Ovvero, in che modo io e Sensi siamo approdati in Salani?

Cominciamo dall'inizio: mia madre. No, non così dall'inizio, non temete. Diciamo da quando mia madre lesse di un concorso letterario sul Corriere della Sera. Dovete sapere che mia madre ha l'abitudine di costringermi a leggere tutti gli articoli che trova interessanti. Siccome di solito sono un bel po', ho sviluppato un sistema di lettura veloce molto efficiente.

Comunque. Mia madre mi deposita in mano l'ennesimo articolo e io lo leggo velocemente. Poi lo rileggo, più lentamente (questo, immagino, dimostra anche che il mio sistema di lettura veloce FUNZIONA). Ammetto che è interessante.

Dopo essermi informata ulteriormente sul web, decido di partecipare.

E' – strano a dirsi – un concorso intelligente.

Non bisogna mandare 15 copie dattiloscritte a spaziatura doppia (per inciso, credo che i concorsi letterari abbiano un ruolo tutt'altro che marginale nel processo di disboscamento della foresta amazzonica), non bisogna mandare SOLDI, non bisogna impegnarsi a comprare 15.000 copie della propria stessa fuffa e non è necessario spedire fotografie in costume da bagno. Non che io abbia qualcosa contro le fotografie in costume da bagno.

Il concorso è indetto dal gruppo Mauri-Spagnol, che comprende varie case editrici serie. Il Corbaccio, Longanesi, Salani, Nord… vabbe', ora non mi ricordo. Ma sono comunque case editrici serie.

L'unico elemento migliorabile, sempre imho, è il titolo: IoScrittore. Ma, d'altronde, come titolista ho sempre fatto schifo, quindi chi sono io ecc.

Il concorso funziona così. 

Uno si iscrive al sito.

Uno invia tramite il sito (niente disboscamento delle Amazzonie) l'incipit del proprio romanzo e anche il romanzo completo.

Uno riceve da leggere 10 incipit degli altri concorrenti, entro una certa data. Se non li legge, viene eliminato.

Uno dà dei giudizi (votazione + giudizio scritto) agli incipit che ha ricevuto.

Uno incrocia le dita e aspetta la prima eliminazione, basata sui giudizi degli altri partecipanti.

Ah, i partecipanti sono 1500-1600. Una roba che mi ha sconvolto.

Comunque, leggo i miei incipit e voto diligentemente. La qualità media è media.

Ci sono cose scritte bene, meno bene, male. Ci sono cose che mi interessano e cose di cui non potrebbe fregarmi meno. Ma, se sono scritte bene, io do buoni voti anche se parlano della vita rurale veneta nell'800 (non sto scherzando).

Attendo trepidante.

Passo il primo turno.

Se prima eravamo in 1500-1600 a ballare l'alligalli, ora siamo circa 200. Continua a farmi un'impressione pazzesca.

A questo punto mi arrivano 10 romanzi completi. 

Li leggo diligentemente sul mio portatile (foresta amazzonica, sei salva!).

Esprimo diligentemente i giudizi. Sono effettivamente meglio degli incipit, ma non c'è niente che mi acchiappi particolarmente. Distribuisco una serie di 6-7-8. Forse un 9, adesso non ricordo. Di sicuro do anche un 5.

In seguito scoprirò che la mia scala di valori è sballata (non è una novità assoluta) visto che alcuni dei partecipanti hanno dato degli zero tonanti.

Anyway.

Incrocio nuovamente i miei ditini. Anche le dita dei piedi (lo sconsiglio a chiunque).

Passo anche la seconda selezione. Ora siamo rimasti in 30, e il nostro libercolo, di sicuro, verrà pubblicato in formato e-book.

Sommo gaudio. Altri alberi salvati dai boscaioli!

Leggo i giudizi degli IoScrittori che hanno letto il mio romanzo. Il migliore è mirabilmente sintetico: "Idea di fondo carina, ma il resto è tutto da buttare, ambientazione in primis. Try again."

Ecco, io di giudizi così non ne ho dati, anche se la tentazione era forte. Ma a me, questo, è piaciuto. Non spiega niente, ma è bello. E' divertente. E poi era solo un 4, non uno zero tonante. 

Gli altri, se ve lo state chiedendo, erano migliori, quanto meno a livello di punteggio. C'era qualcuno che se la prendeva con il mio stile, mentre altri lo osannavano. A qualcuno stava sulle palle Sensi, ad altri stava un sacco simpatico. Gli stessi elementi sono stati esecrati e lodati più o meno in pari misura.

Poi c'era il giudizio che più mi perplime, che in buona sostanza diceva: c'è troppo sesso e non fa ridere.

Sul fatto che non faccia ridere non ho obiezioni. Il mio tipo di umorismo non piace a tutti e guai se fosse così. 

Per quel che riguarda il sesso, è chiaro che anche quello non piace a tutti.

Resto un po' perplessa, ma va bene così. Per fortuna agli altri lettori il sesso piace. Fiu.

Comunque, ero lì tutta lieta per gli alberi dell'Amazzonia, quando mi arriva un'e-mail da Mr. Spagnol in persona.

