, oltre alle vendite, è bassa, oppure, per una o più ragioni, non hanno il successo che meritano?
    – che diversi, secondo me, meritino è fuori di dubbio, altrimenti nel mio blog parlerei solo di fumetti stranieri.
    – perché meritano ma non hanno successo?

    Del perché meritano ma non hanno successo ho parlato nel secondo articolo. Le mie conclusioni sono:
    – Il disinteresse di diversi autori a farsi leggere. Sembra che alcuni provino schifo ad essere capiti e avere un pubblico.
    – Le cappelle dei quotidiani che ignorano gli autori di punta e indirizzano molti lettori su volumi a fumetti disastrosi.
    – La concorrenza spietata dei fumetti stranieri. Non è che gli autori italiani che possono pretendere di giocarsela alla pari siano questo grande esercito.
    – Disinteresse di molti editori italiani.

  3. sraule ha detto:

    Luigi, non ti sei firmato nemmeno questa volta, allora è un vizio! 🙂

    Ora ho letto il tuo secondo pezzo. Diciamo che mi sembra curioso che sia proprio uno come te, un appassionato, a tranciare giudizi facendo paragoni non proprio inoppugnabili.

    Sai, nella famosa "stanza segreta" stiamo parlando anche di questo. Perché non ci fai un salto anche tu?
    Ripeto: io non ero e non sono d'accordo sull'accesso ristretto. Sono convinta (o, secondo alcuni, coltivo l'illusione) che si possa discutere normalmente di alcune tematiche e si possano esprimere opinioni divergenti senza per forza saltarsi alla gola.

    Alle tue conclusioni aggiungerei anche un: – c'è un grosso problema sulla promozione delle opere, un problema che dipende quasi esclusivamente dagli editori. Proprio di questo stiamo discutendo, perché della mostra sugli antichi egizi hanno parlato le radio, i giornali, la tv, quindi il successo dell'iniziativa non dipende solo dall'argomento (che è comunque fondamentale).
    Ecco, quello di cui stiamo parlando è più o meno questo.

    Davvero, una tua opinione sarebbe importante. Visto che la buona salute del fumetto sta a cuore a noi tutti, cerchiamo di lavorare INSIEME. Ognuno con la sua opinione.

  4. utente anonimo ha detto:

    Quindi vedi la poca diffusione come valutazione di un qualcosa?

    Mi sa che ti stai mordendo la coda, perche' e' proprio la massificazione ad avere un accezione negativa in questi tempi di " Niente" .

    Non si vuole capire che il problema principale e' il lettore. E ancora non si vuole capire che un autore e' prima di tutto un lettore anche lui. Tutto si trasforma, i lettori raffinati..quelli di Bilal e toppi…Moore e Sakaguchi ..che , per inciso, sono quelli che cacciano i soldi , non possono ritrovarsi nelle produzioni mediocri/scadenti che ci sono in giro..e il pubblico a cui sarebbero rivolti , ragazzini piu' o meno adulti, preferiscono i manga commerciali o i videogiochi , e ovviamente immondizia genera altra immondizia, perche' non e' vero caro De andre' che dalla merda nascono i fiori…anzi,,,

    ,le risposte non ci sono…perche' si hanno prezzi troppo alti per lettori che non sono lettori..ma fagocitatori occasionali di passatempi piu' o meno vacui . Il fumetto non e' la sola cosa caduta nel vuoto di questi anni., e invece di fare autocritica tutti, ci si ferma sui personalismi e sul priscio di pochi.

    Scoiattolazzo

  5. sraule ha detto:

    su questo ti do ragione, scoiattolazzo. ci sono un sacco di prodotti scadenti sul mercato.
    come molti di quegli autori che fanno cose scadenti, anch'io sono convinta che le mie non lo siano. è difficile vedersi dall'esterno, DA SOLI.
    serve una figura professionale, l'editor, che ti dica: "guarda, la tua roba fa cagare", se è il caso.
    allo stesso modo, servono delle figure professionali che sappiano distinguere quello che è valido e, nel caso, quello che è vendibile.
    infine, però, serve anche la promozione, perché se esce un libro bellissimo ma nessuno lo sa è inutile tutto lo sbattimento precedente.
    no?

