Dopo la giusta invettiva contro i karaokanti, sono oggi pronta a parlarvi del fumetto di Alessandro Lise e Alberto Talami: "Morte ai cavalli di Bladder Town". Forse vi ricorderete di Lise e Talami per il loro controverso libello "Quasi quasi mi sbattezzo", che riuscì ad attirarsi le ire anche dei nostri politici timorati-di-Dio. 

"Morte ai cavalli di Bladder Town", rispetto a "Quasi quasi mi sbattezzo" ha una storia più lunga, una grafica più bella e un messaggio più eversivo.

Per quel che riguarda il messaggio eversivo ("E' da pazzi accorgesi che le cose non saranno più come prima"), non c'è problema: a questo giro i nostri politici non ci arriveranno. 

Per quanto riguarda la grafica migliore, è oggettivo: "Morte ai cavalli di Bladder Town" è a colori, è stampato su una carta fichissima, ha una magnifica edizione e Talami ha dato il meglio di sé. Provare per credere.

Ora potrei parlarvi della lunga storia. Credo che lo farò.

Era il 2005. Io e Armando eravamo in finale al Lucca Project Contest, prima edizione, che poi avremmo vinto con Ford Ravenstock. Tra gli altri finalisti c'erano questi due ragazzi. Lise e Talami. Avevano presentato un progetto bellissimo, che Talami aveva colorato ritagliando e incollando le campiture. Un lavoraccio. Un lavoro bellissimo, una storia surreale.

Non so come siano state le edizioni successive del LPC, ma quella è stata strana. Si era creata una strana atmosfera, per un concorso. Mentre gli esclusi riversavano fiumi di veleno in rete, i finalisti si sentivano accomunati da qualcosa. A ripensarci adesso, un'esperienza unica e meravigliosa.

Io e Armando osserviamo le tavole di Bladder Town, conosciamo gli autori, ci viene raccontata la storia e pensiamo: "vinceranno loro, è inevitabile." Non lo pensiamo con astio, ma con una certa gioia, un po' perché era uno strano concorso, un po' perché è bello veder nascere qualcosa di bello. E' così bello che riesci persino a essere obbiettivo.

"Morte ai cavalli di Bladder Town", da allora, per noi è la storia che avremmo fatto vincere al LPC.

Ne uscì una piccola versione autoprodotta, bellissima, con una confezione straordinaria, che conservo gelosamente. 

Ora ne esce una versione estesa, rimaneggiata, piuttosto diversa dall'originale e, se possibile, ancora più bella.

Bladder Town è una città del Far West persa in un deserto infinito, punteggiato da enormi cactus, abitata da gente sciocca, intollerante, religiosissima e gretta. A Bladder Town vive Violett, amata dall'intera popolazione locale di Jones, con suo padre, un folle cristiano che ha costruito un immenso cannone per scacciare i pretendenti della figlia: la Gloria del Signore. Ed è grazie a un lancio accidentale durante la manutenzione dell'arma che Violett scopre il Vero Amore, finendo nel suo orto. E i cavalli? I cavalli, a Bladder Town, un bel giorno cominciano a cadere a pezzi e a morire, improvvisamente.

Non vi dico altro. Se volete investire bene 10 euro, compratevi questo volume. Che è bello, ironico, surreale e, sì, eversivo.

QUA potete vedere il primo capitolo. 

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Informazioni su Susanna Raule

Psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia del 1981. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con il suo fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi. In seguito Ford Ravenstock è finalista al Premio Micheluzzi. Lavora come sceneggiatrice per vari editori, nazionali e internazionali, su titoli come “Inside”, “Ford Ravenstock”, “Dampyr” e altri. Affianca a questa attività quella di traduttrice. Nel 2010 è tra i finalisti del premio Io Scrittore promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol con L’ombra del commissario Sensi, che esce nel 2011 per Salani. Nel 2012 viene pubblicato il suo secondo romanzo, Satanisti perbene – Un nuovo caso per il commissario Sensi, sempre per Salani, nel 2013 l’ebook Anatomia di uno statista, nel 2014 il romanzo Il Club dei Cantanti Morti e il graphic novel Inferno. Nel 2015 un nuovo romanzo con protagonista il commissario Sensi, per Salani, L’architettura segreta del mondo. Il suo sito è: sraule.blogspot.com

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  1. utente anonimo ha detto:

    Abbiamo partecipato al Project Contest anche l'anno successivo (l'edizione vinta dal bravissimo Tiziano Angri con Tommaso DeStefanis), e l'atmosfera, è vero, non era la stessa.

    E' anche vero che la simpatia con cui tu e Armando avete accolto il nostro fumetto è stata una delle spinte che ci ha convinto a portarlo a termine e di autoprodurlo.

    Grazie!

  2. sraule ha detto:

    L'ho già detto, ma lo ripeto: per me I Cavalli è una delle cose più belle mai uscite. E se io e Armando abbiamo influito sulla pubblicazione, non posso che esserne felice!

    (Poi, durante la nostra edizione non sapevamo ancora che c'erano in ballo dei soldi, se no non credo che il clima sarebbe stato così sportivo)

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