La mail mi finisce nello spam, mentre io sono via per un convegno. Apparentemente una situazione disperata.

Ma il mio boyfriend, da vero prode, si introduce nella mia e-mail e recupera la mail dallo spam.

I. Buoni. Vincono. Sempre.

In seguito vengo contattata da Mr. Spagnol, che mi dice che non sono arrivata prima, e neanche seconda, ma avrebbero intenzione di pubblicare il mio libro lo stesso.

A quel punto inizio a fottermene dell'Amazzonia e, terrorizzata, rispondo "sì!"

(In questa fase, io, Mr. Spagnol me l'immagino come un vecchio con gli occhi di bragia, un pappagallo impagliato su una spalla e un fucile a canne mozze che dondola minaccioso lungo il fianco.)

Sempre terrorizzata, vado a Milano a parlare in casa editrice.

Preferisco sorvolare sulla mia performance di quel giorno. Immaginate solo la Vostra che ciancia senza costrutto, sparando cazzate a raffica, mentre Mr. Spagnol e un gruppo di editor incuriosite la guardano come la famosa rara avis. 

Ah, e Mr. Spagnol non ha il pappagallo, il fucile a canne mozze e gli occhi di bragia. Non è neanche vecchio. 

Meno male, altrimenti la mia parvenza di disinvoltura avrebbe finito per uccidermi.

Dopo questo imbarazzante, ma inevitabile, interludio, eccomi qua.

A bullarmene con gli amici.

PS. C'è stato solo un incipit che mi è piaciuto di brutto. Una cosina fantasy cattiva, con un protagonista che era un po' Piton e un po' Eymerich. Solo che IoScrittore mi ha cancellato tutti i titoli degli incipit, io non me lo ricordo e non lo leggerò mai. Zob.

Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo scrive:

    Sei forte. E sono veramente contento! 🙂

    paolo

  2. sraule scrive:

    yep.
    (trema! appena finisce l'inondazione sei a rischio visita!)

  3. cornersoul scrive:

    Io Mr.Spagnol me lo sono immaginato come un Sensi in abiti civili e un po' più in carne. E un paio di spalline, non so perché…

    Ah, continua a tenerci informati, che me lo voglio procurare appena esce.
    Antar

  4. utente anonimo scrive:

    Mauri Spagnol. Hai dimenticato Guanda ,importante anche per la collana Guanda Graphics…:)

  5. sraule scrive:

    vero.

    antar: no, non aveva nemmeno le spalline. 
    lo so, sono delusioni.

  6. CREPASCOLO scrive:

    Io avevo dato tutti voti altissimi. Ricordo un fantasy con un vecchio dagli occhi di bragia ed un fucile a canne mozze che incenerisce l'Amazzonia per dare al suo pappagallo un posto dove si potesse sentire una rara avis.
    Adoro tutto quello che parla di piromania.
    Non posso dire che gli altri sono stati gentili con il mio lavoro. Lo capisco ed accetto il loro giudizio. Altri si sarebbero chiusi nel loro sancta sanctorum pregando tutte le potenze infernali di cancellare anche solo il ricordo della parola scritta dal ns emisfero, ma io sono superiore a queste dimostrazioni di infantilismo. E poi sono un satanista dilettante. Un corso per corrispondenza. Sto leggendo un manuale di Crowley che mischia la disamina delle tecniche degli aruspici e le ricette di pesce della cucina siciliana. Interessante, ma pericoloso solo se non ami la paranza.
    Continuo a pensare che il mio romanzo avesse dei numeri.
    La vita nei campi del Veneto nell'ottocento. Poca tv ed alla sera i contadini praticano un sesso selvaggio, disibito, privo di sottotesto, implicazioni psiconalitiche e senza il minimo senso dell'umorismo. 
    Un vecchio, preso di peso da una canzone che De Andrè non ha fatto in tempo a scrivere, stufo di quel continuo ''pangrattare '' come direbbe il principe De Curtis, si chiude nel suo sanctaeccetera e cerca di evocare un angelo sterminatore, ma è un negromante dilettante, e riesce solo ad aprire il solito varco dimensionale da cui precipitano orde di Stereotipi Spagnoli – come potreste trovarli in un incipit da bollare con un try again, better be lucky next time.
    In poco tempo nelle campagne venete dell'ottocento non si fa altro che mangiare paella e ballare con una rosa in bocca. Ogni tanto si libera qualche toro per le strade di Rovigo. Nessuno pensa più al sesso a parte il vecchio per cui è diventato un pensiero fisso, come i sottaceti per Tognazzi jr. Poi per fortuna aumentano le trasmissioni televisive. Il tuca tuca della Carrà è un  ottimo succedaneo. Lieto fine.
    Continuo a credere nel potenziale dell'idea e sto pensando di proporlo ad uno di quegli editori che chiedono solo di pagare le prime trentamila copie. Tra poco arriva la tredicesima. Viviamo nel migliore dei mondi possibili.Olè !   
        

  7. utente anonimo scrive:

    Forte!!! ^__^
    Complimenti! ^__^

    Luca.

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