  6. utente anonimo ha detto:

    Ma se il problema non fossero gli autori ma gli editori?
    Editori che non investono soldi per pagare gli autori bravi?
    Editori che non investono soldi per fare promozione?
    Editori che stampano 1000 copie del loro prodotto?
    Editori che non hanno dei bravi editor?
    Editori che non sperimentano e sono legati sempre alle solite proposte? Ecco, forse qui dovremmo fare TUTTI un bell'esame di coscienza…

    Luca Erbetta

  7. peppegraceffa ha detto:

    Scusate se mi intrometto.
    A me sembra normale che un gruppo di persone che hanno intenzione di costituire una associazione di settore, si riuniscano privatamente per discutere delle problematiche del settore in cui operano, a cominciare dal contratto.
    Per poi agire unitariamente verso l'esterno anche con iniziative pubbliche.
    Qui non c'entra nulla la trasparenza. Anche perchè chiunque voglia partecipare può chiedere di essere ammesso alla discussione.

    Ps: in effetti in Italia ci sono editori che non hanno forza economica, non conoscono il marketing e hanno poche idee

    Giuseppe "Konte" Graceffa

  8. utente anonimo ha detto:

    Tra l altro mi fa ridere che l intera industria del cinema in italia si e' movimentato contro i tagli del governo, e nessuno si e' sognato di dire che e' ingiusto, ma quanti film italiani possiamo considerare veramente validi? in realta' fanno quasi tutti pena. Nessuna polemica ..registi..attori..produttori..tutti uniti contro i tagli come movimento unico. Per questo mi sembra ingiusto puntare il dito su qualcuno in particolare o tirare in ballo parrocchie e musei. Basta personalismi e facili visibilita' .ma tavoli seri di discussioni per  soluzioni di emergenza, ma come movimento unico.

    scoiattolazzo

  9. sraule ha detto:

    luca: mi pari troppo categorico, però. non che quanto dici sia sbagliato, ma cercare le cause solo in un posto mi pare un esercizio incompleto.

    giuseppe: in parte è così. ma non mi piace il fatto che alcuni editori ci siano e altri no (per loro scelta, in effetti). 

    scoiattolazzo: fa ridere anche me. ridere si fa per dire, ovviamente.

  10. utente anonimo ha detto:

    Susanna, il mio era un post volutamente provocatorio.
    Volevo solo far notare come si può tranquillamente cambiare punto di vista,  e osservare che tutte quelle colpe che vengono imputate al "mercato" o agli autori potrebbero, senza forzature, essere fatte agli editori.

    Ci sono persone che, da una parte fanno i critici sulle opere degli altri, e dall'altra pubblicano materiale che definire scadente è un complimento.

    è per questo che ho detto "Ecco, forse qui dovremmo fare TUTTI un bell'esame di coscienza…"

    Luca Erbetta

  11. utente anonimo ha detto:

    "Ci sono persone che, da una parte fanno i critici sulle opere degli altri, e dall'altra pubblicano materiale che definire scadente è un complimento.

    è per questo che ho detto "Ecco, forse qui dovremmo fare TUTTI un bell'esame di coscienza…"

    Seguendo questo ragionamento, visto l'auspicato esame di coscienza a cui nessuno dovrebbe sottrarsi, mi domando, provocazione per provocazione, ma perchè non selezionate anche l'accesso al vostro movimento, e n seguito all'Associazione Fumettisti (se e quando si farà) in base al talento degli autroi che ci vogliono entrare?

    O chi è dentro al movimento automaticamente non è soggetto a revisioni di editor o non produce materiale che definire scadente è un complimento?

    Se volete che gli editori non pubblichino autori "pronti", allora questi autori non sono nemmneno "pronti" per l'associazione fumettisti… o no?

    Eppure tra gli aderenti al movimento di autori che pubblicano materiale che definire scadente è un complimento ce ne sono, eccome…

    ContediCagliostro

  12. sraule ha detto:

    be', vedi, Cagliostro, se c'è un'associazione editori, o architetti, o mugnai, ci si può iscrivere chiunque sia un editore, un architetto o un mugnaio, non solo i migliori. non solo perché decidere chi sono i migliori sarebbe quantomeno un esercizio difficoltoso (e i risultati controversi), ma specialmente perché non è compito dell'associazione.
    è compito dell'editore, e su questo credo non ci siano dubbi.

  13. utente anonimo ha detto:

    "(…) non è compito dell'associazione.
    è compito dell'editore, e su questo credo non ci siano dubbi".

    Ma anche no.

    Come ad una associazione si può iscrivere qualunque autorre a prescindere dal talento, allo stesso modo un editore può pubblicare qualunque autore l'editore stesso creda abbia talento.

    Non è compito di una associazione fumettisti spiegare ad un editore come deve fare l'editore., così come non sarebbe compito di una associazione editori spiegare agli autori come fare gli autori.

    Ognuno ha il suo campo, le associazioni di categoria si muovono nelle intersezioni di quesit campi, non nei campi altrui.

  14. sraule ha detto:

    "

    Non è compito di una associazione fumettisti spiegare ad un editore come deve fare l'editore., così come non sarebbe compito di una associazione editori spiegare agli autori come fare gli autori."

    infatti nessuno vuole farlo, stai tranquillo.
    quello che faremo sarà, semmai, dire agli autori che pubblicare con alcuni editori probabilmente non gli conviene. e poi, è OVVIO, gli autori sceglieranno di testa propria, magari meglio informati.
    questo è tutto.
    come vedi, non c'è nessuna loggia massonica, anche se non mi dispiacerebbe avere un telecomando per la galleria riservata in caso di traffico!

  15. utente anonimo ha detto:

    "quello che faremo sarà, semmai, dire agli autori che pubblicare con alcuni editori probabilmente non gli conviene. e poi, è OVVIO, gli autori sceglieranno di testa propria, magari meglio informati".

    Cioè farete un elenco di editori da evitare?
    E in base a cosa saranno classificati gli editori con cui non conviene pubblicare?
    L'elenco sarà pubblico o sarà riservato solo agli adepti che frequentano le stanze segrete?

    ContediCagliostro

  16. sraule ha detto:

    A me piacerebbe che cercassimo di capirci. Cioè, senza far finta di non farlo.

    Comunque, visto che mi pare che la procedura che hai deciso di adottare è quella (ben collaudata, oserei dire) di prendere frasi e fraintenderle appositamente, permettimi di essere pedante. Onde evitare nuovi malintesi, sì?

    "

    Cioè farete un elenco di editori da evitare?"

    No, probabilmente si tratterà di una serie di condizioni contrattuali da evitare.

    "

    E in base a cosa saranno classificati gli editori con cui non conviene pubblicare?"

    Sulla base delle condizioni contrattuali. Anzi: noi stiamo creando un contratto base che giudichiamo soddisfacente (per entrambe le parti, se possibile, e per questo ci stiamo confrontando con gli editori – quelli che hanno voluto partecipare). Se un autore, esordiente o meno, noterà delle discrepanze tra il contratto base e quello che gli sta proponendo l'editore, saprà trarne le sue conclusioni. E decidere se il contratto che gli viene proposto per lui è più vantaggioso o più svantaggioso.

    "

    L'elenco sarà pubblico o sarà riservato solo agli adepti che frequentano le stanze segrete?"

    Come vedi, questa domanda non ha senso. Di quale elenco stai parlando? Di quello che IMMAGINI ci debba essere?
    Io penso che possiamo essere un po' più adulti di così. Tu non credi?

  17. utente anonimo ha detto:

    Susanna, sei una scrittrice e come tale sai benissimo che le parole hanno un peso, quindi facciamo gli adulti e non prendere in giro la mia intelligenza, che qui non c'è nessun metodo collaudato, ci sono cose prima dette, e magari non dette bene, che generano domande che fanno capire che non sono state dette bene e quindi necessitano di essere ridette meglio magari cercando di fare passare l'interlocutore per quello che ha capito altro, quando invece ha capito benissimo dalle parole che hai usato.

    Se tu dici:

    "quello che faremo sarà, semmai, dire agli autori che pubblicare con alcuni editori probabilmente non gli conviene. e poi, è OVVIO, gli autori sceglieranno di testa propria, magari meglio informati."

    Io giustamente posso pensare che voi vogliate fare una lista di editori con cui non collaborare e te lo domando (ah, le domande queste cose scomode e sconosciute…).

    Vedendo la mia domanda dici:

    "No, probabilmente si tratterà di una serie di condizioni contrattuali da evitare."

    Quindi, siccome capisci che fare una lista di proscrizione di editori è cosa di un certo tipo, meglio dire vi diremo quali sono le condizioni che gli editori "bravi" devono fare, tutti gli altri automaticamente sono cattivi. Va bene ci può stare… ma con delle riflessioni.

    Se tu dici:

    "Sulla base delle condizioni contrattuali. Anzi: noi stiamo creando un contratto base che giudichiamo soddisfacente (per entrambe le parti, se possibile, e per questo ci stiamo confrontando con gli editori – quelli che hanno voluto partecipare). Se un autore, esordiente o meno, noterà delle discrepanze tra il contratto base e quello che gli sta proponendo l'editore, saprà trarne le sue conclusioni. E decidere se il contratto che gli viene proposto per lui è più vantaggioso o più svantaggioso."

    Mettiamo, ad esempio, che per voi una condizione che giudicate soddisfacente per distinguere l'editore buono da quello "cattivo" che andrebbe proscritto ci sia l'anticipo.

    Se un editore non da anticipi è un editore da evitare, seconfo il tuo ragionamento calatro nel mio esempio.

    Se ci rifletti bene, da adulta, questo ragionamento non ha senso.

    Ogni editore fa le condizioni che ritiene può giuste e correllate con le sue possibilità. Se esiste un editore che non riesce a dare anticipi perchè non se lo può permettere per dimensioni e numero di copie vendute, questa non è una condizione per evitarlo, soprattutto se l'editore lo ha sempre detto onestamente che non può dare anticipi.

    Semmai le condizioni per evitare un editore sono quelle di chi non ti riconosce il diritto di paternità, di chi si tiene gli originali, di chi fa contratti di sfruttamento senza clausole di rescissione e/o per una durata superiore ai venti anni.

    Ma siccome la legge vigente prevede che i diritti di pubblicazione si possano cedere a titolo gratuito per un massimo di venit anni, non potete sostituirvi al legislatore, Potete al massimo sensibilizzare gli autori nel tentativo di non farsi prendere in giro da ambigui personaggi. E gli ambigui personaggi di solito non ti dicono onestamente fin dal primo momento che non hanno possibilità di darti un anticipo. Di solito.

    Nel contratto ci potete pure mettere che volete 400 euro a tavola e chi non ve li da non è un buon editore e va evitato, ma a quel punto, per coerenza non vi rimane che mettervi tutti in fila da papà Bonellli per fare Tex…

    Perchè se io editore non ti posso dare 400 euro a tavola non mi sento mica cattivo perchè non te le posso dare. Sarei cattivo se non ti riconoscessi i diritti d'autore nelle modalità che le leggi prevedono.

    Allo stesso modo potete volere royalies anche per il 30%… e così discorrendo.

    Non sono mica gli "accessori" di un contratto che distunguono l'editore buono da quello cattivo, perchè sono appunto "accessori" e sono appunto contrattabili. Sono le condizioni base riguardanti il diritto d'autore a rendere valido un contratto

    Quanto detto sempre perchè è bello parlarsi tra adulti e le parole sono importanti. Tu non credi?

    ps: beninteso io non mi sento escluso dai vostri clubini privati e manco mi interessa partecipare alle vostre discussioni perchè ritengo che il contratto tipo, al di là di spiegare a voi autori le condizioni base del diritto d'autore, non abbia alcun altro sbocco,  e questo vista la vasta etereogeneità degli attori editoriali del mondo del fumetto. E questo lo dico dopoo avere studiato per un anno il diritto d'autore e pagato consulenze ad avvocati e commercialisti. Magari potrebbe venirvi in mente che gli editori che non partecipano alla vostra discussione, non vi partecipino perchè non sono interessati alla discussione.  Magari, tra adulti, prima o poi viene questo dubbio. Magari.

  18. sraule ha detto:

    Scusa, ci sei rimasto male perché ti ho dato dell'adulto? Se poi devi rinfacciarmelo così non te lo dico più, eh? 🙂

    Anyway: per essere uno che non è interessato a entrare nella discussione, mi sembra che tu ci sia entrato abbastanza. E nel merito. E qua, dove tutto questo è OT.
    Nel mio post mi chiedevo i motivi del livore del sito su cui scrivi, visto che pare che il fumetto interessi a tutti. Se vuoi parlare del contratto tipo, sono certa che hai abbondante spazio sul web per farlo.

  19. utente anonimo ha detto:

    Vedi, cara Susanna, fai due errori concettuali:

    – pensare che chi critica la vostra inziativa lo faccia per livore, o altre pulsioni umane senza prendere in considerazione il fatto che si critica la vostra iniziativa perchè fa acqua da tutte le parti.

    – pensare che se uno critica la vostra iniziativa non vuole il bene del fumetto. A parte che il bene del fumetto, e il suo conseguente sacerdozio, è un inganno, inventato ad hoc per giustifacre tante cose. Io non voglio il bene del fumetto, perchè il bene del fumetto come valore assoluto non esiste. Non è con un contratto tipo che si fa il bene del fumetto.

    Inoltre, ti sollevo dei punti interessanti ma preferisci liquidarli come OT (mancanza di argomenti per rispondere?) e invitandomi ad andare da un altra parte a parlarne (velatamente indicandomi di rinchiudermi nei miei spazi…. che ca nisciuno è fesso…) non dimostri di essere una buona padrona di casa (ti sembreremo livorosi ma se vieni a commentare da noi non ti diremmo mai di tornare nel tuo blog se hai qualcosa da dire… ) ne di avere davvero a cuore quel bene del fumetto di cui parli spesso ma che sembra che non faccia rima con confronto e contraddittorio con chi la pensa diversamente da te/voi.

    E il problema di fondo del vostro movimento è proprio questo. Pensare che la vostra iniziativa è la migliore possibile e chi non aderisce non ne capisce la nobiltà.

    Quando magari chi non aderisce è perchè ne ha colto la miseria (in termini di idee e proposte).

    Inoltre, perchè vergare liste di condizioni editoriali che non vi garbano e non vergare anche liste di mancanze degli auori come:

    – consegne in ritardo. Prevedete una penale per l'autore non consegni nel tempo pattuito il lavoro?
    – mancata promozione da parte dell'autore. Vi lamentate che gli editori non fanno promozione e per gli autori che non si presentano alle fiere o alle presentazioni in libreria come si regola il vostro contratto tipo? E' difficile fare promozione sul campo se l'editrore non ha l'autore.

    Per la battuta dell'adulto, francamente non me ne frega nulla, rispondevo alla provocazione con uguale provocazione proprio per dimostrarti che come tuo interlocutore non ho voglia di essere trattata da fesso, soprattutto perchè se devo discutere di qualcosa lo faccio in pubblico e alla luce del sole, firmando i miei pezzi e indicando con nome e cognome di chi sto parlando. Non sono io ad avere scelto di andarmi a rinchiudere in una stanzuccia privata per evitare le critiche e circondarmi solo di chi alla fine m da ragione o comunque non mi darà torto.

    Anyway: do ya understand?

    ContediCagliostro

  20. sraule ha detto:

    Cagliostro,
    io rispetto le tue opinioni sul thread su CUS e anche sui problemi del mercato del fumetto.
    Ora le hai espresse, mi sembra.
    Non sono d'accordo su tutto e ho già scritto il perché. 
    Se vuoi aggiungere altro, i commenti sono a tua disposizione.

  21. utente anonimo ha detto:

    Ti ringrazio della dimostrazione di democrazia, praticamente su richiesta.

    E' sempre più difficile trovare chi lascia parlare chi non la pensa alla stessa maniera. Il vostro leader ad esempio, come ampiamente documentato (stanzetta privata docet), non brilla per questi aspetti, ma capisco anche che a volte un leader uno non se lo sceglie ma se lo trova già confezionato e per il bene del fumetto che tutti ci accomuna non ci si facciano sottigliezze sul leader che ci è toccato in sorte perchè, come dicono altri tuoi illustri colleghi "ultrà", meglio questo che l'immobilismo di categoria.

    Vedremo, comunque, se il tempo darà ragione alle vostre tesi o alle mie.  Vedremo se e come sarete in grado di costituirvi in una Associaizone e cosa sarà in grado di fare questa associzione di veramente serio e concreto.

    Ti ho proposto degli spunti in tal senso.

    Vedremo se vi farete prendere dal sacro furore della contrapposizione nei riguardi dell'editore come controparte oppure su riuscirete a anche fare una sana e seria autocritica.

    Al momento di autori che bucano le consegne o che si rendono irreperibili quando devono promuovere i loro libri non ne ho sentito parlare, quasi come se non esistessero questi casi apriori.

    ps: non è un problema, ne per te ne per me, che tu non sia concorde in toto con le mie posizioni. Il mondo gira comunque e nella stanzetta segreta, in fin dei conti, puoi trovare un microcosmo su misura dove non esiste chi non concorda con te/voi (o quasi) che riequilibra un modo reale dove purtroppo ci si confronta tutti giorni con chi non la pensa come noi ma in cui si coabita comunque..

  22. utente anonimo ha detto:

    "Diciamo che mi sembra curioso che sia proprio uno come te, un appassionato, a tranciare giudizi facendo paragoni non proprio inoppugnabili.
    Sai, nella famosa "stanza segreta" stiamo parlando anche di questo. Perché non ci fai un salto anche tu?
    "

    Grazie, ma sono stato bannato a vita da Comicus perché ho scritto che Mario Balotelli meritava di essere fischiato dai tifosi della Juventus 🙂

  23. sraule ha detto:

    Mi dispiace. Se vuoi ti spedisco via e-mail i copia-incolla delle pagine.

  24. sraule ha detto:

    Dopo aver chiesto il permesso agli altri.
    Ci ho pensato adesso.
    Per me non ci sarebbero problemi, ma credo di dover chiedere anche a loro. Ma non credo che abbiano problemi a loro volta.

  25. utente anonimo ha detto:

    Saresti molto gentile.
    La mia mail è luigisiv@yahoo.it

  26. sraule ha detto:

    Ti scriverà Claudio.

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